Poesie (dal 2017 ad oggi)
VITA TRASVERSALE
LE VOCI REMOTE
2017
1
LE VOCI REMOTE
un'accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare
il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
2
ONDIVAGHE MACERI PAROLE
quando ti rigiri tra le lenzuola
-ondivaghe maceri parole
dove latita il cuore-
somigli al gabbiano ferito
che solo in sogno ritrova
il suo mare - la vita altra
3
SOGNO DI CUPIDO
aleggiavo "per l'aere"
-io figlio di Venere- o
era il mio doppio incorporeo che
con molte frecce al suo arco
germinava amore
vedevo
nel tempo di Veneralia
in un cielo quasi dipinto
splendere carnale fiamma
[Veneralia: festività romana celebrata il I° aprile, dedicata a Venere Verticordia ("che apre i cuori").]
4
FUOCO AZZURRO
lascia che sia
più che naturale
da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe
come l'idea di ritagliare lettere
per "confezionare" una poesia
fa' che sia lei
a visitarti col suo azzurro fuoco
ti salga fin dalle viscere
ti cali nell'humus della parola
5
LA GRANDE AVVENTURA LA VITA
"marinaio col mal di terra"
se mai ne perdessi il gusto -della vita
dal cuore della zolla il verde grida
sempre vita rinasce
all'infinito
lei è mamma-chioccia
-travalica la morte col suo tepore-amore
6
GENERAZIONI
eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi
-bella forza: voi con i vostri
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso
del nostro sangue nelle piazze
per le ginocchia aria di primavera
7
ELUCUBRAZIONI
dicono esce dalla testa
il corpo astrale parto della mente
è sempiterna la mente
come il reale che in sogno appare
liquida luce - oltre
la mente solo ombra o niente
8
PRIMAVERA CANTERINA
di verde in chiome folte
natura si riveste
a specchio di sole -sangue
di primavera-
becchetta
l'immagine nell'acqua
il chiurlo e ti fa il verso
se abbozzi un motivetto
9
L'ESTRO
rischiava la galera chi
procurava cibo
ai fantasmi era l'editto
del castello
pure
l'intrepido ragazzino
Arthur R. giocava il tutto
per tutto pur d'avere in cambio
versi "divini"
o più probabile fosse
solo un sogno e lui stesso sogno
nel sogno e i versi
parto del suo estro
10
MONDO DI LUCE
m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce
11
IO SONO IL MARE
danzi su creste d'onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l'immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine
poi per l'azzurra volta
ti vedo svettare - verso
profondità di cieli
verso quella
libertà che aneli
12
L'INNOCENTE
già l'immagino i titoli
"classe 41 - stecchito da una raffica"
ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale
dove -si sa- a pagare
è chi non c'entra un bel niente
13
FUMATORI D'OPPIO
figure inconsistenti
come carta bruciata
sbriciolata d'un soffio
e
alberi che camminano
capovolti e navi
di nuvole
visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue
Jonas
preso nella rete dei
fumatori d'oppio
14
SE QUALCUNO E' A SPIARTI
lasciartele scivolare addosso -dici-
distaccarti sempre più dalle cose
finanche da questo
corpo: vederti presente
a te
come nel sogno - quasi
evanescente
sogni
e sei sognato -
mondi speculari
vedi: se
qualcuno è a spiarti
non sei che tu
da un altrove
15
SOGNARMI
sull'otto orizzontale
librarmi etereo
piume d'angelo a coperta
di cielo
16
SE LASCI CHE LA VITA
il moscerino che taglia nella luce
del monitor
l'ultima tua poesia riveduta
sembra imbeversi
del sangue delle sillabe
in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno
vedi te stesso se lasci che la vita
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente
17
TRASMIGRA IL TUO GIORNO
compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?
lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"
-la vecchiezza un obbrobrio!
ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce
18
ED E' SANGUE IN LUCE
esilio di carne
anse d'ombre
ed è sangue in luce
l'ancestrale fiorir
d'appigli
a schiudere il giorno
19
SIMBIOSI
di notte sto bene con me e l'altro
sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra
ombra di me è il sogno
come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte
20
COMPLICE L'OMBRA
non un posto al sole
non m'ispira il tipo lucertola
ora dove sosto
un venticello spira
che mi pettina i pensieri
aggrovigliati
nel cielo della mente
dove un abbozzo
di poesia inizia
a mettere ali
21
IL LA' PROPIZIO
quando sperimenti il fantastico e
non focalizzata l'immagine salta
sul video della mente
quando magari
è Borges a darti l'abbrivio
il là propizio
dal suo cielo d'esagoni e sfere
[ultimo verso: ispirandomi a "Finzioni", di Jorge Luis Borges]
22
DOVE PALPITA IL SOGNO
da una dimensione parallela
il Sé in me rispecchia
la sua primaria origine
punto dell'eterno
dove palpita il mio sogno
di carne e cielo
23
TESTIMONI
di sole indorate
distese a maggese
ricamate di fiori di sangue
per mano assassina
tramante nell'ombra
vòlto al cielo: testimone
non "profeta" di
panegirici
fulminato a due passi
dal luogo di culto
le mani ancora nell'atto
di benedire
-come in un tempo sospeso
l'oscillare di grani
di rosario
24
LA CARA MUSA
ti ci arrovelli ma non trovi soluzione
ti ha lasciato a metà la cara musa
sei come quell'albero reciso
la cui ferita bianca
non si vede sanguinare
25
SIC TRANSIT
confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge
è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza
lo scheletro la trasparenza
26
RICORDA
[ispirandomi a David Maria Turoldo]
sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina
ma sei amato
immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia
ritorna a volare:
ti attende la madre al suo
nido
ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza
pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere
27
AD ALTEZZE SEGRETE
(volontariato)
spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto ad altezze
segrete
sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita
lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso
28
CLOWN
la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria
l'ora si fà elettrica
nel cielo
di un capriolare d'umori
29
ESPANSIONE
il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica
uscito dal corpo?
sognare è un po'
essere già morti
come
nell'oltrevita
e l'essere si espande
si sogna moltiplicato
in fiore atomo stella
appendice? o
espansione è il sogno?
30
NUDO ALLA LUCE
è velo che cadrà la carne
rendere fruttuosa la morte
"perdendo" la vita
rovescio
dell'io tra nome e senza nome
ma è l'amore che mi sceglie
-nudo
alla luce
ho sognato d'essere trasparente
31
QUELL'ETA'
siamo quelli
di un'età ahimé biasimevole
se la moglie impreca
per la camicia ricamata di sugo
"l'altra faccia"
-a firma di arabeschi
di sangue sulle strade-
quell'età da sballo
32
ALLUCINOGENI
corrono brividi nel sangue psichico
dentro l'occhio di Selene ondeggia
distorto volto d'angelo
bruciarla la vita sul filo
della notte liquida
33
SANTO CHE SOFFRI
Amore inchiodato alla croce
Sole che apri spiragli
nei cuori di carne
Luce che accechi i potenti
t'incontriamo nel povero
ma non ti conosciamo
come Pietro al canto del gallo
cosa mai saremmo senza di te
che hai sepolto per sempre
la morte
chi mai saremmo se
di te facessimo a meno
l'ultimo giorno verrà
e noi perduti
perduti per sempre senza di te
Santo che soffri
che ci ami fino alla morte
[Il titolo è preso da Ungaretti]
34
TUTTO E' PREGHIERA
una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza
la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l'alto è lode
l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange
35
SPRAZZI DI LUCE
non riesco a saziarmi di Te
penetri nella
mia vitrea solitudine
con sprazzi di luce come
attraverso una smagliatura
36
LA CARA MUSA 2
giungerà con quest'aria incendiata
tra un ghiacciolo e un bagno la cara
musa latitante da giorni
intanto afose notti
inzuppate di sogni
hanno complice una luna menomante
37
DIETRO UN'ALBA CADMIO
ha dipinto nel tempo il suo
"capolavoro" di nulla?
-spuntato
da duemilanni il suo pungiglione
dietro un'alba cadmio il nero dove
ogni volta la ricacciamo
-nell'oceano di energia
miseramente essa si spegne
l'humus si nutre
di vermi e foglie: non si rinnova
la vita mangiando se stessa?
in un palpebrare di luce
del sangue l'aprirsi in fiore
38
SU ASSONNATE RIVE
su assonnate rive uno scorcio
si frange di tuo vissuto: i tanti
io disincarnati i tanti
ingoiati - non hanno più
ombra che nel sogno
nell'onda del sangue
39
VIVE UNA LUCE
vive nell'akasha una luce che
custodisce quel mosaico che dici
destino
tu sei l'ombra
del Sé: l'alterego o se vuoi
l'angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita
40
FRATTO IL TEMPO
fratto il tempo dove
è ritrarsi di vita
come da risacca l'onda
il mostro a tratti
ghermisce la memoria
che vuole eradere ricordi
l'angelo è cenere
dove gridano ustioni
di luce
41
INVETTIVE
[a Padre Pio, tacciato di impostura]
una parola un fendente
minimizzi
l'orgoglio un ordigno
inesploso
carità
ti accompagnerà nella polvere
42
TENTO VERSARE VERSI
tento versare versi
sulla chiara facciata del foglio
"navigare di nuvole pigre" -questo
l'incipit
ma ahi cara musa
son già qui arenato
potrei imbastire una rima
tipo fiore-amore o
scrivere il verso più bello
dettatomi in sogno
pure
fibrilla nel sangue un qualcosa
che non saprò dire
43
NELL'OLTRE
imprigioniamo paure
in mantelli marchio privacy
ci genuflettiamo
a ipocriti sorrisi
nell'oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi
44
COL TUO CORPO D'ARIA
[A Mirta Rem Picci, 44 anni, suicida il 17.7.17.]
ti attirò lo strapiombo del vuoto
mentre mani cercavano afferrarti
un buco nel cuore hai lasciato Mirta
al tuo amorevole amico
ora
danzi il flamenco che amavi
col tuo corpo d'aria
e da un altrove "detti" poesie
quelle
che non hai avuto il tempo di scrivere
45
CASA DI NUVOLE
a volte non è ancora poesia
ma la sua forma possibile
lasci che fluttuino parole
che essa prenda sangue e voce
ti lasci condurre e non sai
dove ti porti
-dimorerà
la poesia
forse in una casa di nuvole
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TRASMIGRA IL GIORNO
46
TRASMIGRA IL GIORNO
compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?
lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"
-la vecchiezza un obbrobrio!
ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce
47
IL GRIDO
non lasciare ch'emerga
il mostro come da abissi
marini fa' che affoghi
nel suo sangue
rabbuia nelle vene il giorno:
grido che tende
levarsi nell'aria rossa
48
INFINITE VITE
infinite vite possibili
ha forse l'anima
quel che è detto da taluno
l'essere moltiplicato
mai si chiude il cerchio?
