Poesie (dal 2017 ad oggi)

VITA TRASVERSALE  



LE VOCI REMOTE

2017


1
LE VOCI REMOTE

un'accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare


il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante


2
ONDIVAGHE MACERI PAROLE

quando ti rigiri tra le lenzuola
-ondivaghe maceri parole
dove latita il cuore-
somigli al gabbiano ferito
che solo in sogno ritrova
il suo mare - la vita altra



3
SOGNO DI CUPIDO


aleggiavo "per l'aere"
-io figlio di Venere- o 
era il mio doppio incorporeo che
con molte frecce al suo arco
germinava amore


vedevo
nel tempo di Veneralia
in un cielo quasi dipinto
splendere carnale fiamma


[Veneralia: festività romana celebrata il I° aprile, dedicata a Venere Verticordia ("che apre i cuori").]



4
FUOCO AZZURRO

lascia che sia
più che naturale
da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe
come l'idea di ritagliare lettere
per "confezionare" una poesia


fa' che sia lei
a visitarti col suo azzurro fuoco
ti salga fin dalle viscere
ti cali nell'humus della parola



5
LA GRANDE AVVENTURA LA VITA

"marinaio col mal di terra"
se mai ne perdessi il gusto -della vita


dal cuore della zolla il verde grida
sempre vita rinasce 
all'infinito 

 
lei è mamma-chioccia
-travalica la morte col suo tepore-amore



6
GENERAZIONI

eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi


-bella forza: voi con i vostri 
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso 
del nostro sangue nelle piazze


per le ginocchia aria di primavera



7
ELUCUBRAZIONI

dicono esce dalla testa
il corpo astrale parto della mente

è sempiterna la mente
come il reale che in sogno appare

liquida luce - oltre 
la mente solo ombra o niente



8
PRIMAVERA CANTERINA

di verde in chiome folte
natura si riveste


a specchio di sole -sangue
di primavera-
becchetta 
l'immagine nell'acqua
il chiurlo e ti fa il verso
se abbozzi un motivetto



9
L'ESTRO

rischiava la galera chi
procurava cibo 
ai fantasmi era l'editto
del castello


pure
l'intrepido ragazzino
Arthur R. giocava il tutto
per tutto pur d'avere in cambio
versi "divini"


o più probabile fosse
solo un sogno e lui stesso sogno
nel sogno e i versi
parto del suo estro



10
MONDO DI LUCE

m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo 
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce



11
IO SONO IL MARE

danzi su creste d'onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l'immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine


poi per l'azzurra volta
ti vedo svettare - verso 
profondità di cieli 


verso quella
libertà che aneli



12
L'INNOCENTE

già l'immagino i titoli
"classe 41 - stecchito da una raffica"


ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale


dove -si sa- a pagare
è chi non c'entra un bel niente



13
FUMATORI D'OPPIO

figure inconsistenti
come carta bruciata
sbriciolata d'un soffio


e
alberi che camminano
capovolti e navi
di nuvole


visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue


Jonas
preso nella rete dei 
fumatori d'oppio



14
SE QUALCUNO E' A SPIARTI

lasciartele scivolare addosso -dici-
distaccarti sempre più dalle cose
finanche da questo


corpo: vederti presente
a te
come nel sogno - quasi 
evanescente


sogni
e sei sognato -
mondi speculari


vedi: se 
qualcuno è a spiarti


non sei che tu
da un altrove



15
SOGNARMI

sull'otto orizzontale
librarmi etereo


piume d'angelo a coperta
di cielo



16
SE LASCI CHE LA VITA

il moscerino che taglia nella luce
del monitor
l'ultima tua poesia riveduta


sembra imbeversi
del sangue delle sillabe


in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno


vedi te stesso se lasci che la vita 
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente



17
TRASMIGRA IL TUO GIORNO

compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?


lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"


-la vecchiezza un obbrobrio!


ecco vedi trasmigrare 
il tuo giorno
in sudari di calce



18

ED E' SANGUE IN LUCE

esilio di carne
anse d'ombre


ed è sangue in luce
l'ancestrale fiorir
d'appigli


a schiudere il giorno



19
SIMBIOSI

di notte sto bene con me e l'altro


sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra 
ombra di me è il sogno


come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte



20

COMPLICE L'OMBRA

non un posto al sole
non m'ispira il tipo lucertola

ora dove sosto
un venticello spira
che mi pettina i pensieri
aggrovigliati
nel cielo della mente

dove un abbozzo
di poesia inizia
a mettere ali



21
IL LA' PROPIZIO

quando sperimenti il fantastico e
non focalizzata l'immagine salta
sul video della mente


quando magari
è Borges a darti l'abbrivio
il là propizio
dal suo cielo d'esagoni e sfere


[ultimo verso: ispirandomi a "Finzioni", di Jorge Luis Borges]



22
DOVE PALPITA IL SOGNO

da una dimensione parallela
il Sé in me rispecchia
la sua primaria origine
punto dell'eterno
dove palpita il mio sogno
di carne e cielo



23
TESTIMONI

di sole indorate
distese a maggese
ricamate di fiori di sangue
per mano assassina
tramante nell'ombra


vòlto al cielo: testimone
non "profeta" di
panegirici
fulminato a due passi 
dal luogo di culto
le mani ancora nell'atto
di benedire


-come in un tempo sospeso
l'oscillare di grani 
di rosario



24
LA CARA MUSA

ti ci arrovelli ma non trovi soluzione
ti ha lasciato a metà la cara musa


sei come quell'albero reciso
la cui ferita bianca
non si vede sanguinare



25
SIC TRANSIT

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge


è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza 


lo scheletro la trasparenza



26
RICORDA

[ispirandomi a David Maria Turoldo]


sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina


ma sei amato


immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia


ritorna a volare:
ti attende la madre al suo
nido


ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua 
infinita Essenza


pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere



27
AD ALTEZZE SEGRETE

(volontariato)


spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto ad altezze 
segrete


sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita 


lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso



28
CLOWN

la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria



l'ora si fà elettrica
nel cielo 
di un capriolare d'umori



29
ESPANSIONE

il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica 
uscito dal corpo?


sognare è un po' 
essere già morti


come 
nell'oltrevita
e l'essere si espande
si sogna moltiplicato
in fiore atomo stella


appendice? o
espansione è il sogno?



30
NUDO ALLA LUCE

è velo che cadrà la carne


rendere fruttuosa la morte
"perdendo" la vita


rovescio
dell'io tra nome e senza nome


ma è l'amore che mi sceglie


-nudo
alla luce


ho sognato d'essere trasparente



31
QUELL'ETA'

siamo quelli
di un'età ahimé biasimevole
se la moglie impreca
per la camicia ricamata di sugo


"l'altra faccia"
-a firma di arabeschi 
di sangue sulle strade-
quell'età da sballo 



32
ALLUCINOGENI

corrono brividi nel sangue psichico
 

dentro l'occhio di Selene ondeggia 
distorto volto d'angelo


bruciarla la vita sul filo
della notte liquida



33

SANTO CHE SOFFRI


Amore inchiodato alla croce
Sole che apri spiragli
nei cuori di carne
Luce che accechi i potenti


t'incontriamo nel povero
ma non ti conosciamo
come Pietro al canto del gallo
cosa mai saremmo senza di te
che hai sepolto per sempre
la morte
chi mai saremmo se 
di te facessimo a meno


l'ultimo giorno verrà 
e noi perduti 
perduti per sempre senza di te


Santo che soffri
che ci ami fino alla morte


[Il titolo è preso da Ungaretti]



34
TUTTO E' PREGHIERA

una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza


la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l'alto è lode


l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange



35

SPRAZZI DI LUCE


non riesco a saziarmi di Te


penetri nella 
mia vitrea solitudine
con sprazzi di luce come 
attraverso una smagliatura



36
LA CARA MUSA 2


giungerà con quest'aria incendiata
tra un ghiacciolo e un bagno la cara 
musa latitante da giorni


intanto afose notti
inzuppate di sogni
hanno complice una luna menomante



37
DIETRO UN'ALBA CADMIO


ha dipinto nel tempo il suo
"capolavoro" di nulla?
-spuntato 
da duemilanni il suo pungiglione


dietro un'alba cadmio il nero dove
ogni volta la ricacciamo
-nell'oceano di energia
miseramente essa si spegne


l'humus si nutre
di vermi e foglie: non si rinnova 
la vita mangiando se stessa?


in un palpebrare di luce
del sangue l'aprirsi in fiore



38
SU ASSONNATE RIVE


su assonnate rive uno scorcio
si frange di tuo vissuto: i tanti
io disincarnati i tanti
ingoiati - non hanno più
ombra che nel sogno
nell'onda del sangue



39

VIVE UNA LUCE


vive nell'akasha una luce che
custodisce quel mosaico che dici
destino


tu sei l'ombra
del Sé: l'alterego o se vuoi
l'angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita



40
FRATTO IL TEMPO


fratto il tempo dove
è ritrarsi di vita
come da risacca l'onda


il mostro a tratti
ghermisce la memoria
che vuole eradere ricordi


l'angelo è cenere
dove gridano ustioni
di luce



41

INVETTIVE


[a Padre Pio, tacciato di impostura]


una parola un fendente


minimizzi


l'orgoglio un ordigno
inesploso


carità
ti accompagnerà nella polvere



42
TENTO VERSARE VERSI


tento versare versi
sulla  chiara facciata del foglio


"navigare di nuvole pigre" -questo
l'incipit
ma ahi cara musa 
son già qui arenato


potrei imbastire una rima
tipo fiore-amore o
scrivere il verso più bello
dettatomi in sogno


pure
fibrilla nel sangue un qualcosa
che non saprò dire



43

NELL'OLTRE


imprigioniamo paure
in mantelli marchio privacy
ci genuflettiamo
a ipocriti sorrisi


nell'oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi



44
COL TUO CORPO D'ARIA


[A Mirta Rem Picci, 44 anni, suicida il 17.7.17.]


ti attirò lo strapiombo del vuoto
mentre mani cercavano afferrarti


un buco nel cuore hai lasciato Mirta
al tuo amorevole amico


ora
danzi il flamenco che amavi
col tuo corpo d'aria


e da un altrove "detti" poesie
quelle
che non hai avuto il tempo di scrivere



45

CASA DI NUVOLE


a volte non è ancora poesia
ma la sua forma possibile


lasci che fluttuino parole
che essa prenda sangue e voce


ti lasci condurre e non sai 
dove ti porti
-dimorerà
la poesia
forse in una casa di nuvole


---------------------------------------


TRASMIGRA IL GIORNO

46
TRASMIGRA IL GIORNO


compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?


lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"


-la vecchiezza un obbrobrio!


ecco vedi trasmigrare 
il tuo giorno
in sudari di calce



47
IL GRIDO


non lasciare ch'emerga
il mostro come da abissi
marini fa' che affoghi
nel suo sangue


rabbuia nelle vene il giorno:
grido che tende
levarsi nell'aria rossa



48
INFINITE VITE


infinite vite possibili
ha forse l'anima
quel che è detto da taluno
l'essere moltiplicato


mai si chiude il cerchio?


è come traversare innumerevoli 
porte nei meandri dei sogni
o abbandonarsi a visioni
di déjà vu


non si chiuderà il cerchio se
come si sa
è del Demiurgo un continuo creare
infiniti 
mondi-entità col solo sognarsi



49

QUEL SORRISO


senti la vita quasi fosse
apparenza in vaghezza di sogno


l'anima è spersa dove fitta
trama d'ambiguo s'incaglia


ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo
di luce - una spina nel sangue


e quel sorriso -oggi
che ti sorprendi a inseguire ombre
in cerca del suo profilo- 
ti si trasfigura in un graffio
difficile da decifrare



50
SEGUENDO L'OMBRA


i tavoli tra ombra e sole dove
sedeva chi più non c'è


la mente è in fermento
nel lento giro del sangue
in questo scorcio di cielo 


mi sposto seguendo l'ombra
seduto a leggere Brodskij
mentre
lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri
che vagano
sul filo di versi in fieri


mi distoglie
il ronzio di una mosca: salto un rigo
nero della pagina


il libro si chiude di scatto
sul giorno azzurro



51

MEMENTO


la luce si spalma
dentro la parola
che di sé vive:


a ricordarci la bellezza


lasciarci impregnare 
di fascinazione
nell'orfanezza del sogno



52
SANTIAGO


traversare il ponte sull'Atlantico
t'ispira qualcosa 
che appunti in un angolo sicuro
della mente


dopo
per davvero
guardi in un modo diverso le cose


è quello stupirti
amando l'Amore


il cammino di Santiago
finisce nell'Oceano


[percorso Fatima - Santiago di Compostela]



53

L'ASCETA


è nell'invisibile dice
l'architettura dell'essere -
perfezione la carne che si
trasfigura


il resto è apparire o maya: mondo
i cui regimi e regni andranno
capitolando - insieme a chi
li rappresenta



54
SUL CANCELLO


drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino 
agli ottanta è andato a miglior vita -
non ritirerà più
il giornale al mattino
il passo pesante il fiato corto


unificatosi col suo doppio
ha lasciato qui la zavorra



55

EROS E THANATOS


far l'amore e la morte sono in stretta
connessione:
l'appagamento è un dolce morire


attimi che sembrano infiniti
perché amore e morte si abbraccino


come la terra nel suo grembo accoglie
le foglie cadute



56
CRONACA


"in luce di sangue vita ti diedi
e tu l'hai gettata nel cassonetto"


ahi quel cielo di carta stampata
che s'indigna sotto gelida penna!



57

SCORCI DI SETTEMBRE


scorci di settembre è l'ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite


familiare ti è l'ombra ed è
dissonanza se ti sorprende 
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo


[mammone: in gergo è l'orco]



58
IN TE LA LUCE


s'inginocchia in te la luce


ti dividi 
nelle due dimensioni:
dreamtime e corporea insieme


a sorvegliarti è l'Occhio 
interiore -
il tuo doppio di perfezione celeste


[dreamtime: il tempo della creazione]



59

ANGELO DELLA LUCE


adagiati creatura del sogno
sulla curva del nostro abbandono


la lontananza è ferita insanabile
un cielo d'astri divelti


e tu balsamo sei
-tu orifiamma tu altezza
sognato stargate-
dove voce insanguinata c'inchioda


dalla caduta



60
LUCE ALTA


luce alta - paiono
incendiarsi le finestre degli hotel


un altro caffè 
spezza la mattina -
strilli 
di bambini in pineta lampi di
sole tra il fogliame


"Dio c'è" è la scritta sul 
muretto che delimita la spiaggia

 
dichiararlo a cuore aperto: 
ché un miracolo 
è la vita



61
QUALCUNO TI CONOSCE

-non credi in un dopo? e
in un prima? e il mondo
pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo
e tu t'aggrappi agli specchi


ma nulla va perduto
sai:
Qualcuno ha contati
tutti i tuoi capelli


davanti 
a un pericolo mortale


un'invocazione ti salirà alle labbra?



62

IN VAGHEZZA DI SOGNO


ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno-
un te estraneo vagare
per strade buie e vuote 
come un sansebastiano a trafiggerti 
gli strali della notte - senti 
recalcitrare
in te l'uomo vecchio -ah convivere
con gli umori di un corpo-zavorra-
ti avvedi d'aver perso le chiavi
di casa mentre un gallo 
canta
in lontananza ed è l'alba



63
PIU' D'UNA VITA


convivere con gli umori
di un corpo di morte


dall'animalità all'angelo: questa
l'impervia salita


più d'una vita se dal sangue
fioritura sia d'ali levate:


ogni passo ne perdi una piuma



64

ULISSIDI


andare per procellosi mari in cerca
del proprio nome l'origine
la loro Itaca


coglierne forse la voce nella
cavità del cielo
insufflate le narici da un vento salino


quel battere del sangue
di cui si parlerà a un nuovo approdo


e i morti? quelli che sono
parte del loro cuore alla ventura?


entrati nel mito
essi custodiscono 
quel mai perduto nome



65
FORSE UNA NUBE


(a Pierluigi Cappello)


mi accoglierà un non-luogo
non più inalerò resina di abeti
alle finestre degli occhi colombe
bianche si poseranno  
mi abbraccerà vaghezza 
forse una nube vorrà dire casa



66

DI STAGIONI DI SOLE


ho sognato mio padre -non è giunto
il tuo momento- mi ha detto


di nuovo agli alberi cresce
la folta chioma
è tempo dei gatti in amore
-il ciclo si ripete della vita


quante ancora ne restano
di stagioni di sole -mi domando- di quel 
sole che si spande come liquido oro
sul tavolo a cena



67
FIUME D'ECHI


rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante


anime siamo
che si cercano


fiume d'echi
la cui scia
porta con sé il lamento 
di nomadi d'amore



68

VANAGLORIA
 

la forma assumi dell'involucro-
status quo
mentre a preesistere
in te specchiato
è quel pizzico di vanagloria
ingannevole capriccio
che rimonta a un giro di vento



69
IL GRIDO 2


resilienza questo vivere
morigerato e anse d'ombre
dappresso dove annega il grido


sudate notti e sogni
scollati da grigie albe


e chiederti
se non sia impari lotta
aggrapparti a rupi erose dai venti



70

LE MANI AFFONDI


in emorragie di non-senso
ricacci al fondo il Sé
superiore
uniformandoti al mondo
le mani affondi
nel sangue delle convenzioni
mentre
all'angelo lucente del sogno
tarpi le ali
facendolo all'alba svanire



71
FONEMA


insufflato dal dio
passa come un vento di mare
il ricercato fonèma


che nel sogno dispiega le ali
di scintillante bellezza



72

CUORE DI PAGLIA


è dell'umano il tempo
non certo dell'anima e ti pare
d'esser sempre giovane anche se
vicino agli ottanta il fisico non rende


se cavalchi
un'emozione ecco spunta una lacrima
e senti capriolare
questo cuore di paglia


come un imberbe a prima cotta



73
RICAMBIO D'ALI

va controtempo in un ricambio d'ali
l'angelo insozzato di mondo

nel sonno del giusto
abbevera le radici
del sangue della luce



74

QUEL SENTIRTI


può piacere quel po' d'intontimento
in banchetti interminabili
col capotavola
che devi urlare per farti sentire
due parole per darti un contegno
col tuo dirimpettaio
non toccando temi impegnativi s'intende
controllando i freni inibitori
una comunione di anime allegre
ma tutti i commensali alla fine
si resta perfetti estranei


poi fuori il freddo pungente
a sollevarti il bavero e
quel sentirti un cane di nebbia che vaga
che ha perso la strada



75

ETERNO PRESENTE


kronos esce dal mare 
prenatale


il domani è un imbuto 
dove fluiscono gli oggi 
coi sordi tamburi del sangue


dove in fondo 
agli specchi annegherà la
realtà 
relativa: lì il mondo che

 
si vede 
rovesciato 



76

SULL'ACQUA


sul grande mare del sogno
veleggiano i miei morti
gli occhi forti di luce
con un cenno m'invitano
al loro banchetto sull'acqua
d'argento striata


m'accorgo di non avere
l'abito adatto
cambiarmi rivoltarmi
devo
vestire l'altro da sé



77
INQUIETI FUOCHI


nuvole a stracci nell'azzurro
curve ariose di voli


vastità di te solo: figura
inespressa lacera ombra


ti aspetti una eco un suono
in questa sospensione


inquieti fuochi son gli occhi dell'anima
mentre guardi 
un gabbiano staccarsi dal tramonto



78

LA REGIONE DEL SOGNO


la via regia puoi dirla
vita trasversale
nell'ondeggiare di curve di luce


del pensiero allucinato
vedi prendere vita
le figure surreali di dalì


e ancora da questa

 
infinita vastità del sogno
emergere gli angeli di rafael
o le eccelse visioni
di blake su uno sfondo viola


[Via regia: definizione di Freud del sogno; Rafael Alberti, poeta spagnolo]




79

E IL VENTO S'IMPIGLIA


(soliloquio)


in meditazione ti trovo
assiso sui gradini del tempo


chi interroghi
sotto una luna menomante?


vedi


e se fosse soltanto un apparire
questa vita


protendimento di un luogo della mente


dove passano navi di nuvole 
in sogno e figure 
evanescenti e il vento

 
che s'impiglia in grovigli di foglie



80

L'INVERNO DEL CUORE


[mancanza dello stato di grazia, ovvero aridità d'ispirazione]


sentirsi disabitato


simile a quell'albero nudo
da cui son fuggiti i canti


vivere
di stelle spente



81

FEDELE ALLA VITA


mia vita 
senza rete t'appigli 
alla Bellezza intaccabile


a quella del cuore e alle
armoniose figure della danza
o del cavallo nel bianco salto 


finché ti chiedi dov'è
lei l' irraggiungibile
non tutto è perduto


voltato sei sul giusto
versante lucente ancora
una volta - vita


fedele alla vita



82

IL GRAFOMANE


sei tu che graffi con la penna
questi fogli che raggricciano
come una bianca pelle


i tuoi quaderni riempi
per lasciare ai posteri parola di Dio 
mentre qualcuno da lassù


guida la tua mano
a riempire fogli e fogli
come in trance


vivi di grandiose visioni celesti
e anzitempo contempli
di Dio il volto


[Jakob Lorber, si definiva "lo scrivano di Dio" - mistico e chiaroveggente sloveno, 1800 - 1864.]



83

NELLE NUVOLE HAI CASA


dimmi Nina: che vedi
tu che hai casa nelle nuvole
tu che sai il linguaggio dei voli?


forse
la giovinezza spezzata
che ora in lampi di déjà vu ritorna?


o
rivivi nel cuore
verde dell'acqua


che ti vide sirena emula del canto
di odisseo


-rapimento 
dei sensi
che in sogno ancora mi seduce



84

IL POZZO DEI RICORDI


come la volta celeste
s'immilla di presenze il sogno


in questa moltitudine 
la tua 
cerca il non rassegnato cuore


ma è beffarda sequenza 
come seguissi 
la velocità d'un treno


forse la tua figura è sepolta 
in fondo al pozzo dei ricordi


da cui risale flebile 
eco



85
DUE NOTE


e come puoi oggi accennare
a quel motivetto che ti arrovella
se non è la mente
sgombra da impellenze che artigliano


restano due note nell'aria
monche
e il canto strozzato come d'un
barbagianni


mentre abita
il cuore
una danza di foglie



86

QUELLA PARTE DEL MONDO


[la sorte degli immigrati morti nel Mediterraneo]


è un presentito bianco grido
il cielo proiettato su
quella parte del mondo: un mare 
tappezzato di cadaveri


agghiaccia il sangue mentre
la forchetta è nell'aria

 
o
non smuove la vista e
l'assuefazione è sovrana?



87
SOGNO


è calda l'acqua dell'oceano
ove sono immerso come quando
ero nello stato prenatale


traquillo nuoto non ansia mi prende
anche se scorgo solo
davanti a me l'orizzonte


ed ecco
vedere venirmi incontro
i miei morti portati sull'acqua


e
madido di luce destarmi




88

L'ELEMENTO CELESTE


tornerò ad essere pensiero espanso
quando dalla scena
sarò sparito
dove si curva all'orizzonte il mare


sarò forse atomo
fiore o stella e


in estasi


mi unificherò all'elemento che da sempre
mi appartiene



89

UN ARCO SULL'INFINITO


dal non-luogo che immagini
non potrai quel giorno
farci un fischio per darcene notizia


se sarai per davvero
passato a "miglior vita"
mettendo a frutto le esperienze 
secondo gl'intimi
desideri irrealizzati quaggiù


e se vestirai un corpo
d'aria e sarai arco
teso sull'infinito



90

DOVE L'ANGELO


un dove di trasparenza t'assale
ti entra nei sogni


azzurro soffio di vento 
sul sangue psichico


luce ferita
dove l'angelo con ala pietosa


i crudi patimenti copre e il tuo cuore



------------------------------------



AFFLATI
2018 - 2019

1

SPERDUTAMENTE ALTROVE
(2018)

un intrico di rami
fitto a mo' di tetto -quasi 
a contenere la dolce indolenza 
d'un meriggiare montaliano


vastità di te solo
a spandersi 
in un infinito galattico


saperti
così sperdutamente altrove



2


CALVARIO


(a San Massimiliano Kolbe)


portavo le mie quattr' ossa sul calvario
accomunato alle migliaia di sventurati
lungo i binari della morte


ti parlo 
a nome di chi nome non aveva
ti parlo dalla regione del dolore
con la bocca dei morti


ove germogliano fiori
di quel perdono che non è dei vivi



3

SILLABE


pilucca sillabe
la mia anima di carta

l'attraversa noetica luce


ammicca la musa nell'azzurro
dei miei vaniloqui


epifania di voli



4

LE SCALE DI MONTALE


quante volte ho sceso scale
pensando a "quelle" di Montale
-ancor giovane ti senti e il braccio
non l' hai voluto-


e quella certa luce a flettersi
sulla mia dolce indolenza
nel sentirmi chiedere che si fà
stasera


voglia non ho di uscire -ci assediano
gli anni- sediamo sui gradini 
del tempo sotto una luna menomante

(2018)

5

IN UNA SOSPENSIONE LUCENTE


dormire abbracciati -io che non 
riprendo sonno-
il glu-glu-glu di colombi
sul terrazzo-


a inondarci la bianca luce
delle stelle che andranno a svanire


una mosca è il verso che mi ronza
in una sospensione lucente


sento che creando noi si viva
d' infinito



6

COSA VUOI NE SAPPIA


(parla un agnostico)


tu dici
il sopra è il sotto citando I King
ma cosa vuoi ne sappia
di capovolti cieli e dell'essere
"rivoltato" a un colpo di vento


erudiscimi allora e dimmi
cos' è la verità tu che non
la ritieni un optional


io so soltanto di terra
e non ho baricentro


lascia perdere l'anima e dimmi
se qualcuno mi ha chiesto di nascere



7

IN SOGNO


vedevo di dalì il Cristo pie(a)gato
gli orologi molli danzare
mutando forma
i lunghi colli
di modigliani curvarsi
e gli uccelli di mantegna invadere
il mio studio 
lasciando deiezioni


ancora intinto nel giallo
il pennello di kandinskji


[Opera di Dalì: "Cristo di San Juan de la Cruz", 1961]



8

GEOGRAFIA DI GRAFFI

dirò di quella volta
che l'ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio

pensavo fosse finita
mentr'ero sballottato
come una cosa

poi mi guardai
la geografia di graffi

e mi toccai
inebetito



9

COME NUVOLE PIGRE I PENSIERI


di quei momenti che
come nuvole pigre i pensieri
veleggiavano verso isole di spleen
nell'essenza del sogno


e lei tenerezza
in sorrisi di rose
ad aprirti il cuore nel passare
come un arco nel cielo



10

LA SCRITTURA


torna sulla terra
pensa alla
realtà degli ultimi ai 
margini


i voli non fanno 
per noi
lasciamoli ai sognatori


la tua penna sia invece un fuoco
a trapassare l'essere -voce
di chi non ne ha


e la scrittura 


-angelo di giustizia- si elevi 
in luce



11

ORIZZONTI DI PALPITI


il cuore a specchiarsi nel grido
di luce mentre stormi
d' uccelli 
disegnano asimmetrici voli


e
si mutano in forme d' animali
le nuvole


l' urgenza di ricreare orizzonti
di palpiti
su tela o bianco foglio


l' arte 
è un viatico per restare
immortali



12

L'ASSENTE


è nella natura delle cose
-dici quasi rubandomi 
luce dagli occhi-


che la foglia maceri rinasca
sul ramo e allo stesso modo
l'assente


ha il suo "posto" etereo e
d' un sangue e una voce vive
come invisibile radice



13

HIKIKOMORI


stiamo pulendo le strade dai sogni - tutto
così asettico e


ora non sappiamo dire
i ragazzi dove appenderanno i loro 
aneliti


senza saper vedere 
il giallo d' una foglia
raccogliere il grido d' un gabbiano


il virtuale li reclude
-hikikomori- nelle loro stanze
sempre più in tenera età


e il cuore annaspa


senz'aria



14

LUNGOPO'

noi due mi dici
siamo della stessa pasta
-quanto a me non so dire i difetti
la trave nel mio occhio

le anatre abboccano
le nostre briciole
tra dorati riflessi e giochi d'acqua

tu
ti mantieni bella e gli anni non sciupano
questa luminosità del viso

mi chiedo quanti inverni
ancora nelle ossa
che gemono nelle giunture



15

AUTUNNO


amore vagabondo dicevi
di smemorate carezze
nei primi versi giovanili


perché poi vagabondo
oggi non te lo spieghi


tempo
uggioso diresti uguale
mestizia
a ottenebrare il cuore


ripensi con nostalgia
alle corse tra sciabolate di sole
nella verde età fuggitiva


autunno è la stagione dei morti



17

ULISSIDE


occhi di terra e di cielo
e oceani
occhi ove vive
noetica luce
a sognare procelle e bompressi


e
un'itaca lontana


esce dalla coda dell'occhio
il tuo vascello
a circumnavigare terre di mistero


ed è casa 
di mare aperto
l'anima del viaggio



18

I PASSI IN CADENZA


sei la mia spina
Rosa
pelle di pesca


ti elevi e danzi
sopra le nuvole
a corteggiarti le stelle


invidiano
gli angeli i tuoi passi
in cadenza


tra archi di luce



19

LISTA D'ATTESA


e siamo in lista d'attesa
dici con un mezzo sorriso
-dall'angolo del labbro la stessa 
sigaretta mai accesa


anche vivere è un vizio che 
-aggiungi scherzoso- ci dovremo 
togliere un giorno

  
ed è umano chiedere se
possibile una dilazione al 
Pantocrator


spiralante il pensiero - navigano 
gli occhi in un mare 
d'aria



20

IL COMPROMESSO

(divertissement)

l'hai adocchiata da tempo
la bella villetta
in cima alla collina
col suo bel giardino
e tanto verde intorno
dove possa correre
felice la tua cagnetta
e tu a fare footing

non vorresti fosse un sogno

hai anche studiato
la planimetria
sei pronto per il compromesso
e accendere un mutuo

ma di': non corri troppo
dentro il tuo sogno e
ti comprometti?



21

IN QUESTA VITA CHE VIVI


l'angelo veste una parabola
di carne


egli
la tua entità lucente
la tua statura


luce della vita messa negli occhi



22

SENZA TITOLO


un'alba cadmio
apre spazi 
inusitati nel cuore


usciti dal sogno
beccano sillabe 
gli uccelli di maeterlinck
in un cielo di vetro


da un luogo non-luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome 
genuflesso nella luce



23

NELL'OLTRE


[Parla il ragazzo che ha perso la sua amata in un incidente.]


il tuo sangue spanto -Nina-
che intinge 
di deliranti arabeschi le mie notti bianche


e quell' albero con i cuori incisi 
a sopravviverti - le radici impregnate
del nostro amore


ma tu anima di stella
sei nell'Oltre



24

NEI CIELI DI TORINO


nei cieli di Torino
promette pioggia livida luce


uno sguardo di sottecchi
al vicino di panchina
mentre leggo Kavafis


-le dà fastidio il fumo?-
al mio cenno spegne
garbato come ne trovi pochi


la metro e sei al centro
Porta Nuova la trovi
intasata di affaristi ed extra-
comunitari
un cappotto liso fa da coperta
ad un barbone e il suo cane


ad uno sputo è in sosta
una testarossa fiammante


tra i morti e i viventi
il mondo ha denti aguzzi



25

IL ROVESCIO


spossato sono dal mio sogno
non mi sovviene per quale ragione
nell'ondivago moto del cuore
mi disperavo e
come un agnellino piangevo 


il sogno dicono
è il negativo del reale
il pianto è gioia
e lo stesso sarà entrando nell'orbita
di cieli dell'Oltre? 


il rovescio dunque 
di questa realtà che ci appare
per speculum in aenigmate?


mi aspetto buone nuove
prosit!  




26

SOGNO DALINIANO


(splendenza rubata da un 
non-dove -mi dico- questo


piccolo universo racchiuso
nel profondo di noi piccoli 
universi)


mi ero 
annullato in pensieri allucinati e


in un abbaglio di figure


Gala e Mae West mi sorridevano
sdentate


[Tra i famosi dipinti di Dalì: Gala, di origine russa, sua moglie e musa; Mae West, attrice, New York 1893 - Los Angeles 1980.]