è come traversare innumerevoli
porte nei meandri dei sogni
o abbandonarsi a visioni
di déjà vu
non si chiuderà il cerchio se
come si sa
è del Demiurgo un continuo creare
infiniti
mondi-entità col solo sognarsi
49
QUEL SORRISO
senti la vita quasi fosse
apparenza in vaghezza di sogno
l'anima è spersa dove fitta
trama d'ambiguo s'incaglia
ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo
di luce - una spina nel sangue
e quel sorriso -oggi
che ti sorprendi a inseguire ombre
in cerca del suo profilo-
ti si trasfigura in un graffio
difficile da decifrare
50
SEGUENDO L'OMBRA
i tavoli tra ombra e sole dove
sedeva chi più non c'è
la mente è in fermento
nel lento giro del sangue
in questo scorcio di cielo
mi sposto seguendo l'ombra
seduto a leggere Brodskij
mentre
lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri
che vagano
sul filo di versi in fieri
mi distoglie
il ronzio di una mosca: salto un rigo
nero della pagina
il libro si chiude di scatto
sul giorno azzurro
51
MEMENTO
la luce si spalma
dentro la parola
che di sé vive:
a ricordarci la bellezza
lasciarci impregnare
di fascinazione
nell'orfanezza del sogno
52
SANTIAGO
traversare il ponte sull'Atlantico
t'ispira qualcosa
che appunti in un angolo sicuro
della mente
dopo
per davvero
guardi in un modo diverso le cose
è quello stupirti
amando l'Amore
il cammino di Santiago
finisce nell'Oceano
[percorso Fatima - Santiago di Compostela]
53
L'ASCETA
è nell'invisibile dice
l'architettura dell'essere -
perfezione la carne che si
trasfigura
il resto è apparire o maya: mondo
i cui regimi e regni andranno
capitolando - insieme a chi
li rappresenta
54
SUL CANCELLO
drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino
agli ottanta è andato a miglior vita -
non ritirerà più
il giornale al mattino
il passo pesante il fiato corto
unificatosi col suo doppio
ha lasciato qui la zavorra
55
EROS E THANATOS
far l'amore e la morte sono in stretta
connessione:
l'appagamento è un dolce morire
attimi che sembrano infiniti
perché amore e morte si abbraccino
come la terra nel suo grembo accoglie
le foglie cadute
56
CRONACA
"in luce di sangue vita ti diedi
e tu l'hai gettata nel cassonetto"
ahi quel cielo di carta stampata
che s'indigna sotto gelida penna!
57
SCORCI DI SETTEMBRE
scorci di settembre è l'ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite
familiare ti è l'ombra ed è
dissonanza se ti sorprende
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo
[mammone: in gergo è l'orco]
58
IN TE LA LUCE
s'inginocchia in te la luce
ti dividi
nelle due dimensioni:
dreamtime e corporea insieme
a sorvegliarti è l'Occhio
interiore -
il tuo doppio di perfezione celeste
[dreamtime: il tempo della creazione]
59
ANGELO DELLA LUCE
adagiati creatura del sogno
sulla curva del nostro abbandono
la lontananza è ferita insanabile
un cielo d'astri divelti
e tu balsamo sei
-tu orifiamma tu altezza
sognato stargate-
dove voce insanguinata c'inchioda
dalla caduta
60
LUCE ALTA
luce alta - paiono
incendiarsi le finestre degli hotel
un altro caffè
spezza la mattina -
strilli
di bambini in pineta lampi di
sole tra il fogliame
"Dio c'è" è la scritta sul
muretto che delimita la spiaggia
dichiararlo a cuore aperto:
ché un miracolo
è la vita
61
QUALCUNO TI CONOSCE
-non credi in un dopo? e
in un prima? e il mondo
pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo
e tu t'aggrappi agli specchi
ma nulla va perduto
sai:
Qualcuno ha contati
tutti i tuoi capelli
davanti
a un pericolo mortale
un'invocazione ti salirà alle labbra?
62
IN VAGHEZZA DI SOGNO
ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno-
un te estraneo vagare
per strade buie e vuote
come un sansebastiano a trafiggerti
gli strali della notte - senti
recalcitrare
in te l'uomo vecchio -ah convivere
con gli umori di un corpo-zavorra-
ti avvedi d'aver perso le chiavi
di casa mentre un gallo
canta
in lontananza ed è l'alba
63
PIU' D'UNA VITA
convivere con gli umori
di un corpo di morte
dall'animalità all'angelo: questa
l'impervia salita
più d'una vita se dal sangue
fioritura sia d'ali levate:
ogni passo ne perdi una piuma
64
ULISSIDI
andare per procellosi mari in cerca
del proprio nome l'origine
la loro Itaca
coglierne forse la voce nella
cavità del cielo
insufflate le narici da un vento salino
quel battere del sangue
di cui si parlerà a un nuovo approdo
e i morti? quelli che sono
parte del loro cuore alla ventura?
entrati nel mito
essi custodiscono
quel mai perduto nome
65
FORSE UNA NUBE
(a Pierluigi Cappello)
mi accoglierà un non-luogo
non più inalerò resina di abeti
alle finestre degli occhi colombe
bianche si poseranno
mi abbraccerà vaghezza
forse una nube vorrà dire casa
66
DI STAGIONI DI SOLE
ho sognato mio padre -non è giunto
il tuo momento- mi ha detto
di nuovo agli alberi cresce
la folta chioma
è tempo dei gatti in amore
-il ciclo si ripete della vita
quante ancora ne restano
di stagioni di sole -mi domando- di quel
sole che si spande come liquido oro
sul tavolo a cena
67
FIUME D'ECHI
rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante
anime siamo
che si cercano
fiume d'echi
la cui scia
porta con sé il lamento
di nomadi d'amore
68
VANAGLORIA
la forma assumi dell'involucro-
status quo
mentre a preesistere
in te specchiato
è quel pizzico di vanagloria
ingannevole capriccio
che rimonta a un giro di vento
69
IL GRIDO 2
resilienza questo vivere
morigerato e anse d'ombre
dappresso dove annega il grido
sudate notti e sogni
scollati da grigie albe
e chiederti
se non sia impari lotta
aggrapparti a rupi erose dai venti
70
LE MANI AFFONDI
in emorragie di non-senso
ricacci al fondo il Sé
superiore
uniformandoti al mondo
le mani affondi
nel sangue delle convenzioni
mentre
all'angelo lucente del sogno
tarpi le ali
facendolo all'alba svanire
71
FONEMA
insufflato dal dio
passa come un vento di mare
il ricercato fonèma
che nel sogno dispiega le ali
di scintillante bellezza
72
CUORE DI PAGLIA
è dell'umano il tempo
non certo dell'anima e ti pare
d'esser sempre giovane anche se
vicino agli ottanta il fisico non rende
se cavalchi
un'emozione ecco spunta una lacrima
e senti capriolare
questo cuore di paglia
come un imberbe a prima cotta
73
RICAMBIO D'ALI
va controtempo in un ricambio d'ali
l'angelo insozzato di mondo
nel sonno del giusto
abbevera le radici
del sangue della luce
74
QUEL SENTIRTI
può piacere quel po' d'intontimento
in banchetti interminabili
col capotavola
che devi urlare per farti sentire
due parole per darti un contegno
col tuo dirimpettaio
non toccando temi impegnativi s'intende
controllando i freni inibitori
una comunione di anime allegre
ma tutti i commensali alla fine
si resta perfetti estranei
poi fuori il freddo pungente
a sollevarti il bavero e
quel sentirti un cane di nebbia che vaga
che ha perso la strada
75
ETERNO PRESENTE
kronos esce dal mare
prenatale
il domani è un imbuto
dove fluiscono gli oggi
coi sordi tamburi del sangue
dove in fondo
agli specchi annegherà la
realtà
relativa: lì il mondo che
si vede
rovesciato
76
SULL'ACQUA
sul grande mare del sogno
veleggiano i miei morti
gli occhi forti di luce
con un cenno m'invitano
al loro banchetto sull'acqua
d'argento striata
m'accorgo di non avere
l'abito adatto
cambiarmi rivoltarmi
devo
vestire l'altro da sé
77
INQUIETI FUOCHI
nuvole a stracci nell'azzurro
curve ariose di voli
vastità di te solo: figura
inespressa lacera ombra
ti aspetti una eco un suono
in questa sospensione
inquieti fuochi son gli occhi dell'anima
mentre guardi
un gabbiano staccarsi dal tramonto
78
LA REGIONE DEL SOGNO
la via regia puoi dirla
vita trasversale
nell'ondeggiare di curve di luce
del pensiero allucinato
vedi prendere vita
le figure surreali di dalì
e ancora da questa
infinita vastità del sogno
emergere gli angeli di rafael
o le eccelse visioni
di blake su uno sfondo viola
[Via regia: definizione di Freud del sogno; Rafael Alberti, poeta spagnolo]
79
E IL VENTO S'IMPIGLIA
(soliloquio)
in meditazione ti trovo
assiso sui gradini del tempo
chi interroghi
sotto una luna menomante?
vedi
e se fosse soltanto un apparire
questa vita
protendimento di un luogo della mente
dove passano navi di nuvole
in sogno e figure
evanescenti e il vento
che s'impiglia in grovigli di foglie
80
L'INVERNO DEL CUORE
[mancanza dello stato di grazia, ovvero aridità d'ispirazione]
sentirsi disabitato
simile a quell'albero nudo
da cui son fuggiti i canti
vivere
di stelle spente
81
FEDELE ALLA VITA
mia vita
senza rete t'appigli
alla Bellezza intaccabile
a quella del cuore e alle
armoniose figure della danza
o del cavallo nel bianco salto
finché ti chiedi dov'è
lei l' irraggiungibile
non tutto è perduto
voltato sei sul giusto
versante lucente ancora
una volta - vita
fedele alla vita
82
IL GRAFOMANE
sei tu che graffi con la penna
questi fogli che raggricciano
come una bianca pelle
i tuoi quaderni riempi
per lasciare ai posteri parola di Dio
mentre qualcuno da lassù
guida la tua mano
a riempire fogli e fogli
come in trance
vivi di grandiose visioni celesti
e anzitempo contempli
di Dio il volto
[Jakob Lorber, si definiva "lo scrivano di Dio" - mistico e chiaroveggente sloveno, 1800 - 1864.]
83
NELLE NUVOLE HAI CASA
dimmi Nina: che vedi
tu che hai casa nelle nuvole
tu che sai il linguaggio dei voli?
forse
la giovinezza spezzata
che ora in lampi di déjà vu ritorna?
o
rivivi nel cuore
verde dell'acqua
che ti vide sirena emula del canto
di odisseo
-rapimento
dei sensi
che in sogno ancora mi seduce
84
IL POZZO DEI RICORDI
come la volta celeste
s'immilla di presenze il sogno
in questa moltitudine
la tua
cerca il non rassegnato cuore
ma è beffarda sequenza
come seguissi
la velocità d'un treno
forse la tua figura è sepolta
in fondo al pozzo dei ricordi
da cui risale flebile
eco
85
DUE NOTE
e come puoi oggi accennare
a quel motivetto che ti arrovella
se non è la mente
sgombra da impellenze che artigliano
restano due note nell'aria
monche
e il canto strozzato come d'un
barbagianni
mentre abita
il cuore
una danza di foglie
86
QUELLA PARTE DEL MONDO
[la sorte degli immigrati morti nel Mediterraneo]
è un presentito bianco grido
il cielo proiettato su
quella parte del mondo: un mare
tappezzato di cadaveri
agghiaccia il sangue mentre
la forchetta è nell'aria
o
non smuove la vista e
l'assuefazione è sovrana?
87
SOGNO
è calda l'acqua dell'oceano
ove sono immerso come quando
ero nello stato prenatale
traquillo nuoto non ansia mi prende
anche se scorgo solo
davanti a me l'orizzonte
ed ecco
vedere venirmi incontro
i miei morti portati sull'acqua
e
madido di luce destarmi
88
L'ELEMENTO CELESTE
tornerò ad essere pensiero espanso
quando dalla scena
sarò sparito
dove si curva all'orizzonte il mare
sarò forse atomo
fiore o stella e
in estasi
mi unificherò all'elemento che da sempre
mi appartiene
89
UN ARCO SULL'INFINITO
dal non-luogo che immagini
non potrai quel giorno
farci un fischio per darcene notizia
se sarai per davvero
passato a "miglior vita"
mettendo a frutto le esperienze
secondo gl'intimi
desideri irrealizzati quaggiù
e se vestirai un corpo
d'aria e sarai arco
teso sull'infinito
90
DOVE L'ANGELO
un dove di trasparenza t'assale
ti entra nei sogni
azzurro soffio di vento
sul sangue psichico
luce ferita
dove l'angelo con ala pietosa
i crudi patimenti copre e il tuo cuore
------------------------------------
AFFLATI
2018 - 2019
1
SPERDUTAMENTE ALTROVE
(2018)
un intrico di rami
fitto a mo' di tetto -quasi
a contenere la dolce indolenza
d'un meriggiare montaliano
vastità di te solo
a spandersi
in un infinito galattico
saperti
così sperdutamente altrove
2
CALVARIO
(a San Massimiliano Kolbe)
portavo le mie quattr' ossa sul calvario
accomunato alle migliaia di sventurati
lungo i binari della morte
ti parlo
a nome di chi nome non aveva
ti parlo dalla regione del dolore
con la bocca dei morti
ove germogliano fiori
di quel perdono che non è dei vivi
3
SILLABE
pilucca sillabe
la mia anima di carta
l'attraversa noetica luce
ammicca la musa nell'azzurro
dei miei vaniloqui
epifania di voli
4
LE SCALE DI MONTALE
quante volte ho sceso scale
pensando a "quelle" di Montale
-ancor giovane ti senti e il braccio
non l' hai voluto-
e quella certa luce a flettersi
sulla mia dolce indolenza
nel sentirmi chiedere che si fà
stasera
voglia non ho di uscire -ci assediano
gli anni- sediamo sui gradini
del tempo sotto una luna menomante
(2018)
5
IN UNA SOSPENSIONE LUCENTE
dormire abbracciati -io che non
riprendo sonno-
il glu-glu-glu di colombi
sul terrazzo-
a inondarci la bianca luce
delle stelle che andranno a svanire
una mosca è il verso che mi ronza
in una sospensione lucente
sento che creando noi si viva
d' infinito
6
COSA VUOI NE SAPPIA
(parla un agnostico)
tu dici
il sopra è il sotto citando I King
ma cosa vuoi ne sappia
di capovolti cieli e dell'essere
"rivoltato" a un colpo di vento
erudiscimi allora e dimmi
cos' è la verità tu che non
la ritieni un optional
io so soltanto di terra
e non ho baricentro
lascia perdere l'anima e dimmi
se qualcuno mi ha chiesto di nascere
7
IN SOGNO
vedevo di dalì il Cristo pie(a)gato
gli orologi molli danzare
mutando forma
i lunghi colli
di modigliani curvarsi
e gli uccelli di mantegna invadere
il mio studio
lasciando deiezioni
ancora intinto nel giallo
il pennello di kandinskji
[Opera di Dalì: "Cristo di San Juan de la Cruz", 1961]
8
GEOGRAFIA DI GRAFFI
dirò di quella volta
che l'ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio
pensavo fosse finita
mentr'ero sballottato
come una cosa
poi mi guardai
la geografia di graffi
e mi toccai
inebetito
9
COME NUVOLE PIGRE I PENSIERI
di quei momenti che
come nuvole pigre i pensieri
veleggiavano verso isole di spleen
nell'essenza del sogno
e lei tenerezza
in sorrisi di rose
ad aprirti il cuore nel passare
come un arco nel cielo
10
LA SCRITTURA
torna sulla terra
pensa alla
realtà degli ultimi ai
margini
i voli non fanno
per noi
lasciamoli ai sognatori
la tua penna sia invece un fuoco
a trapassare l'essere -voce
di chi non ne ha
e la scrittura
-angelo di giustizia- si elevi
in luce
11
ORIZZONTI DI PALPITI
il cuore a specchiarsi nel grido
di luce mentre stormi
d' uccelli
disegnano asimmetrici voli
e
si mutano in forme d' animali
le nuvole
l' urgenza di ricreare orizzonti
di palpiti
su tela o bianco foglio
l' arte
è un viatico per restare
immortali
12
L'ASSENTE
è nella natura delle cose
-dici quasi rubandomi
luce dagli occhi-
che la foglia maceri rinasca
sul ramo e allo stesso modo
l'assente
ha il suo "posto" etereo e
d' un sangue e una voce vive
come invisibile radice
13
HIKIKOMORI
stiamo pulendo le strade dai sogni - tutto
così asettico e
ora non sappiamo dire
i ragazzi dove appenderanno i loro
aneliti
senza saper vedere
il giallo d' una foglia
raccogliere il grido d' un gabbiano
il virtuale li reclude
-hikikomori- nelle loro stanze
sempre più in tenera età
e il cuore annaspa
senz'aria
14
LUNGOPO'
noi due mi dici
siamo della stessa pasta
-quanto a me non so dire i difetti
la trave nel mio occhio
le anatre abboccano
le nostre briciole
tra dorati riflessi e giochi d'acqua
tu
ti mantieni bella e gli anni non sciupano
questa luminosità del viso
mi chiedo quanti inverni
ancora nelle ossa
che gemono nelle giunture
15
AUTUNNO
amore vagabondo dicevi
di smemorate carezze
nei primi versi giovanili
perché poi vagabondo
oggi non te lo spieghi
tempo
uggioso diresti uguale
mestizia
a ottenebrare il cuore
ripensi con nostalgia
alle corse tra sciabolate di sole
nella verde età fuggitiva
autunno è la stagione dei morti
17
ULISSIDE
occhi di terra e di cielo
e oceani
occhi ove vive
noetica luce
a sognare procelle e bompressi
e
un'itaca lontana
esce dalla coda dell'occhio
il tuo vascello
a circumnavigare terre di mistero
ed è casa
di mare aperto
l'anima del viaggio
18
I PASSI IN CADENZA
sei la mia spina
Rosa
pelle di pesca
ti elevi e danzi
sopra le nuvole
a corteggiarti le stelle
invidiano
gli angeli i tuoi passi
in cadenza
tra archi di luce
19
LISTA D'ATTESA
e siamo in lista d'attesa
dici con un mezzo sorriso
-dall'angolo del labbro la stessa
sigaretta mai accesa
anche vivere è un vizio che
-aggiungi scherzoso- ci dovremo
togliere un giorno
ed è umano chiedere se
possibile una dilazione al
Pantocrator
spiralante il pensiero - navigano
gli occhi in un mare
d'aria
20
IL COMPROMESSO
(divertissement)
l'hai adocchiata da tempo
la bella villetta
in cima alla collina
col suo bel giardino
e tanto verde intorno
dove possa correre
felice la tua cagnetta
e tu a fare footing
non vorresti fosse un sogno
hai anche studiato
la planimetria
sei pronto per il compromesso
e accendere un mutuo
ma di': non corri troppo
dentro il tuo sogno e
ti comprometti?
21
IN QUESTA VITA CHE VIVI
l'angelo veste una parabola
di carne
egli
la tua entità lucente
la tua statura
luce della vita messa negli occhi
22
SENZA TITOLO
un'alba cadmio
apre spazi
inusitati nel cuore
usciti dal sogno
beccano sillabe
gli uccelli di maeterlinck
in un cielo di vetro
da un luogo non-luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome
genuflesso nella luce
23
NELL'OLTRE
[Parla il ragazzo che ha perso la sua amata in un incidente.]
il tuo sangue spanto -Nina-
che intinge
di deliranti arabeschi le mie notti bianche
e quell' albero con i cuori incisi
a sopravviverti - le radici impregnate
del nostro amore
ma tu anima di stella
sei nell'Oltre
24
NEI CIELI DI TORINO
nei cieli di Torino
promette pioggia livida luce
uno sguardo di sottecchi
al vicino di panchina
mentre leggo Kavafis
-le dà fastidio il fumo?-
al mio cenno spegne
garbato come ne trovi pochi
la metro e sei al centro
Porta Nuova la trovi
intasata di affaristi ed extra-
comunitari
un cappotto liso fa da coperta
ad un barbone e il suo cane
ad uno sputo è in sosta
una testarossa fiammante
tra i morti e i viventi
il mondo ha denti aguzzi
25
IL ROVESCIO
spossato sono dal mio sogno
non mi sovviene per quale ragione
nell'ondivago moto del cuore
mi disperavo e
come un agnellino piangevo
il sogno dicono
è il negativo del reale
il pianto è gioia
e lo stesso sarà entrando nell'orbita
di cieli dell'Oltre?
il rovescio dunque
di questa realtà che ci appare
per speculum in aenigmate?
mi aspetto buone nuove
prosit!
26
SOGNO DALINIANO
(splendenza rubata da un
non-dove -mi dico- questo
piccolo universo racchiuso
nel profondo di noi piccoli
universi)
mi ero
annullato in pensieri allucinati e
in un abbaglio di figure
Gala e Mae West mi sorridevano
sdentate
[Tra i famosi dipinti di Dalì: Gala, di origine russa, sua moglie e musa; Mae West, attrice, New York 1893 - Los Angeles 1980.]