27

DI LUCE DI SANGUE


sostanza
sei di luce e di sangue


le cellule cambiano di continuo e
non sei più lo stesso di prima
-com' è ogni ciclo in natura 


ma eco
insopprimibile in te risuona 
d'immortalità:


sempre a 
superarti


a superare d'un passo la morte



28

ANGELO

angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all' indietro
a contemplare i lineamenti perfetti

nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m' incantavo

poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel sogno
di te e toccavo il cielo

quando 
dopo la mia accorata preghiera 
venivi a visitarmi



29

ANSE D'OMBRE


anse d' ombre
notte bevuta sudata notte
un grumo di sangue la parola
nel bailamme l'anima dissolta


sogno sputato
l'essere svuotato di forme


ad un cielo muto appeso il grido



30


L'EGO 


non è che fumo
il tuo riflettere se
al tuo (d)io t' inchini


l' interpellarti cade nel vuoto
come un assordare di cristalli


inutile imbiancarle
le pareti pregne 
d' insormontabili retaggi



31

TUTTO E' ANCORA POSSIBILE


ti senti altrove e il più 
delle volte fuori dal coro


ti chiedi se -nell'ordito della vita dove
si spezza la parola- ti sei perso 
qualcosa - vorresti allora
rovesciarti come un guanto


riconoscerti come il
fuori del tuo dentro


aprirti a un' alba che
diradi questa
corolla di tenebre


e sai che tutto
è ancora possibile



32

COSI' ESISTE LA PAROLA


così esiste la parola
nutrita del sangue degli dei


prende il largo quello che si dice
afflato o musa ispiratrice
alla scoperta di fonèmi


fa cerchi concentrici
nel lago fondo dello spirito



33

ALLUCINOGENI


stato d' incantesimo
inventarsi un cielo
delirio che
sanguina luce


l' anima travestita
a farsi pseudo-
incarnazione di un sogno


breve estasi - amara
al "risveglio"



34

LATITANTE LA MUSA


sillabe cadute dagli occhi
l'ingoio di stelle a svanire


"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":


questo 
salvi dal tuo dormiveglia - relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico


tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole - latitante
la musa



35

MIGRANTI


segni indecifrabili
lasciano lungo il percorso
come orme sulla sabbia


è stato un miraggio
la terra promessa


negli occhi pezzi di cielo
a dire l' avverso destino


resta un muto grido
di scatole nere sepolte nel cuore



36

DI GIORNI A PERDERE


nel bailamme di giorni a perdere
in virtuale ti giochi
la vita testa e croce
all'altezza di precipizi
ti avvolge il manto del vento
cogliere il fiore-essenza del tempo
dirti se l'esistere sia
quasi finzione o sogno



37

IN BILICO


giungeremo
nell'Oltre dove le ombre
parlano col vento


increduli e colmi
di lucente meraviglia - noi resi
impalpabili 
essenze e vieppiù reali


tanto che ci parrà un sogno 
l'aver attraversato
nella carne la morte


nel circolo del sangue
noi in bilico


un piede nel mistero



38

ALLO SPECCHIO


ho un rospo-invettiva
mi sta lì
lo raccolgo in un foglio
intanto lascio gridino le pietre


per la bellezza deturpata e
il suo esse-o-esse
per i figli del progresso dio-boomerang
dai chiusi orizzonti e una vita
di passi perduti


per l'uomo e il suo specchio
dai mille rebus irrisolti
dove confluisce la sua storia


intanto la luna
non più ispira rime e sogni


divorano topi famelici
la polpa del mondo



39
INDIVISA SOSTANZA


sono indivisa sostanza
dimora delle origini
porto il respiro di voci
tra ramate ombre


nelle trame del vento
lascio si dilegui la morte
mi vivono nella carne
illimitati cieli


mi ustiono di rosacea luce



40

QUANDO L'ANGELO


quando l'angelo verrà a chiamarti
discreto senza tromba
e avrai lasciato questo corpo frale
-burattino senza fili-


aleggerà nel cosmo la tua essenza
col bagaglio di esperienze e sogni
(quei sogni che non muoiono mai)


sarà un capriolare 
di dolce vertigine


come immergerti in una pace amniotica



41

LA DOMANDA


l'abisso capovolto della croce


duemila anni
e il grido vano lacera l'aria


"Padre perché"


sasso 
gettato nel lago del mistero
la domanda


a toccare una
impercettibile
morte apparente



42

A DARE SMALTO A UN SOGNO


silenzio allagato di luna - una 
silhouette nella mente ondeggia
e gli arzigogoli
a dirmi vano
il ricordo sgualcito dal tempo


dalla foto color seppia
mi guardano
i suoi occhi velati di mestizia


-ah l'assedio degli anni
e il cuore
a dare smalto a un sogno sbiadito



43

SOGNAI ATLANTIDE


vaghi e ondosi pensieri
risucchiati in nero gorgo
si fecero sogno-incubo e
il sangue gridò sugli orizzonti perduti
mentre la mostruosa mano dell'oceano
ghermì in un baleno
intere terre sommergendole
e l'antica città sparì


solo un gabbiano planato
sulla bianca cresta laggiù
sembrava farmi il verso



44

CON GLI OCCHI DELL'OLTRE


con gli occhi dell' Oltre
ci guardano i morti


e tu avvolto nel sudario
delle convenzioni
tu che ti pieghi nello specchio
nel dirti quali ombre
il tuo cielo offuscano e


quale trave ri-cresce
nel tuo occhio


con lo sguardo dell' Oltre
ci vedono i morti


se stessi e i vivi
gli è dato perdonare


45

LA MANO DELL'ANGELO


(leggendo una poesia datata)


-ma è mia questa poesia?-


avviene che il sangue dirami 
il suo flusso e il cuore 
sia per un attimo terra 
di nessuno


le immagini tornate alla luce
poco a poco
si fanno riconoscere


come rispolverate
dalla mano dell' angelo



46

UN RICCO NATALE


(essenza in fuga è il cuore
a disperdersi
tra luminarie ed epifanie del nulla)


mi sovviene quel Natale
che l' angelo si staccò da me
per chinarsi benevolo
sul derelitto sotto i portici all'addiaccio


fu il calore in quel giorno santo
a farlo sentire ancora 
persona


["epifanie del nulla": espressione presa in prestito da un amico poeta]


47

DALL'INERZIA


scuotersi dall'inerzia: vegliare
con le lampade accese
nel turbinio del mondo


olio non manchi della saggezza
mentre
come acqua di fiume scorre il tempo


a riva
non cali densa tenebra



48

LO SPIRITO DELLE COSE


quell' essere consanguineo
con lo spirito delle cose - non sai a volte
che smarrimento ti prende


vivi in una bolla
di vaga luminosità e
ti si confonde il sangue con l'indaco
del cielo


l'inerzia ti tende
la mano ma senti che tutto
può ancora accadere



49

NO MAN'S LAND


ti lasci scivolare addosso
le avversità o le mille e una fake 
news nonché le tragiche 
morti per acqua


il movimento eludono gli occhi
di un volo
sotto una luna bislacca


sei terra di nessuno
dove non battono i tamburi del sangue



50

NEL MISTERO LUCENTE


non vedrai più per speculum
in aenigmate
assorbirà la tua essenza il Tutto


nel suo mistero lucente
sarai nella danza la danza
sarai sull'arcobaleno del cielo


sarà come abitare una casa sul mare


con lo stridio dei gabbiani e nel
sangue vivrà per sempre il fiore
della passione


ti sorprenderai 
di aver contribuito a dare al mondo 
la bellezza



51

RELATIVO IL TEMPO


relativo elastico
il tempo -sovvengono
gli orologi molli- i tuoi busillis


aleggiano sul vuoto 
annegano
nel sangue della clessidra


annaspi nella spirale
del tempo uroborico - idolo del nulla
il tuo io si frange negli specchi



52

COME NELLA PRIMA LUCE 2


diciamo che non sai
da dove è venuta l'origine 
di tutto


solo che sei
orfano di Dio


dai voce alla notte
sognando di uccelli
che volano in fondo agli specchi


e ti avvolge la bolla
di un tempo non-tempo


come nella prima luce



53

CADERE DAI CIELI DEL SOGNO


cadere dai cieli del sogno
fino allo stato di coscienza
-che ha occhi per riconoscere
il frutto proibito


avanzare su filo teso
acrobati tra nuovi barbari
votati all'arrivismo
in un battesimo di deliri


cala il sole ingoiando i sogni
la concupiscenza va di fiore in fiore


la bellezza è sfigurata e
la poesia annaspa



54

DIMENTICA


[mi giunge voce in sogno del Glorioso]


tutto dimentica come Io ho dimenticato


nelle tue preghiere mi supplichi
di liberarti dalle catene della carne
mentre urla il sangue 
le "piaghe" in questo scorcio d'anni


e come può non accoglierti la luce
se tu da questa hai origine?


ti dico dimentica
i bianchi deliri della solitudine
i voltafaccia
dei giorni perduti


dimentica 
come io ho dimenticato
sulla croce



55

PER STUPIRSI


per stupirsi bisogna
fermarsi 


l'impossibile si fa 
possibile


riconoscere ciò che sembra
umanamente assurdo:


l'anziana rimase 
gravida - la vergine partorì


stupirti -
come sentirti


scricciolo sul palmo della 
Sua mano



56

ETERNO PRESENTE


Lui il Giusto l' ha in tasca
la morte


dunque niente
paura: quel che diciamo
il nulla 
non esiste


di terra e sangue
anelito e cielo siamo


oggi è il sempre
eterno presente



57

LA ROSA DI SANGUE


in sogno spio se 
riesce a passare "qualcuno" 
per la cruna
Dio non è stanco
mai dell'uomo


gl' insulti gli sputi
gli scivolano addosso
Lui perdona sempre perché "non sanno"


sempre viva è la rosa di sangue  
e splende di bellezza



58

LE ISOLE DEL SOGNO


un certo alone di magia ti avvolge
ed è quello stato di grazia
che ti fa veleggiare su navi di nuvole
verso le isole del sogno


a risillabare
fonèmi e palpiti t' invita
la musa dai generosi seni


sotto una luna ammiccante



59


CHI CI DIRA'


chi ci dice dove
sarà la nostra essenza


non lo sapremo
che di là


forse
spogliata dell' io
convoglierà nella memoria cosmica


dove arde il sangue
col palpitare degli astri
in un continuum di vita


cosa saremo
chi ci dirà?



60

IN UN TEMPO SOSPESO


in un tempo sospeso
resta appesa la sillaba
a una goccia d' inchiostro


quella che non sai dire


che si avvita nei gorghi 
dell' immaginario e si dibatte 
per uscire da sé


il nudo respiro 
lo avviluppa
un lenzuolo di sogni



61

FRAMMENTO DI STELLA


da altro sangue
a convergere i nostri destini
e tu dicevi
"trentaquattro all'alba"
di giorni da sgranare


poi Nina frammento di stella
a renderci lieta la vita


e
a reggerla tutt'oggi
siamo noi i bastoni
in un mondo dagli orizzonti incupiti



62

NELLA TUA CONTINUIRA'


ci stai ancora bene nel tuo soma
malgrado la spada di damocle degli anni
spiace un giorno
lasciare i cari libri e
l' "abitudine" alla scrittura


ma nella tua continuità
la mente espansa
avrà infiniti collegamenti e
sarai tu il motore di ricerca


sarai nel Tutto e tutto
è te -cos' altro più-




63


C'E' DEL BUONO

sempre ci si trova
a scalzare la morte 
noi umani o la foglia la rosa 
damascena


si riveste ad ogni ciclo
la natura - ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo


c'è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona



64

COME MONNALISA 2


simile alla monnalisa 
che il tuo sguardo segue se ti sposti


è musa risvegliata l'idea latente 
che in modo misterioso ti prende 
corpo e anima 


allora dallo stato di grazia
ti lasci portare al guinzaglio



65

DUE NOTE 2


due note
insistono nella mente
risalendo da un altrove in sogno


inducono
a una mestizia
che non sai dire


come quando intenerisce
il cuore
abbeverandosi a un filo di pietà



66


PER NASCERE FARFALLA


rivolti convenzioni
ti affidi all'inaspettato che 
abita ogni tua cellula e sangue


rovesci il senso
del mondo: strato su strato 
risali 
cieli


per nascere farfalla



67


UN CANTO NELLE VENE

scompariremo

sì - la verità ci attende

spariremo alla vista
per essere altro: forse 
vaghezza di nuvola o 
sorriso di fiori

saremo volti
che galleggiano
sulla superficie del sogno 

e avremo nelle vene un canto



68

Il BELLO CHE HAI DENTRO


(a una madre)


sarai o già sei musica e luce
se vivi per il bello 
che ti fa vibrare le intime corde 


pensi è un miracolo questo
fagottino che ti trovi in braccio
che dorme come un angioletto


nessuno potrà strapparti
il bello che hai già dentro


che ti supera



69

FIORE DEL SOGNO


fiore del sogno
ricamato di nonsensi
su sbavature di ossimori


sequenze di figure
daliniane
uscite dalla bocca della notte


fiore del sogno 
che apre oblò
sul bello o sulla follia



70

SAPREMO

sapremo - io di te tu di me dei nostri
scheletri nell'armadio
di ciò che non ci siamo detti
delle ammutolite coscienze nell'ora
alta delle scelte
dove si curva l'orizzonte dei pensieri

sapremo - non per speculum
in aenigmate: trasparenti saremo



71


E OGGI CHE MI RITROVO UOMO FATTO

padre che sei rimasto di me più giovane
consumato anzitempo
una vita sul mare e le brevi
soste col mal di terra

avevi la salsedine nel sangue

così presenti 
mi restano le rare passeggiate 
mattutine e mai che mi avessi preso 
per la strada in discesa
a cavalcioni sulle spalle

di carezze non eri capace

e oggi che mi ritrovi 
uomo fatto
sai: mi fa male quel distacco



72

CONOSCERO'


[ispirandomi a David Maria Turoldo]


non oso toccare
il Tuo amore: rendimi
bianco come neve


per quel giorno che
mi si schiuderà la porta
che mi tiene nella morte


invadendomi la luce


allora
conoscerò
come sono conosciuto



73

DIRE DEL SOGNO


dire del sogno
di orologi molli e 
di allucinate visioni
dell'inconscio che s'apre a ventaglio
portandoti a guinzaglio lungo
corridoi asettici senza
interruzione di porte


sentirti avvitare 
nella vertigine
capriolare nell'orbita 
di stato ipnagogico


risalire
al grembo-casa di mare



74

LO SPAZIO DI UN VOLO


ahi i ponti sgretolati 
o pure considera quelli 
detti collanti di carne e di sangue


e il desiderio che 
si fa arco d'amore
filo teso d'acrobata


all'altro capo sei Nina


e mi vedi adesso
varcare fra nuvole in sogno lo spazio 
di un volo fino alle tue braccia



75

DEJA'-VU


a perforare il bianco silenzio
l' eco d' un gemito lungo
corridoi e alle volte
di camere d' albergo dei suicidi


v' è un qualcosa d' ancestrale che torna
per condurti dove sei già stato


nel tuo profondo il pendolo oscilla
dì una vita trasversale



76

PER STUPIRTI


in extrema ratio
ti aggrappi a curve di sguardi
per poterti ancora stupire


conoscenza è dall'alba dell'uomo
il primo anelito


in un cielo di silenzi
il tuo richiamo si spezza 



77

SE AMORE SCRIVI


salverà il mondo
la poesia? no di certo non è cosa 
immanente: il suo grembo è di celesti
aneliti ed è voce
di conchiglie che fa eco nei sogni


è la smorfia del clown 
il bacio
condito di lacrime in un addio
l'ala d'angelo che perde una
piuma se senza il cuore "amore" scrivi



78

L'ENIGMA


il bambino col nasino all'insù
lo sguardo è un punto interrogativo
-i suoi perché


vagano nello spazio -alati- e
cristallizzano


altro l'Enigma
-racchiuso in una bolla-
altro i perché 
dall'antichissima voce
alveo di siderali lontananze


-è il sogno il nostro specchio?


-dietro il velario di carne
chi siamo?



79

L’ IMMAGINARIO


[Leggendo "Finzioni" di J. L. Borges]


l’ immaginario apre al volo e a squarci
di vite trasversali


realtà sfumanti
nel mistero: parvenze a rapirti 
in insondabili cieli d’ esagoni e sfere


porte spalancate 
a risucchiarti
in innumerevoli stanze


fino agl’ inaccessibili meandri 
del sogno



80

UN VAGO SCANDIRE DI NOTE


ti stringe il cuore un vago
scandire di note
legate a quel ricordo di lei
reciso dalle forbici del tempo


con l'imbarazzo del ragazzo imberbe
le lasciasti due versi d'addio


chissà non sia nell'aria
la risposta e la porti nel becco


il gabbiano
che scorgi al mattino
lambire le creste dell'onda


o solo plani
a inalare respiri 
d'amanti dei fondali



81

ONIRICA


altro il reale mi dico -
a trapassarmi una lama di luce

 
mi sveglia un'accecante
finestra-specchio


mi vive ancora una distesa 
di mare
a riempirmi di serenità -
vedevo venire dal largo
i miei morti che mi sorridevano gentili


non mi sentivo carne ma solo sogno
sapevo d'essere



82

PROFUMI NINNOLI 2


[sindrome di Stendhal]


profumi pinzette ninnoli
la collana sulla specchiera
resta a dire il gesto
dell'indossare 


spesso
nelle sere vuote
una mano ti attira nella tela
effigie di lei e il suo sudario


ma peschi solo sogni 
di ragno
dentro la vertiginosa trama



83

NELL'ULTIMO SANGUE


ora nell'ultimo sangue
è il vuoto delle braccia


ma sai non è difficile
far rivivere
la tua figura dall'ali recise:


un po' mi consola 
la visione 
di te languida riversa 
sull'amaca


mentre gli uccelli ti cantano
sulla testa



84

UN NON SO CHE


a volte
un nonsoche ti attira
come lo scandire di versi armoniosi
o la luce di uno sguardo


ci vedi un mare 
aperto e


pescatori cotti dal sole
a prendere a morsi la vita
sognare la morte


un bimbo che piange
una donna che aspetta il suo uomo


tutto un mondo ci vedi 


non sai spiegarlo
questo incantamento che ti fa star bene


questo amare la vita



85

LA VERGINE


se lo mangiava con gli occhi
il suo bambino
riscaldato dal fiato animale


dovrà -nel dolore della luce-
bagnare di lacrime i piedi della croce


Mater dolorosa - et
admirabilis


tu dal celeste manto


davanti agli ultimi ritocchi
Raffaello
insonne ti guarda rapito

---------------------------------------------



DELL'INDICIBILE 
2019

1

SINCRONISMO


[ispirandomi a Jung]


quando dici
nel posto giusto al momento giusto
-o sbagliato se vuoi- e ti chiedi
cos' era a spingerti:
fatalismo o un
sincronismo d' eventi


certo  
non potevi non passare 
da lì in quel preciso istante 
-prestabilito?-


dove ad incrociarti era il tuo 
alterego



2

A NUOVA PRIMAVERA


[la carenza dell'ispirazione]


sono quello spazio
che ti dice bagnami
del tuo humus come una terra
abbandonata


che implora 
di ridonarmi luce
nutrirmi coi fonèmi che conosci


farmi sentire vento
che sulle ali conduca alfabeti
come una preghiera


ah rimpiango quel sillabare
di palpiti di soli
che ora in sogni monocromatici
mi appare irraggiungibile


implora 
quel vuoto spazio che sono
di farmi rinascere a nuova primavera



3

LA TENTAZIONE


immagina quanto debbano 
sembrare infiniti
gl' istanti della carne che urla


quando 
in due è diviso l'essere


entrerebbe in te un mare
sul cui fondo 
ti avviluppano tanti tentacoli


se bastassero le braccia incorporee
della mente


a liberartene



4

NOI OMBRE STAMPATE


album - libro bianco 
di noi ombre stampate


vi è sospeso
il rosso grido
del fiore che anela aprirsi


fiore della nostra essenza
sdoppiata
nel tempo piegato su
quello specchio di tenebra


di figure estinte



5

ANCHE PER VOI

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte




VENTO SALINO


[ispirandomi a
"Febo, cane metafisico" di Curzio Malaparte.]


alla mia cagnetta piace inalare
il vento salino


quando sulla battigia
la lascio libera e
lei va veloce come una saetta


poi arresta la corsa e
naso all'insù -lo sguardo
un punto interrogativo-


scruta un cielo carico di nubi


forse ci vede figure
strane - forse animali


come succede a noi umani



7

L'ALBERO INTAGLIATO


il bosco brulica di vita -
primavera l'albero
intagliato


lo abbraccia la luce - pende
dal ramo il sapore di un addio
il suo palpitante sanguinare


come la ferita di un tronco 
fulminato



8

DI FIAMMEGGIANTI PALPITI


(ad Alda Merini)


di fiammeggianti palpiti
dicevi garbata
e a un tempo sanguigna


cantando 
lo spazio dell'anima


dei voli asimmetrici e
di amori tuoi devastati


cantavi


mentre ti fuggiva 
dagli occhi la vita


d'albe di sogno la luce
vedevi salire ai Navigli


e senza remore 
nudo esponevi
del tuo sangue il fiore 
martoriato



9


DA UNA PARABOLA


una terra "dove
scorrono latte e miele"?


breve
il tempo - vedi è già sera


prostrato
dinanzi alla Sua splendenza
di "roccia spirituale"


la voce odi che
disarma:


"dammi il tuo cuore"



10


ABBRIVIDISCE UN CIELO


un cielo abbrividisce bianco di silenzi


guarda Signore come mosche annegano
i tuoi figli - un mare di cadaveri


niente più scuote sorprende
-agonia del mondo


quando finirà: ancora e ancora
speculano sulla pelle dei miserabili
gli scafisti trafficanti di morte



11


FEBBRE AZZURRA


del senso del bene
che ti prende per mano o del
sentire indicibile
suggerito dall'angelo che non vedi


febbre azzurra
di quell'agitarsi nel sangue della musa
o dell'infinito spazio
della mente aperta al sogno


quando chiami i morti
la cui empatia
ti dona uno stato di grazia
che oltre il giorno perdura



12

NO MAN'S LAND 2


l'incognita dell'ora - sempre 
a metà strada noi che siamo
terra di nessuno:


il fratello oscuro 
che s'agita nel sangue 


a mimare
il dolore del cosmo


penetrati da tutto il freddo 
del mondo -
immersi nel mistero di noi



13


CHI TI CREDI


(contro la prepotenza e la superbia)


usi il plurale maiestatis
ma chi ti credi
aureolato tu di vacue
onorificenze
che col lupo segui la pista
del sangue


nightmare per te se
ti fronteggiasse un davide 


ad abbattere con fionda quel tuo trono
di tracotanza


anche le pietre canterebbero - sì!



14

L'AFFRONTO


oltre l'età
dell'oro o della incoscienza
sbattiamo la faccia contro la notte


il primo impatto 
forse quando
ci si isola perché ci hanno 
gratuitamente derisi


e non sappiamo quali 
"affronti" o spine o ferite
tenga in serbo la vita
per noi


sotto un mutevole cielo



15


IMMAGINI PASSEGGERE


la composizione dell'apparire
di cui è fatto il mondo - maya
se vuoi o fuoco dipinto


in questo vortice d'ombre
noi siamo
a noi stessi estranei: forse polvere
di stelle o solo immagini 
passeggere


specchiate in un vacuo sogno


[fuoco dipinto: da un verso di Maria Luisa Spaziani]



16

LA LUNA NEL BICCHIERE


al quartiere della movida
addentano luccichii
bevono la luna nel bicchiere


dopo l'alto livello dei decibel
un silenzio striscia lungo i muri
tra vertigini di ebbrezza


chi saprà decifrarli 
i respiri spezzati dove la parola 
impastata annega 


e nel cuore
incenerisce la carezza di un dio 



17

LE PAROLE LEGGERE


come pensate
vogliono subito uscire nell'aria
posarsi sulla pagina-lenzuolo
sotto tante lampade


vite in fieri
chiamano legami


fan ressa una
scrematura è tuttavia
pressante


si cercano nel sangue
in epifanie di luce



18

MESSAGGERI


se li richiamiamo alla memoria o
solo diciamo il loro nome


ci rassicurano coi loro
impercettibili sussurri


per dire 
eccoci


messaggeri incorporei
aleggiano su altri mondi - recepiscono


echi di tante entità -
vogliono dirci: "non siete soli"



19

GLI SPONSALI


(impressioni da un matrimonio)


banchetto luculliano e la musica
a palla il sorriso ebete da
"bicchiere di troppo"
lo spellarsi delle mani
il bacio casto la lacrimuccia 
e


prima che il tempo li sciupi
l'indomani i fiori
andranno ad onorare i cari
familiari passati a miglior vita



20

SEI L'ATTESA E LA FERITA


Dio ti sognò e fece
del tuo sangue una cattedrale
sede del co-creare


sei l'attesa e la ferita
-da te così distante


fatto di abissi capovolti 
e frammenti di memoria - cavalchi 
il dorso del mare


dove un'itaca chiami senza voce 



21

LE PAROLE


le parole giacciono avvolte 
in sudari
toccate dalle mani dei morti


neo-nate
le scrive il mattino
sulle ali del vento


concepita dalla notte-madre
sanguina luce
quella che credevi smarrita



22

ED E' UN PRESENTIRE


siamo buchi neri
affamati di cielo


ed è un presentire
come una mano sulla spalla
il doppio celeste che
chiama dall' intime fibre


estrae dalle viscere la memoria e
la custodisce nell' akasha


attende il ricongiungersi 
nell' abbraccio cosmico



23

COME ONDE DI LUCE


il già e il non ancora
la prima venuta e la seconda


quando
i cieli si apriranno e


come onde di luce o
purezza d' angeli


schiuderà la parusia atomi 
di verità



24

I POETI


i poeti "maledetti" vanno via presto
neanche il tempo di assaporare la gloria
-gira nella testa un celebre verso
di Bellezza o di Rimbaud-


vogliono mostrarci il passo d'addio
affacciati a un cielo carico di futuro



25

SOSTA


ricalchi i miei sentieri
riflettendoti in ogni mio pensiero
angelo che da me sei
invocato
da che ti so nell'oltre


tanto somigli -uno
stravedere?- a quello della volta
che da bambino in estasi guardavo
naso all'insù per ore


oggi -pesano gli anni e aspetto
il ritorno al grembo- mi crogiolo
s'una pietra ancora calda di sole


nel giorno che declina



26

LA SPINA E LA ROSA


sin dalle acque creaturali
prerogative del cuore
la spina e la rosa


emersi da naufragi-di-sangue siamo
fioriti dagli occhi - prima
di trasmutarci nell'aria


la luce una velata "ferita"
rosa che s'asconde



27

FANTASIA 6


che se mi chiedessero
ti piace la vita da clochard
in un certo senso approverei: non fosse
altro che per sentirsi libero 
come un uccello senza il burocratico cappio


(ma vedere un poveraccio morto all'addiaccio
sì che ti stringerebbe il cuore)


i vivi mangiano i vivi e i morti
sono concime per la terra


un giorno
mi piacerebbe spuntasse almeno un fiorellino
all'altezza del mio cuore rinsecchito e nero



28

IN UN DOVE RIFLESSO


(dedicata alla donna)


affido alla pagina 
questo grido inchiodato


te lo vedo
in un dove riflesso


materializzarsi nel braccio
a inane difesa dai colpi ciechi 
del vile


affido alla penna 
il raccapriccio
per la rosa di sangue che si espande


in questi tempi oscuri



29

LA FORMA DELL'ACQUA


il nostro sangue si confonde con l'indaco
dove il volo d' una rondine s' eclissa
dietro una nube


camminiamo con i piedi nella morte
-chi più cosciente chi meno-
siamo

 
senza bandiera terra di nessuno
-la forma dell'acqua 
è quella che la contiene



30

D' ISPIRATA LUCE


le ali azzurre della fantasia
sono vele ora e ti vedi 
odisseo
a solcare i grandi mari
lambire inesplorate 
terre
le vergini terre del sogno
dove s'imbeve il nascere 
d' ispirata luce


preludio alla bellezza



31


LIBRO SACRO


la riga nera balza dalla pagina
è cuore sanguinante
soffio dello Spirito che accoglie


è la piaga del costato
delle mani trapassate dai chiodi


produrrà i suoi frutti
non sarà polvere nel vento 
la Parola fatta pane



32


GLI ALBERI DANNO UDIENZA


il noi è scalzato dall'io
l'altro neanche più lo si calcola
la sacralità della vita è una favola


le nostre menti che
per secoli d'arte e bellezza
hanno gettato al di sopra della notte
ponti di luce

ora annaspano in un vortice mortale


palpita la terra tradita
gli alberi danno udienza agli gnomi


33

VITA ZINGARA


ama passare interi pomeriggi
appollaiato sull'albero preferito
con la frescura delle foglie
dove nella pace gli nascono poesie
o si diletta a contemplare per ore 
la lunga teoria di formiche amiche
che sanno dell'aria e del sole
non del peso della vita


un' idea
sarebbe trasferire nei suoi versi
insieme all'asimmetrico avanzare
l' istinto conservativo
nel loro ben ordinato universo
nonché la frequenza dell'atto
sessuale
di cui si dovrà documentare


quest' uomo ama la vita
zingara senza cappi
gli mancano solo un paio d' ali



34

GEOMETRIE INGANNEVOLI


(della tentazione)


giorni si dipanano
in geometrie ingannevoli


il maligno si cela tra le pieghe - tu
percorri lo scintillante sentiero
dove l'esistere
s' imbeve delle radici della luce


lui è lì a spiare mentre
inconscio ti pieghi nello specchio



35


APPARENZE


qui
di noi solo apparenze
-ridimensionati siamo
-acqua e memoria un sogno di volti


delle nostre ali -dalla nascita-
abbiamo perso ogni tanto una piuma


e la chiave del cuore
-ahinoi- dimenticata in soffitta
tra arnesi fuori uso
mangiati dalla ruggine




36

RILEGGENDO


rileggendo capita mi sorprenda 
la mia penna


sangue o inchiostro?
-quando le scrissi le parole 


pareva aleggiassero
guidate da una mano d'angelo


o emergeva dal sogno il loro
criptato alfabeto 


così dai fonèmi  
ero portato al guinzaglio



37

IN DIVENIRE 


vorresti
levitasse l'anima in cerchi
espansi nell'etere
mentre rappresi restano
negli occhi pezzi di cielo


cadono voci
come in frantumi di cristalli


su mari  aperti -vedi- 
si scrive la vita picara



38

COME CAMMELLO


come cammello da cruna 
o porta stretta passerà
di là il sangue genuflesso 
l' Eccelso adorando ?


esulteranno allora le tue ossa ?


chi a dirti di capovolti cieli
-rovescio dell' apparire-
se non l'angelo inavvertito ignorato
nei giorni grassi



39


IL CUORE DELLA LUCE


(Monna Lisa)


più che lo sguardo in sé
lo avviluppa il cuore della luce
entrando nel quadro


quella luce enigmatica che
lo seduce come musica lieve
sottofondo di un oltretempo


a saziare il suo cielo


un mare aperto in quegli occhi
d'inesprimibile incanto 



40

CAINO


hai levato il braccio
e hai capovolto i cieli


dai recessi del sangue
rimonta la melopea selvaggia


hai sul collo il fiato di colui
che abomina la Croce


e ti trascina nel vortice osceno



41

SEMBIANZE


aiuta la vecchia foto seppia
se non ti venisse in sogno lei:
si perdono i precisi contorni
non di rado nel labirinto interiore


ah ricreare di palpiti un vago
sentire
nel tempo caduco che mastica
sembianze e ricordi


come quando nell' immobile luce
su un' altalena si dondolava la vita 


42

SCATOLE NERE


scatole nere nel cuore sepolte


hanno banchettato i pesci nel ventre 
del relitto ignari che la storia
del mare abbia un sangue e una voce


sul fondale il salone 
è un acquario dove sullo specchio 
piace immaginare 
-resistita al tempo- una scritta 
buffa col rossetto -ma jolie-


la coda dell' occhio 
ha impresso
un ovale di donna ottocentesca



43


PALPEBRA DEL CIELO


(estiva)


giocare con le nuvole
raffiguranti capre o cavalli


confondersi queste con i pensieri
allucinati di uno stato ipnagogico


lungo il nastro autostradale


per te l'estate si è chiusa
con un forte temporale agli scorci di luglio
con ombrelloni divelti e fuggi fuggi


a chi dirai
non ci sono più stagioni - sì
che ammicca una palpebra del cielo



44

BARBARIE


vedi passarti l' esistere - vivi 
il fuori del tuo dentro - ti 
appare "un sogno la vita"?
-e il dolore quello


del corpo crocifisso
o lacerato da cavalli in 
direzioni opposte? ti fai


un film entri in un' era 
di barbarie


tuttavia la nostra
a quella -ahinoi!- s' ispira



(Pedro Calderòn de la Barca - 1600-1681 - "La vida es sueño")

45

IN UN DOVE


in un dove che non sappiamo
dicono c' è festa perenne
il vino giammai manca
è il sangue della fratellanza


in un oltre che non conosciamo
il leone giacerà con l'agnello
noi abbracceremo
senza braccia chi ci aggrada
in una cosmica kermesse
dove non vi sono cuori ostili



46

APEIRON


la luce-energia
fatta densa
nella materia si oscura


di che siamo fatti dunque?
energia del cosmo
stretta a imbuto
in un tempo rallentato?


forse


corpi-in-prestito che 
si leveranno dal letto di tenebra


per sfociare in un
altro mare?



47

LA VERGINE 2


la bellezza che ti colse
rosa d'amore
t'imporporava il viso di fanciulla


era il fiat
la bellezza fatta persona


ala d'angelo
a custodirti
non ti preservò dalle brutture del mondo


Mater dolorosa
pie(a)gata eri ai piedi della croce



48

POESIA E'


la poesia è traduzione
da una lingua sconosciuta


è dall' Origine -
dal Verbo


è lettere storte sull'acqua


poesia è del vento e della foglia


è il cuore delle stelle o la musica
della pioggia sulle tegole


la fiamma che arde
della nostalgia di Dio



49

SI LEVAVA ALTO NELLA LUCE


(a Pablo Neruda)


sia il tuo verso la ferita
a farsi nuova voce - lettera
di fuoco - j'accuse


(nella terra di sangue e d' amore
si levava alto nella luce
il tuo Canto generale


a cui facevano coro i morti ammazzati)



50

DA QUEL DOVE CHE T'HA ACCOLTO


(certe volte sembrava che un punto
ci attraesse oltre le nuvole - o
almeno così era per me)


e dunque anche tu
adesso mi precedi
varcando il mistero
con la valigia di sogni


non mi aspetto un fischio da quel dove che
t' ha accolto


-per te sempre estraniante 
a ragione: essendo noi
mortali



51

CANTO DI SIRENE


la normalità non esiste: la vita
è una continua sorpresa
in luce-ombra navigante nel sangue


saltate le coordinate
-farfalle di fumo- niente


di più facile che canto di sirene
svii 
dallo scavo del profondo ove il Sé 


si manifesti



52

VERRA' IL TEMPO


c' è tempo e tempo
quello della gioia quello del dolore
la vita ti ha insegnato a piangere


non puoi chiedere di essere liberato
se è stabilito 
che il cornuto ti debba stare dappresso
con la tagliente sua lingua biforcuta


verrà il tempo
-oltre il tuo lento morire-
a rimarginare le ferite della luce


ora nello specchio
vedi agitarsi le ombre dei tanti 
io vissuti


i tuoi errori



53

LEVARSI IN FIORE


(la crisalide si posa
sulle dita dell'alba)


muore 
l'animale resta l'entità
dell' origine


Mente infinita espansa
inondata di luce


ed ecco l'anima levarsi
in fiore




54

CORTEGGERO' LA BELLEZZA


trasvolerò mari d'aria
tra galassie interstellari
stanco di questo mondo ipocrita


troverò assegnato un posto
secondo i meriti
dove abiterò per sempre


lì corteggerò la bellezza
presentita mai conosciuta
sulla terra



55

LA PAROLA CHE SANGUINA


colgo la parola che sanguina:


scrivo la vita che
si alterna tra naufragi e
benedizioni


ulisside impenitente
rammendo le mie vele
reduce da viaggi psichici


ho dimestichezza con la morte
con la stessa naturalezza
del mio sapermi eterno


-----------------------------------------------


TRASPARENZE
2019- '20

1

GIOBBE


Signore liberami
da questa gravezza della carne
-ora mi pesano gli anni 
come macigni-


ascoltami - quando 
il sangue grida le ferite della luce


ed io come giunco mi piego
in arida aria



2

MUSICA SACRA


mi attirarono le note dell'organo


il tempo si era fermato e
fu come uscire fuori da me
uno sconosciuto luogo di pace
mi accolse


non era sogno o visione: quella musica 
sacra era divenuta parte 
di me del mio spirito


mentre mi avvolgeva una luce 
noetica
in empatia con gli angeli e i morti



3

L'EGO 3


apri il giorno
come una scatoletta
-usa e getta

 
ti affidi alle vacuità dell'oroscopo
la tua nonchalance
dove ti porta
il cul-de-sac che imbocchi
ti si ritorce in un grido


ti dico svuotati
abbandona l'io: fa'
che confluisca nell'immenso mare
del noi
dov' è condivisione


ché svii da quelle insidie
dell' abbraccio mortale


la vita ti sia una colomba
che si posi sulla mano



4

NECROSI


cos' è che ti cresce?
fa senso vedere - cellule
morte si autoespellono
attraverso il dito in
sudorazione


porti con te questa escrescenza
pendula a mo' di piccola
cresta o mini-veliero se
ci lavori di fantasia


infine la bruciatura e
te ne liberi


al limite -pensi-
eliminare le impurità è forse
aspirare all'angelo 



5

L'AMORE CHE SAPPIAMO


l'amore dal volto della Bellezza
quello che avvicina
all'assoluto


non è di qui


l'amore che sappiamo
quello che ci lascia un cangiare di nuvole
ad adombrare aride spiagge


ci assalirà con un vuoto
ad ogni sospiro


dolore d' una perdita
dall' origine del mondo



6

IN QUESTO GIORNO STORDITO DI LUCE


in questo giorno stordito di luce
il mio lavoro incessante
di sole


per gli ultimi
i senza voce
i perseguitati che Lorca cantava 


per i bambini scandalizzati
dal prelato


-meglio per lui dice il Vangelo
legarsi una pietra al collo


il mio è questo grido che rilancio
contro le sbarre dell' indifferenza e
la viltà di chi trama nel buio
di una notte di pietra


di chi gira sul proprio asse
ombra che sanguina nel vento


di chi segue la pista del sangue
e ha il passo pesante
sopra la tenerezza


canto per la dignità dell'uomo
che fa della sua insopprimibile libertà
ali di luce 


a lambire le fonti del sogno



7

DELL'IMMAGINARIO (DEL SOGNO)


li vedevo salire dal mare
dal grande mare aperto
i miei morti che dispensavano sorrisi


era esplicito il loro invito
lo si leggeva negli occhi forti 
di luce


ma una vocina dal di dentro
mi diceva 
che non era giunto il tempo



8

BOCCHE DI CHITARRE


alla sua morte per fucilazione
anche le chitarre emisero lamenti -
a un ordine dei generali
dalle loro bocche uscirono insetti
bibliofagi
a divorare pagine e pagine
di versi sparsi per il mondo


ma lo spirito del popolo è vivo
la memoria è vasta come il mare -
venne ricomposto il poema
insanguinato
fino all'ultimo rigo-respiro


si può uccidere un poeta
non la poesia


(Federico Garcia Lorca, 1898 - 1936)



9

IL CASO E' QUEL PER CENTO


tutto è convenzione e il caso
è quel per cento che fa il destino


se ci troviamo
nel posto giusto al momento giusto 
-o al contrario- è quella 
sincronicità indimostrabile


che fa ruotare i mondi e noi 
non siamo che 
mistero a noi stessi


piccoli astri



Sincronicità: concetto di Carl Gustav Jung, 1875-1961


10

TRA LA BESTIA E L'ANGELO


tra la bestia e l' angelo
corda tesa sull' abisso


nel divario della mente dove destrieri
scalpitano inesausti
bivaccano i tuoi fantasmi


o si mimetizzano tra
la fantasiosa tappezzeria dei divani


semmai si annoiassero sai 
dove trovarli: a giocare ore 
e ore con le nuvole


tenendo al guinzaglio i sogni



11

LE IMPRONTE CHE HAI LASCIATO


fermatosi il giro del tuo sangue
non avrai più nome né voce


le impronte che hai lasciato? 


impigliati ai rami
fra cirri e nembi


l'essenza dei tuoi versi sparsi
i ricordi i sogni gli io che fosti


forse dal fondo dello specchio
riaffioreranno


-in una luce ferita-
quelle immagini a un moto del cuore



12

IN QUESTO MOMENTO SOSPESO


il guanciale intriso di sogni
tu languida ti volti per un bacio
come calamite i corpi si attraggono
lenta c' inonda la luce dell' alba


sembra quasi
che la pineta affacciata sul mare
ora entri nella nostra camera -noi 
rami in un ricambio di foglie-


anche in questo momento sospeso
si può sentire un assaggio d' eterno



13

NEI CIELI DELL'INCONOSCIBILE


e in quel momento ora x
è solo un restituire
consegnare le ferite
alla terra
la luce degli occhi al cielo


e
farsi plurale


ponti di luce nella Mente espansa
a invadere e aprire varchi


dove ali di un già presentito 
sogno -aperte 
per il volo-


si librano nei cieli dell'inconoscibile



14

PICCOLI MONDI


essere in sintonia 
-cuore e mente-
con l'universo


come nel sogno abbandonato
il corpo -noi piccoli mondi
nell'alto mare aperto:


ulissidi 
a lambire
terre dell'inconoscibile


nella pienezza dei sensi


15

LA POESIA CHE CI SALVA


la poesia
è la bellezza che ci salva
da questo stare inadeguati nel mondo


vedi
con la poesia non si scherza
(a parte palazzeschi e qualche altro)
essa vuole nascere dal sangue
macerarsi nel profondo fino a
mettere ali


non lo crederai ma i fonemi
aspettano solo d' essere chiamati


la costruzione 
va da sé dev' essere armonica 
come un diapason
col traboccare delle emozioni



16

NUGOLI D'ANIME


riposano i corpi mentre la notte
ha tra le braccia nugoli d' anime
rivolte verso la stessa fonte di luce


ondivaghe
fuori dal guscio esse aleggiano
insinuandosi nei meandri del sogno
si trovano a percorrere
corridoi interminabili


o tra vertigini di spazi 
a capriolare
si trovano in ambienti familiari
rivivono déjà-vu



17

RINASCERE NEGLI OCCHI 


all'inizio nel tempo
primigenio
il primo stupore in un volo


ai piedi dell'angelo
sarà poi precipizio della luce


ma si resta 
nella memoria della rosa
che vuole rinascere negli occhi



18

A GUIDARTI LA MANO


vedi un gabbiano planare - tu
assiso s’ uno scoglio nella
calura di luglio qualche verso abbozzi


sarà tautologico ma è quanto
ti sale da dentro:


"siamo di terra ma lo sguardo dice 
la celeste origine - la sua
luce dove l’anima dimora"


è aspirazione alla bellezza
a guidarti la mano:
non con inchiostro ma col sangue
scrivi



19

A PRESCINDERE


questo uscire rientrare nell’alveo celeste
è racchiuso in un tempo
rallentato
un lampo nel cuore dell’ universo


t’ è stato messo nel cuore il senso
dell’eterno - a prescindere


ogni giorno ti riscopri vivo
come il seme



20

AL PARCO 2


gli prepari il posto a tavola
come quando era in vita lo senti
vicino gli parli in sussurri e
con dolcezza


son passati tre anni da quando
lo portavi in carrozzina al parco
-nell’incipiente primavera gli alberi
mettevano folte chiome-
e ogni tanto ti fermavi
per asciugargli un filo di bava pendente


ricordi 
le sue parole: chi non si dona 
mangia se stesso



21

ALBA


nella luce che sale
generosa sei
come musa che l’abbrivio dà
col primo verso


-aria
di vetro - parola sospesa


come andare in mare aperto


sogno o stato di grazia



22

ALLE PORTE DEL MARE


cicatrici di luna il rosso grido
delle estati lunghe sulla pelle
quando liberavi le ansie 
inchiodate alle porte del mare
di sandokan emulando nelle
ore di canicola
le scorribande a perdifiato pei vicoli
cerbottane e bandane
prestandosi al magico
rituale
con vele e bandiere
panni stesi nell’accecante sole



23

ANCHE TU A PRECEDERMI 2


un salto a volo d’angelo
a superarti nella luce


una luna assonnata 
ti sovrasta - 
ammiccano stelle


anche tu 
a precedermi -amico di penna-
sulla via dell’Inconoscibile - uscito
sei dal cerchio d’ombra


dal quadrante dove batte
l’ora del mondo



24

ANDANTE


dopo l’ultima pioggerellina
i saltabeccanti passeri
muovono una piccola danza sul mio davanzale


troveranno le briciole della mia colazione


m’immagino in sottofondo
un andante di vivaldi


e
nello sdilinquire del cuore
mi si apre il cielo



25

ANELITI D'INFINITO


è la vela rossa della Passione
a prendere vita nel tuo sangue spanto
nella luce


ti dai d’amore in aneliti
d’infinito
anima persa per rive sfiorite
negli occhi



26

ANTINOMIA LA MORTE 2


rinfranca il pensiero d’essere
immortale -e già dalla ferita della 
creazione lo sei-


la morte ti cerca?
uscito dal guscio tu sarai altro


l’anima libera sarà dai lacci
lo spazio mentale onde di luce e amore


niente d’ imprevisto se la morte
non ti sorprenda più della vita



27

ASSONANZE 2


aureolato di fumo
vaga il pensiero nei meandri del sogno


s’aggriccia il foglio sotto
l’impulso della penna in cerca
della giusta assonanza o
d’una metafora felice


in enfasi il cuore
s’abbevera 
alla fonte generosa della musa



28

BREVE IL TEMPO


ti ricorderanno un giorno?


ti sorprendi
a evocare oggi i tuoi fantasmi


altro tempo


età dell’oro quando
il sangue sparpagliato nella luce
semidio ti levavi
come in volo


ora ingrigisce il giorno


chi a ricordarti?