27
DI LUCE DI SANGUE
sostanza
sei di luce e di sangue
le cellule cambiano di continuo e
non sei più lo stesso di prima
-com' è ogni ciclo in natura
ma eco
insopprimibile in te risuona
d'immortalità:
sempre a
superarti
a superare d'un passo la morte
28
ANGELO
angelo icona della volta
che mi vedevi da lassù
la testa all' indietro
a contemplare i lineamenti perfetti
nei tuoi occhi vedevo palpitare
il cuore della Bellezza e
m' incantavo
poi per paura
del male del mondo
la sera mi rifugiavo nel sogno
di te e toccavo il cielo
quando
dopo la mia accorata preghiera
venivi a visitarmi
29
ANSE D'OMBRE
anse d' ombre
notte bevuta sudata notte
un grumo di sangue la parola
nel bailamme l'anima dissolta
sogno sputato
l'essere svuotato di forme
ad un cielo muto appeso il grido
30
L'EGO
non è che fumo
il tuo riflettere se
al tuo (d)io t' inchini
l' interpellarti cade nel vuoto
come un assordare di cristalli
inutile imbiancarle
le pareti pregne
d' insormontabili retaggi
31
TUTTO E' ANCORA POSSIBILE
ti senti altrove e il più
delle volte fuori dal coro
ti chiedi se -nell'ordito della vita dove
si spezza la parola- ti sei perso
qualcosa - vorresti allora
rovesciarti come un guanto
riconoscerti come il
fuori del tuo dentro
aprirti a un' alba che
diradi questa
corolla di tenebre
e sai che tutto
è ancora possibile
32
COSI' ESISTE LA PAROLA
così esiste la parola
nutrita del sangue degli dei
prende il largo quello che si dice
afflato o musa ispiratrice
alla scoperta di fonèmi
fa cerchi concentrici
nel lago fondo dello spirito
33
ALLUCINOGENI
stato d' incantesimo
inventarsi un cielo
delirio che
sanguina luce
l' anima travestita
a farsi pseudo-
incarnazione di un sogno
breve estasi - amara
al "risveglio"
34
LATITANTE LA MUSA
sillabe cadute dagli occhi
l'ingoio di stelle a svanire
"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":
questo
salvi dal tuo dormiveglia - relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico
tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole - latitante
la musa
35
MIGRANTI
segni indecifrabili
lasciano lungo il percorso
come orme sulla sabbia
è stato un miraggio
la terra promessa
negli occhi pezzi di cielo
a dire l' avverso destino
resta un muto grido
di scatole nere sepolte nel cuore
36
DI GIORNI A PERDERE
nel bailamme di giorni a perdere
in virtuale ti giochi
la vita testa e croce
all'altezza di precipizi
ti avvolge il manto del vento
cogliere il fiore-essenza del tempo
dirti se l'esistere sia
quasi finzione o sogno
37
IN BILICO
giungeremo
nell'Oltre dove le ombre
parlano col vento
increduli e colmi
di lucente meraviglia - noi resi
impalpabili
essenze e vieppiù reali
tanto che ci parrà un sogno
l'aver attraversato
nella carne la morte
nel circolo del sangue
noi in bilico
un piede nel mistero
38
ALLO SPECCHIO
ho un rospo-invettiva
mi sta lì
lo raccolgo in un foglio
intanto lascio gridino le pietre
per la bellezza deturpata e
il suo esse-o-esse
per i figli del progresso dio-boomerang
dai chiusi orizzonti e una vita
di passi perduti
per l'uomo e il suo specchio
dai mille rebus irrisolti
dove confluisce la sua storia
intanto la luna
non più ispira rime e sogni
divorano topi famelici
la polpa del mondo
39
INDIVISA SOSTANZA
sono indivisa sostanza
dimora delle origini
porto il respiro di voci
tra ramate ombre
nelle trame del vento
lascio si dilegui la morte
mi vivono nella carne
illimitati cieli
mi ustiono di rosacea luce
40
QUANDO L'ANGELO
quando l'angelo verrà a chiamarti
discreto senza tromba
e avrai lasciato questo corpo frale
-burattino senza fili-
aleggerà nel cosmo la tua essenza
col bagaglio di esperienze e sogni
(quei sogni che non muoiono mai)
sarà un capriolare
di dolce vertigine
come immergerti in una pace amniotica
41
LA DOMANDA
l'abisso capovolto della croce
duemila anni
e il grido vano lacera l'aria
"Padre perché"
sasso
gettato nel lago del mistero
la domanda
a toccare una
impercettibile
morte apparente
42
A DARE SMALTO A UN SOGNO
silenzio allagato di luna - una
silhouette nella mente ondeggia
e gli arzigogoli
a dirmi vano
il ricordo sgualcito dal tempo
dalla foto color seppia
mi guardano
i suoi occhi velati di mestizia
-ah l'assedio degli anni
e il cuore
a dare smalto a un sogno sbiadito
43
SOGNAI ATLANTIDE
vaghi e ondosi pensieri
risucchiati in nero gorgo
si fecero sogno-incubo e
il sangue gridò sugli orizzonti perduti
mentre la mostruosa mano dell'oceano
ghermì in un baleno
intere terre sommergendole
e l'antica città sparì
solo un gabbiano planato
sulla bianca cresta laggiù
sembrava farmi il verso
44
CON GLI OCCHI DELL'OLTRE
con gli occhi dell' Oltre
ci guardano i morti
e tu avvolto nel sudario
delle convenzioni
tu che ti pieghi nello specchio
nel dirti quali ombre
il tuo cielo offuscano e
quale trave ri-cresce
nel tuo occhio
con lo sguardo dell' Oltre
ci vedono i morti
se stessi e i vivi
gli è dato perdonare
45
LA MANO DELL'ANGELO
(leggendo una poesia datata)
-ma è mia questa poesia?-
avviene che il sangue dirami
il suo flusso e il cuore
sia per un attimo terra
di nessuno
le immagini tornate alla luce
poco a poco
si fanno riconoscere
come rispolverate
dalla mano dell' angelo
46
UN RICCO NATALE
(essenza in fuga è il cuore
a disperdersi
tra luminarie ed epifanie del nulla)
mi sovviene quel Natale
che l' angelo si staccò da me
per chinarsi benevolo
sul derelitto sotto i portici all'addiaccio
fu il calore in quel giorno santo
a farlo sentire ancora
persona
["epifanie del nulla": espressione presa in prestito da un amico poeta]
47
DALL'INERZIA
scuotersi dall'inerzia: vegliare
con le lampade accese
nel turbinio del mondo
olio non manchi della saggezza
mentre
come acqua di fiume scorre il tempo
a riva
non cali densa tenebra
48
LO SPIRITO DELLE COSE
quell' essere consanguineo
con lo spirito delle cose - non sai a volte
che smarrimento ti prende
vivi in una bolla
di vaga luminosità e
ti si confonde il sangue con l'indaco
del cielo
l'inerzia ti tende
la mano ma senti che tutto
può ancora accadere
49
NO MAN'S LAND
ti lasci scivolare addosso
le avversità o le mille e una fake
news nonché le tragiche
morti per acqua
il movimento eludono gli occhi
di un volo
sotto una luna bislacca
sei terra di nessuno
dove non battono i tamburi del sangue
50
NEL MISTERO LUCENTE
non vedrai più per speculum
in aenigmate
assorbirà la tua essenza il Tutto
nel suo mistero lucente
sarai nella danza la danza
sarai sull'arcobaleno del cielo
sarà come abitare una casa sul mare
con lo stridio dei gabbiani e nel
sangue vivrà per sempre il fiore
della passione
ti sorprenderai
di aver contribuito a dare al mondo
la bellezza
51
RELATIVO IL TEMPO
relativo elastico
il tempo -sovvengono
gli orologi molli- i tuoi busillis
aleggiano sul vuoto
annegano
nel sangue della clessidra
annaspi nella spirale
del tempo uroborico - idolo del nulla
il tuo io si frange negli specchi
52
COME NELLA PRIMA LUCE 2
diciamo che non sai
da dove è venuta l'origine
di tutto
solo che sei
orfano di Dio
dai voce alla notte
sognando di uccelli
che volano in fondo agli specchi
e ti avvolge la bolla
di un tempo non-tempo
come nella prima luce
53
CADERE DAI CIELI DEL SOGNO
cadere dai cieli del sogno
fino allo stato di coscienza
-che ha occhi per riconoscere
il frutto proibito
avanzare su filo teso
acrobati tra nuovi barbari
votati all'arrivismo
in un battesimo di deliri
cala il sole ingoiando i sogni
la concupiscenza va di fiore in fiore
la bellezza è sfigurata e
la poesia annaspa
54
DIMENTICA
[mi giunge voce in sogno del Glorioso]
tutto dimentica come Io ho dimenticato
nelle tue preghiere mi supplichi
di liberarti dalle catene della carne
mentre urla il sangue
le "piaghe" in questo scorcio d'anni
e come può non accoglierti la luce
se tu da questa hai origine?
ti dico dimentica
i bianchi deliri della solitudine
i voltafaccia
dei giorni perduti
dimentica
come io ho dimenticato
sulla croce
55
PER STUPIRSI
per stupirsi bisogna
fermarsi
l'impossibile si fa
possibile
riconoscere ciò che sembra
umanamente assurdo:
l'anziana rimase
gravida - la vergine partorì
stupirti -
come sentirti
scricciolo sul palmo della
Sua mano
56
ETERNO PRESENTE
Lui il Giusto l' ha in tasca
la morte
dunque niente
paura: quel che diciamo
il nulla
non esiste
di terra e sangue
anelito e cielo siamo
oggi è il sempre
eterno presente
57
LA ROSA DI SANGUE
in sogno spio se
riesce a passare "qualcuno"
per la cruna
Dio non è stanco
mai dell'uomo
gl' insulti gli sputi
gli scivolano addosso
Lui perdona sempre perché "non sanno"
sempre viva è la rosa di sangue
e splende di bellezza
58
LE ISOLE DEL SOGNO
un certo alone di magia ti avvolge
ed è quello stato di grazia
che ti fa veleggiare su navi di nuvole
verso le isole del sogno
a risillabare
fonèmi e palpiti t' invita
la musa dai generosi seni
sotto una luna ammiccante
59
CHI CI DIRA'
chi ci dice dove
sarà la nostra essenza
non lo sapremo
che di là
forse
spogliata dell' io
convoglierà nella memoria cosmica
dove arde il sangue
col palpitare degli astri
in un continuum di vita
cosa saremo
chi ci dirà?
60
IN UN TEMPO SOSPESO
in un tempo sospeso
resta appesa la sillaba
a una goccia d' inchiostro
quella che non sai dire
che si avvita nei gorghi
dell' immaginario e si dibatte
per uscire da sé
il nudo respiro
lo avviluppa
un lenzuolo di sogni
61
FRAMMENTO DI STELLA
da altro sangue
a convergere i nostri destini
e tu dicevi
"trentaquattro all'alba"
di giorni da sgranare
poi Nina frammento di stella
a renderci lieta la vita
e
a reggerla tutt'oggi
siamo noi i bastoni
in un mondo dagli orizzonti incupiti
62
NELLA TUA CONTINUIRA'
ci stai ancora bene nel tuo soma
malgrado la spada di damocle degli anni
spiace un giorno
lasciare i cari libri e
l' "abitudine" alla scrittura
ma nella tua continuità
la mente espansa
avrà infiniti collegamenti e
sarai tu il motore di ricerca
sarai nel Tutto e tutto
è te -cos' altro più-
63
C'E' DEL BUONO
sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena
si riveste ad ogni ciclo
la natura - ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo
c'è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona
64
COME MONNALISA 2
simile alla monnalisa
che il tuo sguardo segue se ti sposti
è musa risvegliata l'idea latente
che in modo misterioso ti prende
corpo e anima
allora dallo stato di grazia
ti lasci portare al guinzaglio
65
DUE NOTE 2
due note
insistono nella mente
risalendo da un altrove in sogno
inducono
a una mestizia
che non sai dire
come quando intenerisce
il cuore
abbeverandosi a un filo di pietà
66
PER NASCERE FARFALLA
rivolti convenzioni
ti affidi all'inaspettato che
abita ogni tua cellula e sangue
rovesci il senso
del mondo: strato su strato
risali
cieli
per nascere farfalla
67
UN CANTO NELLE VENE
scompariremo
sì - la verità ci attende
spariremo alla vista
per essere altro: forse
vaghezza di nuvola o
sorriso di fiori
saremo volti
che galleggiano
sulla superficie del sogno
e avremo nelle vene un canto
68
Il BELLO CHE HAI DENTRO
(a una madre)
sarai o già sei musica e luce
se vivi per il bello
che ti fa vibrare le intime corde
pensi è un miracolo questo
fagottino che ti trovi in braccio
che dorme come un angioletto
nessuno potrà strapparti
il bello che hai già dentro
che ti supera
69
FIORE DEL SOGNO
fiore del sogno
ricamato di nonsensi
su sbavature di ossimori
sequenze di figure
daliniane
uscite dalla bocca della notte
fiore del sogno
che apre oblò
sul bello o sulla follia
70
SAPREMO
sapremo - io di te tu di me dei nostri
scheletri nell'armadio
di ciò che non ci siamo detti
delle ammutolite coscienze nell'ora
alta delle scelte
dove si curva l'orizzonte dei pensieri
sapremo - non per speculum
in aenigmate: trasparenti saremo
71
E OGGI CHE MI RITROVO UOMO FATTO
padre che sei rimasto di me più giovane
consumato anzitempo
una vita sul mare e le brevi
soste col mal di terra
avevi la salsedine nel sangue
così presenti
mi restano le rare passeggiate
mattutine e mai che mi avessi preso
per la strada in discesa
a cavalcioni sulle spalle
di carezze non eri capace
e oggi che mi ritrovi
uomo fatto
sai: mi fa male quel distacco
72
CONOSCERO'
[ispirandomi a David Maria Turoldo]
non oso toccare
il Tuo amore: rendimi
bianco come neve
per quel giorno che
mi si schiuderà la porta
che mi tiene nella morte
invadendomi la luce
allora
conoscerò
come sono conosciuto
73
DIRE DEL SOGNO
dire del sogno
di orologi molli e
di allucinate visioni
dell'inconscio che s'apre a ventaglio
portandoti a guinzaglio lungo
corridoi asettici senza
interruzione di porte
sentirti avvitare
nella vertigine
capriolare nell'orbita
di stato ipnagogico
risalire
al grembo-casa di mare
74
LO SPAZIO DI UN VOLO
ahi i ponti sgretolati
o pure considera quelli
detti collanti di carne e di sangue
e il desiderio che
si fa arco d'amore
filo teso d'acrobata
all'altro capo sei Nina
e mi vedi adesso
varcare fra nuvole in sogno lo spazio
di un volo fino alle tue braccia
75
DEJA'-VU
a perforare il bianco silenzio
l' eco d' un gemito lungo
corridoi e alle volte
di camere d' albergo dei suicidi
v' è un qualcosa d' ancestrale che torna
per condurti dove sei già stato
nel tuo profondo il pendolo oscilla
dì una vita trasversale
76
PER STUPIRTI
in extrema ratio
ti aggrappi a curve di sguardi
per poterti ancora stupire
conoscenza è dall'alba dell'uomo
il primo anelito
in un cielo di silenzi
il tuo richiamo si spezza
77
SE AMORE SCRIVI
salverà il mondo
la poesia? no di certo non è cosa
immanente: il suo grembo è di celesti
aneliti ed è voce
di conchiglie che fa eco nei sogni
è la smorfia del clown
il bacio
condito di lacrime in un addio
l'ala d'angelo che perde una
piuma se senza il cuore "amore" scrivi
78
L'ENIGMA
il bambino col nasino all'insù
lo sguardo è un punto interrogativo
-i suoi perché
vagano nello spazio -alati- e
cristallizzano
altro l'Enigma
-racchiuso in una bolla-
altro i perché
dall'antichissima voce
alveo di siderali lontananze
-è il sogno il nostro specchio?
-dietro il velario di carne
chi siamo?
79
L’ IMMAGINARIO
[Leggendo "Finzioni" di J. L. Borges]
l’ immaginario apre al volo e a squarci
di vite trasversali
realtà sfumanti
nel mistero: parvenze a rapirti
in insondabili cieli d’ esagoni e sfere
porte spalancate
a risucchiarti
in innumerevoli stanze
fino agl’ inaccessibili meandri
del sogno
80
UN VAGO SCANDIRE DI NOTE
ti stringe il cuore un vago
scandire di note
legate a quel ricordo di lei
reciso dalle forbici del tempo
con l'imbarazzo del ragazzo imberbe
le lasciasti due versi d'addio
chissà non sia nell'aria
la risposta e la porti nel becco
il gabbiano
che scorgi al mattino
lambire le creste dell'onda
o solo plani
a inalare respiri
d'amanti dei fondali
81
ONIRICA
altro il reale mi dico -
a trapassarmi una lama di luce
mi sveglia un'accecante
finestra-specchio
mi vive ancora una distesa
di mare
a riempirmi di serenità -
vedevo venire dal largo
i miei morti che mi sorridevano gentili
non mi sentivo carne ma solo sogno
sapevo d'essere
82
PROFUMI NINNOLI 2
[sindrome di Stendhal]
profumi pinzette ninnoli
la collana sulla specchiera
resta a dire il gesto
dell'indossare
spesso
nelle sere vuote
una mano ti attira nella tela
effigie di lei e il suo sudario
ma peschi solo sogni
di ragno
dentro la vertiginosa trama
83
NELL'ULTIMO SANGUE
ora nell'ultimo sangue
è il vuoto delle braccia
ma sai non è difficile
far rivivere
la tua figura dall'ali recise:
un po' mi consola
la visione
di te languida riversa
sull'amaca
mentre gli uccelli ti cantano
sulla testa
84
UN NON SO CHE
a volte
un nonsoche ti attira
come lo scandire di versi armoniosi
o la luce di uno sguardo
ci vedi un mare
aperto e
pescatori cotti dal sole
a prendere a morsi la vita
sognare la morte
un bimbo che piange
una donna che aspetta il suo uomo
tutto un mondo ci vedi
non sai spiegarlo
questo incantamento che ti fa star bene
questo amare la vita
85
LA VERGINE
se lo mangiava con gli occhi
il suo bambino
riscaldato dal fiato animale
dovrà -nel dolore della luce-
bagnare di lacrime i piedi della croce
Mater dolorosa - et
admirabilis
tu dal celeste manto
davanti agli ultimi ritocchi
Raffaello
insonne ti guarda rapito
---------------------------------------------
DELL'INDICIBILE
2019
1
SINCRONISMO
[ispirandomi a Jung]
quando dici
nel posto giusto al momento giusto
-o sbagliato se vuoi- e ti chiedi
cos' era a spingerti:
fatalismo o un
sincronismo d' eventi
certo
non potevi non passare
da lì in quel preciso istante
-prestabilito?-
dove ad incrociarti era il tuo
alterego
2
A NUOVA PRIMAVERA
[la carenza dell'ispirazione]
sono quello spazio
che ti dice bagnami
del tuo humus come una terra
abbandonata
che implora
di ridonarmi luce
nutrirmi coi fonèmi che conosci
farmi sentire vento
che sulle ali conduca alfabeti
come una preghiera
ah rimpiango quel sillabare
di palpiti di soli
che ora in sogni monocromatici
mi appare irraggiungibile
implora
quel vuoto spazio che sono
di farmi rinascere a nuova primavera
3
LA TENTAZIONE
immagina quanto debbano
sembrare infiniti
gl' istanti della carne che urla
quando
in due è diviso l'essere
entrerebbe in te un mare
sul cui fondo
ti avviluppano tanti tentacoli
se bastassero le braccia incorporee
della mente
a liberartene
4
NOI OMBRE STAMPATE
album - libro bianco
di noi ombre stampate
vi è sospeso
il rosso grido
del fiore che anela aprirsi
fiore della nostra essenza
sdoppiata
nel tempo piegato su
quello specchio di tenebra
di figure estinte
5
ANCHE PER VOI
salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte
VENTO SALINO
[ispirandomi a
"Febo, cane metafisico" di Curzio Malaparte.]
alla mia cagnetta piace inalare
il vento salino
quando sulla battigia
la lascio libera e
lei va veloce come una saetta
poi arresta la corsa e
naso all'insù -lo sguardo
un punto interrogativo-
scruta un cielo carico di nubi
forse ci vede figure
strane - forse animali
come succede a noi umani
7
L'ALBERO INTAGLIATO
il bosco brulica di vita -
primavera l'albero
intagliato
lo abbraccia la luce - pende
dal ramo il sapore di un addio
il suo palpitante sanguinare
come la ferita di un tronco
fulminato
8
DI FIAMMEGGIANTI PALPITI
(ad Alda Merini)
di fiammeggianti palpiti
dicevi garbata
e a un tempo sanguigna
cantando
lo spazio dell'anima
dei voli asimmetrici e
di amori tuoi devastati
cantavi
mentre ti fuggiva
dagli occhi la vita
d'albe di sogno la luce
vedevi salire ai Navigli
e senza remore
nudo esponevi
del tuo sangue il fiore
martoriato
9
DA UNA PARABOLA
una terra "dove
scorrono latte e miele"?
breve
il tempo - vedi è già sera
prostrato
dinanzi alla Sua splendenza
di "roccia spirituale"
la voce odi che
disarma:
"dammi il tuo cuore"
10
ABBRIVIDISCE UN CIELO
un cielo abbrividisce bianco di silenzi
guarda Signore come mosche annegano
i tuoi figli - un mare di cadaveri
niente più scuote sorprende
-agonia del mondo
quando finirà: ancora e ancora
speculano sulla pelle dei miserabili
gli scafisti trafficanti di morte
11
FEBBRE AZZURRA
del senso del bene
che ti prende per mano o del
sentire indicibile
suggerito dall'angelo che non vedi
febbre azzurra
di quell'agitarsi nel sangue della musa
o dell'infinito spazio
della mente aperta al sogno
quando chiami i morti
la cui empatia
ti dona uno stato di grazia
che oltre il giorno perdura
12
NO MAN'S LAND 2
l'incognita dell'ora - sempre
a metà strada noi che siamo
terra di nessuno:
il fratello oscuro
che s'agita nel sangue
a mimare
il dolore del cosmo
penetrati da tutto il freddo
del mondo -
immersi nel mistero di noi
13
CHI TI CREDI
(contro la prepotenza e la superbia)
usi il plurale maiestatis
ma chi ti credi
aureolato tu di vacue
onorificenze
che col lupo segui la pista
del sangue
nightmare per te se
ti fronteggiasse un davide
ad abbattere con fionda quel tuo trono
di tracotanza
anche le pietre canterebbero - sì!