29

CIELI CAPOVOLTI


nel cavo del grido
deflagra rombo di tuono e
scalpitano nella testa
destrieri impazziti


egli non vede
più il corpo della madre
solo cieli capovolti e


accovacciato in un angolo
della parete che separa
vita da vita


trascorre le ore vuote suonando
l’ocarina



30

COME INVISIBILE RADICE


ricordi
ventenne o giù di lì:
pane amaro i primi timidi
tentativi
ti vedi chino 
su fogli e fogli fitti
i pindarici voli
le cadute


come invisibile radice
quel virgulto
negli anni
ha preso vita e sangue



31

COME NELLA PRIMA LUCE 


si è
legati al cordone del sogno
quello viscerale - che ci vede
come nella prima luce


destare in noi l’angelo
svogliato - lasciare si schiuda
il fiore dell’anelito


in un canto - che abbracci
la sacralità della vita



32

CONTROSENSO


no non ha senso questo tempo
frantumato fra le dita
-c’inseguono le lancette di kronos


i bambini giocano all’ikea
e non nei prati
i genitori hanno tempo solo per loro


cosa pensa -se pensa- quel pesce che agonizza
soffocato dalla plastica? che questo 
è il peggiore dei mondi possibili?



33

COSA DICE IL CUORE


fu il caso o il destino 
a farli incontrare 
all’uscita del discount sotto l’ombrello


lei la sua verve
lui il suo magnetismo
prima che se ne avvedessero
erano finiti a letto


quanto durò la storia se storia fu?
dalla sera alla mattina - un lampo


cosa dice il cuore
dove ti porta non lo sai spiegare



34

COS'E' LA POESIA


la poesia è indefinibile
fa tremare i polsi
è l’abbraccio di un albero
il sorriso di un bambino


la poesia 
nasce dal sangue e ha dimora celeste


quando si partorisce una poesia
ti si aprono i cieli


poesia
è dove l’angelo perde una piuma



35

CRUNA DI LUCE


come quel file danneggiato che non
si riesce a eliminare: diciamo un po’ simile
lo stato d’ animo di chi non si sente 
realizzato ed è la sua anima 
un buco nell’immenso


ti sarà capitato un file corrotto:
ti sta sui cosiddetti ed è come 
la vita che gira in tondo -i suoi 
ingranaggi che non combinano


-ma dopotutto un file 
è un file -dici


quel suo bel titolo ‘cruna di luce’
"chiave" non ha e nemmeno
il cammello ci può passare



36

C'E' DEL BUONO


sempre ci si trova
a scalzare la morte 
noi umani o la foglia la rosa 
damascena


si riveste ad ogni ciclo
la natura - ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo


c’è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona



37

DA CHE SEI NELL'OLTRE


corpo -dicevi-
di esperienze ricettacolo?


smesso che hai quell’abito -soma-
il tuo Sé manifesti
che attraversi i mondi


da che sei nell’ Oltre
rinato come a primavera
l’albero nudo



38

DA UN IMPERSCRUTABILE SENTIRE


ti attraversano come una luce sottile:
sono sempre con te i tuoi morti 
mai andati svaniti -ci crederai?-


saldano le tue radici
"vivendo" con te ancora: ubiqui e
onnipresenti


da un imperscrutabile sentire
puoi percepirne al tuo fianco la presenza


sono essi a suggerirti in un soffio
semmai ti giunga 
una ispirazione


sostano dentro gli specchi


si fanno tuoi consiglieri
quando non sai deciderti 
sul colore di un maglione da indossare


allucinate presenze
ti accompagnano in quel mondo parallelo
ch’è la regione del sogno



39

DAL MIO POSTO PROTETTO


mi "nascondo" nel corpo


da me emergono alfabeti
afflati
enunciate sillabe 


mentre
questo che mi contiene
ha un piede nella morte


dal mio posto protetto
complice una luna che m’ispira
mando messaggi di luce


a volte 
me li suggerisce un angelo



40

DAL SUO SANGUE SI LEVA ALTO


(ad Aung San Suu Kyi)


non violentate più la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto alla 
compassione


non schernite più la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte


dal suo sangue si leva alto
il grido di fierezza
all’ unisono con l’ oppresso popolo

.

[Sul finire degli anni ‘80, Aung San Suu Kyi fonda la Lega Nazionale della Democrazia. Il regime birmano la condanna agli arresti domiciliari per 5 anni, poi per altri 15, e infine a 3 anni di lavori forzati, prima di essere liberata definitivamente. Viene insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1991.]


41

DALL'IMMAGINE SPEZZATA


risalendo dall’immagine
spezzata
fino all’ultima ferita
in un sol grido rivivono
squarci d’identità che furono
te


li inghiottirà una
fuga di luci
bava
di ragno a
tesser latitanze



42

DEGLI ABUSI


strillai come un aquilotto
di lacrime inondai il banco:


sollevato da terra 
per le orecchie
dalla capa ‘e pezza Angela 
(spero oggi un angelo)


per aver iniziato il quaderno di bella
con un grossolano errore


-abusi oggi come ieri
solo che un tempo erano "sommersi"

.

(capa ‘e pezza: in gergo la suora; Angela, nome fantasia)
[il grave errore consisteva nell’aver scritto "geofrafia" invece di "geografia".]


43

DI FOSFENI E NUBI


a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive


vaghezza 
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni 
dimorano



44

DI LUCE L'ABBAGLIO


colma la bocca
di luce l’abbaglio
della veste


sentivo nelle ossa un fuoco


come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell’aria



45

DI PALPITI DI LUCE


bianca colomba si posa 
su creste di pensieri


invertigina l’essere 
tra fluttuanti sillabe 
in un capriolare di palpiti di luce



46

DI QUA DEL VELO 2


(non qui né altrove:
semplicemente essere
nel Tutto
-porta della conoscenza)


di qua del velo di maya
trottola del tempo
consuma il suo perno


nella palpebra del sole
un embolo d’ombra dimora
che insanguina il vento



47

DI SGUARDI E' IL SOGNO


di sguardi è il sogno o polvere
della creazione noi polvere
del sogno noi sogno di Dio


tra intermittenze 
di fòsfeni veleggia 
l’ "occhio" per inesplorati lidi



48

DOVE L'ANGELO 3


ti dici quale angelo - quello
delle favole? mentre nel cuore
ti alberga il grido stridulo
del risentimento


-nell’ordine cosmico
è il boomerang che non vedi


dov’è l’angelo ti dici
semmai salga dal fondo
di te a illuminarti?


vieppiù continui a respingere
mani tese
in un cielo bianco di silenzi



49

D'UN SOGNO


casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra 
dal mare
sorridermi mentre 
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto



50

EMARGINATO


quest’uomo: tristezza 
d’albero nudo
avanzo di vita aperta
ferita


-occhi scavati
che perdono pezzi 
di cielo


quest’uomo 
puntato a dito
quest’uomo fatto
torcia 


per gioco



51

ENERGIA COSMICA


(a Stephen Hawking, in memoria)


ci partorì un oceano di energia
noi minuscoli granelli
finita infinità


dai buchi neri insondabili
forse nuovi mondi
nascono - inarrivabili


soli 
non siamo in questa
vertiginosa vastità


in infiniti 
cerchi
spaziamo


[finita infinità: da un verso di Emily Dickinson]



52

FASE REM


aprono il mondo della mente
facendosi presenze
i dolci animali d’acqua e cielo


nel vortice di luce
ti si rapprende negli occhi il volo
e l’argenteo guizzo


appena desto
-assimilando ancora frammenti
di visioni-
chiederai all’onda all’uccello al vento


la chiave l’origine che
dall’apparire traspare



53

FONEMI


nella bocca della notte
-la luna sopra il petto-
il letto è un mare dove sillabe 
perdono sangue


"e il naufragar" non è che di parole-
carne slabbrati fonèmi


a far piovere
nelle tasche del cuore



54

HIKIKOMORI


un vivere a ritroso
le spalle all’oriente 
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l’ombra e l’anima

.

Hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E’ il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.


55

IL BUIO DEGLI ANNI


(a tutte le vittime per la giustizia)


negli occhi delle primavere
violentate
il buio degli anni 
di piombo
la pioggia di sangue


la vostra morte
luminosa


il sangue delle vostre primavere
di là dal buio
dell’ora
ecco levarsi alto
come un urlo
al centro della storia

------------------------------------------------


IL CIELO E' TERSO

56

IL CAMMINO


il sognare di sé che si sogna - forse 
così la vita


perché il cammino - dici


breve il tempo
per cercarti:
trovare l’ anima -


quella luce ch’ è in te il dio 
inconoscibile


ti passano davanti 
le sequenze
dei tanti "me stessi" trascorsi


ma già sei altro



57

IL CIELO E' TERSO


la coda dell’occhio il gesto
come a voler scacciare una mosca
ed è un fuoristrada
a investirmi alle spalle


entra la luce
il cielo è terso - mi dò
il buongiorno


mi risponde a breve
il borbottio della moka




58

IL GRIDO CHE SALE


era forse quell’embolo
ad allagare di visioni la mente
tutto quel rosso
come un mare di sangue


e il grido a salire
dalla vertigine del sogno


-e se sogno non era?


trovarsi diviso
tra reale e irreale -
nelle vene del buio una danza
di folletti




59

IL GUARDIANO DEL FARO


sembra toccare il cielo
attraverso la grande vetrata


gli fa visita il gabbiano
unico amico
al crepuscolo alla stessa ora
nel becco l’argentea preda


l’uomo del faro: 
non uno stravedere 
come il ragazzo l’ ha sempre sognato
tra spume d’ onde e uccelli marini


altro è 
questo solitario 
leggendo nel profondo:


senza amici per poter
chiacchierare: una ferita
la perdita della compagna
morta qualche anno prima di parto


la sua Nina


ora gli pare di vederla
tra le ombre della sera quando
si accendono le stelle




60

IL NOSTROMO


narrava dei suoi viaggi 
-il mare a cullarne le memorie-
i porti toccati e lasciati
Oslo Amsterdam
le taverne ove non mancavano
scazzottate come nei film


le volte ch’ era cielo di tempesta
con gigantesche creste d’onde
-negli occhi gli si leggeva 
raccontando
che bastava un niente a morire


avvolti dal fumo
della sua pipa di schiuma
noi ragazzi ne eravamo rapiti
-ci passavano nello sguardo velieri lontani


Jim il nostromo egli era 
per il borgo natio
-occhi di cielo e cuore
grande come il mare




61

IL RIFLESSO


m’abbaglia l’accecante
riflesso d’un lunotto


tengo la strada - poi 
il tunnel mi da pace


e m’acquieto con le note
di stardust


esco nella luce come destato 
dal sonno della morte




62

IL SANGUE SULLE PIETRE


baluginio d’albe su vuoti
orizzonti - sale


la luce sui nomi perduti


filo spinato 
taglia la memoria insonne


inani fughe


ancora grida il sangue 
sulle pietre




63


IMPOSSIBILI APPRODI


-orza alla banda!-


la faccia cotta dal sole
il marinaio
tende a quegli approdi impossibili
apparsi solo nel sogno


la terra è ancora lontana


facile perdere
la rotta fare naufragio


se non "credi" senza vedere




64

IN TRENO


lei immersa nelle righe
nere mentre il paesaggio
-alberi case- fuggiva 


sbirciavo il titolo 
era in inglese - un 
mattone a vederlo


distolse altera lo sguardo
lei biondo- platino e sola


conciliava un sonnellino
ora il monotono
sferragliare



65


IN UNA GOCCIA DI LUCE


s’arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso 
in un’acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all’Immenso
allora non sarò più
quell’Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d’amore
in una goccia di luce



66

IPOTESI DELL'IMPOSSIBILE


combatti contro i mulini
a vento delle ipotesi
ti vedi quel filo d’aquilone
tenuto da un bambino e
toccare il suo cuore e il cielo


o quel bimbo ti vedi
tenuto dal genitore per mano


o ancora -tra fremiti d’ombre- 
quel figlio prodigo
che ti torna in sogno: che anni
scavalca a ritroso


per chiedere perdono
al padre sul letto di morte



67


ISOLE 2


s’aggrovigliano mai combaciano
come i fili d’una ragnatela
in composizioni improbabili
tramate forse nei sogni


in un alone di luna evocano i morti
fan gesti propiziatori


sono intrecci di mani di sguardi


anime che si cercano



68

L'ESSENZIALE


arrivare all’essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta - un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)


così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all’Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto 
famelico –
quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra



69

L'OMBRA


negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?


pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà


che estinta con l’ultima sua luce
rientrerà nel corpo- contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt’uno con la morte –
senza perché – solo ombra



70

LA BELLEZZA DELL'ANGELO


con l’avanzare degli anni
senti sempre più il distacco da tutto - ogni
cosa ti lasci scivolare addosso
-come il sogno ch’è a svanire


oggi preghi lo Spirito del cielo
ti faccia luce:
ti mostri l’azzurro sentiero


per la bellezza dell’angelo



71

LA DOMANDA DEL SANGUE


sordi alla domanda del sangue
noi
sotto un cielo bianco di silenzi


le parole rimaste in gola
cadono
come un infrangersi di cristalli


in nostra vece
sentiremo forse gridare
le pietre



72

LA LUCE ESSENZIALE


punti all’ esteriore
e non alle cose del cuore?


vedi: non ha consistenza quanto
non nasca da radice
del sangue o semmai sopravviva
di effimero lucore


essenziale quella luce
ch’ è la bellezza della rosa
immortale
palpitante tra le mani



73


LA LUNA DEI POETI


ho la luna dei poeti
-pesci sull’ imum coeli-


scivola 
la barca della passione
verso terre di mistero


pesco sogni di ragno
nell’ intreccio di parole
nate sulla bocca dell’ alba


mentre
uno sbuffo di vento
porta afflati d’ amore



74

LA MANO DISEGNA NELL'ARIA


la mano disegna nell’aria
il suo profilo indugia
su bocca naso e occhi


la mano della mente ben conosce 
quei dettagli come la madre 
che l’ ha generata - Nina stella
del cielo che mi cammina nei sogni


ora sono aghi 
che trafiggono
nell’ accendersi nel sangue 
la mai sopita passione


mentre la mente disegna
dove fermenta il cuore



75


LA MUSA LATITANTE


dalle vene del buio
-dove a raccoglierti
vuol chinarsi l’amore-


defluisce arido sangue


stai come
quel gabbiano dall’ala spezzata


che non sorvolerà il suo mare



76

LA PAROLA NUDA


mi seduce la parola enfatica
-sia d’amore o quella che 
(d) enuncia


che s’attorce al cuore in un nodo 
di passione


parola
nuda come la verità - mio faro


brilla 
nel buio come stella 
di fuoco


e non la puoi estinguere



77

LA PASSERA


memore della bella accoglienza
me la trovo sul davanzale ogni mattina
per "condividere" la colazione


è d’un piumaggio lucido e vellutato
l’ho chiamata "nerina"


sempre puntuale
precisa come un orologio svizzero


chissà mi chiedo
chi troverà ad accoglierla quando
anch’io avrò messo "un paio d’ ali"



78

LA PISTA DEL SANGUE


sconvolgere i cieli
vorresti?
rapportare il mondo
con l’ asettico tuo doppio?


chi vuoi che spezzi
per te una lancia
se vai col lupo 
seguendo la pista del sangue


in modo sistematico
vedrai crescere detrattori
a stigmatizzare le tue fisime


uomo di cartone



79


LA STANZA DEL CUORE


custodirvi l’essenza
primaria - 
il suo fiato il suo mistero


è creativa la stanza del cuore: 
la vedi tappezzata 
dalla immensa pagina del mare


dove scrivere i sogni
con l’inchiostro della notte


vi respirano sinergie d’altre 
dimensioni



80

LA STANZA VIOLA


la stanza viola della mente
veste l’anima
del quadro in cui ti perdi


dalla tela vedi crearsi 
iridescenze -e il sangue 
si spande nei colori-


presenze 
daliniane
erompono dal sogno



81


LA VERITA' E' UN LUSSO


la verità è un lusso dice quel padre
che non ha ottenuto giustizia dopo anni
per il figlio falciato in una rapina
trovatosi per caso lì in quel frangente


dice -un sasso sul cuore-: forse
è di un altro mondo la verità
-tutto come sempre
insabbiato prescritto


nessuno sa -
e sulle coscienze crescono peli



82

LA VITA INFINITA


con l’avvicendarsi degli anni
si risvegliava in te il bambino
negli ultimi tempi
c’era sempre lei a rifarti 
il letto a tagliarti la carne
il tuo angelo 
premuroso
che non ti perdeva di vista un momento


eri un omone- bambinone
te ne sei andato troppo presto
quel giorno vedevo al tuo capezzale
nei tuoi occhi cerulei veleggiare
la vita infinita



83

LA VITA INTERIORE


dirla "potenziale" questa mente
fin quando non sarà espansa 
e unificata nella primaria 
origine


di sogni e di pene
-scritte su cieli di carta-
e di effimere gioie
come la felicità che sempre sfugge


lei si nutre


abbeverando del sangue 
della passione
la vita interiore



84

LACERAZIONE


ragazzi strafatti
che han preso la china d’una vita 
contromano


ragazzi che s’ attraggono 
e vivono come se
non vivessero


invecchiano dentro gli specchi o da 
hikikomori


abita il loro sangue una notte che
si lacera all’ infinito


-le famiglie:
da raccoglierne i pezzi


ragazzi che bruciano
bruciano come candele



85


LATITANTE LA MUSA


sillabe cadute dagli occhi
l’ingoio di stelle a svanire


"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":


questo 
salvi dal tuo dormiveglia - relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico


tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole - latitante
la musa



86

LE SFIORITE RIVE DEL CUORE


le sfiorite rive
del cuore e la verde
età fuggitiva


ahi i segnacci 
rossi sui quaderni


-simboleggianti nell’inconscio
gli errori adulti che
ti segnano la vita


e in lampi di ricordi
quella corsa 
dei grembiuli come ali 


in voli bianchi verso 
casa



87


LE VOCI REMOTE


un’accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare


il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante




88

LEI DALLE SNELLE CAVIGLIE


avvenne in me un parapiglia
si sconcertarono i miei neuroni
come lei apparve -il rigoglioso seno e
le giunoniche forme- nel suo incedere al 
Valentino


ogni tanto in sogno rivive
evanescente figura


inarrivabile
lungo la coda dell’occhio
lei dalle snelle caviglie



89


LO SGUARDO VELATO


dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d’intenerimento


la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato


ora come allora


quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì


-ah ridicolaggini



90

LUCE COSMICA


il suo sguardo benevolo che 
abbozza un sorriso lieve
dalla vetrata della cattedrale
illuminata lassù


mi ricorda l’angelo
sulla volta del soffitto
quando da bambino ero
cagionevole e a letto


oggi 
mi sorprende un moto
di commozione


nel dilatarsi il cuore
in una luce cosmica



91

L'ESSERE-PENSIERO


l’ angelo o essenza
primeva
in veste d’apparire


in amore converte 
il suo fuoco ancestrale 


è ubiquità ed ali l’angelo
o essere- pensiero 


astronave di luce che
circumnaviga cieli interiori



92

L'AFFLATO


si leva
da un’ alba rossa di passione
l’ afflato del cuore


quasi ad alleviare
-volo lieve di farfalla-
le brutture del mondo


asimmetriche tracce
lascia la poesia ch’ esprime
l’ angelo- farfalla



93

L'ALBERO


di Te 
il dito
la saliva il fiato:


ri- fiorire vita
in cuore disabitato


e gli esecrandi
crimini? non
ricordi


dal sacrificio estremo
l’Albero 
di sangue
si è ingemmato


sopra uno 
sconquasso di secoli


94

L'AMORE E' UN VOLO


l’amore è un volo
che si stacca dai tuoi tramonti
e lascia una mesta dolcezza


come virgola di fuoco
quel dolore che si ferma negli occhi


sulle ferite -sai-
lavora a tuo favore il tempo



95

L'ANGELO 3


s’inzacchera le ali nella melma
del contingente
minimo sette volte in un giorno


si prende cura come una seconda madre
di chi gli fu affidato alla nascita
dalla Misericordia divina


arcobaleni e nubi son la sua dimora
transitoria


si piega sul tempo umano - 
lo senti se ascolti
sostare nel buio delle vene



96

L'ANTAGONISTA


aprii la valigia
era piena di libri e di sogni
di vaghe nuvole e stanche lune


gli chiesi se leggesse poesie
arricciò il naso: -non mi nutro di quella
"manna" il mio cielo è di pietra e
non ne vedi angeli affacciarsi
né madonne


-non siamo -noi due-
della stessa razza


io 
da opportunista
nello scrigno non porto chimere




97

L'OMBRA (ALTRA VERSIONE)


davanti 
dietro di lato s’ allunga 
si spezza se riflessa


in acqua mutilato corpo
mi ripete
negativo di me profilo 
esangue


finché vita 
avrà
da estrema obliqua luce



98

L'ORDINE DELLE COSE


nel momento del distacco dirai
forse impropriamente
"è mancato" - invece d’ un accorato
"ci abbracceremo nell’ altra dimensione"


mancato sì alla scena
del mondo


com’ è giusto per l’ ordine delle cose
’apparenti’


la stella nana la formica



99

L'ORIGINALE


si perde
armonia nel rifare una nuova
poesia da una datata:
ne risulta un vaso incrinato


allo stesso modo ogni 
esemplare è intoccabile: 
è dall’origine


della foglia la foglia- madre
come la pensò Iddio -
così la parola
così la natura


toccare i geni è una bestemmia
che sale al Cielo


100


MANIFESTO


ritagliare dai giornali
lettere cubitali
per farne una poesia- manifesto


già vedi uomini- sandwich 
popolare le piazze
il rosso grido di denuncia 
abbasso x viva y


-sordi i governanti
al lamento dei poveri


vedi: giungerà il momento 
in cui
si abbatterà repentino uno
tsunami


a rovesciargli la poltrona



101
MARE D'ERBA


con l’ avanzare degli anni
riduci sempre più il percorso
delle tue camminate


giungerà il momento
di affacciarti solo sull’ uscio
o dalla finestra vedere l’ immensa


distesa di verde e nello 
stravedere la scambierai per quel mare
che ti vide nascere


-ti brilleranno gli occhi andando 
col pensiero alla fanciullezza gaia


ora quella luce è fuggita


lascerai
impregnato quel mare d’erba
di amori e pene ed eterei voli



102


MARINA


sull’onda bianca della pagina 
inavvertita la musa 
come un’ala si posa e 
si china discreta
a ricreare di palpiti un vago
sentire di mare



103

MEMORIA DI VOLO


memoria di volo
dell’ antenascita - quando l’ angelo
benigno si piegò
nel vestire la carne


ora nello smarrirsi dei mattini
in un’ aria di vetro
da memoria si torna a essere
sogno


a raccontarci è l’ infinito
mare



104

MI STRACCERA' UNA MANO


sto incollato
a un muro
vi resterò forse fin quando 
m’imbavaglierà una reclame 
di nonsoché o forse
mi straccerà una mano ignota
ma sarò ancora la voce 
di chi non ha voce
sarò il suo sangue
che urla attraverso 
i miei squarci



105

MIMESI 2


mutevolezza come
di nuvole


-parabole 
-alchimie del sangue


mimesi icariana
la giovinezza frale


-nei suoi umori 
intinta


la penna di Goethe



106

MORTE BIANCA


al paese (le donne avvolte in scialli 
si segnano ai lampi)
hanno saputo di Valter
volato 
dal traliccio angelo senz’ali


"non venire a mettere 
radici -scriveva al fratello- 
qui anche tu nella
città di ciminiere e acciaio: qui dove


mangiamo pane e rabbia


dove si vive
in mano a volontà cieche"



107


NEL FIUME DI LUCE


forse
veleggiando nel fiume di luce
anche loro i morti ci sognano
per non annoiarsi


dove cade il giorno
come un vibrare in nudità di sguardi
piegati sul cuore della terra


il loro bianco respiro



108

NELL'UNO


dal Tutto
ritrovarsi nell’uno
a vivere il sogno della carne


il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi


lacerato dalle lancette
d’un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti



109


NELL'ANIMA BAMBINA


come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a giumella e il caldo fiato


o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta


come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l’acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole


immagini vive custodite
nell’anima bambina


che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni



110

NELL'ARIA VEGETALE


si aprì il mattino azzurro
nell’aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d’un amore tendente alle
stelle


-------------------------------------------


AFFLATI
(2020)


111

NOI DUE


chi resta
avrà dall’altro da lassù lo sguardo
o dai recessi dell’essere dove
si presume
risieda l’anima


chi resta alzerà gli occhi al cielo
in un atipico silenzio
rassegnato


un’altra primavera e
nuovamente
guarderà il glicine fiorire
si domanderà
dove stanno i ricordi vissuti
pezzetti di cuore


sa che tutto è 
un eterno presente



112

NOTTE LIQUIDA


orfanezza del cuore
su sfiorite rive
occhi
come laghi in fremiti di vita


dove
distorto volto d’angelo traspare


lanciarsi anima e corpo
nell’ebbrezza della notte liquida




113

OCCHI DI PARADISO


quel giorno che ci hai lasciati
parlava il tuo sguardo muto
-occhi di paradiso


quel giorno 
l’angelo ha colto il tuo dolore
e lo ha appeso ad una stella


ora tra arcobaleni e vento
il tuo aquilone 


sparito nell’infinito


è come volesse cercare
lì il tuo cuore




114

PAROLE 2


parole sulla bocca
dell’alba
in dormiveglia mentre
inizi l’interiore viaggio


cavare sangue
da neo- nate parole
in seno a un dio
non visto


dove sale la luce




115


PIU' D'UNA VITA 2


convivere con gli umori
di un corpo di morte


dall’animalità all’angelo: questa
l’impervia salita


più d’una vita se dal sangue
fioritura sia d’ali levate:


ogni passo ne perdi una piuma




116
PRIMAVERA 2


capita che il bosco mi parli
ogni volta che abbraccio il "mio" albero


-risale
a un rito atavico
l’abbraccio: patto di luce- amore-


mi parla -il bosco-
tendendo le mille sue braccia
nell’espandersi in canti che allargano il cielo


la casa degli uccelli
si fa allora santuario del cuore


empatia
che mi congiunge 
all’esplosione della fioritura


come fossi io nell’albero




117

PROFUMI NINNOLI


credi non sarà così per sempre
non come qui a guardare
per speculum in aenigmate


quel non riuscire a focalizzare
il profilo di lei
come quando la vedevi sbucare
da dietro la curva
della strada al ritorno dal footing


tra le altre suppellettili
ora a prendere polvere
sulla specchiera stile ottocento
profumi pinzette ninnoli


la collana
orfana del collo esile


il guardarti in tralice nelle sere vuote
lei da una foto sfocata




118
PROVE DI VOLO


anneghi 
nell’effimero d’una vita marginale


tenti nell’indaco prove di volo
-fino a che dura il sogno


da quale parte è la verità ti chiedi
nei momenti lucidi




119

QUALCOSA VERRA'


qualcosa verrà
in quest’ora anodina
a farsi sangue e presenza
il bianco a violare
ricamandolo di fonèmi e voci


da sirena ecco si veste
la musa
su onde a sognare
-incoronata di nuvole vaghe


come un’eco 
quel melodioso canto


che si negò odisseo




120
QUALE IL TUO NOME


quale il tuo nome nel registro
della Luce 
quale la tua figura
inespressa


questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli 
di cui non è memoria


caduto il velo 
un ri- trovarsi
moltiplicato




121


QUELLO SQUARCIO DI CIELO


in grazia creativa mi sento
oggi che mi è clemente il tempo
-nuoto nel mio 
immaginario


nell’approssimarmi agli ottanta
non mi fermo a fare bilanci
o scongiuri
né mi guardo indietro


solo il giorno
predestinato aspetto
e tanto più inimmaginabile


sarà quello squarcio di cielo
-ad attirarmi a sé




122

REPERTI


lui -il "cornuto"
che continua a lavorarci contro-
lo vedemmo nelle case della morte
col fumo della carne bruciata


lo riconoscemmo nella "bestia"
umana 


dopo gli anni orrendi oggi 
un museo: in mostra scarpe 
valigie occhiali e
una montagna di capelli


i reperti
della vergogna


non sogni o finzioni quelle "nuvole" 
ma 


dalle fumate si sa che a levarsi 
erano ali d’angeli




123


RICORDI


confondersi del sangue col colore
dei papaveri nel sole


ampie distese a perdersi
mentre all’orecchio del cuore
a far capolino una
melodia nel tempo andata


ricordi


ci si appiattiva scalzi col fiatone
nell’erba alta
dopo una volata e


in levità d’angeli
quasi non si toccava terra




124

RISILLABARE PALPITI


risillabare palpiti
di soli e
generare amore dove
il cuore mette ali


elevarsi come aquila
negli’ infiniti cieli


annullarsi del pensiero
guru in stato di
levitazione




125


ROSA IL TUO FIATO


rosa il tuo fiato 
fragranza di bosco la tua pelle ambrata


apparivi sirena
distesa s’uno scoglio


allucinazione forse


mi facevi un cenno
mentre il cielo s’apriva in una luce 
aurorale


come il tuo sorriso




126
SAREMO


il sangue starà
circumnavigando il periplo dei mondi
quando l’io non esisterà più


cosa saremo nessuno può dire


saremo nel Tutto
dove tutto ha nome armonia


forse 
non aureolati - fioriti
nelle braccia di Dio


come nella prima luce




127

SCAMPOLI


rimanere in essere
incapsulati in una vita 
ch’è copia
sfocata dell’Originale


dimezzata vita: scampoli


pure
zampillo d’acqua viva
dall’Io subliminale


la difficile luce




128

SCHEGGE DI PENSIERO


sai d’ essere schegge di pensiero
per unificarti alla Mente- madre


dove sei già stato vuoi tornare
ma non ricordi il "dove"


tornare
da dove ti sei staccato


come la foglia che
riprenderà ad abbeverarsi di luce
dopo essere macerata nella terra




129


SCRIVERE SULLA SABBIA


scrivere con la luce
la vita la morte
vestire di primavera i gigli


non così l’uomo
dal suo primo apparire


preso nel vortice 
delle cose
egli scrive su sabbia l’avere


-nel cuore la paura
del bambino




130
SCRIVO SULL'ARCOBALENO


scrivo sull’arcobaleno
dove il mio angelo è assiso
in veste di musa


egli mi suggerisce parole
macerate nel sangue
che mi si nascondono


alla "vista"


a volte dall’arco-
baleno cade una sillaba
ed io la recupero 


riprende vigore 


all’angelo traspare un sorriso
che si fonde col mio fiato




131


SE AVRANNO VOCE


ed è pleonastico il tuo dire
i tempi son cambiati e
alle piante seccano
i timidi germogli


i pesci son gonfi di plastica e
i cieli di cenere
e i mari piangono coi miei occhi


lasciare parlino i fatti
se voce avranno
in una -lesta?- inversione di tendenza




132

SE INDIETRO TI VOLTI


era solo un sogno - sarai 
come la moglie di Lot mi disse
se indietro ti volti


accondiscesi sebbene
controvoglia: ribellione mi
corse nel sangue


altri vedevo passare
per la via della "prova"


ora tramutati in statue - che prima
di me ridevano




133


SENZA TITOLO 5


le cose 
mi chiamano e la morte 
è lontana


vastità contemplo


l’anima
è il verso del gabbiano
nel lambire l’ onda




134

SENZA TITOLO 6


un’alba cadmio
apre spazi 
inusitati nel cuore


usciti dal sogno
beccano sillabe 
gli uccelli di Maeterlinck
in un cielo di vetro


da un luogo non- luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome 
genuflesso nella luce




135

SIESTA


di sé t’innamora il perfetto
endecasillabo
"meriggiare pallido e assorto" -
rilassante quasi a conciliare 
il sonno


di qua dove sei 
la pineta - di là il mare -
chiudi il libro di Montale
e gli occhi


contro l’ obliqua luce fra i rami


in te mezzo assopito 
ora perdura 
il dondolio delle altalene 
e dei teneri corpi 


quasi fatti d’aria



136
SOLITUDINE


si è al punto che
ogni giorno
è uno in più a dar scacco alla morte


-finché ci siamo- la candida
filosofia dell’anziano


il consueto giro pomeridiano 
per godere un po’ di sole


non si muove foglia
ma voglia il cielo
risparmiargli una solitudine feroce
che scava come goccia nella roccia




137


SOPRA IL SENSO DELLE COSE


chi può conoscere
meglio della terra i morti


l’inverno col suo bianco manto
il silenzio copre e il loro cuore


oltre orizzonti di palpiti
vegliando aleggia 
il mistero
sopra il respiro dei vivi


sopra il senso delle cose
come un sole freddo




138
SPAMPINA LA ROSA


turbine avanza
in un batter di ciglia - deserta
la piazza solo una gatta sotto
un’auto acciambellata


han lasciato i vecchi
il loro gioco di carte


più in là la bellezza
deturpata


al crocevia del grido
la rosa spampinata




139


SPLEEN 3


lo scoglio 
e tu 
come un tutt’uno 
quasi sul ciglio 
del mondo avvolto
in una strana luce


labbra di cielo 
questo
contatto di sole


vedi nell’aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all’infinito




140
SPLEEN 4


brusio di voci


galleggiare di volti
su indefiniti fiati


si sta come 
staccati 
da sé


golfi di mestizia
mappe segnate 
dietro gli occhi


vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce




141


SUL FILO TESO


camminando su filo teso
se la mente vacilla e
s’affaccia su orrido abisso

Tu lo sai -
è l’altro me a cui 
ho dichiarato guerra per onorarti

son diviso e ogni pensiero contrasto
se emerge non da sangue

e come potrebbe
la pianta ripudiare la radice? e la corolla 
che s’apre alla luce odiare la luce?