14
L'AFFRONTO
oltre l'età
dell'oro o della incoscienza
sbattiamo la faccia contro la notte
il primo impatto
forse quando
ci si isola perché ci hanno
gratuitamente derisi
e non sappiamo quali
"affronti" o spine o ferite
tenga in serbo la vita
per noi
sotto un mutevole cielo
15
IMMAGINI PASSEGGERE
la composizione dell'apparire
di cui è fatto il mondo - maya
se vuoi o fuoco dipinto
in questo vortice d'ombre
noi siamo
a noi stessi estranei: forse polvere
di stelle o solo immagini
passeggere
specchiate in un vacuo sogno
[fuoco dipinto: da un verso di Maria Luisa Spaziani]
16
LA LUNA NEL BICCHIERE
al quartiere della movida
addentano luccichii
bevono la luna nel bicchiere
dopo l'alto livello dei decibel
un silenzio striscia lungo i muri
tra vertigini di ebbrezza
chi saprà decifrarli
i respiri spezzati dove la parola
impastata annega
e nel cuore
incenerisce la carezza di un dio
17
LE PAROLE LEGGERE
come pensate
vogliono subito uscire nell'aria
posarsi sulla pagina-lenzuolo
sotto tante lampade
vite in fieri
chiamano legami
fan ressa una
scrematura è tuttavia
pressante
si cercano nel sangue
in epifanie di luce
18
MESSAGGERI
se li richiamiamo alla memoria o
solo diciamo il loro nome
ci rassicurano coi loro
impercettibili sussurri
per dire
eccoci
messaggeri incorporei
aleggiano su altri mondi - recepiscono
echi di tante entità -
vogliono dirci: "non siete soli"
19
GLI SPONSALI
(impressioni da un matrimonio)
banchetto luculliano e la musica
a palla il sorriso ebete da
"bicchiere di troppo"
lo spellarsi delle mani
il bacio casto la lacrimuccia
e
prima che il tempo li sciupi
l'indomani i fiori
andranno ad onorare i cari
familiari passati a miglior vita
20
SEI L'ATTESA E LA FERITA
Dio ti sognò e fece
del tuo sangue una cattedrale
sede del co-creare
sei l'attesa e la ferita
-da te così distante
fatto di abissi capovolti
e frammenti di memoria - cavalchi
il dorso del mare
dove un'itaca chiami senza voce
21
LE PAROLE
le parole giacciono avvolte
in sudari
toccate dalle mani dei morti
neo-nate
le scrive il mattino
sulle ali del vento
concepita dalla notte-madre
sanguina luce
quella che credevi smarrita
22
ED E' UN PRESENTIRE
siamo buchi neri
affamati di cielo
ed è un presentire
come una mano sulla spalla
il doppio celeste che
chiama dall' intime fibre
estrae dalle viscere la memoria e
la custodisce nell' akasha
attende il ricongiungersi
nell' abbraccio cosmico
23
COME ONDE DI LUCE
il già e il non ancora
la prima venuta e la seconda
quando
i cieli si apriranno e
come onde di luce o
purezza d' angeli
schiuderà la parusia atomi
di verità
24
I POETI
i poeti "maledetti" vanno via presto
neanche il tempo di assaporare la gloria
-gira nella testa un celebre verso
di Bellezza o di Rimbaud-
vogliono mostrarci il passo d'addio
affacciati a un cielo carico di futuro
25
SOSTA
ricalchi i miei sentieri
riflettendoti in ogni mio pensiero
angelo che da me sei
invocato
da che ti so nell'oltre
tanto somigli -uno
stravedere?- a quello della volta
che da bambino in estasi guardavo
naso all'insù per ore
oggi -pesano gli anni e aspetto
il ritorno al grembo- mi crogiolo
s'una pietra ancora calda di sole
nel giorno che declina
26
LA SPINA E LA ROSA
sin dalle acque creaturali
prerogative del cuore
la spina e la rosa
emersi da naufragi-di-sangue siamo
fioriti dagli occhi - prima
di trasmutarci nell'aria
la luce una velata "ferita"
rosa che s'asconde
27
FANTASIA 6
che se mi chiedessero
ti piace la vita da clochard
in un certo senso approverei: non fosse
altro che per sentirsi libero
come un uccello senza il burocratico cappio
(ma vedere un poveraccio morto all'addiaccio
sì che ti stringerebbe il cuore)
i vivi mangiano i vivi e i morti
sono concime per la terra
un giorno
mi piacerebbe spuntasse almeno un fiorellino
all'altezza del mio cuore rinsecchito e nero
28
IN UN DOVE RIFLESSO
(dedicata alla donna)
affido alla pagina
questo grido inchiodato
te lo vedo
in un dove riflesso
materializzarsi nel braccio
a inane difesa dai colpi ciechi
del vile
affido alla penna
il raccapriccio
per la rosa di sangue che si espande
in questi tempi oscuri
29
LA FORMA DELL'ACQUA
il nostro sangue si confonde con l'indaco
dove il volo d' una rondine s' eclissa
dietro una nube
camminiamo con i piedi nella morte
-chi più cosciente chi meno-
siamo
senza bandiera terra di nessuno
-la forma dell'acqua
è quella che la contiene
30
D' ISPIRATA LUCE
le ali azzurre della fantasia
sono vele ora e ti vedi
odisseo
a solcare i grandi mari
lambire inesplorate
terre
le vergini terre del sogno
dove s'imbeve il nascere
d' ispirata luce
preludio alla bellezza
31
LIBRO SACRO
la riga nera balza dalla pagina
è cuore sanguinante
soffio dello Spirito che accoglie
è la piaga del costato
delle mani trapassate dai chiodi
produrrà i suoi frutti
non sarà polvere nel vento
la Parola fatta pane
32
GLI ALBERI DANNO UDIENZA
il noi è scalzato dall'io
l'altro neanche più lo si calcola
la sacralità della vita è una favola
le nostre menti che
per secoli d'arte e bellezza
hanno gettato al di sopra della notte
ponti di luce
ora annaspano in un vortice mortale
palpita la terra tradita
gli alberi danno udienza agli gnomi
33
VITA ZINGARA
ama passare interi pomeriggi
appollaiato sull'albero preferito
con la frescura delle foglie
dove nella pace gli nascono poesie
o si diletta a contemplare per ore
la lunga teoria di formiche amiche
che sanno dell'aria e del sole
non del peso della vita
un' idea
sarebbe trasferire nei suoi versi
insieme all'asimmetrico avanzare
l' istinto conservativo
nel loro ben ordinato universo
nonché la frequenza dell'atto
sessuale
di cui si dovrà documentare
quest' uomo ama la vita
zingara senza cappi
gli mancano solo un paio d' ali
34
GEOMETRIE INGANNEVOLI
(della tentazione)
giorni si dipanano
in geometrie ingannevoli
il maligno si cela tra le pieghe - tu
percorri lo scintillante sentiero
dove l'esistere
s' imbeve delle radici della luce
lui è lì a spiare mentre
inconscio ti pieghi nello specchio
35
APPARENZE
qui
di noi solo apparenze
-ridimensionati siamo
-acqua e memoria un sogno di volti
delle nostre ali -dalla nascita-
abbiamo perso ogni tanto una piuma
e la chiave del cuore
-ahinoi- dimenticata in soffitta
tra arnesi fuori uso
mangiati dalla ruggine
36
RILEGGENDO
rileggendo capita mi sorprenda
la mia penna
sangue o inchiostro?
-quando le scrissi le parole
pareva aleggiassero
guidate da una mano d'angelo
o emergeva dal sogno il loro
criptato alfabeto
così dai fonèmi
ero portato al guinzaglio
37
IN DIVENIRE
vorresti
levitasse l'anima in cerchi
espansi nell'etere
mentre rappresi restano
negli occhi pezzi di cielo
cadono voci
come in frantumi di cristalli
su mari aperti -vedi-
si scrive la vita picara
38
COME CAMMELLO
come cammello da cruna
o porta stretta passerà
di là il sangue genuflesso
l' Eccelso adorando ?
esulteranno allora le tue ossa ?
chi a dirti di capovolti cieli
-rovescio dell' apparire-
se non l'angelo inavvertito ignorato
nei giorni grassi
39
IL CUORE DELLA LUCE
(Monna Lisa)
più che lo sguardo in sé
lo avviluppa il cuore della luce
entrando nel quadro
quella luce enigmatica che
lo seduce come musica lieve
sottofondo di un oltretempo
a saziare il suo cielo
un mare aperto in quegli occhi
d'inesprimibile incanto
40
CAINO
hai levato il braccio
e hai capovolto i cieli
dai recessi del sangue
rimonta la melopea selvaggia
hai sul collo il fiato di colui
che abomina la Croce
e ti trascina nel vortice osceno
41
SEMBIANZE
aiuta la vecchia foto seppia
se non ti venisse in sogno lei:
si perdono i precisi contorni
non di rado nel labirinto interiore
ah ricreare di palpiti un vago
sentire
nel tempo caduco che mastica
sembianze e ricordi
come quando nell' immobile luce
su un' altalena si dondolava la vita
42
SCATOLE NERE
scatole nere nel cuore sepolte
hanno banchettato i pesci nel ventre
del relitto ignari che la storia
del mare abbia un sangue e una voce
sul fondale il salone
è un acquario dove sullo specchio
piace immaginare
-resistita al tempo- una scritta
buffa col rossetto -ma jolie-
la coda dell' occhio
ha impresso
un ovale di donna ottocentesca
43
PALPEBRA DEL CIELO
(estiva)
giocare con le nuvole
raffiguranti capre o cavalli
confondersi queste con i pensieri
allucinati di uno stato ipnagogico
lungo il nastro autostradale
per te l'estate si è chiusa
con un forte temporale agli scorci di luglio
con ombrelloni divelti e fuggi fuggi
a chi dirai
non ci sono più stagioni - sì
che ammicca una palpebra del cielo
44
BARBARIE
vedi passarti l' esistere - vivi
il fuori del tuo dentro - ti
appare "un sogno la vita"?
-e il dolore quello
del corpo crocifisso
o lacerato da cavalli in
direzioni opposte? ti fai
un film entri in un' era
di barbarie
tuttavia la nostra
a quella -ahinoi!- s' ispira
(Pedro Calderòn de la Barca - 1600-1681 - "La vida es sueño")
45
IN UN DOVE
in un dove che non sappiamo
dicono c' è festa perenne
il vino giammai manca
è il sangue della fratellanza
in un oltre che non conosciamo
il leone giacerà con l'agnello
noi abbracceremo
senza braccia chi ci aggrada
in una cosmica kermesse
dove non vi sono cuori ostili
46
APEIRON
la luce-energia
fatta densa
nella materia si oscura
di che siamo fatti dunque?
energia del cosmo
stretta a imbuto
in un tempo rallentato?
forse
corpi-in-prestito che
si leveranno dal letto di tenebra
per sfociare in un
altro mare?
47
LA VERGINE 2
la bellezza che ti colse
rosa d'amore
t'imporporava il viso di fanciulla
era il fiat
la bellezza fatta persona
ala d'angelo
a custodirti
non ti preservò dalle brutture del mondo
Mater dolorosa
pie(a)gata eri ai piedi della croce
48
POESIA E'
la poesia è traduzione
da una lingua sconosciuta
è dall' Origine -
dal Verbo
è lettere storte sull'acqua
poesia è del vento e della foglia
è il cuore delle stelle o la musica
della pioggia sulle tegole
la fiamma che arde
della nostalgia di Dio
49
SI LEVAVA ALTO NELLA LUCE
(a Pablo Neruda)
sia il tuo verso la ferita
a farsi nuova voce - lettera
di fuoco - j'accuse
(nella terra di sangue e d' amore
si levava alto nella luce
il tuo Canto generale
a cui facevano coro i morti ammazzati)
50
DA QUEL DOVE CHE T'HA ACCOLTO
(certe volte sembrava che un punto
ci attraesse oltre le nuvole - o
almeno così era per me)
e dunque anche tu
adesso mi precedi
varcando il mistero
con la valigia di sogni
non mi aspetto un fischio da quel dove che
t' ha accolto
-per te sempre estraniante
a ragione: essendo noi
mortali
51
CANTO DI SIRENE
la normalità non esiste: la vita
è una continua sorpresa
in luce-ombra navigante nel sangue
saltate le coordinate
-farfalle di fumo- niente
di più facile che canto di sirene
svii
dallo scavo del profondo ove il Sé
si manifesti
52
VERRA' IL TEMPO
c' è tempo e tempo
quello della gioia quello del dolore
la vita ti ha insegnato a piangere
non puoi chiedere di essere liberato
se è stabilito
che il cornuto ti debba stare dappresso
con la tagliente sua lingua biforcuta
verrà il tempo
-oltre il tuo lento morire-
a rimarginare le ferite della luce
ora nello specchio
vedi agitarsi le ombre dei tanti
io vissuti
i tuoi errori
53
LEVARSI IN FIORE
(la crisalide si posa
sulle dita dell'alba)
muore
l'animale resta l'entità
dell' origine
Mente infinita espansa
inondata di luce
ed ecco l'anima levarsi
in fiore
54
CORTEGGERO' LA BELLEZZA
trasvolerò mari d'aria
tra galassie interstellari
stanco di questo mondo ipocrita
troverò assegnato un posto
secondo i meriti
dove abiterò per sempre
lì corteggerò la bellezza
presentita mai conosciuta
sulla terra
55
LA PAROLA CHE SANGUINA
colgo la parola che sanguina:
scrivo la vita che
si alterna tra naufragi e
benedizioni
ulisside impenitente
rammendo le mie vele
reduce da viaggi psichici
ho dimestichezza con la morte
con la stessa naturalezza
del mio sapermi eterno
-----------------------------------------------
TRASPARENZE
2019- '20
1
GIOBBE
Signore liberami
da questa gravezza della carne
-ora mi pesano gli anni
come macigni-
ascoltami - quando
il sangue grida le ferite della luce
ed io come giunco mi piego
in arida aria
2
MUSICA SACRA
mi attirarono le note dell'organo
il tempo si era fermato e
fu come uscire fuori da me
uno sconosciuto luogo di pace
mi accolse
non era sogno o visione: quella musica
sacra era divenuta parte
di me del mio spirito
mentre mi avvolgeva una luce
noetica
in empatia con gli angeli e i morti
3
L'EGO 3
apri il giorno
come una scatoletta
-usa e getta
ti affidi alle vacuità dell'oroscopo
la tua nonchalance
dove ti porta
il cul-de-sac che imbocchi
ti si ritorce in un grido
ti dico svuotati
abbandona l'io: fa'
che confluisca nell'immenso mare
del noi
dov' è condivisione
ché svii da quelle insidie
dell' abbraccio mortale
la vita ti sia una colomba
che si posi sulla mano
4
NECROSI
cos' è che ti cresce?
fa senso vedere - cellule
morte si autoespellono
attraverso il dito in
sudorazione
porti con te questa escrescenza
pendula a mo' di piccola
cresta o mini-veliero se
ci lavori di fantasia
infine la bruciatura e
te ne liberi
al limite -pensi-
eliminare le impurità è forse
aspirare all'angelo
5
L'AMORE CHE SAPPIAMO
l'amore dal volto della Bellezza
quello che avvicina
all'assoluto
non è di qui
l'amore che sappiamo
quello che ci lascia un cangiare di nuvole
ad adombrare aride spiagge
ci assalirà con un vuoto
ad ogni sospiro
dolore d' una perdita
dall' origine del mondo
6
IN QUESTO GIORNO STORDITO DI LUCE
in questo giorno stordito di luce
il mio lavoro incessante
di sole
per gli ultimi
i senza voce
i perseguitati che Lorca cantava
per i bambini scandalizzati
dal prelato
-meglio per lui dice il Vangelo
legarsi una pietra al collo
il mio è questo grido che rilancio
contro le sbarre dell' indifferenza e
la viltà di chi trama nel buio
di una notte di pietra
di chi gira sul proprio asse
ombra che sanguina nel vento
di chi segue la pista del sangue
e ha il passo pesante
sopra la tenerezza
canto per la dignità dell'uomo
che fa della sua insopprimibile libertà
ali di luce
a lambire le fonti del sogno
7
DELL'IMMAGINARIO (DEL SOGNO)
li vedevo salire dal mare
dal grande mare aperto
i miei morti che dispensavano sorrisi
era esplicito il loro invito
lo si leggeva negli occhi forti
di luce
ma una vocina dal di dentro
mi diceva
che non era giunto il tempo
8
BOCCHE DI CHITARRE
alla sua morte per fucilazione
anche le chitarre emisero lamenti -
a un ordine dei generali
dalle loro bocche uscirono insetti
bibliofagi
a divorare pagine e pagine
di versi sparsi per il mondo
ma lo spirito del popolo è vivo
la memoria è vasta come il mare -
venne ricomposto il poema
insanguinato
fino all'ultimo rigo-respiro
si può uccidere un poeta
non la poesia
(Federico Garcia Lorca, 1898 - 1936)
9
IL CASO E' QUEL PER CENTO
tutto è convenzione e il caso
è quel per cento che fa il destino
se ci troviamo
nel posto giusto al momento giusto
-o al contrario- è quella
sincronicità indimostrabile
che fa ruotare i mondi e noi
non siamo che
mistero a noi stessi
piccoli astri
Sincronicità: concetto di Carl Gustav Jung, 1875-1961
10
TRA LA BESTIA E L'ANGELO
tra la bestia e l' angelo
corda tesa sull' abisso
nel divario della mente dove destrieri
scalpitano inesausti
bivaccano i tuoi fantasmi
o si mimetizzano tra
la fantasiosa tappezzeria dei divani
semmai si annoiassero sai
dove trovarli: a giocare ore
e ore con le nuvole
tenendo al guinzaglio i sogni
11
LE IMPRONTE CHE HAI LASCIATO
fermatosi il giro del tuo sangue
non avrai più nome né voce
le impronte che hai lasciato?
impigliati ai rami
fra cirri e nembi
l'essenza dei tuoi versi sparsi
i ricordi i sogni gli io che fosti
forse dal fondo dello specchio
riaffioreranno
-in una luce ferita-
quelle immagini a un moto del cuore
12
IN QUESTO MOMENTO SOSPESO
il guanciale intriso di sogni
tu languida ti volti per un bacio
come calamite i corpi si attraggono
lenta c' inonda la luce dell' alba
sembra quasi
che la pineta affacciata sul mare
ora entri nella nostra camera -noi
rami in un ricambio di foglie-
anche in questo momento sospeso
si può sentire un assaggio d' eterno
13
NEI CIELI DELL'INCONOSCIBILE
e in quel momento ora x
è solo un restituire
consegnare le ferite
alla terra
la luce degli occhi al cielo
e
farsi plurale
ponti di luce nella Mente espansa
a invadere e aprire varchi
dove ali di un già presentito
sogno -aperte
per il volo-
si librano nei cieli dell'inconoscibile
14
PICCOLI MONDI
essere in sintonia
-cuore e mente-
con l'universo
come nel sogno abbandonato
il corpo -noi piccoli mondi
nell'alto mare aperto:
ulissidi
a lambire
terre dell'inconoscibile
nella pienezza dei sensi
15
LA POESIA CHE CI SALVA
la poesia
è la bellezza che ci salva
da questo stare inadeguati nel mondo
vedi
con la poesia non si scherza
(a parte palazzeschi e qualche altro)
essa vuole nascere dal sangue
macerarsi nel profondo fino a
mettere ali
non lo crederai ma i fonemi
aspettano solo d' essere chiamati
la costruzione
va da sé dev' essere armonica
come un diapason
col traboccare delle emozioni
16
NUGOLI D'ANIME
riposano i corpi mentre la notte
ha tra le braccia nugoli d' anime
rivolte verso la stessa fonte di luce
ondivaghe
fuori dal guscio esse aleggiano
insinuandosi nei meandri del sogno
si trovano a percorrere
corridoi interminabili
o tra vertigini di spazi
a capriolare
si trovano in ambienti familiari
rivivono déjà-vu
17
RINASCERE NEGLI OCCHI
all'inizio nel tempo
primigenio
il primo stupore in un volo
ai piedi dell'angelo
sarà poi precipizio della luce
ma si resta
nella memoria della rosa
che vuole rinascere negli occhi
18
A GUIDARTI LA MANO
vedi un gabbiano planare - tu
assiso s’ uno scoglio nella
calura di luglio qualche verso abbozzi
sarà tautologico ma è quanto
ti sale da dentro:
"siamo di terra ma lo sguardo dice
la celeste origine - la sua
luce dove l’anima dimora"
è aspirazione alla bellezza
a guidarti la mano:
non con inchiostro ma col sangue
scrivi
19
A PRESCINDERE
questo uscire rientrare nell’alveo celeste
è racchiuso in un tempo
rallentato
un lampo nel cuore dell’ universo
t’ è stato messo nel cuore il senso
dell’eterno - a prescindere
ogni giorno ti riscopri vivo
come il seme
20
AL PARCO 2
gli prepari il posto a tavola
come quando era in vita lo senti
vicino gli parli in sussurri e
con dolcezza
son passati tre anni da quando
lo portavi in carrozzina al parco
-nell’incipiente primavera gli alberi
mettevano folte chiome-
e ogni tanto ti fermavi
per asciugargli un filo di bava pendente
ricordi
le sue parole: chi non si dona
mangia se stesso
21
ALBA
nella luce che sale
generosa sei
come musa che l’abbrivio dà
col primo verso
-aria
di vetro - parola sospesa
come andare in mare aperto
sogno o stato di grazia
22
ALLE PORTE DEL MARE
cicatrici di luna il rosso grido
delle estati lunghe sulla pelle
quando liberavi le ansie
inchiodate alle porte del mare
di sandokan emulando nelle
ore di canicola
le scorribande a perdifiato pei vicoli
cerbottane e bandane
prestandosi al magico
rituale
con vele e bandiere
panni stesi nell’accecante sole
23
ANCHE TU A PRECEDERMI 2
un salto a volo d’angelo
a superarti nella luce
una luna assonnata
ti sovrasta -
ammiccano stelle
anche tu
a precedermi -amico di penna-
sulla via dell’Inconoscibile - uscito
sei dal cerchio d’ombra
dal quadrante dove batte
l’ora del mondo
24
ANDANTE
dopo l’ultima pioggerellina
i saltabeccanti passeri
muovono una piccola danza sul mio davanzale
troveranno le briciole della mia colazione
m’immagino in sottofondo
un andante di vivaldi
e
nello sdilinquire del cuore
mi si apre il cielo
25
ANELITI D'INFINITO
è la vela rossa della Passione
a prendere vita nel tuo sangue spanto
nella luce
ti dai d’amore in aneliti
d’infinito
anima persa per rive sfiorite
negli occhi
26
ANTINOMIA LA MORTE 2
rinfranca il pensiero d’essere
immortale -e già dalla ferita della
creazione lo sei-
la morte ti cerca?
uscito dal guscio tu sarai altro
l’anima libera sarà dai lacci
lo spazio mentale onde di luce e amore
niente d’ imprevisto se la morte
non ti sorprenda più della vita
27
ASSONANZE 2
aureolato di fumo
vaga il pensiero nei meandri del sogno
s’aggriccia il foglio sotto
l’impulso della penna in cerca
della giusta assonanza o
d’una metafora felice
in enfasi il cuore
s’abbevera
alla fonte generosa della musa
28
BREVE IL TEMPO
ti ricorderanno un giorno?
ti sorprendi
a evocare oggi i tuoi fantasmi
altro tempo
età dell’oro quando
il sangue sparpagliato nella luce
semidio ti levavi
come in volo
ora ingrigisce il giorno
chi a ricordarti?
29
CIELI CAPOVOLTI
nel cavo del grido
deflagra rombo di tuono e
scalpitano nella testa
destrieri impazziti
egli non vede
più il corpo della madre
solo cieli capovolti e
accovacciato in un angolo
della parete che separa
vita da vita
trascorre le ore vuote suonando
l’ocarina
30
COME INVISIBILE RADICE
ricordi
ventenne o giù di lì:
pane amaro i primi timidi
tentativi
ti vedi chino
su fogli e fogli fitti
i pindarici voli
le cadute
come invisibile radice
quel virgulto
negli anni
ha preso vita e sangue
31
COME NELLA PRIMA LUCE
si è
legati al cordone del sogno
quello viscerale - che ci vede
come nella prima luce
destare in noi l’angelo
svogliato - lasciare si schiuda
il fiore dell’anelito
in un canto - che abbracci
la sacralità della vita
32
CONTROSENSO
no non ha senso questo tempo
frantumato fra le dita
-c’inseguono le lancette di kronos
i bambini giocano all’ikea
e non nei prati
i genitori hanno tempo solo per loro
cosa pensa -se pensa- quel pesce che agonizza
soffocato dalla plastica? che questo
è il peggiore dei mondi possibili?