142
TEMPO-SOSPENSIONE


tempo elastico
gli orologi molli di dalì
tempo- sospensione l’aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non- tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale




143

TRIPUDIO DI LUCE


aspetto l’ ineluttabile
disfacimento della veste


come l’ albero delle
foglie


quelle macerano
l’ albero è albero


il suo sangue in letargo
attende


un nuovo tripudio della luce




144

TU MADRE DEL MIO SILENZIO


tu madre del mio silenzio
tu cattedrale del sangue
indiato


-poesia- apri lunghe sospensioni
e varchi
e archi di luce ricrei
tra ciglia d’amanti


tu fai spuntare fiori tra le pietre
preservi un raggio di sole


per gli occhi persi
del povero cristo
nei giorni anodini




145

TU REGINA DELLA NOTTE


sei nelle mie corde e metti ali
a sorvolare questo male oscuro
d’un mondo fatto a pezzi
tu regina della notte


poesia che ti sveli
al lume d’una luna menomante


l’anima è inclinata nella luce


ci salverà la bellezza?




146


ULISSIDE 4


occhi di terra e di cielo
e oceani
occhi ove vive
noetica luce
a sognare procelle e bompressi


e
un’ itaca lontana


esce dalla coda dell’occhio
il tuo vascello
a circumnavigare terre di mistero


ed è casa di mare aperto
l’anima del viaggio




147

UN CIELO DI PALPITI


si punterà verso
il non- luogo dell’ Inconoscibile
intrisa la vela del sogno 
del sangue della passione
uscendo dalla bocca della notte


-e siamo grumo e infinito


vivo di palpiti sarà quel cielo 
tenerezza di madre ad accoglierci




148


UN NOME UNA VOCE


un alone di mistero emana
dai lampioni sul lungopò la sera
ectoplasmi o perdute
identità pare s’aggirino
sui viali battuti solo
da qualche meretrice


pensi
possa ispirarti qualche verso
quest’atmosfera impalpabile e attendi
riconoscibili
un nome una voce
che ti salgano da dentro




149

UN SORRISO


vedi l’allodola planare
il suo volo un immaginario arco
lascia nel cielo


"l’albero lo riconosci dal frutto"


pensi
come curiosamente ti sorprenda
quel detto dei Vangeli


e come
il dimenticato aspetti solo
come pane un sorriso


-ti vedrebbe
come un angelo qui sulla terra
che gli allevii la ferita viva


il sorriso è l’inizio
-lo sai



150

UN VENTO DI OSSIMORI


posizione fetale: ideale per lasciarti
abbracciare da morfeo - in una
sospensione lucente - la mente 


assediata da iperboli
grandi come case
e da un vento di ossimori




151
UNA POESIA TIPO QUELLA


fa sorridere una poesia tipo quella
di Neruda "ode alla cipolla"?


se ne cogli la vera profondità
penetrando fin nella radice
della terra da cui è nata


sentirai l’ebbrezza del sangue
che canta alla luce gemmante
come una celeste musica


indorato dal caldo sole
quel bulbo
finirà sotto la mezzaluna
con lacrime


-companatico dei poveri
s’ usa dire




152

VAGHEZZA ERA O VISIONE


quell’attraversarti la mente
da nonsense e surreali figure
daliniane
come uscite da un sogno


perdevi la percezione del tempo:
davanti a te
un lungo corridoio asettico
senza interruzione di porte


era come entrare nella morte -


infine sfociare
bagnato di luce


in altra vita - 
sogno nel sogno




153


VERTICALITA'


dolore non solo quello
da carne- urlo animale
ma sublimato
negli assi della croce
guardando in divenire
là dove conduce
Passione per la porta stretta




154

VIAGGI


"il più bello dei mari" quello
ancora da navigare o solo
sognato


così la poesia 
più bella si dice
sia quella ancora da scrivere


viaggi 
da odisseo viaggi mentali


apertura a ventaglio
dei sensi
in una immersione nel sé


[I° verso da Hikmet]




155


VISIONE


su di te vedi piegato il cielo
dalle leggiadre braccia
ti sale su per le narici
la barca di cristallo della
passione
veleggiando sul filo del respiro


nella camera della mente
non è detto non t’appaia l’angelo
dell’ affresco
che ti rapì quand’ eri bambino




156

VITA CENTUPLICATA


tu nelle braccia di Dio
rapita nel sole
piccola Margot


tu rosa vestita per la vita


quella vita che
non ti fu dato vivere


ora
centuplicata


credimi
immergermi vorrei in quel Sole
che nel sogno in barlumi ora
intravedo




157

VITA CHE TI SVELI


assisa sul bordo della luce 
vita che abbracci
infiniti orizzonti
vita riflessa
che non sai dire se vivi
o sogni
vita in esilio finché abiti nel corpo
vita genuflessa
a adorare il sole- maja
di luce
che apri la fronte del giorno
vita- vuoto affamato


sii te stessa
"vita fedele alla vita"


rigenerata dalla Croce
Vita che ti compi
che ti sveli




158


VITA NASCOSTA 2



il muro d’aria che divide
luogo e non- luogo
o solo quell’esistere sognato
che torna come déjà vu


qui solo apparire:
l’essere è vita
parallela - nascosta




159


VITA VISSUTA


aria ferma


di pomeriggio quando le ore
si dilatano e in una chiazza
di sole un gatto acciambellato
sembra sognare


i volti raggrinziti
dei vecchi che giocano a carte
dicono vita vissuta


ti distolgono 
dal sovrappensiero bianchi voli che
si staccano dal tramonto




160


L'ETERNA LOTTA


in una bolla d' inganno è racchiuso il mondo
c' è sempre un pugnale nascosto 
tra le pieghe della veste


appare come animale onirico
il maligno
o travolge come un maelstrom


ogni volta che 
il Cristo bagna le sue anime di luce


-tutto Egli dimentica sulla croce




161


SU SFIORITE RIVE DEL CUORE


mea culpa? - considera
la pagliuzza non la trave


in bianchi cieli la sua anima s'impiglia
tra certezze effimere e un nodo
scorsoio l'ego si fa


mea culpa?


lungi da lui
quell'animo candido che
simpatizzerebbe con i morti


su sfiorite rive del cuore
un gabbiano solitario plana




162


APRE ALL'ARIA LA ROSA


si leva il mattino azzurro
carezza la riva della luce


sull' orlo dell' abisso la rosa
apre all' aria i suoi petali

arco d' amore


lei la vita 
nel suo mettersi in gioco




163


COME NELLA PRIMA LUCE


figure - paesaggi  -la voce 
nomina le cose
come nella prima luce


vi assegna un'anima
-gli oggetti 
si fondono ai corpi - familiarizzano
coi gesti


giovane è la vita nel prodigio
dei fiori




164

BUCO NERO


(ad una corrispondente immaginaria)


aspettando una risposta che non arriva
-ma forse sei entrata in un buco nero
dalle vicende del mondo assai lontana o
posso immaginarti già di là
a corteggiare le stelle


l'ultima poesia
che forse non leggerai
è infarcita di alcuni paroloni
filosofeggianti


benché sappiamo sia vitale 
nel rivederla 
fare opportuni tagli


come fa con noi questa vita
nel modellarci




165


LE VOCI REMOTE


il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto una luna menomante





166


CONSIDERAZIONI


che Egli sia nato in primavera
non al freddo e al gelo
-come alcuni studiosi ipotizzano-
nessuno può dirlo


(convenzioni degli umani: il periodo
i festeggiamenti per prima
la pancia e il sacro viene poi
banalizzato)


e che Egli 
sia nato di pelle scura
è probabile


-ma perché fare distinzioni
di colore


--------------------------------------------



OLTRE L'ESILIO
(2020)

167

VIRGOLA DI CIELO


tu dici dopo non c'è più niente
-e la coscienza?
quella che ti fa dire sono persona


-che nell'aria stretta si fa
virgola di cielo-


no
non la distruggerà nessuno neanche 
il fuoco



168

INCANTESIMO


donna dei boschi: occhi
di cerbiatta - la sua


anima di foglia
di sé m'innamora



169


QUEL CHE SI DICE TSUNAMI


ingegnarsi per bypassare quel che si dice
tsunami interiore pari al lutto
di una persona cara


elaborarlo mettendo in campo
l'autocontrollo (yoga) e
spruzzate di benevolenza e
autoironia - sviando
il testacoda dei sensi


lasciarsele scivolare addosso
le cose


destarsi allora con altri
occhi



170

LA LUNGA ATTESA


-alla fine
è dura questa coda da scorticare-
gli scriveva trepidante d' attesa


come se lui dovesse
tornare dal fronte
(era 
in trasferta per tre settimane)


-sai:
la bambina la sento
come sorridermi in grembo -
sogno i suoi dolci occhi azzurrocielo-



171

MOMENTI D'INCANTAMENTO


entro ed esco dalla tua anima
dove dimorano pezzi di me
un odore di pini ci avvolge
-certo lo senti anche tu-


i nostri passi sul viale accecato di sole
-un grido di gabbiani e l'ascolto
del mare in una conchiglia:


questi i momenti
d' incantamento
fermati dal nostro amore imperituro



172

DOVE SEI


sparire nel nulla
è l'urlo della rosa dischiusa


consola a tratti un palpito
di luce selenica
che abbraccia il ricordo
ravviva empatie


gentile il velo spiegato 
dell'angelo


su un lato del cielo



173

IL TUO GARBO


forse solo nell' oltre saprò -
si scioglierà l' enigma - e intanto
i tuoi modi garbati che ritornano
nella camera viola della mente
mi sorreggono per il tempo a me concesso


mentre perso sono
nel perimetrare il vuoto che lasci:
un' ombra feroce
mi strappa all'abbraccio del sangue


il buconero risucchia
presenze umori respiri


non il tuo garbo che in me
non si cancella




174

FRAMMENTO DI LUCE


(ispirandomi all' "Aleph" di Borges)


siamo un frammento di luce
particella dell'Altissimo


tale splendere
ha attraversato i mari dell'anima
toccato terre
inesplorate care all'odisseo


indiviso frammento
custodito nel profondo di noi


l'aleph che unifica i mondi



175

CIELO STRAPPATO


c' è sempre una donna dietro
una fiaschetta di whisky tenuta
nascosta - semmai per illudersi
di lenire
la lacerazione di quella mancanza


un cedere
all'ebbrezza e alla lunga trovarsi
più che uno straccio


sulla specchiera
profumi ninnoli a far bella
mostra di sé


mentre un cielo strappato
raccoglie il muto grido



176

LA GIOVINEZZA


e sì che nell'alta
vegetazione 
si nasconde un cuore di paglia
-solo a vederla
svoltare l'angolo
sono le fatidiche farfalle
e l'onda del sangue che rimonta


ah i lunghi meriggi a passare
tra sciabolate di sole


nella verde età fuggitiva



177

NELLA PRIMA LUCE


ci accorgeremo che non siamo
esistiti che nel pensiero


è la mente che crea - essa si
materializza in ciò che vuole


nel grembo del cielo fu l' immagine
del primo uomo che
Dio sognò nella prima luce



178

LA SACRALITA' DELLA VITA


il male si sa è la grande
ferita -ma c' è 
tanta fede discreta:

il cui fervore equilibra
i piatti della bilancia


si dirama il sangue della passione
in direzioni inaspettate 
mentre


la sacralità della vita ha ali
d' aquila 
a librarsi imperiosa sulla 
banalità del male



179

IN QUESTO CIELO BIANCO DI SILENZI


non ti vedrò più Nina
se non in vaghezza di sogno -
oggi mi nutro come un passero
dei tuoi scritti di luce che aprono
su universi solo a te noti


e che forse ospitano la tua
essenza mentre mi appare 
delinearsi il tuo volto
in una nuvola vagante


in questo cielo bianco di silenzi



180


OLTRE L'ESILIO


il più bel giorno è quando
oltre l'esilio della carne
mi verranno incontro i miei morti
e i parenti giunti da lontano


a qualcuno scapperà una lacrima e
nell'estremo saluto c' è chi leggerà
con voce tremante alcuni versi


"ti sei staccato come foglia
adagiata su una spalliera di brezza"



181


DA UN ALTROVE


e tu a lumeggiare le mie sere
anima di candore e di sogno


si fa conca il cuore 
ad accogliere
dei versi dettati da un altrove



182

SOSPENSIONE LUCENTE


lente figure d' animali in sogno
t' appaiono le nuvole - mai
somiglianti l' una all' altra


e le gocce della pioggia:
sono sempre diverse cadendo
anche se ti sembrerà incredibile


tutto così singolare - unico


vedi:
in una sospensione lucente
lo stacco dell' uccello dall' albero
traccia un irripetibile arco
d' amore nel vasto cielo



183

MARE APERTO


mare-anima
sognata dai primordi
in infinito creare


fa vela il cuore
per l'azzurro pelago



184

LA POESIA


(da un po' che non brucio
della sua luce:
non mi prende febbre
di quell' agitarsi del sangue)


tento qualcosa del tipo: "la vita 
ti ha tarpato le ali Nina 
rosavestita - ora
è il vuoto delle braccia"


questo l'incipit 
ma ahi 
è latitante la musa che
non mi dà il "la"


plana un 
gabbiano da me non lontano
chissà non porti nel becco quel 
verso che mi manca



185


QUEI VERSI PERSI


[nel percorso col bus verso Brescello]


poi di ritorno a sera
carta e penna o se vuoi tastiera
il bianco che ti fissa
e ti ci perdi
un muro
la mente un muro
provi con un verso
impreciso poi un altro
ma no non era così
che l'avevi pensata
eppure ce l'avevi tutta lì
come una cantilena tra veglia e
sonno negli occhi la confusa
striscia bianca sulla destra
ed eri in uno stato di
tortura-goduria
trattenendoli ancora quei versi
ma ora niente
un muro la mente
risucchiati da un buco nero



186

COVID-19


(navigano migliaia di morti
sotto la volta viola della mente)


questa "bestia" viene dalle bestie
-così dicono i
ricercatori (?) - pipistrelli serpenti et
similia



così ancora una volta -certo 
per altri versi- come quando
il primo uomo entrò nella morte


scende 
in campo il nemico
invisibile: il serpente ingannatore


187

L'ANIMA CHE SCRIVE


uscita dal margine del foglio
ove ha sostato per un tempo-non-tempo
ora sorvola il mondo piagato


dove sola
immacolata piuma in luce resta



188

AFFLATI


la scrittura si traduce in genesi
di fonèmi - espansi 
in luce accensioni del sangue e voli


orifiamme o altezze
pari ad afflati d' angeli



189

IL DOPO


ci aspetta sempre
un dopo: il di là
da venire


aria di nuovo aleggia
negli occhi - che ci
sorprenderà - e


ancora non sappiamo se
croce o delizia



189 a

IL DOPO 2


distacco dal corpo -dall' albero 
della foglia


abbrividire della rosa appena
colta e non sapersi di
bellezza effimera



190

VITA LEGGERA


una vita in leggerezza
ragazzi galleggiano sugli eventi
sfidano la morte


se c' è un dio? - il suo silenzio -
il corpo i sogni un tutt' uno 
col digitale


-uffa 'sto ciuffo alla elvis che non tiene!
manate di gel


-ma è 
sorpassato ritrovi oggi
la cresta da gallo
cedrone



191

MAROSI


marosi mangiano l' arenile


sulla linea cielo-mare
un battello dove suonano un blues
-l' urlo del vento disperde
le struggenti note


plana e becca
la cresta bianca un gabbiano


leggo s' un muricciolo e
mi confondo tra le righe
-mi si specchia come in sogno
il mio "doppelganger"



192

MOMENTO


in un silenzio ovattato
filtrano
le prime luci dell'alba


ancora viva la voce dei morti
venuti a visitarti in sogno


a rigirarti ti trovi
in intrecci di piedi di mani

-il morso 
della carne


-labbra che si cercano



193

CREATURA


sembra che il solo sguardo 
la mantenga in vita
la sua creatura


ché Lui la pensò
ancor prima di sognarla
in forma ed essenza


poi del sogno 
il suo farsi
carne e respiro



194

UN DIO MINORE


(a battesimo d' inchiostro
un dio minore -molto
ma molto minore)


quella "balaustrata"
a cui s' appoggia verso dopo
verso


il mio estro -musa
malinconica non troppo-



(Balaustrata di brezza/ per appoggiare stasera/ la mia malinconia. G. Ungaretti)


195

IL GRIDO


si fionda nel buconero della carne
l' angelo caduto:


materia densa non più luce
lo veste il Grido-rimpianto
che si sfilaccia in un tempo rallentato


(vita non è che ossimori 
e stelle di latta
vita spezzata come lama 
nell'acqua:


vita incompiuta
nell'immenso: puoi dirla infine
un dettaglio


pure
un amore disperato) 



196

DEL SOGNO


anche il sogno è vita - con le sue
-dicono- doti divinatorie ma attira
anche quell'annullarsi quando
non sei ostaggio di morfeo e sprofondi
nel nero seppia assoluto


mentre 
intorno a te vivono le cose
e tu non sei più che un tronco
portato dalla corrente



------------------------------------------



MARE APERTO

(2021)


197

ORIONE


da tempo i libri di mitologia
sono soppiantati dai videogiochi -
negli occhi dei ragazzi
non più l'incantesimo di un cielo
percorso dal Carro celeste e da Orione
-che annaspa
in un mare nero seppia


198

M' INDUCEVA L'ESTRO


poeti si nasce? - non sapevo
d' esserlo quando m' induceva
l' estro a scribacchiare su carta
da zucchero e alzavo gli occhi al cielo
per un gioiello da carpire
al divino



199

LAGHI DI MISTERO


ombre stampate - ombre
a vestire figure
passeggere


luce degli occhi
ai primordi -ritagliata 
nel blucielo - ove 


immergersi
in laghi di mistero



200 

CONGETTURE


più che terra mi dico
un cielo in frammenti
il sogno e la ferita


siamo


più in su quel levarsi
dell' onda che ci avvolge
il punto zenitale
della luce



201

MARE APERTO


ho un "posto" dove andare -che 
mi aspetta-
a cui fanno eco non sirene ma aneliti
dove 
nella morte apparente
spasima la composizione della luce


ho un luogo che 
mi aspetta: come andare in mare aperto
con la bussola del cuore



202

COME ENTRARE NEL DIPINTO


cavalcare onde irrazionali
di nonsense onirici
come entrare nel dipinto e
vedere da una nuova
angolazione ri-creata dall' occhio
il confondersi del sangue coi colori



203

ALZHEIMER


la memoria s' è addormentata nell' anima -
la memoria che come un fuoco inestinguibile
ti faceva dire io sono


ora non sai più chi sei
e perdi la strada di casa


giorni e notti attraversano
le tue ossa e
la tua voce si è rotta nel vento


e se al mattino tì sporgi dietro i vetri 
è per vedere solo ombre o fantasmi
come in un sogno ininterrotto



204

ISPIRAZIONE


cos' è l' ispirazione se non 
un qualcosa che urge nel sangue
prima di vedere la luce


una folata di vento
e sei il vento
una vampata di fuoco e sei il fuoco
-con spasimi d' anima vivi le cose


parole come lacrime
cadono dagli occhi della mente
solo qualcuna 
preziosa si posa
ai piedi dell' angelo


sul bianco immacolato del foglio



205

ANELITO


(sfogliando Salgari)


quella porta che apri sull'infanzia
ha gli echi del mare e il caldo
rovente di scogliera che ricorda
il tuo passo inquieto ribelle
i tumulti del sangue


resiliente
come l' insonnia della vela
per il buonvento



206


LA VITA SCORRE


la vita scorre
e quel senso
sempre del fugace
in ogni cosa


ma il mare
il mare è nel cuore di Odisseo
che si interroga
a specchio del cielo


l'uomo
è per la meraviglia



207

OLTRE IL VISIBILE


anima siamo con un corpo frale


la beltà è fiamma sotto 
la cenere:


di là dal visibile
a dircelo è il cuore
dove discreto l' angelo ci affianca



208

PAESAGGI INTERIORI


tu dici
la vita è della morte
vita che indossi
che mastichi e ti mastica


la chiave o il
rovescio -sai- è quella
"vita fedele alla vita" - ad aprirti


paesaggi interiori
ritagliandoti uno spicchio di cielo


209

L' ETA' SPAVALDA


il volo degli aeroplanini
con su scritte indecenze o
un candido complimento
e la destinataria avvampa
dal primo banco c' è chi lascia
cadere la penna
per guardare le mutandine della prof
poi fuori come scalmanati allo
squillo della campanella
e ahi ci scappa l'occhio pesto
innato senso 
di rivalità tra bulli
per una bocca di rosa



210

NONSENSE


il pensiero allucinato ti apre 
varchi daliniani di nonsense


anche la tua figura si deforma
come gli orologi molli


e il cuore si libra 
sul fiato
del dove e del quando



211

IN INFINITO ESPANDERTI


(a Gabriele Galloni)


ti vedo con fare garbato
rivolgerti ai morti tu che anzitempo
sei dei loro sei come loro
tu che ne scrivevi chiedendoti
"in che luce cadranno"


tu cuore amante dell' ignoto 
alla sua riva in infinito espanderti


(tra virgolette il titolo di una sua opera - 2018, RP)



212

NON SEI DEI LORO


nel chiuso della stanza o
di pomeriggio nel sole
da un po' ti sorprendono
a parlare coi morti - questi
non tornano e tu non sei
dei loro -ancora-


sono spirito (ma di essi 
poco si sa) -ubiqui
ti leggono il pensiero e a volte
giocano con le nuvole - quando
nelle tue pareidolie
ti pare ravvisarli



213

LUNGO UN FIUME D'ECHI


quel che accade "deve" accadere?
stabilito dall'alto
o da occulta trama?
e il libero arbitrio allora: 
è al 50? al 30?


vestiamo le possibilità
le decisioni sofferte
tra gorghi del sangue


sarà un caso ma
trovarci di qua della strada
invece che di là 
potrebbe ribaltarci la vita!


siamo tenui fiammelle
lungo un fiume d' echi


("caso" o quella definita "sincronicità" junghiana)



214

CONDONO


"condono" dici?
se era massacrato - una maschera 
di sangue
la persona: un solo grande urlo 


guerriglia urbana -
la pelle rischiano
gl' inviati del tg 
tra lacrimogeni e 
manganelli che fendono l' aria


abuso
di potere: come vuoi
chiamarlo
-un nuovo caso Cucchi
come tanti altri cristi in croce



215

UTOPIA


presi in un giro mortale
lasciare tra le mani
trascorrere le ombre della sera


utopia 
raccogliere i frammenti di una vita
in un numerabile infinito


(primo verso: parafrasando Ungaretti)



216

L'INFERNO


(mala tempora ed è belzebù
a guidare la danza)


l'inferno è sulla terra
è l' uomo stesso a crearselo
da quando caino alzò la mano sul fratello
da quando fiammate di odio
aizzano popolo contro popolo
per la supremazia di nazioni
e nascono come funghi velenosi
nuovi satrapi


(le vittime a migliaia
le raccoglie Dio nelle sue braccia -
giammai può il suo Amore 
contenere l' inferno)


esso
è in terra se vedi annegare
negli acquitrini la bellezza



217

PER UNA VOLTA


(quasi una preghiera)


volesse il cielo una volta
mi conducesse il mio angelo e
in una visione ipnagogica
sentirei il mio sangue espandersi
ai quattro lati della terra
a forma d' una grande croce


sentirei allora
esplodermi il cuore
in tanti frammenti d' amore


ma sono un peccatore



218

A VOI MORTI


mi rivolgo a voi
morti usciti dalla morte
voi non più in morte-vita
vivi ben più che i vivi


siete in noi e in nessun luogo
lontanissimi e vicini


lungi da voi ripercorrere
i meandri della memoria
perdervi e ritrovarvi
e ancora perdervi
nei dedali delle passioni
fuggevoli


è l' atavico sangue a dire
"sono" -
è ritorno all'origine: come
nella prima luce



219

L' INCONOSCIUTO


vertigine dei numeri
all' infinito


tanto più che i granelli 
di sabbia 


così gli universi
le miriadi di mondi


l' aleph: il punto 
inconosciuto dove Dio li vide 
specchiati nel Suo Sogno



220

LE PAROLE NON DORMONO


le parole non dormono
cercano il loro sangue
incessanti si affacciano
alle finestre degli occhi


nude presenze emerse 
dal fondo dove è coro
di voci che sanguina 
in luce



221

IL VIAGGIO


vedi aleggiare
il tuo soma d' aria
a varcare confini di mistero


ulisside
su rifiorite rive
d' un' itaca celeste



222

MATTINO


nello specchio del comò
si guarda una luna sghemba - prima di
dissolversi


indugiano nel sangue
sfilacciati sogni -
si attende supini
mano nella mano
che cresca la luce


e c' inondi col suo
buongiorno


..............................................



ASSONANZE
(2021)


223

PIETRA DI SOLE


scintilla il sogno
sopra la vita ondivaga


luce affebrata
accompagna
questo scorcio d' anni


nel meriggiare ti accoglie
una pietra calda di sole



224

NEL SUO SEGRETO


non senti il grido della terra?
la natura si rivolta
araba fenice
la sacralità
della vita violata
è intatta


non è la notte del mondo


la rosa
ha in sé nel suo segreto
la bellezza



225

SECONDA VITA


all'alba svaniscono i sogni?
o sono parte di noi
insediati nell' intime fibre
come una seconda vita
disincarnata?


attori-spettatori
secondo la "via regia"
trovarsi alla stazione o in 
riva a un mare cristallino
-déjà-vu che ricorrono
in placida naturalezza


via regia: definizione di Freud del sogno



226

I POTENTI


"beato chi pratica la giustizia":
i potenti voltano la faccia
i potenti operano al buio
non sopportano la luce che li acceca
ogni opera buona
di chi è troppo "umano"
è sasso d' inciampo
i potenti dileggiano
chi osa parlare
d' amor fraterno
al grido del povero
prostituito alla vita
oppongono un ghigno feroce



227

LE PAROLE


imbastire dei versi e
renderli appetibili? suvvia 
non cercarli attendi
che vengano a te come in sogno
propiziatorie parole
neo-nate
dal sangue emerse
in luce



228

L' APPAGAMENTO


(visione)


ti accoglie un mare di luce
e sei come appagato
di tutto
tu essendo tutto nel Tutto
ti si apre lo sguardo su 
infinite dolcezze
mai sognate nemmeno
in alveo materno
la trasparenza del cuore
ecco librarsi sulle 
corde del fanciullo 
luminoso



229

NATALE PRAGHESE


(da una omelia)


la maestra imprigionata
la verità bendata
-macché! tutte fantasie!
-Gesù bambino non esiste!


di qui
il tumultuare in crescendo
 di quei piccoli cuori:


e a quelli -i miscredenti- 
sarà stato negato l' abbaglio
di luce che avvolgeva


le anime innocenti 


quando esse chiamarono 
all' unisono il Verbo incarnato



230

LA VITA SI GUARDA


la vita si guarda
vivere specchiata essendo
dell' Oltre il suo rovescio


solo
apparire - geme la 
natura: non senti le doglie
del parto?



231

INCANTAMENTO


sorprendete sempre
voi palpiti mutati in versi
se il cuore ha un balzo per una
metafora felice


come quando il bambino
gli occhi ridenti 
spalanca per la novità
delle ciliege appese alle orecchie



232

FEMMINICIDIO


tempo di ribollir del sangue
e cielo e terra si tingono di rosso
l'abbaglio della lama tra la folla
impossibile sfuggire ai fendenti ciechi


l' attimo dopo 
lui è rivoltato in sé
-non più lo stesso-
nel proprio tragico buio



233

SENTO QUALCOSA IN ME


sento qualcosa in me
che non è di questo mondo
mi trapassano gli strali delle
convenzioni ma nella 
curva degli occhi tremano
frammenti di stelle - stimolo 
la mia innocua follia
nel segreto degli specchi dove ali
d' angeli leniscono 
l' ebrietà del sangue



234

L' INGANNO


-che vuoi da noi?
-sei venuto a rovinarci?


vedono i loro progetti
mondani contrastati
da quest' uomo che si dice dio


le sottigliezze dello spirito
maligno si attivano dal primo
uomo e continuano a infierire
con danni irreparabili


-che vuoi da noi?


il male lo credono il bene
in quella loro cecità



235

DI LUCE E SOMMESSI GRIDI


è quasi fatta
tutta in dormiveglia come
nella testa una musica - poi 
da eliminare i nonsense o
addomesticarli vestirli
ché diano colore


emergono i fonèmi dal fondo
tu li prendi di slancio e sono gonfi
di luce e sommessi gridi



236

CHISSA' DOVE SEI


abbracci avvolgono il cuscino
gioca un raggio di luna
tra i tuoi capelli
ti guardo
dormire - penso
chissà "dove" sei ora


tu che ami i viaggi
interstellari
tu immersa in un
senzatempo
d' esagoni e sfere


(ultimo verso: ispirato a J. L. Borges)



237

L'ISPIRATRICE


dopo forse più d' un migliaio
dettate dall'alto o dal profondo 
di te ti chiedi
se a crearle non sia stato
un altro e non tu:
specie delle più
datate non riconosci la mano


l'ispiratrice vagheggia nella
testa in auto per strada o
si nasconde tra le pieghe 
del divano e 
nei momenti più inattesi ti dà
la mano


stornando uno scialbo esistere



238

DAMMI CUORE (PREGHIERA)


dammi ancora tempo
tempo per sognare
altre vite 
tempo per 
arcobaleni e luce e voli


e che io fedele sia
alla verità


alla fine 
dei giorni che non debba 
vergognarmi di me


dammi altro tempo - dammi 
dolore
per gli ultimi
dammi cuore per gli ultimi



239

L'ALBERO


l'abbraccio è scala al cielo
l'albero che si sente abbracciato
ti è grato con la sua ombra
nel rinvigorire
nell'incipiente primavera


è casa degli uccelli 
che sentono
anch'essi il fraterno "contatto"
-sei nella 
natura tutta che freme 
di vita



240

DIVAGANDO


senza pentimento
strappai le poesie giovanili -sarà
capitato a tanti- altre poi
ripudiate


pezzetti di versi
continuano a svolazzare farfalle nell' aria
nuove poesie germogliano
come alberi o fiori



241

NELL'ARMADIO 2


l'altro giorno nell'armadio
non trovai uno scheletro ma
in una giacca appesa da anni
un foglietto con alcuni versi
scritti in grafia minuta


li avevo
nelle stanze della mente
dapprima cullati poi
un po' persi un po' ripresi


vi vedevo le vele del sogno
andare su mari aperti
ulissidi cotti dal sole
legati a canti di sirene
mogli a tessere tele all' infinito


e
molto altro: visioni 
dissolte nel nulla


chissà quei versi
avessero preso forma
ne sarebbe uscita una piccola perla


no - diciamo
una cosa decente
ad essere onesti



242


NELL'INCERTA LUCE


nel sangue degli echi
i tuoi franti aneliti
le cicatrici di luna e il rosso
grido delle estati che non 
vogliono morire


le pieghe dei ricordi
a vestire sorrisi di sole


ora galleggi
in questo brusio di vita
mentre una vecchia pietra ti accoglie
ancora calda di quel sole
che lento annega


e ti attardi 
nell' incerta luce



243

RELATIVO


dall'apparire dello 'strisciante'
inganno convenzioni lussuria
i pilastri del mondo


relativo il tempo 
come il soma come la morte
(il morire: una scrematura)


non del mondo l'Assoluto -che 
è vita nascosta


244

VISIONE


siamo mare aperto
espandersi dei sensi
in onde di luce


la nostra stella
custodisce 
i vergini sogni


245

SIESTA


(barlume di ispirazione)


quel che resta nella mente
dopo il dormiveglia non è
che balenìo o nulla


tale presentire ha 
l' accortezza
di non immediato svelarsi: resta
nel limbo


sgusciante si cela
tra pieghe del divano
la voce della 
tivù rimasta accesa
lo disorienta



246


UN GIORNO SENZA TEMPO


quando stavo per "andarmene"
sentii tirarmi per i piedi


io nel sogno io sogno 
criptato


un giorno senza tempo
nella meridiana di sole


ero
tra gli angeli e i morti


247

CENERI E KRONOS


ti parrebbe certo fuori luogo
durante un lauto pranzo se 
ascoltassi di morte e di ceneri


-io le custodisco in un' urna
-no guarda preferisco
le disperdano in mare o nell'aria


pensa: siamo niente - a divorarci
kronos -occhi 
di vento e pulviscolo nell'aria


tra un boccone e l'altro 
guardando oltre questa 
morte che ci attraversa


248


IL FIORE DEL SEMPRE


(ispirandomi a una conferenza di Rudolf Steiner)


vivessi pure cent' anni
non saprei mai chi sono
laddove l'umano m' inibisce
la memoria dell'origine


pure urge in me un essere
superiore - il fiore-del-sempre - che
mi sarà rivelato
quando
si aprirà all' eterno
il trasfigurato corpo



249

LE PAROLE TI FANNO VOLARE


quell' immaginoso
come in un sogno ad occhi aperti
è un ondivagare di due versi nella
mente domani forse se ne
aggiungerà qualche altro
le parole ti fanno volare
ma la concisione vuole
sia detto "tanto con poco"


empito che sale
come una piccola marea
da attentamente vegliare



250

RITORNARE


ri-tornare?
per ancora sanguinare?


a sfiorarci una felicità
effimera
a trapassarci gli strali
del destino


quando la gioia piena?


giunta l' ora risparmiaci 
la "ruota" se fosse nei Tuoi piani - e
che la morte sia una


accoglici per sempre
nell'alveo Tuo d' amore


(la ruota si riferisce al samsara)



251


NAUFRAGO DI SOGNI


cosa incresciosa  
quel periodo no
dell'aridità d' ispirazione
-capita a tutti- e ti vedi
impoverito
annientato come
disteso bocconi sull'arenile
naufrago di sogni



252

STATO DI GRAZIA


non lui che scrive
non volute le parole emergono
dai recessi di un dove
viscerale
e in quel mentre si ritrae la morte -
è lo stato di grazia
per chi viene detto poeta
o costruttore di sogni 



253


QUESTO AVVICENDARSI DEGLI ANNI


le volte che ti coglie sonnolenza
frammisti brevi tratti allucinati
la testa reclina sulle braccia


lento meriggiare assolato 
il ronzio 
d' una mosca e voci indistinte dal cortile


e questo avvicendarsi degli anni
come una marea che ti porta

 
ma ancora t' accora -inno 
alla vita-
un non raro cinguettio sul davanzale



254


VAN GOGH


certo
si può dire di lui che fu uno
toccato dalla grazia 
se il senso del tempo spalmava
la follia sulla tela
col giallo a invadere visioni
allucinate



255


ETERNO PRESENTE


ho sognato una piazza la sua 
circolarità senza confini
forse dava nell'altra dimensione


chiamava il mio sangue l'aleph 
di borges il suo eterno 
presente - dove sei tutto e il Tutto
è te - dove il Figlio 
rinnova le sue lucenti piaghe
cogliendo i perduti



256


AFA


vene esplose di questo giorno d'afa


me ne sto seduto s'una pietra
ancora calda di sole
rimuginando pensieri


come nuvole vaganti


-nell'immaginario
ora capre ora angeli-



257
I LIBRI


le tue creature
hanno un respiro una voce
mai che si annoino
sebbene in ombra
vivono nel cuore della luce
i loro sguardi attraversano muri
i dorsi nelle vetrine hanno occhi
sempre vigili
ristà il sangue delle sillabe in una 
malcelata calma



258


CERTO E' L'ETA'


se oggi ti senti in buona parte
appagato è il caso di chiederti dove 
sarà finita quella spericolata
baldanza esibita per i soli suoi occhi
-lei distesa sull'amaca 
lo sguardo intinto nell'azzurra luce


certo è l'età che avanza e
forse nei sogni t'incontrerà quell'io
dal tempo ormai divorato 



259


IL POSSESSO


-guarda: tutto questo sarà tuo


-ah padre padre
che non ci hai saputo amare


mi trapassano gli strali della tua freddezza


le cose? non danno sicurezza
schiavo ti fanno


non hai considerato
la grande apertura alare che dà
la libertà di amare




260


COME ANGELO


è un soffio la vita e già ti vedi nella
dimensione nuova dove tra le "beatitudini" non c'è
moneta né caffè né vino cui non sai
fare a meno e neppure
ha effetto la farina del diavolo
non esiste l'amplesso come lo si pratica
essendo tu come quell'
asessuato angelo che pare
strizzarti l'occhio dalla volta



261



OCCHI PULITI


questo stupido mondo da cui ti fai condizionare -
non ti sentirai del mondo se levando
lo sguardo in sù vedrai l'immenso
specchiato nei tuoi occhi l'azzurro penetrarti
quell'azzurro che è nel tuo nome


in te 
stupito d'essere 
come quel bimbo occhi-puliti
che vuol toccare la luna



262


MAYA 2


la sera viola inghiotte
tra le anime e le pietre
apparenze di te di me


si leverà un grido dalla cenere che siamo
a chiedere dov'è la vita quella vera



263


IL VERSO


sai
per ore mi sono arrovellato chiedendomi
se dovevo lasciare o eliminare un
articolo in un verso


ridicolo? mania di
perfezione? no - ti dico -
il verso perché tenga
deve dire armonia
respirare lungo come il mare
scorrere come sangue vivo
nelle vene del cielo


inebriarsi
morire rinascere
in una smemorante dolcezza 



264


FRAMMENTI DI UNA VISIONE


ali di luce 
s'invaghisce dell'angelo il cuore 
senza voce sordo
ad ogni mieloso canto di sirene


itaca è negli occhi
il ritorno l'approdo
per l'indicibile altro da sé



265


SUI SESSANTA CREDENDOMI UN RAGAZZINO


sui sessanta credendomi un ragazzino
saltai in malo modo una staccionata
e mi ruppi il setto nasale


riandando addietro mi vedo
smaniare per tom sawyer
quando mi esibivo in acrobazie
sconsiderate per i soli occhi 
di una graziosa becky thatcher



266

SU MARI APERTI


l'anima
una finestra sull'immaginario
in espansione dei sensi


azzurrità di cieli
a invadere gli occhi


è senza tempo
il viaggio
su mari aperti



267


LA CONCA DEL CUORE


mani a giumella
ad accogliere
umori del numinoso


giammai 
siano infangati
dalle cloache del mondo



268


INGREDIENTI PER UNA POESIA


prendiamo una manciata
di metafore
alcuni ossimori
degli appropriati enjambements
togliamo qualche
fronzolo che stona
il tutto condito
con spicchi di luna


ingredienti per fare una
poesia
ma che nasca dal sangue
come un fiore
panacea sia
per gli occhi
dell'anima nuda e sola



269


RICUCIRE LE ALI


espandere la parte
divina quella detta
anima
bistrattata non di rado quaggiù


ricucire le ali 
per contagiarsi di bellezza



270

LA MEMORIA E' UN GRIDO

(Auschwitz - Birkenau - Mauthausen)


non è dei morti ricordare: la memoria
è svanita col fumo della carne bruciata


ai vivi le notti
spaccatesi alla volta del cuore


la memoria è un grido
inesausto
che corre nell'aria
su prati di sangue




271


ARBORESCENZE


scrivere su fogli d'aria
ai piedi della notte
dove evanescenti
veleggiano i sogni


arborescenze dell'anima


umori sospesi
sulla bocca di un dio minore



272


RESTARE IN BILICO


restare in bilico
tra quel po' d'intontimento e
una giusta lucidità
il discorso del capotavola
la cui lungaggine 
è latte alle ginocchia
la gimkana dei camerieri
-ascelle sudate e 
sorrisi smorti- che 
si aggirano tra vacue presenze
il quadro infine
è una recita smodata



273


IL GIOCO


averlo nel sangue
sin dallo stato fetale
scrivere "lettere" sulla sabbia
come nostro Signore
truccarsi con barba di nerofumo
emulando un improbabile sandokan
da adulti i giochi del sesso
per stuzzicare l' "appetito"


intanto
nella fantasia edonistica


vaghezze di nuvole
fanno la vita leggera



274

YIN YANG

sei la mano destra
che non sa della sinistra
il buio la luce
cerchi
in un alone di mistero
il tuo nome alle origini
nomini
la bellezza della rosa
colta sul ciglio del mondo



275


LA PORTA

il cammello inginocchiato
passa per la porta stretta

vi si passerà se spogliati 
di tutto

gli altri: "voi non vi conosco"



276

SIAMO OLTRE

siamo oltre: una parte
di noi già nell'oltre
senza saperlo - intangibili
come nei sogni

qui in-consistenza d'ossa
e sangue non si traduce nella 
"persona": di lei è
l'intaccabile: la sbiadita copia



277


NIGHTMARE

preso nel vortice
sentirti cadere dalle nuvole
vaganti su l'empire state building
muri di carta ad avvolgerti
strati e strati togliendoti l'aria
nel cervello versi criptati
come da profondità inviolabili
da ogni lato nonsense
a lacerarti come strali di luce



278


L'ABBRACCIO

sopra il letto piove luce di stelle
mi giro sulla destra per stampare
un bacio sulla gota dell'amata
lei mi corrisponde con un abbraccio
e dire ne sono passati tanti
di anni ed è come fosse ieri

un gallo canta in lontananza ed è 
l'alba

------------------------------------------



DIETRO IL VELARIO
(2021)

279

AVEVO IN MENTE UNA POESIA

stamattina avevo in mente una poesia
stasera
non ricordo più nemmeno un verso

ho lasciato il foglio bianco
con flebili echi d'un mezzo secolo e

ora rammento solo una pioggia di luce
di stelle sopra il letto 
e il caldo abbraccio di lei

sullo schermo della mente
un vissuto che sembra ieri



280


ASPETTATIVE

vestono
il rosso della passione
le svolte del cuore

un volo alto
è richiamo
di aspettative in divenire
in un mondo devastato



281


SENZA TITOLO

sono malato d'azzurro

sarò
putrefazione? non "io" certo ma questo
involucro che indosso

mi abita un luogo-non-luogo e sono
invasato d'azzurra luce -oh mio Dio!- 
corteggerò le miriadi di stelle 
che hai posto nel cielo e
 
sarò sgabello 
ai Tuoi piedi



282



LA BEFFA

ho sognato che
fiammelle erano le dita
che benedicevano
del santo protettore di quel luogo
impronunciabile
lo portavano in processione il santo
lungo la strada stretta in discesa
qualcuno cedette la statua
finì in pezzi
l'ultima beffa
le armi che portavano addosso



283


UN BUCO NEL CUORE

lasciammo l'intima essenza
nella dimora dell'eterno

relativi
sogniamo epifanie di voli - 
ed è un buco nel cuore
la bellezza mancata



284

SCOPIAZZARE

meschino espediente -parole 
d'altri potrebbero
rivoltartisi contro come jene

cosa risulterebbe infine? una
poesia non-poesia -
né carne né pesce

nemmeno cercarla
devi 
tra parole vaganti nel sangue
sarà lei 
disponibile
quando meno te lo aspetti



285 


DETRATTORI

non si può fermare
lo sbocciare della rosa
se vuol dischiudersi
anche nel gelo
nuda
disarmante

contro i detrattori di 
bellezza - che

splendenza emana e
armonia



286

NELLA FINE L'INIZIO

(a Tiziano Terzani)

riconoscere nella fine
l'inzio - di questa
vita il negativo o rovescio

in quel tempo
non trovarsi -ahinoi- ubriachi
di mondo



287


PER UN RICAMBIO D'ALI

Lui ci culla
sul mare della misericordia 
della sua carezza di madre
noi siamo indegni

manda a noi abbrutiti 
l'angelo per un ricambio d'ali

ma l'impulso icariano 
è brivido 
che corre nelle vene del cielo



288


DI NOI

di noi
mostriamo esigua vita
più l'esteriore che
quella che ferve nel sangue

i viaggi mentali i sogni
mistero ch'è appannaggio
di proprietà esclusiva

-la testa reclina 
il nostro fido ci guarda attento
come cogliesse pensieri



289


IL VINO

il vino del vangelo
è quello delle vene aperte
su cui si posero labbra
di madre

prima che il cielo si oscuri
prima della fine del tempo

"bevete tutti da questo calice 
di sangue"



290


PRIMA LUCE

i sessi unificati
vestiranno la grazia angelicata

quella della prima luce



291


L'ALTEREGO

il soffitto ti si fa cielo 
nel pregare
angeli ti scendono nel sangue

quando ancora ieri 
abbrutito covavi 
rancori verso te stesso e il mondo

amore
era parola vuota: eccoti ora 
specchiato nel tuo doppelganger

che ogni volta
annega
nel lago della sua spocchia



292

ALLA STAZIONE
 
nell'intravedersi da lontano 
agitare festosi le braccia

come volersi levare 
nell'aria - uccelli di passo



293


SI SPERA

si spera che la morte ci trovi vivi
parafrasando un celebre detto di marchesi:
si spera: ché l'uomo
spesso è al di sotto della bestia
(erode/erede della svastica)
a voler oscurare la notte della Nascita
-mentre il mondo continua a girare in tondo
senza un fine catartico



294


IL LUOGO ACCANTO

dovevo immaginarlo
nulla di cambiato
è solo il "luogo" accanto
dove ci si trova trasparenti

come mi sono visto
in sogno una volta nell'altra vita



295

AI PIEDI DELLA NOTTE

un nodo d'inquietudine sospesa
si scioglie ai piedi della notte
sotto una luna ammiccante
l'amore è come l'ansimare del mare
s'abbevera del sangue delle stelle
aduna in sé il sentimento del tempo
vòlto dove è dolce la luce



296


ANGELO DELLA VOLTA

benevolo mi eri
novenne o giù di lì 
ché dalla volta mi dettavi parole 
di luce per poesie rimaste nell'aria

indicibili voci erano
d'un oltretempo 
ove si schiude tremulo il fiore 
che porto in me d'eterno



297


IN VESTE D'ANGELO

l'atto dello scrivere
è stato di trance: esci 
dal soma e ti cali
nell'immaginario

che in veste
d'angelo una lanterna 
ti presta
per i fonemi



298


SOGNI

ti sei visto ancor giovane
più d'una volta esibirti
in acrobazie per i soli suoi occhi
(lei sull'amaca capelli di grano)
o le volte prendere treni 
in corsa o librarti contro 
il soffitto o disfarsi la
carne fino allo scheletro

-è la sola mente che crea
un oltretempo 

gioco iperbolico
quella volta che nel "luogo accanto"
Ungà ti fece un cenno 
per dirti 
questa poesia la puoi migliorare



299


MEMENTO

bau e miao
la parola gliela leggi negli occhi
ma come tutto il regno animale
essi non si affacciano sulla loro morte
a cogliere
il proprio limite

(forse nel dopo
si è
quel che si fa e si pensa -
e dunque rispettiamo
le creature viventi
inconsapevoli - occhi di stelle)



300


DI LA'

"di là un qualcosa ci sarà" -
"qualcosa" dici?
non basterebbe lo elevassi all'infinito
o meglio: è un infinito dilatarsi  - immagina

quel che si dice
Assoluto: non vi sono porte da aprire
né privacy né pass da nascondere
non tracce da seguire - impossibile perdersi 

e ancora: è un compenetrarsi
di eterei corpi - dove il 
virtuale/appendice dell'uomo 
è un sogno senza coda



301



ANIME FERITE

( è boomerang nell'ordine cosmico
il male e il bene che si fa)

raccoglie il Signore le anime ferite
col mestolo della compassione *

laddove non si smorzano striduli
echi a insanguinare il vento

*rifacendomi a un verso di Gregory Corso



302


IN TE L'IMMENSO

quest'allumare d'anima che 
senti come vastità
di rifiorite rive

questo accogliere in te 
l'immenso

oltre l'esilio di carne
franta


303



DIETRO IL VELARIO

che siamo -
 
un fremito - come quello che avvertì
il primo uomo - in questo volteggiare 
d'anime erranti

maschere in una
pantomima - 

dietro il velario
dove s'apre il grido
della bellezza ferita

riconoscersi



304


PENSO DUNQUE SONO

sono pensiero: ché pensare 
non è soggetto al soma
non un organo altro è la mente 

lei è ariosa
bramosa di voli
in quella sequenza di figure
quando la nuvola scherza col vento



305


GLI ULTIMI GIORNI

essere di pietra - per sopprimere
quell' urlo chiuso nelle ossa

"lasciare 
che i morti seppelliscano i morti"

no non ci sarà più tempo
per piangere: 

già vedi come funereo lenzuolo 
penzolare il male dall'alto ramo



306


KERMESSE

marzo le strade ammantate 
di coriandoli -magia per i bimbi
si è un po' bambini anche noi
sbizzarrirsi in maschere da folletto
il gattino col fiocchetto
la ottantenne con un palmo di belletto
l'apparenza è sovrana
il gusto è g(i)usto
truccarsi in bruttezza è bello



307


SOLITUDINE

livido cielo è l'ora
del crepuscolo il vecchio
spalle curve bavero alzato
col suo dolore imbavagliato
lascia la panchina - se lo farà
un bilancio
tornando verso casa?
sguardo svuotato
ha lasciato pezzi di cielo: solo
con l'affetto dei gatti (ci divide 
la cena)
le frequenti
notti bianche
conta le ombre sul soffitto
che assumono sembianze strane


308


L'ESSERE E IL NULLA

"credo nella resurrezione della carne"

pensa all'essere impermanente ma
anche che l' "essere" non cade nel nulla

l'esistere è da sempre 

pensi: ed è già essere per sempre

l'essere può frangersi in un gioco di specchi
ma non cadere nel nulla

il nulla non esiste



309


VISIONE

neanche il tempo di pensarlo
e ti ritrovi 
immerso in fondo all'oceano
lotte sanguinose avvengono
tra pesci di grandi dimensioni
quelli minuti sembrano sorriderti
la triglia ti fa l'occhiolino
la supremazia è la regola
negli abissi dell'oceano
come avviene in superficie
con gli umani
tra pesci piccoli e grandi



310



D'EMPITI

di fonemi
indiarsi

d'empiti

a capriolare nell'aria
presenze

ancora in fieri in ondivago
sogno


311

MENTORI

ledi armonia se nel
voltarti
chiedi vaticini agli 
iperurani

mentori della volta
celeste dal volto 
rasserenante



312


QUASI ESTATE

sole ad asciugare le ossa
e i panni in un'ora

il vecchio sofferente aspetta 
il sole della morte

giocano bambini alle giostre
sotto l'occhio vigile

non si può morire in giorni come questi:
non ti aspetti

che il criminale si svegli al mattino
e inneschi la bomba nel nome di un dio



313


LA FERITA

si è assuefatti impermeabili
ad ogni evento il più cruento
asettica aria asseconda un vuoto 
di umori non fosse per il grido 
della pianta alla radice
la sua ferita bianca



314

DA QUANDO LA MANO

tra fiammate d'odio disumanante
aggriccia il cuore del mondo

da quando la mano di caino 
si levò e fu un rovinio di cieli
continua a splendere il sole
su acroteri del nulla 
e l'uomo a vestire simulacri

si grida alla giustizia mentre 
il piatto della bilancia pende
per la vergogna dell'homo sapiens



315

FOGLI-AQUILONI

impregnati dell'humus dell'estro
del vasto respiro di cielo
svolazzano s'impennano appena
liberati dall'artefice dei versi
-suoi non più suoi-
a volerli divulgare per il mondo



316

ASSONANZA

dov'è resettata
da ogni ammennicolo la mente
lì è itaca del cuore

vi è assonanza
coi tuoi morti
risaliti dal mare a custodirti



317


FUORI DALL'ORDINARIO

la realtà non è da sé
è la mente che la crea
asseriscono alcuni illuminati

va da sé 
che ti stimolano pensieri 
fuori dall'ordinario

mentre un gabbiano ti fa il verso
sorvolando l'immaginario orizzonte



318


DEI MIEI DETRATTORI

(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)

lasciai alla terra il corpo-zavorra
da cui forse con sollievo mi trassi

se sia ala d'angelo a coprirmi
il disonore -si dirà- ora che
s'una misera tomba s'accanisce
dei miei detrattori il ghigno
feroce e lo sputo



319


ANIME CHE SI CERCANO

(ispirandomi a Borges e Pessoa)

anime che si cercano
vestite di apparenza
siamo: forme passeggere

giriamo in tondo senza
mai trovare il centro

lontani da noi siamo

sulla pagina del cielo una mano 
d'aria scrive di noi
e delle nuvole



320


IN QUESTO GIORNO CHIARO

(25 aprile)

s'estende a macchia di leopardo
il tuo palpito rosso 
su campi a maggese a perdita d'occhio

libertà è un'apertura di vento
in questo giorno chiaro senza sconti



321


INCANTO

i dolci animali d'acqua terra e cielo
a volte evanescenti prendono forma nelle nuvole
nel mare del cielo un tonno guizzante
assume sembianze sull'onda lucente
il bimbo sogna guardando estasiato
ippogrifi e delfini in lenta sequenza
pende dalle labbra del nonno che gli parla di quando
noè trasse in salvo dal diluvio tutte le specie



322


DAL NIGHTMARE

uscire di forza
dal nightmare bucando l'aria -

la riuscita
se in parte è già tanto: trovarsi

nel letto della vecchia casa 
d'infanzia

sogno dentro il sogno



323



L'INFINITO DI NOI

dentro di noi siamo
un infinito ma confuso: una
"finita infinità" 
per dirla con la dickinson

percepiamo a tratti
andiamo come ciechi - vediamo 

"per speculum in aenigmate"

e ci sogniamo



324


INTATTO LO SPIRITO

ho ripreso in mano le poesie giovanili
alcune rifatte altre modificate
con severi tagli senza rimpianti

ispirazioni bucoliche vestite di primavera o
di autunnali malinconie

vi è rimasto intatto 
lo spirito degli alberi e del vento

la resina la radice linfa da cui vita rinasce 



325


CHE LUCE

che luce bagnerà
i nostri morti - che amore - se l'uno
nell'altro si specchieranno - se
si sogneranno: ti chiedi

se con l'orecchio del cuore  
la provvida Madre 'udranno': 

"mangiate di me e non avrete
più fame"



326


CHI ERAVAMO

enigma la vita
siamo non siamo

chi eravamo: dimenticato - solo 

incarnata nostalgia
restiamo

della bellezza sulla fronte del giorno

l'urlo del fiore
immarcescibile nella luce



327


L'INDICIBILE PARTE DI CIELO

indicibile la parte di cielo
ch'è in te e ignori 

basta 
che solo un verso o poche note 
ti richiamino
a una strana forza interiore:
 
e cessi
di sentirti mortale


328


ALBERI CHE CAMMINANO

il cieco della parabola vide 
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d'alberi che camminano

(anche se oggi
quasi nessuno li "vede": santi
di questo tempo)



329  


CON L'ANIMA NUDA

con l'anima nuda o corpo 
etereo lei mi vedrà

mi attraverserà l'aria

senza scheletri nell'armadio
nella nudità che siamo
di me altra "visione" avrà?

e io di lei?

ci ritroveremo asessuati angeli? 
ci accoglierà pienezza?



330

PER POCA FEDE

vertigine dei giorni vuoti -
ci si trova appesi ad una fune
se apriamo la cerniera della notte

il tempo
ci volgerà le spalle per non
esserci fidati abbastanza

e la luce non ci conoscerà



331


RIFLESSO

(il soma: "appendice" del cielo)

siamo solo pensiero
non espanso

frammento della Mente che 
crea universi-mondi

(riflesso questa vita 
che si guarda vivere: 

un mondo in un altro)



332


FANTASIE (IPOTESI DELL'IMPOSSIBILE)

la vita

un giorno puoi sentirti
come un marinaio col mal di terra

e il giorno dopo trovarti
ad annegare in mezzo metro d'acqua



333



LAVAVO LA VESTE

trovai ch'erano fastidiose mosche
ronzanti nella luce della preghiera

a non dar peso
imparai dopo lacrime e sangue

lavavo la veste 
invischiata nelle panie della notte


...........................................................



SOSPENSIONI

2022-2023


1

MARE APERTO

parvenza: "luogo" altro: il sogno
che muove ondivaghi sensi

gesti evanescenti
volteggi - voli

l'anima è un mare aperto



2


IL MARE ERA UNA FAVOLA

"non vorrei più uscire da questa
dimensione eppure basterebbe
come altre volte
stringere forte gli occhi e..."

ma voglia non ne avevo  - poi giocoforza
mi ritrovai quasi deluso nel mio letto

avevo lasciato un mare che era
una favola
un'immensa tavola
imbandita per i gabbiani a frotte



3
AMO L'IDEA

più che amarla amo l'idea di lei

stato d'essere: che s'impregna
di bellezza interiore

si ammanta di una luce affebrata
mentre mi poggia la testa
nell'incavo della spalla

e
se combacia col mio pensiero mi chiedo

dove saremo domani 

quando il mondo per noi sarà sparito



4


IL POETA

cavalli d'aria - virgola di fuoco il
pensiero saettante: vederti un
sansebastiano trafitto
da strali della parola


5


VITA SOMMERSA

in onde dell'inconscio
si sdipana
l'illusione ipnagogica e

nel gioco sempre inedito delle
immagini
emerge vita sommersa

come ombra che si rompe nell'acqua
mossa



6


L'INTIMA ESSENZA

rifarti gli occhi davanti
a foto che rispolverano anni
di cui puoi dirti contento
a voler fare un bilancio onesto

-non vasi di pandora-

ma per contraddizione
stornare la realtà con l'immaginario
ti sembra più congeniale: 
per lasciarti sfiorare

dal difficilmente percepibile



7

DELLE VANITA'

I
non hai mica visto la Madonna - se
sei andato in estasi per uno 
scalmanato che si agita sul palco

-emulo sei
sbavi per il successo


 II
"vedi tutto questo? sarà tuo se..."
cogli l'intenso e breve
l'offerta allettante - il "se" ti eccita lo temi

ah inganno 
del mondo che nasconde una mano
nel sangue dei papaveri



8

I TUOI SANTI

corda tesa tra la bestia e l'angelo

scala al cielo per
l'Assoluto

c'è sempre
l'iconoclasta che

lascia osceni echi nel sangue

dileggiando i santi che
tu Nina preghi incessante


9

DISMESSO L'ABITO

(visione)

dismesso l'abito
mi accompagnarono i cari estinti
portatori di umiltà

non parole la bocca colma 
di luce

percorrendo la via per l'eliso
non si toccava terra


10

SE TENDI OLTRE L'ORIZZONTE

riserva novità la mattina
se tendi oltre l'orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi


11

QUALE LIMITE

(parla un intellettuale)

[a tutti gli oppressi dai regimi]

aveva appena letto
che subito arricciarono il naso
quelli che si conformano

all'ultimo verso
uno sbieco incrociare di sguardi

aveva superato il limite?
quale

forse della paura

candidamente
parlava di libertà

quella che accende le stelle
sopra un oceano d'amore sconfinato


12

VITE ALTERNATIVE

(s'affaccia la notte su
vite alternative
freudiana "via regia")

nel balzo lucente
della tigre
trema la bellezza immaginata

("La tigre" è una famosa poesia di William Blake).


13


LA VERGOGNA

serpeggia sinistra eco
in un cielo stravolto
mentre nel mondo esplodono sogni

dalle emittenti: scoperti nuovi orrori

la vergogna si è nascosta dietro i morti


14


LA COLPA

sono io quel ragazzo che
scappò da casa con poche lire in tasca
e un quaderno d'improbabili versi?

lo sono sì ma dopo sei decenni

non mi riconosco in lui se non nel sogno
ricorrente che al mattino mi lascia
il cuore stretto dall'angoscia

sarà un residuo di "colpa da espiare"
per aver procurato un veleno sottile
a chi bene mi voleva 


15

ELUCUBRAZIONI

(l'anima ha le stimmate della vita)

la morte è un artiglio
sulla pelle del cielo

la sperimenta
questo corpo che ci è dato

(corpo dall'invisibile aura
ravvolto nella bolla-anima)


16


VIAGGI PSICHICI

sospeso 
alle attese
in dolci smarrimenti

hai dimestichezza con la morte

con la stessa naturalezza
del tuo saperti eterno


17

BELLE PENNE

"non sono poeta" -da altri già
affermato- sì che belle penne hai visto
superarti con tua ammirazione vera 

graffiavi fogli riempiendoli
di zampe di gallina

tanto meno eri poeta quando 
t'isolavi e all'ombra d'una quercia 
t'ispiravi seguendo alti voli 

ah quelle velleità custodite
nello scrigno del cuore


18

ESSERE

(ti vien detto di là nell'oltre ma è
molto più vicino intimo)

farti nell'aria stretta
virgola di cielo

essere che scalzi la morte

diminuirti -
per espanderti


19

L'AVVERSARIO

al principio
fu l'nganno - da allora i cieli 
capovolti e la morte

chi ci rubò dal cuore
la bellezza originaria?

nella cattedrale del sangue
l'avversario gioca a scacchi
dall'inizio del mondo



20

L'ULTIMA PAROLA

gli furono strappati tutti i figli
come pezzi di carne 
-si è provati secondo
il grado di sopportazione
pungolati dappresso dallo
strale del maligno-
Giobbe il giusto lo fu allo stremo
privato dei suoi beni
ridotto a solo guscio grumo di dolore
fino a che non implorò
basta hai vinto è tua
l'ultima parola
Dio del cielo e degli abissi


21

QUANTO AMORE

giunto il momento cosa ti porterai 
non suppellettili o libri ma l'amore 
che hai saputo dare

non quel lasciarsi vivere 
nell'approssimato sogno
di un pesce rosso nell'acquario



22

L'ANIMA TENDEVA

l'anima tendeva alle stelle
quando tu Nina apparivi
rosavestita
stagliata contro un lembo di cielo

ti fermavi nella piazzetta e
ti facevano festa i colombi
planando sul mangime che spargevi

allora
il tuo sorriso era una pasqua
mentre il tempo aveva una sosta


23

OLTRE STRAVOLTI CIELI

(ecologica)

sconsolata la fauna s'aggira
in cerca d'erba buona

chi dirà alla rondine smarrita
non ci sono più primavere
e alla cernia
quello che ingozzi
è rifiuto dell'uomo sconsiderato

questi
cercherà oltre cieli stravolti
nuove terre da violentare



24

LAZZARO

mi addormentero' in Te
finché non mi chiamerai per nome

ora qui mi trovo
un Lazzaro risvegliato da cento morti

sempre
dalle crepe dei muri spunta un fiore



25

NASCITA

più a nascere che a morire pensiero
capovolto dal profondo in dormiveglia
il girasole ebbro di luce dice vita 
e tu languida 
sul divano mi chiami
per accostare il mio orecchio al tuo ventre
rotondo

come un mondo


26


L'ANGELO

qui sei terra poca cosa
carne e sangue in bilico sul ciglio
della morte 
ti porti un anchise sulle spalle

"di là" l'angelo di luce che
ti percorre silenzioso i precordi

verrà 
a unificartisi quel giorno
che sentirai cantare le tue ossa


27

UN VERSO

un verso che mi arrivi solo uno
dei tanti gettati nel cestino
da un po' che non vengo illuminato
sono anziano e ancora affamato
di sogni (più non si dice vecchio)

i migliori versi vengono nella 
veneranda età - un esempio è ungà 
col suo "taccuino del vecchio" -
quando la mente ancor giovane vibra
sul pentagramma dei sogni


28

COLPO DI SONNO

sentirmi inclinare da un lato
mentre davanti al pc "guardo" un film
e per una strana associazione di idee
pensare per fortuna non guido più

non per un colpo di sonno ma l'abbaglio
rischio reale per il distrofico 
di andare fuori strada













29

L'OASI

conti sulle dita 
della tua vita le fasi 
ne rimpiangi la prima
prima della luce

quando
non distingui realtà da sogno e

da sotto le "palpebre"
segui la barchetta di carta
nel tuo cielo-mare amniotico
 
dove il tuo 
orizzonte è un'oasi 
da cui uscirai con un grido


30

CANDIDO

ti senti

come una barca nel bosco
un marinaio col mal di terra

non sei di quelli che 
saltano la cavallina
ti levi al canto del gallo
un brodino a sera
per scaldarti le ossa

una frase tagliente
ti scivola addosso
non sanguini



31

IL SE'

niente paura saremo
rinati

(e il corpo?
dismesso l'abito d'affanni)

abiteremo il posto primevo
luogo-non-luogo dove
l'altro è il Sé


32

IN TRENO

gambe accavallate la bionda platino
all'anziano vis-a-vis
risveglia sopite voglie

alberi case fuggono via
lo sferragliare induce sonnolenza



33

IMMORTALARE

immortalare il momento - la 
foto è sfocata

immagine 
scivolata nel gorgo del tempo

così di te: appesa 
all'attimo 
dietro l'occhio un'ombra stampata


34

MALGRADO TUTTO

cervelli vuoti a perdere
si schiantano contro un albero
o un palazzo facendo parkour
malgrado tutto le piste
da sci son sempre frequentate
(non v'è manna senza ingegno d'uomo)
i monti si vestono
sempre meno di bianco
l'uggia pervade anche il cuore
lascia a desiderare il sorriso del sole



35

IL CILIEGIO

(in memoria di A.)

ad ogni morte c'è resurrezione

primavera: davanti casa il ciliegio 
è fiorito - tu aleggi
sopra la tua morte apparente


36

PILATO

oggi Cristo potresti vederlo
su un barcone tra gli emigranti
o al valico di frontiera
portando insieme a loro la croce

come in un sogno atroce
vedrai pilato distogliere lo sguardo
dalle purulente piaghe

ci si dovrà aspettare forse 
discendano "gli dei"
su un mondo malato?



37

MI ATTRAVERSA IL TEMPO

non ho difese alla luce
porto occhiali scuri
dormo poco e male

sempre più brevi le passeggiate

il tempo mi attraversa
la testa
che sperimenta nuovi voli
pindarici



38

L'INTOCCABILE

lo scoprono con le mani nella marmellata
e ci si meraviglia se ha spalle
ancora larghe
lui intoccabile coi sacrosanti privilegi
di cui godono i governanti
stiamo lavorando dice
usando il plurale maiestatis
la poltrona quella
non gliela sfilano da sotto
la poltrona è sempre calda



39

IL VIAGGIO

il soma è l'imbarcazione dell'anima
in questo viaggio d'Odisseo

ulissidi lo siamo 
a solcare aperti mari

per approdare sulle rive del mistero 
di noi 

in infinito espandersi
nell'armonia dell'universo


40


UN RAGNO TESSE

uscirai dalla vita con le ossa rotte
dappresso ti sta l'ombra  
di serpe che agita il tuo sonno
gli offri i tuoi passi da sonnambulo e
il sudore di sangue emotivo
dove un ragno tesse di versi una tela 



41

NUOVE ALI

impastato di terra e sogno
quest'essere scompensato

-gravezza di carne 
-invidia di voli

lo attendono nuove ali
a solcare l'indicibile



42

CINICO

sospetti anche della tua ombra
il tuo vagare cane di nebbia
dove ti porta se
rifiuti la mano tesa e
al garbato gli dai "li mortacci"
tu creatura di terra
nell'ora estrema degnerai
il cielo di uno sguardo?


43

PREGHIERA

(Padre Pio da Pietrelcina)

irrorami 
della rugiada del Tuo Spirito
questo cuore martoriato

in una violacea alba di passione
indegno mi prostro
sgabello ai Tuoi piedi



44


COME SAREMO

immagina
una luce di mille soli che
è in te e tu nel Tutto

immagina: un' inconcepibile ma possibile
ubiqua entità 
in un donarsi d'amore universale

e ancora
proviamo ad immaginare
Lui che ci rivolta come un guanto



45

ITACA

averle coperte le spalle
le volte che ti giungono strali
dall'alto
dov'è assisa nemesi
che proietta ombre di morte

t'abbeveri alla fonte della grazia
sebbene
non eviterai t'investano
procelle negli anni prima
d'intravedere l'itaca celeste



46

NEL MIO CIELO

le belle nuvole che
vestono forme d'animali
i cari animali d'acqua terra e cielo
i cumuli i nembi io li vedevo
nel mio cielo con occhi innocenti
lassù incantati
immaginando quella la sede
del paradiso



47

ALLUMARE

il non detto esplicito tocca
più del dire - dal profondo
un allumare

(il sasso gettato dal capriccio
della musa
apre cerchi nel lago dello spirito)




48

PROIEZIONI

proiezioni del Suo pensiero siamo
vaganti tra realtà e sogno - in cerca
d'un'isola felice - viaggio
nell'infinito di noi

isole noi stessi - pure
ognuno anello d'una 
catena senza inizio e fine



49

CUORE APERTO

pagina aperta 
cuore aperto: la poesia è di tutti

la parola spira col vento 
-vento di luce-
 
espone la sua ferita
creaturale



50

DOMANI CREDI GIUNGERA'

come canta vasco
a questa vita non sai dare un senso
domani credi giungerà
un come un quando

all'alba
le finestre avranno occhi
nuovi per la meraviglia
espansa nella misterica luce 




51

COME IL SEME

domandarci se siamo
bolo di questa vita 

o come
ungarettiane foglie

o semmai ci troviamo
a galleggiare sulla superficie di un sogno

un chiederci 
qui disorientati -- mentre

come il seme nella terra
ci si aspetta di nascere alla luce




52

L'APPROCCIO

ai primi tentativi
tremavo come una foglia
la vocina mi diceva buttati
anche a rischio di una sberla
ma se usi le buone maniere
(te le avranno pure insegnate)
sta di fatto che ogni
volta mi bloccavo -- poi negli anni 
mi emancipai e oggi mi viene da ridere
mi spiegò a suo tempo un'astrologa
che la causa era una brutta opposizione
venere-giove prima e settima casa
già alla nascita
e che coi transiti di lì a breve veniva a sciogliersi



53

FEDELTA' ALLA VITA

(ad Aleksandr Solženicyn)

fatti per la meraviglia
la tenerezza
l'amore

alla gerarchia e all'odio
opponiamo
il tuo j'accuse in virgole di fuoco

una vita
fedele alla vita
-allodola trafitta-



54

IN ONDIVAGO ESISTERE

impregnato di Spirito Santo
mi specchio nella città eterna
in ondivago esistere del sogno



55

SILENZI D'ACQUE

silenzi d'acque -
langue 
la luce -

e smemora

un grande lenzuolo avvolge
gli alberi le case





56 

L'ACQUA

bere "l'acqua" dell'essere amati

"dammi da bere" disse
alla donna del pozzo - Lui stesso

acqua divina
inesauribile fonte




57 

L'OLTRE

non essere
da nessuna parte

esigenza di espandersi

l'oltre
è un oltre in sé che urge

come fiume alla sua foce




58

L'INASPETTATO

mi sveglio e
vengo da un altro mondo mi dico
un posto a lato o non-luogo dove 
non c'è cosa voluta ma tutto 
è possibile
come librarsi contro il soffitto
o guidare l'auto nell'aria con
un cielo dai colori mai visti
specchiato su placide acque
tutto possibile se ti conduce
per mano l'inaspettato
oh ecco mi sorprende ora
venirmi incontro una grande
farfalla dal corpo di donna


--------------------------------------------


COORDINATE DELL'ANIMA
(2023-2024)

1

NELLA STAGIONE CHE TI SPOGLIA

braccia frondose hai piene d'uccelli
levate al cielo come inno alla vita

il forte abbraccio è il mio grazie di esistere

nella stagione che ti spoglia
il fuggire dei canti mi fa triste il cuore




2

POESIA E' NEGLI OCCHI

poesia è
negli occhi profondi di una donna
è la leggerezza della piccola danza 
del passero sul davanzale
è la fogliolina che spunta dalla terra
poesia è 
il neonato attaccato al seno o l'attesa
della mamma sull'uscio
è l'interrogativo nello sguardo 
di meraviglia del bambino
poesia è chiedere scusa
è l'abbraccio sospeso nell'immobile luce 




3

SPLEEN

irrazionale la vita a tradire
in modo inatteso
l'impulso del sangue

macera come foglie kronos
giorni anodini
a ridosso di ombre stampate

squarcerà una nube il sogno
fatto carne? - forse
qualcosa può ancora accadere




4   

SENZA TITOLO

primavera ha le braccia piene di fiori
canta con la voce degli uccelli

l'albero in germoglio ti è grato
sentendosi abbracciato
ti ricambia col suo ombrello di foglie



5

IN UN LEVITARE DI ANGELI

immaginazione pura
spalmata nella Mente universale 
fatta palpito e sangue
 
sogno di Dio

un succedersi 
di miriadi di mondi
in perfetta armonia

musica delle sfere
inudibile all'orecchio
in un levitare di angeli



6

IL COMMIATO

morire in buona salute
ciò a cui l'anima tende
mentre al capezzale accorrono
compunti i congiunti

-poi al commiato
vien da dire
ad andarsene son sempre i migliori 


7

FORGIO FONEMI SUONI

l'alba è una fucina: forgio 
fonemi suoni
usciti dalla bocca della notte

mi sfiora il cuore che trepida
un dio o un angelo



8


MADRE CELESTE

nel palpito di luce alta ti levi
tu orifiamma tu stargate
Madre dei derelitti - Avvocata

fa rivivere delacroix 
palpabile il Tuo implorare
ai piedi della Croce



9

VISIONE

(ispirandomi a Borges)

una sequenza di figure ti sfila davanti
tu ne afferri per la coda una
quella che hai da sempre sognato

e
proprio per averla scelta
unica e irripetibile
ti si fa sangue e respiro

sfociando nella luce

è l'aleph che cantò il poeta cieco



10

L'INSONDABILE

le pareidolie e l'occhieggiare del sole
tra nuvole pigre

al crepuscolo degli anni 
la solita
panchina ancora calda t'accoglie

insondabile il chi-siamo
balenio saettante nella mente



11

PREGHIERA

(a Simone Weil)

nel sentire celeste
– ginocchia piegate –
il cuore vola alto


12

Deus absonditus

la vita è bella ed ogni
nascita è dono e poesia ma il mondo
è in mano al maligno che in
efferatezze ha superato se stesso

da quando il Supremo gli ha dato
carta bianca rientrando in sé

tu dici Dio ce ne scampi
da patimenti e morte d'anima
ma irreversibile la storia
fa il suo corso prima che il fiume sfoci
in mare aperto

prima che il Deus
absonditus
a noi si sveli in tutta la sua Gloria
 

Il mare ha tante voci

il mare ha tante voci
di annegati di gabbiani sirene
ha scatole nere sepolte

il mare è nel cuore di odisseo
itaca è ancora lontana e

vi è chi ha mal di terra e narra
ai nipitini di mostri marini e miti
o realtà chissà dove vissute

forse in un'altra vita
rimaste nella mente grumi di sogni
 

Rammendi

un'opera buona o una poesia
rammendano gli strappi del cuore
chiudendo antri di buio

l'abito logorato dagli anni
abbisogna di attenzione e rattoppi

è una rete che più non trattiene
i lucenti guizzi
 

Divagazioni sullo zero e sulla o

il nucleo l'anello l'uroboro
due zeri abbracciati ti danno
il simbolo dell'infinito
puoi notare
la vocale o di rimbaud
gli ovali dell'ottocento
la bocca spalancata nell'urlo di munch
le bolle di sapone
immagina
gli occhielli delle forbici gli oblò
simili allo zero o alla o
 

Il cuore senza voce

(di bimba sepolta da macerie)

sei parte
di un cielo d'occhi

il cuore senza
voce - bambola murata

a sognare librarsi d'ali
 


Se tendi oltre l'orizzonte

riserva novità la mattina
se tendi oltre l'orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi

 

 

Angelo della volta

benevolo mi eri
novenne o giù di lì
ché dalla volta mi dettavi parole
di luce per poesie rimaste nell'aria

indicibili voci erano
d'un oltretempo
ove si schiude tremulo il fiore
che porto in me d'eterno
 

In veste d'angelo

l'atto dello scrivere
è stato di trance: esci
dal soma e ti cali
nell'immaginario

che in veste
d'angelo una lanterna
ti presta
per i fonemi
 

Sogni

ti sei visto ancor giovane
più d'una volta esibirti
in acrobazie per i soli suoi occhi
(lei sull'amaca capelli di grano)
o le volte prendere treni
in corsa o librarti contro
il soffitto o disfarsi la
carne fino allo scheletro

-è la sola mente che crea
un oltretempo

gioco iperbolico
quella volta che nel "luogo accanto"
Ungà ti fece un cenno
per dirti
questa poesia la puoi migliorare
 

Memento

bau e miao
la parola gliela leggi negli occhi
ma come tutto il regno animale
essi non si affacciano sulla loro morte
a cogliere
il proprio limite

(forse nel dopo
si è
quel che si fa e si pensa -
e dunque rispettiamo
le creature viventi
inconsapevoli - occhi di stelle)
 

Di là

"di là un qualcosa ci sarà" -
"qualcosa" dici?
non basterebbe lo elevassi all'infinito
o meglio: è un infinito dilatarsi - immagina

quel che si dice
Assoluto: non vi sono porte da aprire
né privacy né pass da nascondere
non tracce da seguire - impossibile perdersi

e ancora: è un compenetrarsi
di eterei corpi - dove il
virtuale/appendice dell'uomo
è un sogno senza coda
 

In te l'immenso

quest'allumare d'anima che
senti come vastità
di rifiorite rive

questo accogliere in te
l'immenso

oltre l'esilio di carne
franta
 

Dietro il velario

che siamo -

un fremito - come quello che avvertì
il primo uomo - in questo volteggiare
d'anime erranti

maschere in una
pantomima -

dietro il velario
dove s'apre il grido
della bellezza ferita

riconoscersi
 

Penso dunque sono

sono pensiero: ché pensare
non è soggetto al soma
non un organo altro è la mente

lei è ariosa
bramosa di voli
in quella sequenza di figure
quando la nuvola scherza col vento
 

Gli ultimi giorni

essere di pietra - per sopprimere
quell' urlo chiuso nelle ossa

"lasciare
che i morti seppelliscano i morti"

no non ci sarà più tempo
per piangere:

già vedi come funereo lenzuolo
penzolare il male dall'alto ramo
 

Kermesse

marzo le strade ammantate
di coriandoli -magia per i bimbi
si è un po' bambini anche noi
sbizzarrirsi in maschere da folletto
il gattino col fiocchetto
la ottantenne con un palmo di belletto
l'apparenza è sovrana
il gusto è g(i)usto
truccarsi in bruttezza è bello
 

Solitudine

livido cielo è l'ora
del crepuscolo il vecchio
spalle curve bavero alzato
col suo dolore imbavagliato
lascia la panchina - se lo farà
un bilancio
tornando verso casa?
sguardo svuotato
ha lasciato pezzi di cielo: solo
con l'affetto dei gatti (ci divide
la cena)
le frequenti
notti bianche
conta le ombre sul soffitto
che assumono sembianze strane
 

L'essere e il nulla

"credo nella resurrezione della carne"

pensa all'essere impermanente ma
anche che l' "essere" non cade nel nulla

l'esistere è da sempre

pensi: ed è già essere per sempre

l'essere può frangersi in un gioco di specchi
ma non cadere nel nulla

il nulla non esiste
 

Visione

neanche il tempo di pensarlo
e ti ritrovi
immerso in fondo all'oceano
lotte sanguinose avvengono
tra pesci di grandi dimensioni
quelli minuti sembrano sorriderti
la triglia ti fa l'occhiolino
la supremazia è la regola
negli abissi dell'oceano
come avviene in superficie
con gli umani
tra pesci piccoli e grandi
 

D'empiti

di fonemi
indiarsi

d'empiti

a capriolare nell'aria
presenze

ancora in fieri in ondivago
sogno
 

Mentori

ledi armonia se nel
voltarti
chiedi vaticini agli
iperurani

mentori della volta
celeste dal volto
rasserenante
 

Quasi estate

sole ad asciugare le ossa
e i panni in un'ora

il vecchio sofferente aspetta
il sole della morte

giocano bambini alle giostre
sotto l'occhio vigile

non si può morire in giorni come questi:
non ti aspetti

che il criminale si svegli al mattino
e inneschi la bomba nel nome di un dio
 

La ferita

si è assuefatti impermeabili
ad ogni evento il più cruento
asettica aria asseconda un vuoto
di umori non fosse per il grido
della pianta alla radice
la sua ferita bianca
 

Da quando la mano

tra fiammate d'odio disumanante
aggriccia il cuore del mondo

da quando la mano di caino
si levò e fu un rovinio di cieli
continua a splendere il sole
su acroteri del nulla
e l'uomo a vestire simulacri

si grida alla giustizia mentre
il piatto della bilancia pende
per la vergogna dell'homo sapiens
 

Fogli-aquiloni

impregnati dell'humus dell'estro
del vasto respiro di cielo
svolazzano s'impennano appena
liberati dall'artefice dei versi
-suoi non più suoi-
a volerli divulgare per il mondo
 

Assonanza

dov'è resettata
da ogni ammennicolo la mente
lì è itaca del cuore

vi è assonanza
coi tuoi morti
risaliti dal mare a custodirti
 

Fuori dall'ordinario

la realtà non è da sé
è la mente che la crea
asseriscono alcuni illuminati

va da sé
che ti stimolano pensieri
fuori dall'ordinario

mentre un gabbiano ti fa il verso
sorvolando l'immaginario orizzonte
 

Dei miei detrattori

(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)

lasciai alla terra il corpo-zavorra
da cui forse con sollievo mi trassi

se sia ala d'angelo a coprirmi
il disonore -si dirà- ora che
s'una misera tomba s'accanisce
dei miei detrattori il ghigno
feroce e lo sputo
 

In questo giorno chiaro

(25 aprile)

s'estende a macchia di leopardo
il tuo palpito rosso
su campi a maggese a perdita d'occhio

libertà è un'apertura di vento
in questo giorno chiaro senza sconti
 

Incanto

i dolci animali d'acqua terra e cielo
a volte evanescenti prendono forma nelle nuvole
nel mare del cielo un tonno guizzante
assume sembianze sull'onda lucente
il bimbo sogna guardando estasiato
ippogrifi e delfini in lenta sequenza
pende dalle labbra del nonno che gli parla di quando
noè trasse in salvo dal diluvio tutte le specie
 

Dal nightmare

uscire di forza
dal nightmare bucando l'aria -

la riuscita
se in parte è già tanto: trovarsi

nel letto della vecchia casa
d'infanzia

sogno dentro il sogno
 

Che luce

che luce bagnerà
i nostri morti - che amore - se l'uno
nell'altro si specchieranno - se
si sogneranno: ti chiedi

se con l'orecchio del cuore
la provvida Madre 'udranno':

"mangiate di me e non avrete
più fame"
 

Chi eravamo

enigma la vita
siamo non siamo

chi eravamo: dimenticato - solo

incarnata nostalgia
restiamo

della bellezza sulla fronte del giorno

l'urlo del fiore
immarcescibile nella luce
 

L'indicibile parte di cielo

indicibile la parte di cielo
ch'è in te e ignori

basta
che solo un verso o poche note
ti richiamino
a una strana forza interiore:

e cessi
di sentirti mortale
 

Alberi che camminano

il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d'alberi che camminano

(anche se oggi
quasi nessuno li "vede": santi
di questo tempo)
 

Per poca fede

vertigine dei giorni vuoti -
ci si trova appesi ad una fune
se apriamo la cerniera della notte

il tempo
ci volgerà le spalle per non
esserci fidati abbastanza

e la luce non ci conoscerà
 

Riflesso

(il soma: "appendice" del cielo)

siamo solo pensiero
non espanso

frammento della Mente che
crea universi-mondi

(riflesso questa vita
che si guarda vivere:

un mondo in un altro)
 


Fantasie (ipotesi dell'impossibile)

la vita

un giorno puoi sentirti
come un marinaio col mal di terra

e il giorno dopo trovarti
ad annegare in mezzo metro d'acqua
 

Lavavo la veste

trovai ch'erano fastidiose mosche
ronzanti nella luce della preghiera

a non dar peso
imparai dopo lacrime e sangue

lavavo la veste
invischiata nelle panie della notte
 

Anime ferite

(è boomerang nell'ordine cosmico
il male e il bene che si fa)

raccoglie il Signore le anime ferite
col mestolo della compassione *

laddove non si smorzano striduli
echi a insanguinare il vento

* rifacendomi a un verso di Gregory Corso
 

Anime che si cercano

(ispirandomi a Borges e Pessoa)

anime che si cercano
vestite di apparenza
siamo: forme passeggere

giriamo in tondo senza
mai trovare il centro

lontani da noi siamo

sulla pagina del cielo una mano
d'aria scrive di noi
e delle nuvole
 

L'infinito di noi

dentro di noi siamo
un infinito ma confuso: una
"finita infinità"
per dirla con la dickinson

percepiamo a tratti
andiamo come ciechi - vediamo

"per speculum in aenigmate"

e ci sogniamo
 

Intatto lo spirito

ho ripreso in mano le poesie giovanili
alcune rifatte altre modificate
con severi tagli senza rimpianti

ispirazioni bucoliche vestite di primavera o
di autunnali malinconie

vi è rimasto intatto
lo spirito degli alberi e del vento

la resina la radice linfa da cui vita rinasce
 

Con l'anima nuda

con l'anima nuda o corpo
etereo lei mi vedrà

mi attraverserà l'aria

senza scheletri nell'armadio
nella nudità che siamo
di me altra "visione" avrà?

e io di lei?

ci ritroveremo asessuati angeli?
ci accoglierà pienezza?
 




PROSPETTIVE

2024


Mare aperto

parvenza: "luogo" altro: il sogno
che muove ondivaghi sensi

gesti evanescenti
volteggi - voli

l'anima è un mare aperto




Il mare era una favola

"non vorrei più uscire da questa
dimensione eppure basterebbe
come altre volte
stringere forte gli occhi e..."

ma voglia non ne avevo - poi giocoforza
mi ritrovai quasi deluso nel mio letto

avevo lasciato un mare che era
una favola
un'immensa tavola
imbandita per i gabbiani a frotte
 

Amo l'idea

più che amarla amo l'idea di lei

stato d'essere: che s'impregna
di bellezza interiore

si ammanta di una luce affebrata
mentre mi poggia la testa
nell'incavo della spalla

e
se combacia col mio pensiero mi chiedo

dove saremo domani

quando il mondo per noi sarà sparito
 

Il poeta

cavalli d'aria - virgola di fuoco il
pensiero saettante: vederti un
sansebastiano trafitto
da strali della parola
 










Vita sommersa

in onde dell'inconscio
si sdipana
l'illusione ipnagogica e

nel gioco sempre inedito delle
immagini
emerge vita sommersa

come ombra che si rompe nell'acqua
mossa
 

L'intima essenza

rifarti gli occhi davanti
a foto che rispolverano anni
di cui puoi dirti contento
a voler fare un bilancio onesto

-non vasi di pandora-

ma per contraddizione
stornare la realtà con l'immaginario
ti sembra più congeniale:
per lasciarti sfiorare

dal difficilmente percepibile
 

Delle vanità

I
non hai mica visto la Madonna - se
sei andato in estasi per uno
scalmanato che si agita sul palco

-emulo sei
sbavi per il successo


II
"vedi tutto questo? sarà tuo se..."
cogli l'intenso e breve
l'offerta allettante - il "se" ti eccita lo temi

ah inganno
del mondo che nasconde una mano
nel sangue dei papaveri
 

I tuoi santi

corda tesa tra la bestia e l'angelo

scala al cielo per
l'Assoluto

c'è sempre
l'iconoclasta che

lascia osceni echi nel sangue

dileggiando i santi che
tu Nina preghi incessante
 

Dismesso l'abito

(visione)

dismesso l'abito
mi accompagnarono i cari estinti
portatori di umiltà

non parole la bocca colma
di luce

percorrendo la via per l'eliso
non si toccava terra
 

Se tendi oltre l'orizzonte

luce letale per distrofici
una grazia per altri e i gatti
acciambellati nel sole

riserva novità la mattina
se tendi oltre l'orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi

Nota: chi è affetto da distrofia corneale ha problemi a vedere la luce.
 

Quale limite

(parla un intellettuale)

[a tutti gli oppressi dai regimi]

aveva appena letto
che subito arricciarono il naso
quelli che si conformano

all'ultimo verso
uni sbieco incrociare di sguardi

aveva superato il limite?
quale

forse della paura

candidamente
parlava di libertà

quella che accende le stelle
sopra un oceano d'amore sconfinato
 

Vite alternative

(s'affaccia la notte su
vite alternative
freudiana "via regia")

nel balzo lucente
della tigre
trema la bellezza immaginata

("La tigre" è una famosa poesia di William Blake)
 

La vergogna

serpeggia sinistra eco
in un cielo stravolto
mentre nel mondo esplodono sogni

dalle emittenti: scoperti nuovi orrori

la vergogna si è nascosta dietro i morti
 

La colpa

sono io quel ragazzo che
scappò da casa con poche lire in tasca
e un quaderno d'improbabili versi?

lo sono sì ma dopo sei decenni

non mi riconosco in lui se non nel sogno
ricorrente che al mattino mi lascia
il cuore stretto dall'angoscia

sarà un residuo di "colpa da espiare"
per aver procurato un veleno sottile
a chi bene mi voleva
 

Elucubrazioni

(l'anima ha le stimmate della vita)

la morte è un artiglio
sulla pelle del cielo

la sperimenta
questo corpo che ci è dato

(corpo dall'invisibile aura
ravvolto nella bolla-anima)
 

Viaggi psichici

sospeso
alle attese
in dolci smarrimenti

hai dimestichezza con la morte

con la stessa naturalezza
del tuo saperti eterno
 

Belle penne

"non sono poeta" -da altri già
affermato- sì che belle penne hai visto
superarti con tua ammirazione vera

graffiavi fogli riempiendoli
di zampe di gallina

tanto meno eri poeta quando
t'isolavi e all'ombra d'una quercia
t'ispiravi seguendo alti voli

ah quelle velleità custodite
nello scrigno del cuore
 

Essere

(ti vien detto di là nell'oltre ma è
molto più vicino intimo)

farti nell'aria stretta
virgola di cielo

essere che scalzi la morte

diminuirti -
per espanderti
 

L'avversario

al principio
fu l'inganno - da allora i cieli
capovolti e la morte

chi ci rubò dal cuore
la bellezza originaria?

nella cattedrale del sangue
l'avversario gioca a scacchi
dall'inizio del mondo
 

L'ultima parola

gli furono strappati tutti i figli
come pezzi di carne
-si è provati secondo
il grado di sopportazione
pungolati dappresso dallo
strale del maligno-
Giobbe il giusto lo fu allo stremo
privato dei suoi beni
ridotto a solo guscio grumo di dolore
fino a che non implorò
basta hai vinto è tua
l'ultima parola
Dio del cielo e degli abissi
 

Quanto amore

giunto il momento cosa ti porterai
non suppellettili o libri ma l'amore
che hai saputo dare

non quel lasciarsi vivere
nell'approssimato sogno
di un pesce rosso nell'acquario
 

Oltre stravolti cieli

(ecologica)

sconsolata la fauna s'aggira
in cerca d'erba buona

chi dirà alla rondine smarrita
non ci sono più primavere
e alla cernia
quello che ingozzi
è rifiuto dell'uomo sconsiderato

questi
cercherà oltre cieli stravolti
nuove terre da violentare
 

L'anima tendeva

l'anima tendeva alle stelle
quando tu Nina apparivi
rosavestita
stagliata contro un lembo di cielo

ti fermavi nella piazzetta e
ti facevano festa i colombi
planando sul mangime che spargevi

allora
il tuo sorriso era una pasqua
mentre il tempo aveva una sosta
 

Lazzaro

mi addormenterò in Te
finché non mi chiamerai per nome

ora qui mi trovo
un Lazzaro risvegliato da cento morti

sempre
dalle crepe dei muri spunta un fiore
 

Nascita

più a nascere che a morire pensiero
capovolto dal profondo in dormiveglia
il girasole ebbro di luce dice vita
e tu languida
sul divano mi chiami
per accostare il mio orecchio al tuo ventre
rotondo

come un mondo
 

L'angelo

qui sei terra poca cosa
carne e sangue in bilico sul ciglio
della morte
ti porti un anchise sulle spalle

"di là" l'angelo di luce che
ti percorre silenzioso i precordi

verrà
a unificartisi quel giorno
che sentirai cantare le tue ossa
 

Un verso

un verso che mi arrivi solo uno
dei tanti gettati nel cestino
da un po' che non vengo illuminato
sono anziano e ancora affamato
di sogni (più non si dice vecchio)

i migliori versi vengono nella
veneranda età - un esempio è ungà
col suo "taccuino del vecchio" -
quando la mente ancor giovane vibra
sul pentagramma dei sogni
 

Colpo di sonno

sentirmi inclinare da un lato
mentre davanti al pc "guardo" un film
e per una strana associazione di idee
pensare per fortuna non guido più

non per un colpo di sonno ma l'abbaglio
rischio reale per il distrofico
di andare fuori strada
 

L'oasi

conti sulle dita
della tua vita le fasi
ne rimpiangi la prima
prima della luce

quando
non distingui realtà da sogno e

da sotto le "palpebre"
segui la barchetta di carta
nel tuo cielo-mare amniotico

dove il tuo
orizzonte è un'oasi
da cui uscirai con un grido
 

Candido

ti senti
come una barca nel bosco
un marinaio col mal di terra

non sei di quelli che
saltano la cavallina
ti levi al canto del gallo
un brodino a sera
per scaldarti le ossa

una frase tagliente
ti scivola addosso
non sanguini
 

Il Sé

niente paura saremo
rinati

(e il corpo?
dismesso l'abito d'affanni)

abiteremo il posto primevo
luogo-non-luogo dove
l'altro è il Sé
 

In treno

gambe accavallate la bionda platino
all'anziano vis-a-vis
risveglia sopite voglie

alberi case fuggono via
lo sferragliare induce sonnolenza
 

Immortalare

immortalare il momento - la
foto è sfocata

immagine
scivolata nel gorgo del tempo

così di te: appesa
all'attimo
dietro l'occhio un'ombra stampata
 

Malgrado tutto

cervelli vuoti a perdere
si schiantano contro un albero
o un palazzo facendo parkour
malgrado tutto le piste
da sci son sempre frequentate
(non v'è manna senza ingegno d'uomo)
i monti si vestono
sempre meno di bianco
l'uggia pervade anche il cuore
lascia a desiderare il sorriso del sole
 

Il ciliegio

(in memoria di A.)

ad ogni morte c'è resurrezione

primavera: davanti casa il ciliegio
è fiorito - tu aleggi
sopra la tua morte apparente
 

Pilato

oggi Cristo potresti vederlo
su un barcone tra gli emigranti
o al valico di frontiera
portando insieme a loro la croce

come in un sogno atroce
vedrai pilato distogliere lo sguardo
dalle purulente piaghe

ci si dovrà aspettare forse
discendano "gli dei"
su un mondo malato?
 

Mi attraversa il tempo

non ho difese alla luce
porto occhiali scuri
dormo poco e male

sempre più brevi le passeggiate

il tempo mi attraversa
la testa
che sperimenta nuovi voli
pindarici
 

L'intoccabile

lo scoprono con le mani nella marmellata
e ci si meraviglia se ha spalle
ancora larghe
lui intoccabile coi sacrosanti privilegi
di cui godono i governanti
stiamo lavorando dice
usando il plurale maiestatis
la poltrona quella
non gliela sfilano da sotto
la poltrona è sempre calda
 

Il viaggio

il soma è l'imbarcazione dell'anima
in questo viaggio d'Odisseo

ulissidi lo siamo
a solcare aperti mari

per approdare sulle rive del mistero
di noi

in infinito espandersi
nell'armonia dell'universo
 

Un ragno tesse

uscirai dalla vita con le ossa rotte
dappresso ti sta l'ombra
di serpe che agita il tuo sonno
gli offri i tuoi passi da sonnambulo e
il sudore di sangue emotivo
dove un ragno tesse di versi una tela
 

Nuove ali

impastato di terra e sogno
quest'essere scompensato

-gravezza di carne
-invidia di voli

lo attendono nuove ali
a solcare l'indicibile
 

Cinico

sospetti anche della tua ombra
il tuo vagare cane di nebbia
dove ti porta se
rifiuti la mano tesa e
al garbato gli dai "li mortacci"
tu creatura di terra
nell'ora estrema degnerai
il cielo di uno sguardo?
 

Preghiera

(Padre Pio da Pietrelcina)

irrorami
della rugiada del Tuo Spirito
questo cuore martoriato

in una violacea alba di passione
indegno mi prostro
sgabello ai Tuoi piedi
 

Come saremo

immagina
una luce di mille soli che
è in te e tu nel Tutto

immagina: un' inconcepibile ma possibile
ubiqua entità
in un donarsi d'amore universale

e ancora
proviamo ad immaginare
Lui che ci rivolta come un guanto
 

Itaca

averle coperte le spalle
le volte che ti giungono strali
dall'alto
dov'è assisa nemesi
che proietta ombre di morte

t'abbeveri alla fonte della grazia
sebbene
non eviterai t'investano
procelle negli anni prima
d'intravedere l'itaca celeste
 

Nel mio cielo

le belle nuvole che
vestono forme d'animali
i cari animali d'acqua terra e cielo
i cumuli i nembi io li vedevo
nel mio cielo con occhi innocenti
lassù incantati
immaginando quella la sede
del paradiso
 

Allumare

il non detto esplicito tocca
più del dire - dal profondo
un allumare

(il sasso gettato dal capriccio
della musa
apre cerchi nel lago dello spirito)
 

Proiezioni

proiezioni del Suo pensiero siamo
vaganti tra realtà e sogno - in cerca
d'un'isola felice - viaggio
nell'infinito di noi

isole noi stessi - pure
ognuno anello d'una
catena senza inizio e fine
 

Cuore aperto

pagina aperta
cuore aperto: la poesia ? di tutti

la parola spira col vento
-vento di luce-

espone la sua ferita
creaturale
 

Domani credi giungerà

come canta vasco
a questa vita non sai dare un senso
domani credi giungerà
un come un quando

all'alba
le finestre avranno occhi
nuovi per la meraviglia
espansa nella misterica luce
 

Come il seme

domandarci se siamo
bolo di questa vita

o come
ungarettiane foglie

o semmai ci troviamo
a galleggiare sulla superficie di un sogno

un chiederci
qui disorientati -- mentre

come il seme nella terra
ci si aspetta di nascere alla luce
 

L'approccio

ai primi tentativi
tremavo come una foglia
la vocina mi diceva buttati
anche a rischio di una sberla
ma se usi le buone maniere
(te le avranno pure insegnate)
sta di fatto che ogni
volta mi bloccavo -- poi negli anni
mi emancipai e oggi mi viene da ridere
mi spiegò a suo tempo un'astrologa
che la causa era una brutta opposizione
venere-giove prima e settima casa
già alla nascita
e che coi transiti di là a breve veniva a sciogliersi
 

Fedeltà alla vita

(ad Aleksandr Solþenicyn)

fatti per la meraviglia
la tenerezza
l'amore

alla gerarchia e all'odio
opponiamo
il tuo j'accuse in virgole di fuoco

una vita
fedele alla vita
-allodola trafitta-
 

In ondivago esistere

impregnato di Spirito Santo
mi specchio nella città eterna
in ondivago esistere del sogno
 

Silenzi d'acque

silenzi d'acque -
langue
la luce -

e smemora

un grande lenzuolo avvolge
gli alberi le case



NUOVA RACCOLTA


Doppelganger

(alla maniera di Caproni)

quel giorno
uscire da me
per incontrarmi

 

L'essenza

la senti fuori e dentro che
ti attraversa - non ha
spaziotempo ubiqua ai primordi:
come nella prima
luce un soffio un respiro

nave astrale
è l'anima che vola



19

AVIGLIANA

era solo ieri   guarda ti dicevo
in questa foto di famiglia 
sono quello che fa solecchi
e mia madre mi sorride

oggi il lago è uno specchio lucente
ove annegare le ambasce

tu 
nello scatto sorridi alle rughe 

mentre faccio solecchi



20

ESTIVA

-davvero c'è un'altra vita? o
è solo nella tua testa- pensa

gli scivola dalle mani il libro

ora lontanissima
gli giunge la voce del mare

plana un gabbiano su
una solitudine d'anime



21

IL FIAT

"essere"
più del mondo vissuto

impastati di terra e di Dio -
di Lui il dito
la saliva il fiato

il fiat della luce

rientrare 
come scriccioli varcando la "soglia" 

baciati dal sole della morte



22

DOVE SONO

è detto il mondo dei più
e noi a chiederci dove 
sono ma piuttosto che un "dove" 
è uno "stato"
simile a quando sognamo 
è percepibile a volte la loro
presenza nei semplici gesti
come impugnare la forchetta o la penna
o quando ci adagiamo la notte
nella loro ombra


23


ESSERE ALTRO

pulviscolo a librarsi nella luce
ferma

il bruco dalla nascita anela
essere altro


24

PARUSIA (VISIONE)

celeste diamante
incrina il vetro
opaco

svelato
il Vero a farci 
veri


25

NEI GIORNI ANODINI

nei giorni anodini
quell'aggrapparsi del cuore: un
toccasana o se vuoi appiglio
la poesia

ti sorride un'immagine d'aria
ed è il suo volto ovattato

in un ritaglio del tempo sospeso



26

E POI FA SERA

il foglietto con alcuni versi
finito nella schiuma
della centrifuga

andati
lui più non li ricorda

un "danno"?

e sì 
che gli si apre un nuovo giorno
e poi fa sera 
e una luna 
ammicca

non finisce il tempo
per la creazione


27

ELUCUBRAZIONI

essere - sentire: siamo
nient'altro che pensiero

tutto
dal ciclo delle maree
al gabbiano che coglie
la preda lucente
all'arco lasciato nell'aria 
dall'acrobata al gesto 
dell'abbraccio

tutto 
appendice 
del Pensiero

questo gemello di conoscenza

consanguineo della preghiera


28

A SOPHIA

guagliunce'
forse ti resta ancora
l'intercalare delle mie parti

ti chiamavano 'a scugnizza
poi sei cresciuta

t'immagino 
percorrere i vicoli di pozzuoli
l'incedere provocante
del tuo corpo acerbo
slanciato verso il cielo

e ch'aggia fa'
se ho anche gli occhi della mente
e ancora la vivezza dei sensi



29

ISPIRAZIONE

fare spazio
all'urgenza
assecondare l'onda del sangue

passare al crivello le emozioni

librarsi dell'anima in un
azzurro macchiato di rondini


30

FANTASTICANDO

ci si è evoluti
dall'uomo-scimmia o
homo erectus?

Dio si diletta
con la creazione
delle specie più strane

noi mortali
a chiederci se sia nato
prima l'uovo


31

IO SONO LE MIE EMOZIONI
(visione)

-stanotte ti verrò a trovare- 
mi ha detto

-eccomi: sono
con soma o senza 
le mie emozioni - grumo 
di passioni il cuore
staccato da terra

-mi dici
dov'è il tuo pungiglione?


32

SE TENDI OLTRE L'ORIZZONTE

riserva novità la mattina
se tendi oltre l'orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi














33

POESIA

luce inquieta
aleggia nei precordi

muore rinasce la parola
sui crinali del sogno dove
la musa è assisa

poesia
è fanciulla che si specchia
nella cattedrale del cuore



Nuove prospettive

cumuli-nembi -
le tue pareidolie

specchi nel lago celeste
la tua pena fatta pane che spezzi

col becco vi fa cerchi il cormorano

vagheggia la mente -
t'intoni
col respiro degli alberi

la vita ha nuove prospettive

10-15.8.23


Lontananze

tra smagliature del giorno
scruto il cielo - sogno
lontananze

nuove prospettive?
tra pro e contro di pulsioni inverse

la vita imbroglia le carte

risillaba palpiti voci

16.8.23


Di spalle
(ad A.)

di spalle
ti sento avvinghiata come un ragno

avverto la tua gradevolezza
come l'albero
"quella" del venticello tra le foglie

stavo entrando in un sogno "voluto"
poi svanito

19.8.23


Sillabe

conti sillabe sulle dita
settembre il mare ancora invita
il mormorio della risacca t'ispira?
occhi chiusi "anneghi nel tempo" *

* Cardarelli

20.8.23


Il lampo

arrampicarti sugli specchi
se vuota è la stanza della mente
e lampo non ti è propizio

allumare d'anima
a dar colore a una vita scialba

30.8.23


La colomba

chi più chi meno
si sconta il proprio "purgatorio" qui
come hitler e i satrapi l'inferno
un'ala di colomba taglierà l'aria
quando il tempo sarà compiuto
per accoglierci il seno dell'Altissimo

4.9.23



Volti

(ti chiedi se agli altri non appari
come te riflesso nello specchio)

volti e volti a ondeggiare in 
sequenza da film
volti che s'eclissano

un ovale come se ne vedono
solo una volta in sogno: l'ideale:
frutto d'immaginazione? sia pure

in cadenza d'inganni
scorre la vita fiume alla sua foce

8.9.23


Respiri di cielo

sono assetato di luce

non so penetrare il Suo profondo

ché
di terra sono e inerme

mi si sciolgono le ore come cera

pure 
mi vivono dentro respiri
di cielo

9.9.23



Padre nostro

Padre nostro che sei nei cieli

quanto sangue già versato
il Tuo d'uomo-dio
nei ghetti quello del nero 
che da secoli ancora grida

Padre nostro che sei nei cieli
quanto ancora da versare
dei nuovi Falcone e Romero
a fare i martiri della storia

Padre nostro 
che ci guardi dal cielo
Ti rendiamo grazie noi che baciamo 
il Tuo sangue salvifico

12.9.23


Bomba d'acqua

la sorprese giù in cantina dov'era 
discesa a sistemare
gettare roba inutile pulire
-il cellulare restò a quella data

oggi
inebetito lui si aggira per i viali
si chiederà "Dio perché"
avendo perso la luce degli occhi

vedovo affranto
percorre i margini del tempo
parla con la sua ombra sul muro

14.9.23











Bomba d'acqua 2

la cantina
era una cabina di veliero sommerso
dove zigzagavano i pesci 
del sogno

sogno non era: lei
era dell'acqua: un solo abbraccio

15.9.23


Divagando

la sventola attira gli sguardi
degli avventori seduti al dehor
pensi alla 
"bambola" di buscaglione

il solito giro pomeridiano
-breve ormai per l'età-
pensi: è buona decenza
tenere in salute fido
la prostata i denti che ballano

21.9.23


Questa frenesia di vita

sempre cerchi il tuo centro
mai soddisfatto ripieghi 
sul digitale a tua immagine 
(il cellulare
protendimento del tuo braccio)

usi e sei usato
in questa frenesia di vita
vissuta alla giornata
in una gioia feroce:

sei trottola
che gira all'impazzata

24.9.23



In dormiveglia all'alba

in dormiveglia all'alba
mi sorprendono pensieri
dove chiama il sangue
lacerato sono dalle funi
tra spirito e carne

ah infine dormire 
nell'abbraccio delle stelle indulgenti: 
azzurrità 
a cui da sempre anelo

26.9.23


Parusia

alla fine dei tempi
si rivelerà l'arcano
il Santo Spirito ti aprirà le braccia

non da sangue Lo riconoscerai

con la luce non col fango
sarai ri-creato

30.9.23



Dell'intelligenza artificiale

l'amica guardandomi in foto
"in gran forma!" mi dice e voglio crederci
oltre gli ottanta un vortice d'anni
penso chissà 
fra un secolo come sarà
questo mondo in mano a chi verrà
se s'userà per umani fini
l'intelligenza artificiale
se vita sarà ancora "vita" 
e il sentimento
manipolato vieppiù svilito ?

4.10.23



Il rifugio

sono il cormorano incatramato -
non son capace che d'un amore piccolo
legato come sono alla terra

così per il dolore 
fardello da portare se il cuore
è squassato e la carne soltanto
urlo animale

ah un rifugio anelo
come grembo di madre

9.10.23



La vita leggera

ti dici: va'
dove ti porta il cuore
con la vela della passione
verso terre viste solo in sogno

lungo la coda dell'occhio
nuvole vaghe

a dire la vita leggera

11.10.23



Segmenti

loro -vien detto-  ci vedono di là -
saprò io rinonoscerti?

o saremo un unico fondersi
di luce cosmica?

divago - mi arrabatto tra 
le righe

un moscerino attraversa la 
luminosità del monitor
segnando in diagonale segmenti
tortuosi

come i pensieri della mente

15.10.23


Borderline

avvolto in un mantello di vento
a vivere contromano
senza nervi di ricambio

puoi sentire la vita deragliare
su binari del sangue

22.10.23


Alle origini

ci verrà resettata questa vita?
e le emozioni e i sogni?

sentiremo in altro modo - forse -

torneremo alle origini
come quando eravamo
non duplicati non infangati: veri

come la prima luce

24.10.23



Un volgere d'anni

mi sveglia il canto del gallo
non trovo la tua mano
ti sei appena alzata

c'incalza tiranno il tempo 
in questo volgere d'anni

benché non t'abbia sciupato
questa luminosità del viso

quanti da aspettare ancora
inverni a gelare le ossa

30.10.23


Distese

t'innamori della parola
colomba che sorvola
distese dell'anima

3.11.23


I frutti

dal modo in cui vivi 
ti costruisci il tuo "altrove"

a cospirare
il bene donato 
-l'angelo che in te si svela

sarà tempo di
vendemmia

9.11.23


Vita parallela

storci la bocca a chi afferma
di là non c'è niente - consapevole
di una vita parallela

non sai come sia ma vuoi pensarla
un infinito mare di luce
dove vivere una giovinezza eterna

dove la Parola ti accoglie
all'ombra delle sue ali

dove la Sapienza si fa conoscere

12.11.23



Nascere

sempre in bilico sul ciglio
d'ondivago esistere

si è imparentati con la morte
nel solco d'un continuo nascere

14.11.23


Storiella

lo vedeva sempre all'angolo della strada
suonare l'ocarina
un giorno d'istinto
lo abbracciò gli disse suona per me

bel moro lineamenti latini
-scintilla fu o desiderio? - gli aprì 
la sua casa e dopo un buon bagno 
finirono a letto

qualche mese dopo la storia 
finì
lui uccel di bosco amava la libertà

(storiella dal sapore d'una favola
... ma a volte lo è la realtà)

17.11.23



Reliquie

a scrivere non la mano
ma la mia radice ferita

testimonianza siano
non lettere storte sull'acqua

o che volteggino eteree
dissanguandosi in volo

ma i momenti che restano
nel tempo appesi al cuore

26-28.11.23



DOC

il turbamento
è graffio sul foglio bianco

artiglia la pelle del cielo
lasciando tracce di sangue

nella notte è un grido osceno

DOC: disturbo ossessivo compulsivo.

2.12.23


Era solo un sogno

si apriva il sole
con un sorriso largo
ai suoi dardi
l'abetaia prendeva fuoco
la chioma era fatta cenere

(un natale che si piange 
i suoi abeti: te lo immagini ?)

4.12.23


Senza titolo (chiamalo sogno o fantasia)

il daimon mi condusse in una città 
nella città con un vociante luna park
apri i polmoni mi disse qui
si respira una bell'aria di mare -era 
la costa di los angeles?-
fu così che m'imbattei 
nell'affascinante marilyn 
uscita da un ritratto di warhol

6.12.23



Quante volte
(disturbo ossessivo)

quante volte scorrettamente Ti chiamo
di notte o fuori casa affaccendato

"non nominare il mio nome invano"

quante volte 

scrivo per non soccombere -
un altro me forse spia
questo me "fuori posto"

ah quest'afflizione mi pesa
come un macigno

oh quando mi chiamerai dall'oltre 
e starò nella pace
dei tuoi invocati cieli

10.12.23


Nel nonsense di onirici pensieri

la fanno da padrona i suoi occhi
nel nonsense di onirici pensieri
che sostano su curve e anfratti

uscita dal sogno
si leva in un'alba rosata
ectoplasma o angelo

15.12.23



Dove sei

purgatorio:
lo vive ciascuno il proprio
il gelo nelle ossa
le stelle fatte cenere
nelle desolate notti

la persona che non vedi e non è
a te accanto ti sembra
sfiorarti a volte con tocco 
leggero i capelli

nelle notti dove urla la bestia
dello smarrimento


18.12.23



Alberi radici

alberi vedi alberi
mutilati capovolti nel tuo cielo
capovolto

gridano radici

-selva di mani
prensili cupidi sguardi-

a sovrastarli la natura
con le sue infinite vite

di rinascita

22.12.23



L'animula

non ha occhi che per voi
occhioni grandi innocenti
vi leccherebbe anche l'anima

tradendo di voi la parte buona
ve ne liberate lasciando
si maciulli in tangenziale

ancora
non avrà occhi che per voi
la sua animula sempre a perdonare 
voi bestie umane-non-umane

1.1.24


Elucubrazioni

se il pensiero è sotteso alla fine 
Lui ce la tiene nascosta - e
meno male: ché impazziremmo

nelle ultime sue ore l'animale
si nasconde lontano dagli occhi
al contrario dell'umano

che -se all'addiaccio e solo- 
piange
un ultimo abbraccio

3.1.24




NUOVA RACCOLTA 2


Dove vegliano angeli

(Colui che tutto il mondo alluma (Dante)

fatti figli nel Figlio
su rive dell'essenza approderemo

allumati d'immenso

dove vegliano angeli
ai cancelli della bellezza

8.1.24



Vikinghi

(ispirandomi alla raccapricciante notizia del gatto torturato nel gennaio 2024)

i nuovi vikinghi
scendono in città
sulle loro harley davidson
danneggiano per soddisfare
la febbre del sangue
terrore dei negozianti dalle vetrine spaccate

scuoiano un gatto vivo
sotto i loro sguardi sconvolti
poi fieri della vigliaccata
tracannano birra scura
stravaccati al bar 
le gambe allungate sul tavolo

-gli sguardi persi 
dietro notti brave e misfatti

14.1.24



Apparenze e sogno

"non di questo mondo": parafrasando 
franco - uno sguardo 

al cielo da cui cademmo
ricusando la luce

ci rifugiamo nel sogno - noi 
quaggiù apparenze 

legati a questo 
radicato cordone ombelicale 

Franco Bonvini, virgolettato il titolo del suo blog.

16.1.24




Era solo un sogno 2

legato alla catena di montaggio
agli ottanta e più che mi ritrovo?
mi vien da piangere

-ma era solo un sogno

(calura estiva e non poter bere
alla fontanella a due passi
ché la linea se ne "andava"...

-era questa
realtà!)

19.1.24




Guardare oltre

And death shall have no dominion. Dylan Thomas

guardare lungo: oltre
la naturale dissoluzione

un'alba rosata ti pettina i pensieri
carezza i progetti del giorno

nulla può la morte
se tendi alla bellezza

21.1.24



Cadranno

"non puoi 'permetterti' di essere sfiduciato"
(da una omelia)

le Sue piaghe lucenti dolorano
nei derelitti agli angoli delle strade
a due passi dai palazzi di vetro

il barlume di speranza sarà
un vero tsunami
cadranno ideologie regni potenze

quando si dissolveranno
l'eigengrau *
e la polvere del tempo

e il cuore si placherà 
alle porte
della Gerusalemme celeste
.

* Lontani dalla luce della verità, ora è come vedessimo il "colore del buio".

24.1.24



Fuggiti i canti
(riveduta)

ho sognato d'essere un bosco devastato

-fuggiti i canti 
incenerite le chiome-

in me cadevo con schianti d'alberi

cadevo

27.1.24



Muro d'ombra

il tuo giro al parco
il canto fitto tra gli alberi t'ispira

e chi lo dice:
potresti andartene domani o
fra degli anni finché viva
questa febbre della passione

e parole ti danzano nella mente
e la rosa vorrà fiorire nel gelo

poi sarà il muro d'ombra

30.1.24



La realtà che vedi

"pensare positivo è il viatico per il viaggio"
f.s.

vedi la realtà
secondo il tuo pensiero

è la mente a crearla
a farla e disfarla penelope imperterrita

sì che realtà è il suo farsi implicito
è lo stacco nell'aria 

dello sfrecciare delle rondini o del
salto del cavallo all'ostacolo

è realtà il suo accadere - tutto appare sospeso 
quando è già altro

3.2.24



Nightmare

vide il suo corpo lanciarsi
dall'empire state building
librarsi nell'aria e non 
sfracellarsi restare sospeso
in quel senzatempo
voleva liberarsi del peso
che tiene legati alla terra

annaspò nell'aria destandosi
non trovava più il cuore

8.2.24



Un attimo e il lampo

(a Mary)

il ragazzo bruciato sul ciglio della notte
-alfabeto dell'amore malato
a librarsi sulle nere ali del vento

"Mary - o mia o di nessuno"
un attimo e il lampo della lama

(senza il coraggio di rivolgerla su di sé)

12.2.24


Qualcosa può ancora accadere

sempre nutri i tuoi scheletri
anche questo febbraio sta andando
la mente è ancora fervida
negli anni al declino
qualcosa può ancora accadere
un prossimo libro da licenziare chissà
un nuovo sussulto del cuore

15.2.24


La cruna

per tantissimi è il purgatorio
altri vivono l'inferno qui

passano per la cruna futuri santi

per tanti
"il paradiso può attendere"
.

virgolettato: film di Warren Beatty e Buck Henry

16.2.24


D'un oltretempo

di cose sconnesse senza capo né coda
questi dormiveglia per fatue ispirazioni 

trattengo d'alfabeti perle d'acqua

una barca di carta su onde dipinte
tiene il mare aperto dei sensi

complice è una luna bislacca
s'uno scenario d'oltretempo

18.2.24


Mala tempora currunt

"tutto sbagliato tutto da rifare"
da qualche parte c'è sempre una perdita
come in borsa se l'ago oscilla
sul versante di vacche magre

24.2.24












Primavera

mattina sul lago: 
si spalma
sugli occhi la luce 
intonano 
melodie uccelli di passo

è un fremere di gioia la pineta

26.2.24


Le mie notti

i nonsense dei dormiveglia
alternati
al conteggio delle pecore
(andare al frigo non mi attira)
queste le mie notti
di lettere amorfe
di asimmetrici voli
che si spaccano alla volta del cuore

29.2.24


Un cielo bianco di silenzi

il tuo "purgatorio"
da scontare in questa vita
te lo sei creato prendendo strade storte

un cielo bianco di silenzi
accompagna il tuo pellegrinare
affamato d'amore

1.3.24



I cari morti
(a Gabriele Galloni)

nei tuoi versi i cari morti
si cercano e ci cercano o forse

di noi fanno a meno ché hanno
già negli occhi le radici della luce - quelle

a noi nascoste d'insondabile mistero

2.3.24




Untitled

il corpo quest'opera d'arte
che governeremo fino alla polvere
le gambe incrociate o
a percorrere una vita in salita
le braccia spalancate come Cristo se
mani non abbiamo che piene di niente
quel pizzico di follia ch'è da tutti
dietro lo schermo della mente
la bocca che sputa sentenze
gli occhi lucenti di voli e vele 
per un infinito sogno di terre lontane

16-3-24


Nell'ultima ora (preghiera)


Ti riconosco nel bambino ch'elemosina all'angolo
a cui dono una moneta ed un sorriso

Ti riconosco nel carcerato pentito
che vede il sole a scacchi
lontano dagli occhi e dagli affetti

Tu Taumaturgo Tu stargate
Signore Gesù Cristo Guaritore di anime

ora che s'approssima l'ora
Ti prego ricordati di me:

generato dal Tuo seme celeste
consegno nelle Tue mani benedette
la mia pochezza che ai Tuoi occhi splende

19.3.24

Sarò foglia

giungendo alla Tua soglia 
sarò foglia dondolante nel vento

19.3.24


Stanotte

stanotte in bagno
scivolo sul mio vomito
un'imprecazione colorita è scontata
da previsioni una giornata
radiosa mi ripagherà lo spero
mi frulla qualche verso bizzarro
le cose rimandate
la barba d' una 
settimana

fa chiaro mi alzo e una 
leccatina avverto al calcagno
della cagna
che dal "piano" di sotto fa 
capolino

21.3.24


Resurrezione

lasciarsi sorprendere dal divino -
aspersi da acqua e sangue
si è vita nascosta nel Risorto

rotolare di massi
dagli antri del cuore

fino ad aprirsi alla luce

1.4.24


Forse con gli anni

forse con gli anni
non ricorderemo più i volti
in seppia custoditi nel baule
né i souvenir
portati dai nonni dall'africa

ma avremo negli occhi il sangue dei papaveri
su distese a perdita d'occhio
quando ragazzini si emulava sandokan
in scorribande spericolate pei vicoli

e viva 
ci resterà di quell'età l'ammicco
d'una luna a prime cotte

sotto un mutevole cielo lasciammo
aruspici emettere sentenze

3-5.4.24


Cavalli di nuvole

"scusi mi può aiutare?
che c'è scritto qui non vedo bene"

riconoscente a chi si prodiga più del dovuto
-si vede che ispiro tenerezza
apparendo proprio 'vecchio' ai suoi occhi

volano mesi anni:
attraversano il cielo come cavalli di nuvole
che si scompongono a un soffio di brezza

10.4.24


Parole in dormiveglia

sfiorandomi la spalla un angelo
all'orecchio mi sussurra lieve: 

"superato 
lo scoglio spunta luce a oriente"

11.4.24


Poesia

ti avviti con lucido delirio
nella ridda di parole -
tra sprazzi di coscienza e sogno
insegui gibigiane echi

ecco sfrondarti 
forbici-di-luce:
la pagina è tuo lenzuolo
quando in amplessi cerebrali muori-rinasci

la tua anima-di-carta ricrea armonie
in cuore a spirali più alte

(prima stesura 1995, riveduta 17.4.24)



Altre dimensioni

lessi non ricordo dove
-ti parrà strano-
che anche i morti sognano

in diverse dimensioni oniriche
sognano di loro stessi e di noi
-noi morti-vivi

17.4.24


Archetipi

(come quando a sera non t'accorgi
cadere nelle braccia di morfeo
così vorresti il tuo distacco ultimo)

il momento imprecisato è punto vagante
nell'aria da cui si diramano linee
imprevedibili del sogno che
luce ridonano agli archetipi e 
vita autonoma hanno nel sangue

(prima stesura 2004, riveduta 22.4.24.)



L'ultima morte

ogni fine sgomenta
pur nella natura delle cose

dopo tante piccole morti
-ti dici- benvenuta sia l'ultima:
poi non vi sarà necessità di sorta né

dovrai chiedere: avrai sempre
piena la faretra di frecce
d'amore

23.4.24



Metamorfosi

sbattevo contro le porte della notte

mi affila oggi un vento
di passione: che dirà la "cicatrice"
se non bene del sé "rivalutato"

ora
che mi vendemmia il tempo

25.4.24


Madre celeste

irrorasti i piedi della croce
di lacrime salvifiche

Madre
col tuo manto copri di pietà  
i derelitti

Tu dei viventi
avvocata Tu incoronata

2.5.24


Dissonanze

(della cervicale)  
da qualche anno dormo su un lato
non quello del cuore
evito gli aerei precipizi
della stanza capovolta
.
(degli acufeni)
capita sovente
che ad agitare i miei sonni
siano folletti nella testa
che schiamazzano a più non posso
dilatano l'oscena notte
.
4.5.24


Tra ondivaghe ombre

nel sogno è l'essere bilocato
allucinati pensieri assumono forma e volto
si destano dal loro sonno i morti

tra ondivaghe ombre
ti specchi nel tuo doppelganger

9.5.24


Era una favola il mare

consapevole di trovarti nel sogno
chiederti se riuscirai ad uscirne
tuttavia volendoci restare 
ancora un poco

ché
era una favola il mare
su creste d'onde guizzavano pesci
dalle squame luccicanti nel sole

calavano gabbiani a frotte 

16.5.24


L'origine

in profondità celesti
plasmati dal cuore del 
Suo sogno 

in una piena di luce

19.5.24


Cielo indaco

deriva del sangue -
.
si staccano dal tramonto
voli di sogni infranti
.
20.5.24


D'un sogno

il ricevimento la torta 
a tre piani - ci potevi annegare 
in quel mare di panna -

"dateci sotto - 
let's go": così 
suggeriva melliflua lei

la primadonna - gambe accavallate 
ben tornide - sembrava uscita 
dalla copertina di playboy

23.5.24


Divagazioni 2

notti agitate insonni - verrà pure
il "sonno del giusto"

nonsense sfarfallano
fra le coltri

la giornata si allunga
l'albero rinverdisce

25-27.5.24



Il compianto

il caro trapassato
vede non visto
i commensali e il posto vuoto

vede gli scheletri
usciti dall'armadio

-lo spirito è tra loro inavvertito

il compianto
è sulla bocca dei congiunti
in decorrenza del "compleanno"

-senza il brindisi

3-5.6.24


Coniunctio

e allora avremo dissolto 
insieme allo schermo
di apparenze nomi e forme

con lo scenario della storia
e i fiumi di sangue e di parole

anche il sale delle nostre lacrime

(poesia anni 90, riveduta 9.6.24)



Vasi comunicanti

hai aperto la camera e
ti sei visto nel tuo letto -sdoppiato

ti sorprendi? dovresti intuirlo 
che ondivago sogno e reale
son vasi comunicanti

e allora: quale la realtà ti chiedi
se è sogno nel sogno o che - trovandoti
uscito da te 

9-15.6.24


Naufrago d'anni

accogli da naufrago d'anni
il canapo che ti porge l'angelo

ai sussulti del cuore s'innerva
la deriva del sangue che alluma

23.6.24


Dove andremo

("Solo Tu hai parole di vita eterna")


di sé l'io ci ha vestiti 
da che ci staccammo da Lui
scegliendo l'albero della conoscenza

da allora
ci convoglia a imbuto un tempo fugace
al varco è un vuoto affamato

"da chi andremo"

26.6.24


Febbre creativa

inesauribile febbre di Dio
febbre creativa di universi-mondi

febbre per l'uomo di cui
Lui non è mai stanco

2.7.24


Ma Rainey

(omaggio alla indimenticabile 'mother of the blues')

Ma - un fremere viscerale
lei il blues il ritmo la vertigine

Ma è l'ansimare dell'onda
la bocca del mare gli abissi profondi
è il sudore e il sangue
delle piantagioni di cotone
è il senzatetto è occhi secchi

Ma è il vuoto del braccio
tranciato 

portato via col pianto del vento

3.7.24

Ma Rainey, pseudonimo di Gertrude Rainey (nata Gertrude Pridgett; Columbus, 26 aprile 1886 – Columbus, 22 dicembre 1939),


Irrazionale

l'uzzolo di annotare dei versi
balenati tra veglia e sonno
cosa volevano dire ti chiedi
lascia che parli il cuore tendi l'orecchio
quando lo senti sussultare
cogline i suoni di un altrove
la poesia al più è irrazionale
ti sorprende alle spalle

9.7.24


Mattone di poesie

non scarti niente
metti metti
anche quelle così
nate tra il lusco e il brusco

vuoi farti del male - di' ?

ti attirerai i critici
messo a nudo sotto tante lampade!

però devi pur riconoscere
che quelli sono scarti 
della bellezza dell'angelo
suggeriti in dormiveglia o trance

peccato tralasciarli - ti pare?

11.7.24


La parola

t'innamora di sé -
abiti 
la parola - ti lasci abitare

in luce di sangue

14.7.24



Il linguaggio dei fiori

chissà se loro sentono
di esserci: non come 

gli animali o gli umani s'intende
ma in qualche misterioso linguaggio

affratellati con la terra e l'aria
nel respiro dell'humus-madre

sanno -i fiori- nell' offrirsi
al bacio del sole -

del candore
d'un impalpabile sogno

18,7.24


Altri tempi

nell'era del digitale
non trovi più la cartolina a libretto
che ti sorprendeva con la musichetta
né il calendarietto profumato del barbiere
con le foto sexy (vietato ai minori)
né la letterina a Natale sotto il piatto
che strappava una smorfia di commozione al papà
né il pianino a manovella per le vie della città

altri tempi - oggi se cerchi 
qualcosa te lo dice google
l'intelligenza artificiale pensa per te giacché
ha un quoziente che ti supera!

25.7.24


Turbamento

meridiana a perpendicolo
sull'altro lato un po' d'ombra
altre -di ombre- a tratti le senti
passeggiare a lato del cuore
ondivaghe e sinistre - invochi 
l'angelo ma non t'ascolta
sarà già impegnato ad assistere
un più povero cristo

29.7.24


Ribaltato

prostituito alla vita
giunta l'ora un tuffo nel "nero"
di qua vedi buio di là tutto 
è ribaltato in vita 
trasfigurata
un chiaro accecante
vedi uscire gli scheletri 
dall'armadio con larghi sorrisi

9.8.24












Vita latente

qui solo apparenza ti dici
il tutto -l'Assoluto- è vita
latente:

la bellezza che mordi

16.8.24




NUOVA RACCOLTA 3


Vele di nuvole

vele di nuvole e il cuore
dove ti porta

s'attarda
a svelarsi la musa tra pieghe
dell'anima dove si leva
un'alba rosata - a

celebrare la luce

22.8.24



L'albero

sono quell'albero reciso
che mostra senza un grido
la sua ferita bianca

la radice ha ritratto in sé
la parola monca

25.8.24


Homeless

ho incontrato per strada un derelitto 
nelle tasche solo sogni avevo
-veder fiorire una luce
in quegli occhi senza cielo:
aprirgli la porta e il cuore

26-29.8.24


La passione

aveva le sue "cose" e una luna sghemba 
quando lo copriva d'improperi
lui zittiva pensando
di mandarla in quel posto 
ma la fiamma della passione lo strappava
dal letto di procuste
d'ogni screzio faceva tabula rasa
e rasserenava il cielo

8.8.24


Gli anni oscuri

(alle vittime dell'olocausto)

udimmo dietro le porte pianti ed urla
mentre s'incupiva il cielo
e s'espandeva l'ombra del male

l'aria era nera
del fumo dei corpi bruciati

ora
apparteniamo anche noi
alla terra alle radici al vento

ed ha voce di pietà il cuore

9.9.24


Vade retro

"vade retro" ripetevo
in dormiveglia - poi da sveglio:
"nulla puoi se Lui
invoco" - seppur lacerato 
da estenuanti lotte - io che abbraccio
ogni giorno la Croce

(affetto da DOC: disturbo ossessivo compulsivo)

10.9.24


Quel motivetto

quel motivetto che mi gira a vuoto
e non mi lascia
e mi riporta agli anni andati
quando con un soldo
compravo caldarroste all'angolo

quel motivo che mi accompagnava 
nelle scorribande per vicoli emulando
sandokan o il pirata barbanera
-banda d'obbligo sull'occhio-

a fare da sfondo al tempo
d'un'età spensierata

20.9.24



Per A.

caro fratello
non ti è stato dato di "giocare" la vita:
appena un affaccio sul mondo
fuori dall'alveo di nostra madre
che hai subito rimesso le ali
per altri lidi

potevamo giocare insieme
io giovincello tu ancora bambino
avrei potuto tenerti a cavalluccio
avremmo corso per i prati
e guardare con innocente meraviglia
la farfalla posarsi su un fiore
o immergere le mani nelle acque del ruscello
e poi ridere ridere
nell'incoscienza dell'età

ora -strappato il velo del sogno-
posso solo ricordarti
nella mia preghiera
mentre tu mi guardi dai cieli
con occhi d'angelo

22.9.24


Sul ciglio

(nightmare)

sempre in bilico sul ciglio
a lato voragini e fiamme

il più delle volte non rispondo 
più di me stesso:

sono il grido dei perduti

al cospetto dell'Altissimo
sarò giustificato?

29.9.24


Non più quei brividi

sono arida sabbia
più non mi lecca l'onda
si è ritirato il mare

non più quei brividi sulla pelle
della musa che latita
propiziassero le braccia a conforto

in queste aride notti
al lume d'una luna controversa

3.10.24


Poesia è quando

stasera un film già visto
di bevute e scopate (factotum)
per nulla emotivo o poetico
se la poesia è viva ti domandi:
lei è quando
seduto sul water leggi un libro
o davanti a un tramonto bevi per 
dimenticare e ti vien da piangere
-ami bukowski
quando t'ispira cavolate

3.4.10.24


In lacero lucore 

andare su cocci - 
nelle stanze del cuore

defluisce arido sangue
riflesso in volti d'angeli distorti

gridano piaghe in lacero lucore

6-9.10.24


.Primavera

freme primavera in surplus canoro

in una sospensione lucente
t'ispira la musa uno spunto

mentre il chiurlo 
ti fa il verso

20.10.24


Nightmare

quel senso amaro di sperdimento
di quando ragazzo scappasti da casa
ecco te lo ritrovi nei sogni
nel percorrere strade allucinanti
di un paese sconosciuto
e attraversare tortuosi cunicoli e tunnel
che ti avviteranno in un girone dantesco
se non ti svegli prima

21.10.24


Antenati

sarà bene tenerselo buono
quello che ogni tanto ti appare
in stato ipnagogico
un ectoplasma
forse un antenato
di una vita precedente che
vuol rivalersi in questa 
d'uno sgarbo subito?

25.10.24


Come nella prima luce

"qualcosa c'è" -dici?

vuoi mettere?
al confronto il "qui" lo traduci 

nel transeunte 
l'apparire - il caduco

di là: il Reale 
l'Assoluto - l'Aleph

l'essere che in sé rinasce
come nella prima luce

3.11.24


Boomerang

il male è un boomerang
per la legge del contrappasso

è un verme che rode
viscere e cuore

gira la banderuola
nel vento dei vinti

"beati voi quando vi perseguiteranno
a causa della giustizia"

4.11.24


Yakamoz

esco da un sogno e
mi culli dolcemente la mente

donna dei boschi
che di sé m’innamora

una luna complice
si specchia nel lago
fra silenzi d’acque

naufrago approdo
fra le tue braccia
nell’ora desiosa languida

*
(yakamoz: riflesso della luna sull’acqua)

7.11.24


L'infinito di noi

apparire del mondo
a specchio di cielo

non può finire tutto
in un pugno di terra

ci è stato messo nel cuore
il senso dell'eterno

10.11.24


Brindisi

m'inseguono gli anni dappresso
come lupi affamati

tra i malanni un brindisi
al genetliaco

paresi distrofia trombo:
sono una mina inesplosa

13.11.24


Il tempo

un tempo lento
s'appoggia a una spalliera di brezza

l'anima un lento
navigare in sogno

15.11.24


Seguendo una scia

parole e parole -

vagheggi seguendo una scia
d'ispirazione
questa dove ti porta

sei come quel tronco
in balia della corrente

20.11.24


Gli ultimi giorni di A.

povero fratello mio
imbottito di morfina e ossigeno
ad obnubilare il cervello
ora vedi nei tuoi deliri
acque che ti sommergono abissi
che ti attraggono e fiamme
che ti lambiscono e vorresti scappare
ti strappi tubicini e flebo
legato gridi
verso un cielo denso di silenzi
entro una infinita notte

(una luce breve si posa 
sul tuo viso di pietra)

(povero fratello mio
non ti ha baciato nuova primavera)

24-28 .11.24


Gli scomparsi

nel primo pomeriggio
ti lasci dondolare sul filo
di un dolce intontimento
hai quasi la sensazione possa 
apparirti un tuo caro da un altrove
in una luce spalmata intuita
anche se gli scomparsi non sono a comando
ci celano sono presenti
magari nascosti tra le pieghe del divano

29.11.24


Su binari sconnessi

nei corridoi della mente
scorre il sangue della verità
anche se non lo riconosciamo
o non vogliamo "vederlo"

il coltello nello zainetto scolastico
la dice lunga su una giovinezza sviata
e la famiglia? sorpassata
va su binari sconnessi

o è 'allargata' in modo innaturale

4.12.24


26

Ritrovarsi

nascere in un altrove
questo il morire 
-ferve la mente

"tutto si crea nulla si distrugge"
sembra ti legga nel pensiero mentre
poggi la testa nell'incavo della spalla

un volo mi si ferma negli occhi -
penso agli anni andati: i tuoi non hanno 
sciupato questa luminosità del viso

certo 
lo sai anche tu: sognando lontananze
ci ritroveremo

in un dove che non sappiamo


27

Ipnagogica

il mio doppio
con le braccia d'aria
s'inabissa
nei fondali d'inconscio


28

Le tue ceneri

(ad A.)

una nube si specchia nel lago
in pareidolie bizzarre
le tue ceneri
disperse nel roseto

anche tu a precedermi - io
nel vortice degli anni


29

La lotta

all'alba continua l'eterna
lotta dell'angelo

folgorato dagli strali lucenti
"quello" si ritira ma per poco

per rimontare più agguerrito
bava alla velenosa bocca


30

Sognare uno svolìo

arte e poesia tendono
a cicatrizzare ferite

si bea il cuore di bellezza

sogna
in fondo agli specchi uno svolìo
di ali

(ispirata a "L'oisseau blu" 1909, di Maeterlinck: "...gli uccelli azzurri del sogno si nutrono di raggi di luna...")


31

Una ridda la mente

una ridda la mente
crocifissa al blasfemo

sarebbe forse un cadere in demenza
meno devastante
che questo abbuiarsi del sangue

mostro che come un gioco 
m'intrappola in un giro vizioso *

ah la non voluta offesa 
ricada su di me Signore
ch'io resti trafitto
sulla punta delle stelle

e il sangue formi le parole:
"Ti amo!"

* affetto da DOC: disturbo ossessivo compulsivo


32

Epifanie

rifrangersi dei
rinsanguati echi 
del divenire

33

Riconciliazione

Verbo fatto bambino
nato in una mangiatoia
Ti darai in pasto
"questo è il mio corpo"
sarai appeso ad una croce

Tu compassionevole
ci vuoi simili a Te
un dì trasfigurati
noi nati
da uno sputo nella polvere

o felice colpa!


34


La ripulsa

fioca luce emana
la tua aura se il cuore
non risponde a impulsi
di perdono

per legge di contrappasso
la tua ripulsa è un boomerang


35
Quel motivo

mi venisse almeno in sogno
quel motivo che mi sfugge
a ogni ora del giorno
e che mi prende il cuore
in una lacerante nostalgia

che sia di debussy o di
vivaldi o chissà chi?

il non ricordare mi fa
mutilato nell'anima

fantastico -
un altr'anno se ne va -
nell'ora meridiana me ne sto 
s'una panchina ancora calda di sole
seguendo pareidolie in bianche nuvole


36

I difetti

usa le posate 
in modo non ortodosso
infila la manica da sopra la spalla
odia gli ombrelli e le filastrocche
farsi fare la barba 
(acconsentirebbe da mani femminili!)
deve dare la destra
a chi gli cammina a fianco
detesta la verbosità
vuol sempre dire la sua e
interrompe chi sta parlando
(ma non pretende l'ultima parola)
si accende per
questioni di lana caprina
fa ogni tanto
6-7 starnuti a raffica
è affetto da DOC
(disturbo ossessivo compulsivo)


37

Irriverente la mente

irriverente la mente
del vegliardo scivola
su osceni pensieri

impiccato
all'albero più alto
il puro ideale

che 
nutriva il fanciullo
a specchio di cielo


38

Fotografie

affacciato sui ricordi
da finestra che abbaglia:

vi si sfoglia
il quaderno degli anni

ti risucchiano a imbuto
gli io i tuoi fantasmi


39

Placebo

poi 
uscito dal dormiveglia
alcune note ti affiorano alla mente
che ti lasciano uno stato
di grazia tutta la mattina

poco importa se si è trattato 
di autosuggestione o
effetto placebo

40

Lo spartito
(a Piergiorgio Frassati)

tendi l'orecchio

ascolta lo spartito
che il Signore suona per te solo

41

Invocazione alla Vergine

stargate - Tu orifiamma -
misericorde - Mater
dulcissima -
Avvocata

infinite voci
per la Tua grazia

fluenti
nell'infinito mare delle
beatitudini


42

Corpo di luce

uscire da te stesso
è un ritrovarti

non più guardare un orizzonte
che "il guardo esclude"

la mente un'espansione
dei sensi

là dove si perpetua
la bellezza

avrai 
un corpo di luce

e potrai
volare

28.1.25


43

Sconosciuti

le volte -rare- che l'incrocio
il suo garbo è una mano
che mi carezza il cuore

e il sorriso da 'gioconda'
nel dare il buongiorno
è balsamo - stato di grazia

rare le volte e si resta
sconosciuti

come un'apparizione: è forse
l'angelo che me la fa incontrare

rari gl'incontri
che vanno a molcere
questo scorcio d'anni

29.1.25


44
Sogno impossibile

un mare incantevole
luccicante - piatto
.
la sensazione
di voler trasferire quella
visione fuori dal sogno
.
intatta - viva - con 
sottofondo incluso
.
poi riavermi
da quella illusione
.
30.1.25


45

L'inconoscibile

chi ci dice che non siamo feti
nel grembo dell'universo

"tutta la natura geme
delle doglie del parto"

lì nel tumulto del sangue
si agitano le nostre emozioni

chi ci dice che non è
il nostro Sé a sognarci

noi
"materia" del possibile

5.2.25


46

Il nostro sì

noi "siamo" - a prescindere
dal corpo di terra

che limita il volo
sognato 
con ali di luce

essere
vita
non vuoto:

il nostro sì

9.2.25


47

In ondivaghi spazi

(visione)

in ondivaghi spazi
lasciano tracce
nella carne del cielo
ali d'angeli

17.2.25


48

Lui mi conosce

Lui mi conosce più
di quanto io non mi conosca

chi non ha scheletri non è 
di questo mondo

17.2.25


49

Poesia che nasci

ti levi dal letto di tenebra
monco alfabeto
e annaspi nella luce

veleggia
la tua barchetta di carta
tra perigliosi flutti

sognando un'itaca lontana

19.2.25


50

Ove bellezza ti levi

solare sangue vortica
sul perno dell'esistere
ove bellezza ti levi
a scalzare la morte

21.2.25


51

Doppio celeste

l'uomo celeste
l'uomo terreno:

l'essere sdoppiato - la sua ombra
proiettata

nell'apparire

23.2.25


1

Dove bellezza fiorisce

(ascoltando: waltz no 3 "Dance of heaven" di Shostakovich)

dove bellezza fiorisce
ti vedo angelo della volta
piegato su curvature di luce

istanti in fremiti ascolto
dove piove melodia
su corde del cuore


(Nota: Non da meno il più noto waltz no 2 ne "Il Gattopardo")

24.2.25


2

Fragilità

volare -
la meraviglia della sospensione
nella turchina rarefatta aria -

invidiare quegli ossicini cavi
delle creature del cielo e del "falco
alto levato"

mentre 
nell'assedio degli anni
una fragilità di ossa come vetro

(tra virgolette un'espressione di Montale)

3.3.25


3

Distrofia

di pomeriggio o mattina
camminate sempre più brevi

finisce che
lo guardi dalla finestra  il mondo

lo spettro della luce
ti richiama lacerti d'infanzia

porti occhiali scuri
il sole un distrofico lo acceca

12.3.25


4

In sogno

mi appari in sogno Ungà -
"questa la puoi migliorare"
e sbirciando il foglio mi strizzi l'occhio

ah poter appoggiare alla "tua" balaustrata
questa febbre 
il daimon che mi tiene

17.3.25


5
Sotto tante lampade

non ne mangia mai il cestino
le tieni tutte
anche quelle un po' così
che fanno arricciare il naso
-è un peccato dici
sono tue creature

ah i critici!
ti denudano l'anima
sulla pagina-lenzuolo
sotto tante lampade

18.3.25


6
Nulla si perde

nulla si perde
tutto si trasforma - mi dici
quasi divinassi - riflessa nella 
vetrofania del cielo - metà 
del viso in ombra - mi guardi
in tralice - alle spalle una luce quasi 
ultraterrena

22.3.25


7

Untitled

stamattina mi trovo disperato
non so sarà stato il sogno
di quel tizio che inseguivo
per avermi derubato
finì che volò giù dal parapetto
di un piano altissimo
stamane non trovo più il cuore
la primavera ha il sorriso dei fiori
mi bacia la fronte
appoggio la disperazione su una panchina

27.3.25


8

Dietro il velo

"vi ho dato un soma da gestire
entro un mondo transeunte
non lo profanate in gozzoviglie
epifanie del nulla"

Io Sono sentenziò
parlò la Luce -
indi si ritrasse
dietro il velo di maya

30.3.25

9

Volare basso

un volare basso
s'invischia nella melassa
d'infantili ricordi

quando la luna era
lo scrigno dei sogni

e un'altalena dondolava
corpi d'aria

a fare la vita leggera

3.4.25


10
Penso dunque sono

tendo le braccia nella luce
dai rami pendono aborti
-il sangue delle visioni

sono io il sogno
io che mi "vivo"
in un mndo parallelo apparente

4.4.25


11
Nell'oltre

(al fratello minore)

più sù sei ora
dove lo spirito aleggia

e tu dicevi chissà
di là ci dev'essere qualcosa
ora che sei nell'oltre
non potrai darcene notizia

ma pure c'è Chi vede
ora il tuo levarti leggero
su quel levante d'impellente nascere

6.4.25


12

Come un mantra

mi desta un motivo nella testa
mi crogiolo ancora un po' tra le lenzuola
vorrei portarmi dentro quelle note
nel bere il caffè poi per strada
per il resto del giorno come un mantra
ma incombenze me le fanno svanire
come acqua nel cavo delle mani
chissà mi chiedo se verranno
ancora a deliziarmi il cuore

14.4.25


13
Proiezioni

porta senza pareti
vi si entra di taglio
a guisa d'un foglio
vaghezze ondivaghe
in meandri d'inconscio
lì incontri i tuoi morti
gli occhi forti di luce
-proiezione di te
vano decifrarti
sei mistero che vive

15.4.25


14


Fonemi

abusi della rima fiore-amore
trita e ritrita
sali aerei precipizi
di fonemi e arditi ossimori
ti suona un verso sdrucciolo
ti dai un tono 
col "tu" montaliano

21.4.25


15
Vedevamo il berretto spuntare

si scendevano di corsa le scale
fin giù in strada
se la mamma brandiva il battipanni *
quella volta l'avevamo fatta grossa
era andata in frantumi la lampada 
davanti al Sacro Cuore
giocando con una palla di carta
"quando viene vostro padre vedrete"
era la 'minaccia' ma già l'ira sbolliva

dalla finestra -al crepuscolo-  
vedevamo il berretto spuntare
era il papà che staccava dal lavoro in caserma
poi una lavata di testa e tutto finiva lì
.
*In occasione di qualche malefatta diventava il protendimento del suo braccio. Le volte che glielo nascondevamo lei riusciva sempre a ritrovarlo.

24.4.25


16

Né in cielo né in terra

"ti prego fa gettare nella massa operaia"
apri gli occhi: h 7.32
giusto come ogni mattina

cosa vorrà mai dire - pensi
e ripensi: un nonsense
che più nonsense non immagini

sarà forse
spunto per una fantasia
che generi una nuova poesia?

29.4.25


17

A Papa Francesco

grazie papa Bergoglio
grazie di tutto
non sia mai non voglio 
venga insozzata l'aureola
dai detrattori che ti odiano
tu orifiamma
tu sulle orme di Cristo
che benevolo hai difeso
a spada tratta i derelitti
che hai ripetuto fino allo stremo
"la guerra è la sconfitta dell'uomo"
grazie Francesco
per il tuo cuore grande

2.5.25

18

Sarò altro

non guido più
(ma spesso ancora lo sogno)
son distrofico e il sole
mi è nemico
mi abbagliano anche le strisce
bianche

alfine una luce 
ultraterrena
mi avvolgerà e sarò altro

5.5.25

19 
Lembo di cielo

(poesia ripresa degli anni 70)

muoio ogni giorno a me stesso:
un'ombra di pietà
nei miei occhi fa sera

mi è rasserenante
il lembo di cielo
che l'angelo solleva

6.5.25


20

La musica

le mani la voce il linguaggio
del corpo: non sono che atavici mezzi
di espressione

la musica vive nell'aria
che trema di palpiti ed è
da sempre -

convive col canto degli uccelli
e viene da mondi
ultraterreni

10.5.25


21

Si lasciano prendere sulle spalle

(Apocalisse di Giovanni, cap. 7)

vengono dalla grande tribolazione -
oggi il loro cuore
trabocca dalla gioia:
si lasciano prendere sulle spalle
dal buon Pastore

11.5.25


22

Si spalma la luce

"come ti butta?"
i passeri hanno fatto il nido
primavera s'infiora la luce
si spalma sugli alberi le case
quanto a me una distanza
mi separa sempre da me

13.5.25


23

Già il sole s'asconde

già il sole s'asconde e le ombre
si apprestano ad un'atavica danza

un ripudiato sé
"morto" in me da tempo m'irride

-lo trafiggo
con strali di luce-preghiera

16.5.25


24

Tenerezza

"e c'è una vecchia zia sorella di papà
che quando morirà tutto a me mi lascerà"
si riempiva poi la bocca
con la "e" del ritornello:
"e come son felice-felice-felice"

(mi guardava l'angelo della volta
seienne febbricitante) -

dei ricordi di mia madre fu quella
l'unica tenerezza

20.5.25


25

Tra visionari lampi

ho nostalgia della
mia parte mancante

-essenza e
sangue franto-

non ne ho memoria ma la immagino
tra visionari lampi
giocare coi capelli dei miei avi

22.5.25


26

Se vuoi la pace

se vuoi la pace
fai la tua guerra
all'orgoglio e all'ego
se vuoi la pace
impara a morire
all'apparenza
terreno per l'inganno
dello 'strisciante'

25.5.25


27

Hypnos

"il mio nome è del sonno"
cosa vorrà mai dire ti chiedi
ha visioni distorte e voci 
il nonsense che scioglie le briglie
e senza remore
sale su spiralante 
come fumo dal cervello 
di questo corpo come morto

29.5.25


28

Fuori posto

sentirsi fuori posto
in casa d'altri saltano le abitudini
e la pennichella pomeridiana
l'ospite è come il pesce
tocca soprassedere far buon viso
la gatta guaisce il bimbo frigna

"tornate quando volete
qui c'è un bel verde e si respira"

30.5.25


29

La donna

bella per le armoniose forme
Iddio la pensò perché l'uomo non fosse solo
"chi dice donna..." è detto ma
di lei si dirà "benedetta"
quando nel grembo porta una vita

3.6.25


30

Antinomia è la morte

staccati dalla primaria essenza
-ungarettiane foglie-
ne siamo ombre esangui
sin dalla ferita della creazione

antinomia è la morte

7.6.25


31

In attesa

chi ti vedesse - 
ombra di te
per niente in carne

porti le tue quattr'ossa
in questo girare in tondo
negli anfratti del possibile

una voce aspetti
da tanto - in attesa di te 
ti chiami

11.6.25


32

Distrofico

mi è nemica la luce - giammai quella
noetica - celeste

ah quando verrà quel giorno
che l'anima mia si sveglierà nel sole *


* verso da Dino Campana

12.6.25


33
Sogno a catena

esci dal sogno e
ti trovi nel tuo letto
sì - ma sei entrato in un altro sogno
allora ti alzi che è l'alba
e vedi tuo fratello morto da poco
lo tocchi lui si volta e non parla
-la notte è lunga e
questa catena del sogno non è finita
ché ti ritrovi in un'altra sequenza
a dirti ho sognato ma realtà ancora non è  

13.6.25


34
Anelito

bagnarmi nella
iridescente noetica luce

16.6.25


35

Dell'infinito di noi

fatti di sensi? d'intelletto? o della
"materia dei sogni"?

siamo ben altro

di noi ci attende
l'inconcepibile

il cuore lo sente

22.6.25


36

Cogito ergo sum

faccio mio il "cogito ergo sum"
penso e sono
sogno e sono 
creo e sono

in questo ondivago esistere
il creare
è la bellezza che mi salva

26.6.25


37

Siamo

siamo sulla soglia dei voli
nella rarefatta aria
della vertigine del dovequando

siamo non siamo
pensiero siamo

27.6.25


38

Disperi che l'angelo
(crisi esistenziale anni 60)

la vocina suggerisce
"dai una mano di bianco"
tu fai l'indiano ti crogioli
ti acciambelli come un gatto
guardi dall' oblò del cuore
le tue scelleratezze
disperi che dal tuo fondo
l'angelo venga a sollevarti

30.6.25


39

Altri tempi

altri tempi quando
avevi tutti i capelli e
ti dmenavi davanti al juke-box
quando bastava uno sguardo del papà
o quando i genitori a una nota
davano ragione al(la) prof
quando andavano in voga
il "ciao" e la "topolino"
e si scendeva in piazza la sera
per "vedere la televisione"
quando il giorno lo si apriva
col segno della croce

2.7.25


40

Richiami

angeli del Signore
incarniamo una vita 
in esilio dopo la caduta

ad accoglierci 
il maremondo
con i suoi richiami acuti di sirene

4.7.25

41

Nirvana

aleggiare su note come
cullato da onde

-Shostakovic il dio
dei waltz divini-

restare in uno stato 
di nirvana che avvolge

5.7.25


42

Prospettive

certezze? no
sempre un ricercare
la vita è così
un libro da scrivere
giorno dopo giorno
lasciarsi accadere
saggio chi sa di non sapere
e chi sa di sapere non sa
se è nato prima l'uovo

7.7.25


43

Fantasia

un pensiero resta impigliato
in una spina di Cristo
irrorata dal sangue
in arabeschi sul volto

-che rammenta il famoso
dipinto di giotto

17.7.25


44 
Dissolvenza

domani
come in sogno vedrai dall'alto
i resti che furono te: tutto

si dissolve: arrivi
all'essenza
lo scheletro la trasparenza

19.7.25


45
L'albero

forse sarà a sopravvivermi
l'albero vetusto
che bambino mi vide e oggi uomo

sovrappensiero lo contemplo
mentre lamento
l'inverno nelle ossa

27.7.25


46

Sole rosso

il sole rosso
si china e bacia il mare
poi va a morire

28.7.25


47

Sono

dubito
in me
uno slontanare
solitudine che si lacera
all'infinito
scrivo per difendermi
mi aggrappo a nonsensi
questione di vita o di morte
m'ispirano 
pareidolie
sogni daliniani e
pindarici voli
-quindi
sono

6.8.25


48

Cerchi l'ombra

meriggio: la trovi
più sulla destra guardando il mare
ti sposti col lettino leggi
di lì a poco le righe
nere s'accavallano
solca l'ala d'un gabbiano
l'aria imbalsamata
sei lontano dai rumori del mondo

12-17.8.25


49

Preservaci

preservaci Signore
dall'aver bisogno degli altri
preservaci
dalla demenza dalla bava sul cuscino
dalla macchia di sugo sulla camicia
preservaci: ché i figli siano il bastone
oggi c'è poco da sperare
dalla voce acuta nell'orecchio preservaci
pure da qualche sgradito vaffa
dal bisogno di chiedere "per favore
mi allacci le scarpe?"

20.8.25


50

Dio

energia creante all'infinito
absconditus
per divino suo disegno

vortice d'astri -
Pantocrator

22.8.25


51

Ti so dolce presenza

(a Carlo Acutis, presto Santo)
.

ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
.
oh fa che mi penetri nelle ossa
quella purezza del tuo giorno breve

(ripresa da una poesia datata)

23.8.25


52

La compagna

acqua e fango gli portano
via dagli occhi la sua Nina
-smarrisce la vita il suo perno

sola compagna la cagna 
gli legge lo sconforto
con uno sguardo quasi umano

26.8.25


53

L'ateo

egli non ha dubbi
e mi dispiace per lui
appenderà al chiodo il suo "di là 
non c'è niente"
la hack si nutriva di buchi neri
sgarbi corteggia barocco e rococò
vivendo lo spettro della morte

3.9.25


54



Perso lo smalto

mi nutro di visioni
-lo stravedere dei vecchi-
scrivo più sciocchezze di una volta
ho perso lo smalto e in più
la musa mi volta la faccia
un nuovo libro di là
da venire chissà
una scorsa alle poesie datate
ed è come
non riconoscersi allo specchio

6.9.25


55

Sognare uova
(divertissement)

sogni una enormità di uova
le estrai dalle confezioni e
le metti in bell'ordine
chi dice porta male sognarle
pareri discordi
se credi a queste sciocchezze
non vivi più
il mondo è già di per sé
una cloaca (!)

(l'angelo ti suggerisce
questa è da rivedere
poesia poesiola)

9.9.25




NUOVA RACCOLTA

1

Nicotina & smog

scovolino caffè riti
del dopopranzo la sigaretta ci stava 
ora non più son trascorsi cinquanta
di anni e passa ho salvato 
il salvabile sebbene i miei 
polmoni respirino smog 
in una città invivibile

11.9.25


2

Nel dizionario del cuore

(Quando lo stato ipnagogico è materia di creatività)

"per tutto il giorno
le mie poesie hanno luce" 
dicevo in dormiveglia 
neanche si trattasse di lampade votive 
in realtà mai che mi fossi
elevato grazie a Dio e tantomeno
l'invidia dimora 
nel dizionario del cuore

13.9.25


3

Infanzia

lo scambio delle figurine
lo scolapasta-elmo ad emulare
i tuoi eroi mitologici
ricordi Ivo quella volta
che t'allontanasti e
disperati ti cercavano?

i tuoi sette anni
ebbero la spinta
negli echi del sangue:
la vita ti preparava
resilienza del cuore

14.9.25


4
Altra dimensione

nel sonno 
la mente lavora
tra nonsense e lampi
confusi vocii
figure daliniane
fuori dal corpo
in astrale

17.9.25


5

Vecchio

non ti diranno vecchio decrepito
se hai ancora fame di conoscenza
se riesci ancora ad infilarti le mutande
se non usi bastone né corrimano se 
non strappi un sorriso in caso
prendessi fischi per fiaschi
non ti diranno vecchio
se non ti sbrodoli a tavola
se non chiedi "per favore
aiutami a infilare i calzini"

26.9.25

6

Fantasia
(esercizio poetico)

(in bocca ancora il sapore del caffè)
... eri uscito fuori dal corpo 
pescavi sogni di ragno nell'intreccio di parole astruse
tra lingue di fuoco le pagine del libro erano luce ed ali 
il gridìo dei gabbiani lasciava strie di sangue nel cielo
ai tuoi piedi rotolava la testa del tuo nemico 
su su per il naso veleggiava la barchetta di carta dei naufragi

30.9.25


7

Nascita

come appena emerso  
da un naufragio di sangue alla luce ferita 

rosa del tuo fiato
madre che mi accogli

(Poesia del 2011
riveduta 1.10.25)


8

E sparirà il mondo

umani
non più saremo e il mondo
sparirà così com'è - i pesci 
voleranno e gli uccelli
danzeranno
l'albero capovolto aprirà
le sue radici nel cielo -
grande gioia avrà
chi ingiustizia qui soffre e
all'io non da peso

9.10.25


9

Nell'inconoscibile
(sogno)

l'anima nuda e sola
anela a una terra vergine
dove uccelli ti cantino sulla testa
e tu librandoti
nell'inconoscibile
ripassi versi di rilke

14.10.25


10

Alla regina della casa
(pregi e limiti)

mi ha dato i giorni stabiliti
per il cambio di calzini e intimo
lei ha uno sviluppato spirito 
organizzativo
ha una memoria da elefante
ricorda tanti numeri di telefono
le date di nascite e morti
di personaggi famosi
e le ricorrenze e le scadenze-
sperimenta nuove ricette-
chiama per aprire
un tappo o una scatoletta 

14.10.25


11

Resilienza
(11 settembre)

qualcosa continuava a muoversi:  
una voce lontana - il rumore di passi che ritornano -  
una luce fievole che non voleva spegnersi - 
cadeva - ma a ogni caduta imparava a rialzarsi

16.10.25

(Chiusura ispirata alla mia poesia "Io ero là")


12

Un déjà vu
.
dal luogo sale un profumo antico 
alito di terra e di sale 
e lo spirito si china - lento -
a raccogliere la luce del tempo
.
a lui sembra d’esservi già stato  
-ombra che ritorna con passo lieve- 
o forse lo ha sognato — un cerchio  
che si richiude sul bordo del mare
.
lì l’albero vetusto rimane 
memoria che sostiene il cielo -
fu ombra del padre e ora trattiene  
solo in parte l’ampia veduta
.
il mare - lo stesso che bagnò i suoi verdi anni 
sospira sotto l’orizzonte - distante e chiaro -  
il vissuto dissolto in un lento oblio 
come un sogno abita ancora il cuore
.
(Rielaborata con supporto AI)
.
20.10.25


13

Impressioni

chi appende la vita al chiodo 
dello scoramento chi legge 
nei fondi del caffè
il mare è poco mosso
il glicine fiorisce
il piccione lascia la firma 
sul tuo davanzale

22.10.25


14

Come nella prima luce

è oltre l'immaginario
quel che saremo dopo noi

qualcuno risvegliato
dal coma l'ha visto e vissuto:

immerso era nella luce
come nella prima luce

25.10.25


15

Disparità

il mondo ha denti aguzzi
il bambino muore per fame

mi brucia il denaro nelle tasche

25.10.25


16

IO ERO LÀ  
(nell’eco dell’11 settembre)

mi assentavo come se fossi aria  
catatonia appesa allo schermo  
autodifesa che impara a non sentire 

ero là - tra pagine di vite scagliate 
presenza che si frange contro un cielo spezzato 

e poi — nella quiete che resta —  
cadevo - lento - dentro il giorno che non torna

(Rielaborata con supporto AI
20.10.25)

17

La pietà

è detta la "banalità del male"
ma quelli di là che godono 
della felicità
come ci "vedono" - fratelli che si scannano
-ah Padre Padre
che non sei mai stanco dell'uomo
della cui bontà è intrisa
la cattedrale del cuore -
c'inondi ora e sempre
la Tua divina pietà

1.11.25


18

Se il pensiero

se il pensiero resta sotto la soglia della fine  
lui ce lo serra dentro - buon custode —  
sennò ci spaccheremmo come vetri

(Versi ripresi da una mia poesia con supporto AI)

2.11.25


19

Afflati

la scrittura è genesi  
fonemi in luce  
accensioni di sangue  
voli

-orifiamme  
afflati d'angeli-

(Rielaborata con supporto AI)

2.11.25


20

Oltre i limiti

oltre i limiti terreni
sarai quel che senti
dal profondo - ma in modo espanso

l'anima leggera come nuvola
avrà respiro di neonato
a nuova vita

10.11.25


21

Nascita

come un'esplosione
uno sbocciare della rosa
fra cristalli dell'inverno:

miracolo la nascita
abbraccio del Vivente

11.11.25


22

Isole i sogni

"isole
i sogni":
nonsense in dormiveglia

che m'ispira:
isola il sogno
dalle brutture del mondo

12.11.25


23

Spiove luce

sulle strade spiove luce
di stelle gonfie di vento
 
il tuo peso greve di limiti 
trasforma i passi in sogni  
che già si piegano a memoria

siamo frecce lanciate oltre l'ora 
tracciando archi di possibile:  
ma il futuro è vero o solo forma?  

o il tempo che ci è dato è maya  
e ci tiene sospesi in un eterno presente?

16.11.25

(revisione con supporto AI)


24

Nonsense
(quelli che restano impressi)

annoto s'un'agenda
i nonsense nei dormiveglia
all'alba e nella siesta
o quando si appesantiscono gli occhi
davanti alla tivù

ogni tanto mi piace rileggerli
mentre ondivaga la mente 
spazia fra mondi ultraterreni

17.11.25


26
Pietra di sole

la luce - avendo fatto il suo giro - 
posa l'ultimo spicchio sulla pietra

tu resti più leggero  
con in tasca un frammento di sole  
che porta il tempo come una promessa

(Rielaborata con supporto AI)

20.11.25


27

Astrale

chiuso il ciclo
il corpo -trasfigurato-
si guarderà dall'alto
consegnato alla terra

(avrà
un posto secondo
i suoi meriti)

21.11.25


28

ALZHEIMER

i suoi giorni cadono lenti 
come foglie d'autunno in un giro di vento - 
deliri sottili si allungano sulle pareti  
e giocano con l'ombra dell'aria

lei cerca la biancaluna alla finestra  
la sfiora con la nostalgia delle dita - 
quando arriva l'alba riaffiora un barlume:  
un io spezzato - due volti nello specchio  
che non sanno più la via di casa

22.11.25

(rielaborata con supporto AI)



29

Preesistere

e tu che ascolti il nome
che ogni cosa porta come segreto
sai che il tempo non consuma
ma consegna al silenzio
la forma che poi ritorna
a farsi mare nei palmi delle mani

24.11.25

(Rielaborata con supporto AI)



30

Il tempo è fermo

"Il tempo è un'illusione" Albert Einstein

sono dell'uomo le convenzioni:
tu passi -
il tempo è fermo

albe e notti s'alternano
il sole compie il suo giro

fermo è il tempo o sogno: 
davanti
all'eternità è apparenza

28.11.25










POESIE DA NELL'INCONOSCIBILE 2

31

Da mondi paralleli

giungono da luoghi sconosciuti
a volte ti strappano un sorriso
i nonsense nei dormiveglia

dal linguaggio criptato
vengono da altri mondi
-quelli da cui veniamo

dopotutto il di-qua
ti riserva continue sorprese

3.12.25


32

Un dire criptato 

(dormiveglia)

"bisogna spingere nero" (?):
ancora un dire criptato
come a indurmi
a digitare il tasto -dentro-
della compassione

5.12.25


33

Evocativo

qui nel mio sangue
ecco si leva il fiore
che non so dire

e il petalo apre un segreto  
come una bocca che non chiede 

trattiene il silenzio e lo offre  
alla luce che non ha nome

8.12.25

(Versi ripresi da una mia poesia con supporto AI)


34

Oasi di verde

da dietro l'isolato lì rispunta  
la maglietta rossa come un lampo - 
sembra  un segnale che rompe il verde -
mi volto e sorrido - senza sapere  
forse un ricordo - forse un segno 

9.12.25

((Versi ripresi da una mia poesia con supporto AI)


35

Chiedilo alla luce

chiedilo alla luce
delle crocifissioni dei corpi
in zone di quarantena
delle menti vaganti in labirinti
del supplizio dell'inchiostro
dei poeti "maledetti"
a postuma gloria

chiedilo a quella luce-verità
che ha udito le campane del sangue
dei linciati o clonati 
nell'era dell'IA

10.12.25


36

La vita si racconta

la vita si china sulle ferite e le fa fiorire 
trasforma il silenzio in canto - il peso in luce 
nel tremore delle corolle si riconosce la voce antica  
la polvere brilla come memoria che non si arrende

così la vita si racconta - lenta e insistente

12.12.25

(Versi ripresi da una mia poesia con supporto AI)


37

Destare in noi l'angelo

destare in noi l'angelo
"svogliato"

lasciare 
si schiuda il fiore
dell'anelito

14.12.25

(versi adattati da una mia poesia)


38

Primi versi

m'invaghivo dei versi di campana 
-ancora imberbe
scoprii d'avere l'anima del poeta:
scrivevo su carta da zucchero
versi improbabili
dal vago sentire di cielo

15.12.25


39

Prospettive

lo stravedere del vecchio:

le carte sono giocate -
il sogno apre altre
prospettive

21.12.25


40

Far West

sorvolare sugli sgarbi altrui e
i nostri se li legano al dito?
ci s'incattivisce sotto un cielo
distante
e poi ci meravigliamo se
in una scena da far west
imbracciano un mitra e fanno strage?
oggi la convivenza è più consona
fra specie animali e non umani!

24.12.25


41

Uova di quaglia

a istambul
in una camera d'albergo
nel guadagnare il bagno scivolai
sul mio vomito

rimettei insieme all'anima
uova di quaglia

poi la notte mi avvolse
nel suo abbraccio

ahi me le legai al dito
quelle uova!

25.12.25


42

Alba

aria  
di vetro - parola sospesa

e resti - alba - come un invito:  
a lasciare che il verso nasca lento 

e quando il giorno si stende - pieno e chiaro - 
rimane la memoria di quel primo brivido 

(rifacendomi a una mia poesia, con supporto AI)

31.12.25


43

Untitled

ottantacinque quest'anno -
sarà tempo per dire addio al mondo?
o Lui me ne concederà ancora

non ricorderò più i giovanili palpiti
le ore di sole all'ombra
su una panchina a leggere un libro
i saltabeccanti passeri a frotte
il cielo che si specchia nel lago

non ricorderò - la polvere del tempo
si riversa a imbuto
nel contenitore dell'oblio

ma nulla si perde
di ciò che sei stato
tutto vive sotto altra forma
nella luce inconoscibile

 1.1.26


44

Presentire

finirà qui tutto
il visibile
-col panorama dei sensi

a sopravviverci voce 
di sangue in un non-tempo
inconoscibile

l'astronave-di-luce
tra cirri e nembi e corpi
celesti

e noi - sospesi 
tra un prima che svanisce  
e un dopo che ancora non ha volto  
accogliamo la luminosità 
come promessa

2.1.26

(riveduta con supporto AI)


45

Creazione

Iddio creò i cieli
e i cieli arrossirono -
gli angeli cantarono in coro
melodie struggenti

ma da che è il tempo
Egli ha da sistemare
tasselli alla creazione

4.1.26


46

Nelle stanze viola

il moscerino nella luce del monitor  
beve il sangue delle sillabe —  
in questo piccolo essere smarrito  
tra realtà e sogno vedi 
te stesso perderti 
nelle stanze viola della mente

5.1.26

(versi riadattati da una mia poesia)


47

L'amico barman
(a Luigi)

"noi siamo in prestito" dicevi
con la tua filosofia spicciola - 
eri barman 
su navi da crociera - poi a terra
l'avanzare degli anni e un occhio perso -
ogni scusa era buona per "festeggiare" 
facendo sosta in un bar 

mi resta la tua aria stralunata
mentre ti accompagnavo sottobraccio
e sulle strisce
inveivi contro le auto 
agitando in aria il bastone

poi ti colse il male - entrambi
lo sentivamo ch'era l'ultima volta
che venivo a trovarti 
tu piangevi come un bambino
presentendo l'addio

13.1.26


48

Noci

appena alzato
come gabbiano che si perde alla vista
ti è sparito dagli occhi della mente
un bel verso ma forse
non è un danno
non valeva era un nonsense

guardando Elisir a metà mattinata 
ti consoli con 3-4 noci 
contro i radicali liberi
e il colesterolo cattivo

16.1.26


49

Il cuore non sceglie

il cuore non sceglie: oscilla 
tra possibilità -
si lascia attraversare  
da ciò che potrebbe essere  
e da ciò che già è

16.1.26


50

Lettere storte

artigliano l'aria operatori di pace
colpiti a morte
le parole appese alle stelle
leggi sull'acqua lettere storte
tempo uroborico d'un mondo apparente

18.1.26


51

Compleanno

della torta una piccola fetta
una vale ottantacinque candeline
"fammi un cheese papà"
gli anni fuggiti via dal calendario
dove sospesi restano i palpiti
della giovinezza frale

20.1.26


52

Accadere

questo accadere - 
tutto appare sospeso 
quando è già altro

nelle cose non vedi
che un addio velato

24.1.26


53

Pensare positivo

"sul bordo la mente
lascia impronte d'acqua":
cosa vorrà mai dire questo
nonsense in dormiveglia Dio lo sa

il borbottio del caffè nel cucinino
la moglie si è già alzata
con gli acciacchi di sempre
-esaurite le prospettive-
porti avanti un'altra giornata
pensando positivo

26.1.26


54

Dal principio Qualcuno mi sognava

la mia essenza si specchia
nel chiaro di cieli anteriori
dove a iniziare voli
in un battere d’ali fuggono piccole morti
e ad abbracciare il sereno
un ricucire strappi nell’azzurro

io sto da sempre in quella scia 
d’infinito nascere

(genn. 16, riveduta 27.1.26)



55

Il fiore dell’anelito

destare in noi l’angelo svogliato 
lasciare si schiuda il fiore dell’anelito
apra i petali come bocche di luce

(versi riveduti da una poesia datata)


56

Fotografie

immagine
memoria:
 
sei quello che rimane quando 
il gesto di sfogliare va a scemare

occhi chiusi - una 
malinconia sottile ti pervade

30.1.26


57

Vaghezza

dopo il bicchiere della staffa
quel dolce intontimento che ti culla
la mente in pindarici voli
la pioggia che scarabocchia sui vetri e
un lontanarsi come in sogno
quell'apporre da sé una distanza

5.2.26


58

Si levano muri

si levano muri  
muri di burro che si sciolgono al tocco.  
multitasking: orologi molli. 
una scala per il cielo — a chi chiedere?  
seguìta da una linea fumé  
il tuo nome sul comò.  
son prigioniero anche la luce. 
mò ne vogliamo fare un altro.  
attacco ai pc — tenevamo risultante da.  
il giorno segue perché sbadiglia una poesia.  
di là dal dover vivere leggero — rapporto haukaw.  
allumare di luna e bisogna spingere nero.  
la mente lascia impronte d’acqua.

(sono frasi sgrammaticate in dormiveglia e non)

7.2.26


59

Fonemi

si affacciano immagini

fonemi
si aprono come bocche alla luce 
tremano

li vesti di parola

8.2.26


60

Hypnos

il defrag mentale t'apre
i meandri dell'inconscio
immagini daliniane a sequenza
pareidolie di nuvole dove
percorre lo zodiaco il carro del sole
angeli attraversano il sangue psichico
ti si spalancano vastità dove cantano
gli uccelli azzurri di maeterlinck

10.2.26


NUOVE PROSPETTIVE

1



Nell'essenza del sogno

come nuvole pigre i pensieri
veleggiavano verso isole di spleen
nell'essenza del sogno

e lei tenerezza
in sorrisi di rose
ad aprirti il cuore nel passare
-un arco nel cielo

(riveduta 13.2.26)


2

Parole

fanno eco in una valle di silenzi
parole non udite che in sogno
scaturite dalla notte del sangue
alla prim'alba del mondo

16.2.26


3

L'amico barman 2

aveva fatto il barman
sulle navi da crociera
anni di mare e di volti sconosciuti
poi la terraferma lo aveva ripreso
insieme all’età che avanzava

bastava un pomeriggio qualunque
e ci si ritrovava seduti in un bar
per un bicchiere condiviso
lui che raccontava storie di mare
e io che lo ascoltavo

quando lo accompagnavo a casa
mi prendeva sottobraccio
e sulle strisce diventava un’altra persona:
si metteva a inveire contro le auto
come se il mondo intero
dovesse rallentare per lui
e agitava il bastone in aria
come fosse ancora sul ponte
a impartire ordini al vento -
io ridevo sotto i baffi
ma c’era in lui una dignità ferita

poi arrivò la malattia
entrambi capimmo subito
che quella sarebbe stata l’ultima volta
che andavo a trovarlo
lui piangeva in silenzio
con la fragilità di un bambino

(variante estesa con supporto IA)

22.2.26


4

Il guardiano del faro

sembra toccare il cielo  
attraverso la grande vetrata

gli fa visita il gabbiano  
unico amico:  
al crepuscolo - alla stessa ora 
nel becco l’argentea preda

l’uomo del faro non è  
lo stravedere che il ragazzo aveva sognato  
tra spume d’onde e uccelli marini.  
altro è questo solitario 
che legge nel profondo

senza amici con cui chiacchierare:  
una ferita — la perdita della compagna 
morta qualche anno prima al parto 

la sua Nina

ora gli pare di vederla  
tra le ombre della sera quando  
si accendono le stelle

(variante con supporto IA)



5

Il nostromo 

narrava dei suoi viaggi  
— il mare a cullarne le memorie —  
i porti toccati e lasciati:  
Oslo Amsterdam 
taverne dove non mancavano  
scazzottate come nei film.

quando il cielo era tempesta  
e l'onda alzava creste come mura  
negli occhi gli si leggeva -raccontando-  
che bastava un niente a morire

avvolti dal fumo  
della sua pipa di schiuma  
noi ragazzi ne eravamo rapiti —  
ci passavano nello sguardo velieri lontani

Jim il nostromo  — egli era  
per il borgo natio:  
occhi di cielo e cuore  
grande come il mare

così rimase — figura di vento

(variante con supporto IA)


6

Le torri di babele

spese folli in armamenti
lo spreco e la fame
(non è scena da film
la bambina che corre sotto le bombe)
la corsa dell'ego 
all'onnipotenza -
l'uomo impazzisce e non impara mai
le torri di babele
sono erette su sabbia

24.2.26


7


La musa

egli s'inabissa nel profondo
emerge 
con fonemi che hanno luce di sangue
non sa che a sceglierli non è 
lui ma la musa che li desta

26.2.26


8

Proiezioni

proiezioni del pensiero ci guidano  
vaghiamo lenti tra realtà e sogno  
noi isole - luce e memoria  
onde che cantano i nostri nomi  
anelli d'una catena siamo
mani che cercano oltre il mare  

(riveduta con supporto IA)


9

Agreste

il puledro si rotola
beato nell'erba alta
il sole a picco incendia finestre
il vecchio seduto sull'uscio
manda volute di fumo nell'aria ferma
le cose sembrano librarsi
in un silenzio sospeso

1.3.26


10

Crans-Montana

il rogo dei giovani corpi
achille lauro veggente
nella sua "perdutamente"
-un colpo al cuore-
per l'incuria l'ingordigia
si paga un prezzo altissimo
quando imparerà
l'uomo dai propri errori
le madri piangono i figli
incatenate a un destino crudele
-inchiniamoci al loro dolore

3.3.26


11

Come nei sogni

un taglio il sangue sul foglio
per il filo della carta
comunione con la mano che scrive:
come in sequenza onirica
corpi che si attraversano
e restano ombre sotto la pagina

6.3.26


12

Sospensione lucente

creiamo — senza volerlo —  
un mondo fatto di piccole cose —
il ronzio che segna il tempo —  la luce che non pesa

sento che creando viviamo  
di infinito: un filo sottile che ci tiene
in questa sospensione lucente

10.3.26


13

Stanze

le notti intrise di sogni  
quando il nonsense veleggia lento  
sulle ondivaghe acque dell'inconscio 
- mare di specchi -

segui come smarrito una cattedrale di stanze  
una successione si dipana come un rosario di porte 
e tu ti perdi e ti ritrovi
ti dissolvi in un caleidoscopio di memorie 

ogni porta spalanca un teatro di meraviglie:   
e la realtà si piega 
fino a farsi sogno dentro il sogno

(riveduta con supporto IA)

11.3.26


14

L'angelo ti addita

dove finisce il mare
dove il cielo - questo
lambiccarsi -
nella notte dell'anima
l'angelo ti addita il sentiero
che per fame dell'io non vedi 

mentre gira sul suo perno il mondo
giunga il tuo sguardo
alle molecole celesti
sognando l'otto orizzontale

14.3.26


15

Un giorno senza tempo

quando stavo per "andarmene"
sentii tirarmi per i piedi
io nel sogno io sogno 
criptato

un giorno senza tempo
nella meridiana di sole

ero
tra gli angeli e i morti
con le mani piene di ombre  
che non sapevano più come chiamarsi  

e il cielo
mi restituiva il nome a pezzi

(riveduta con supporto IA)

15.3.26


16

Sarà l'ora

dal cuore degli operatori di pace
si libra la colomba:
nel sangue serba il grido inesausto
dei cristi agli angoli delle strade
sputati da impronunciabili epiteti

ma verrà l’ora
in cui l’oro dei potenti
diventerà ruggine
e i regimi crolleranno
sotto lo sguardo attento dei giusti

24.3.26


17

Nell’ultimo sangue

ora nell’ultimo sangue  
c’è il vuoto delle braccia  
ma ti immagino sull’amaca  
i capelli sparsi come foglie  
gli uccelli che ti raccontano il giorno

(variante con supporto IA)


18

Nel sangue versato

nel sangue versato
-a testimonianza-
annegherà il male

non sarà sua l'ultima parola

si ritirerà l'artiglio
che aveva lasciato ferite
sulla carne del cielo

1.4.26


19

Oziare

le mani in mano
i piedi in mano perché no?
un dito a esplorare tra le dita
(l'ozio è padre dei vizi)
gingillarti così
o al parco su una panchina
il piccione che ti lascia un ricordo sulla giacca
dici li mortacci
mentre alzi gli occhi al cielo
scongiurando la terza guerra mondiale

6.4.26


20

Cosa aspettarsi

cosa aspettarsi ancora
se tutto è passato al tritacarne
del già visto già vissuto
tra pensieri azzurri e acque amare

fatta tabula rasa
il tempo gira all'indietro
gli anni ci cadono addosso

lasciamo 
gli scheletri nell'armadio
che il silenzio li consumi

6.4.26


21

Per sempre

(ad un aspirante suicida)

volevi liberarti 
dal carcere di carne
saltando nel vuoto

non puoi uscire da te:
sei "per sempre"

un giorno 
libero dai lacci

11.4.26 


22

Ondivagare

l'ondivagare del sogno
- farfalla di fumo -
si disfa in cenere di luce

14.4.26


23

Dove sta andando il mondo

dopo un bicchiere di troppo
ti viene da piangere e
ti chiudi in bagno per non farti vedere
-ma dove sta andando il mondo
le migliaia di morti ammazzati
quintali di cibo nei rifiuti e
bocche imploranti per fame
nascono nuovi erodi
si atrofizza la palpebra del sole

14.4.26


24

Sei altro

meglio l’attesa 
a dipanare e ritessere le ore  
che l’appagamento senza brama:  
il libro fresco di stampa tra le mani 
ora in un vortice di luce le parole  
strappate all’anima si fanno ali 
vagano leggere  — non più tue ma del mondo  
e tu resti altrove — come un nome perduto


25