33
COSA DICE IL CUORE
fu il caso o il destino
a farli incontrare
all’uscita del discount sotto l’ombrello
lei la sua verve
lui il suo magnetismo
prima che se ne avvedessero
erano finiti a letto
quanto durò la storia se storia fu?
dalla sera alla mattina - un lampo
cosa dice il cuore
dove ti porta non lo sai spiegare
34
COS'E' LA POESIA
la poesia è indefinibile
fa tremare i polsi
è l’abbraccio di un albero
il sorriso di un bambino
la poesia
nasce dal sangue e ha dimora celeste
quando si partorisce una poesia
ti si aprono i cieli
poesia
è dove l’angelo perde una piuma
35
CRUNA DI LUCE
come quel file danneggiato che non
si riesce a eliminare: diciamo un po’ simile
lo stato d’ animo di chi non si sente
realizzato ed è la sua anima
un buco nell’immenso
ti sarà capitato un file corrotto:
ti sta sui cosiddetti ed è come
la vita che gira in tondo -i suoi
ingranaggi che non combinano
-ma dopotutto un file
è un file -dici
quel suo bel titolo ‘cruna di luce’
"chiave" non ha e nemmeno
il cammello ci può passare
36
C'E' DEL BUONO
sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena
si riveste ad ogni ciclo
la natura - ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo
c’è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona
37
DA CHE SEI NELL'OLTRE
corpo -dicevi-
di esperienze ricettacolo?
smesso che hai quell’abito -soma-
il tuo Sé manifesti
che attraversi i mondi
da che sei nell’ Oltre
rinato come a primavera
l’albero nudo
38
DA UN IMPERSCRUTABILE SENTIRE
ti attraversano come una luce sottile:
sono sempre con te i tuoi morti
mai andati svaniti -ci crederai?-
saldano le tue radici
"vivendo" con te ancora: ubiqui e
onnipresenti
da un imperscrutabile sentire
puoi percepirne al tuo fianco la presenza
sono essi a suggerirti in un soffio
semmai ti giunga
una ispirazione
sostano dentro gli specchi
si fanno tuoi consiglieri
quando non sai deciderti
sul colore di un maglione da indossare
allucinate presenze
ti accompagnano in quel mondo parallelo
ch’è la regione del sogno
39
DAL MIO POSTO PROTETTO
mi "nascondo" nel corpo
da me emergono alfabeti
afflati
enunciate sillabe
mentre
questo che mi contiene
ha un piede nella morte
dal mio posto protetto
complice una luna che m’ispira
mando messaggi di luce
a volte
me li suggerisce un angelo
40
DAL SUO SANGUE SI LEVA ALTO
(ad Aung San Suu Kyi)
non violentate più la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto alla
compassione
non schernite più la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte
dal suo sangue si leva alto
il grido di fierezza
all’ unisono con l’ oppresso popolo
.
[Sul finire degli anni ‘80, Aung San Suu Kyi fonda la Lega Nazionale della Democrazia. Il regime birmano la condanna agli arresti domiciliari per 5 anni, poi per altri 15, e infine a 3 anni di lavori forzati, prima di essere liberata definitivamente. Viene insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1991.]
41
DALL'IMMAGINE SPEZZATA
risalendo dall’immagine
spezzata
fino all’ultima ferita
in un sol grido rivivono
squarci d’identità che furono
te
li inghiottirà una
fuga di luci
bava
di ragno a
tesser latitanze
42
DEGLI ABUSI
strillai come un aquilotto
di lacrime inondai il banco:
sollevato da terra
per le orecchie
dalla capa ‘e pezza Angela
(spero oggi un angelo)
per aver iniziato il quaderno di bella
con un grossolano errore
-abusi oggi come ieri
solo che un tempo erano "sommersi"
.
(capa ‘e pezza: in gergo la suora; Angela, nome fantasia)
[il grave errore consisteva nell’aver scritto "geofrafia" invece di "geografia".]
43
DI FOSFENI E NUBI
a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive
vaghezza
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni
dimorano
44
DI LUCE L'ABBAGLIO
colma la bocca
di luce l’abbaglio
della veste
sentivo nelle ossa un fuoco
come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell’aria
45
DI PALPITI DI LUCE
bianca colomba si posa
su creste di pensieri
invertigina l’essere
tra fluttuanti sillabe
in un capriolare di palpiti di luce
46
DI QUA DEL VELO 2
(non qui né altrove:
semplicemente essere
nel Tutto
-porta della conoscenza)
di qua del velo di maya
trottola del tempo
consuma il suo perno
nella palpebra del sole
un embolo d’ombra dimora
che insanguina il vento
47
DI SGUARDI E' IL SOGNO
di sguardi è il sogno o polvere
della creazione noi polvere
del sogno noi sogno di Dio
tra intermittenze
di fòsfeni veleggia
l’ "occhio" per inesplorati lidi
48
DOVE L'ANGELO 3
ti dici quale angelo - quello
delle favole? mentre nel cuore
ti alberga il grido stridulo
del risentimento
-nell’ordine cosmico
è il boomerang che non vedi
dov’è l’angelo ti dici
semmai salga dal fondo
di te a illuminarti?
vieppiù continui a respingere
mani tese
in un cielo bianco di silenzi
49
D'UN SOGNO
casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra
dal mare
sorridermi mentre
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto
50
EMARGINATO
quest’uomo: tristezza
d’albero nudo
avanzo di vita aperta
ferita
-occhi scavati
che perdono pezzi
di cielo
quest’uomo
puntato a dito
quest’uomo fatto
torcia
per gioco
51
ENERGIA COSMICA
(a Stephen Hawking, in memoria)
ci partorì un oceano di energia
noi minuscoli granelli
finita infinità
dai buchi neri insondabili
forse nuovi mondi
nascono - inarrivabili
soli
non siamo in questa
vertiginosa vastità
in infiniti
cerchi
spaziamo
[finita infinità: da un verso di Emily Dickinson]
52
FASE REM
aprono il mondo della mente
facendosi presenze
i dolci animali d’acqua e cielo
nel vortice di luce
ti si rapprende negli occhi il volo
e l’argenteo guizzo
appena desto
-assimilando ancora frammenti
di visioni-
chiederai all’onda all’uccello al vento
la chiave l’origine che
dall’apparire traspare
53
FONEMI
nella bocca della notte
-la luna sopra il petto-
il letto è un mare dove sillabe
perdono sangue
"e il naufragar" non è che di parole-
carne slabbrati fonèmi
a far piovere
nelle tasche del cuore
54
HIKIKOMORI
un vivere a ritroso
le spalle all’oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate
tra l’ombra e l’anima
.
Hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E’ il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.
55
IL BUIO DEGLI ANNI
(a tutte le vittime per la giustizia)
negli occhi delle primavere
violentate
il buio degli anni
di piombo
la pioggia di sangue
la vostra morte
luminosa
il sangue delle vostre primavere
di là dal buio
dell’ora
ecco levarsi alto
come un urlo
al centro della storia
------------------------------------------------
IL CIELO E' TERSO
56
IL CAMMINO
il sognare di sé che si sogna - forse
così la vita
perché il cammino - dici
breve il tempo
per cercarti:
trovare l’ anima -
quella luce ch’ è in te il dio
inconoscibile
ti passano davanti
le sequenze
dei tanti "me stessi" trascorsi
ma già sei altro
57
IL CIELO E' TERSO
la coda dell’occhio il gesto
come a voler scacciare una mosca
ed è un fuoristrada
a investirmi alle spalle
entra la luce
il cielo è terso - mi dò
il buongiorno
mi risponde a breve
il borbottio della moka
58
IL GRIDO CHE SALE
era forse quell’embolo
ad allagare di visioni la mente
tutto quel rosso
come un mare di sangue
e il grido a salire
dalla vertigine del sogno
-e se sogno non era?
trovarsi diviso
tra reale e irreale -
nelle vene del buio una danza
di folletti
59
IL GUARDIANO DEL FARO
sembra toccare il cielo
attraverso la grande vetrata
gli fa visita il gabbiano
unico amico
al crepuscolo alla stessa ora
nel becco l’argentea preda
l’uomo del faro:
non uno stravedere
come il ragazzo l’ ha sempre sognato
tra spume d’ onde e uccelli marini
altro è
questo solitario
leggendo nel profondo:
senza amici per poter
chiacchierare: una ferita
la perdita della compagna
morta qualche anno prima di parto
la sua Nina
ora gli pare di vederla
tra le ombre della sera quando
si accendono le stelle
60
IL NOSTROMO
narrava dei suoi viaggi
-il mare a cullarne le memorie-
i porti toccati e lasciati
Oslo Amsterdam
le taverne ove non mancavano
scazzottate come nei film
le volte ch’ era cielo di tempesta
con gigantesche creste d’onde
-negli occhi gli si leggeva
raccontando
che bastava un niente a morire
avvolti dal fumo
della sua pipa di schiuma
noi ragazzi ne eravamo rapiti
-ci passavano nello sguardo velieri lontani
Jim il nostromo egli era
per il borgo natio
-occhi di cielo e cuore
grande come il mare
61
IL RIFLESSO
m’abbaglia l’accecante
riflesso d’un lunotto
tengo la strada - poi
il tunnel mi da pace
e m’acquieto con le note
di stardust
esco nella luce come destato
dal sonno della morte
62
IL SANGUE SULLE PIETRE
baluginio d’albe su vuoti
orizzonti - sale
la luce sui nomi perduti
filo spinato
taglia la memoria insonne
inani fughe
ancora grida il sangue
sulle pietre
63
IMPOSSIBILI APPRODI
-orza alla banda!-
la faccia cotta dal sole
il marinaio
tende a quegli approdi impossibili
apparsi solo nel sogno
la terra è ancora lontana
facile perdere
la rotta fare naufragio
se non "credi" senza vedere
64
IN TRENO
lei immersa nelle righe
nere mentre il paesaggio
-alberi case- fuggiva
sbirciavo il titolo
era in inglese - un
mattone a vederlo
distolse altera lo sguardo
lei biondo- platino e sola
conciliava un sonnellino
ora il monotono
sferragliare
65
IN UNA GOCCIA DI LUCE
s’arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un’acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all’Immenso
allora non sarò più
quell’Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d’amore
in una goccia di luce
66
IPOTESI DELL'IMPOSSIBILE
combatti contro i mulini
a vento delle ipotesi
ti vedi quel filo d’aquilone
tenuto da un bambino e
toccare il suo cuore e il cielo
o quel bimbo ti vedi
tenuto dal genitore per mano
o ancora -tra fremiti d’ombre-
quel figlio prodigo
che ti torna in sogno: che anni
scavalca a ritroso
per chiedere perdono
al padre sul letto di morte
67
ISOLE 2
s’aggrovigliano mai combaciano
come i fili d’una ragnatela
in composizioni improbabili
tramate forse nei sogni
in un alone di luna evocano i morti
fan gesti propiziatori
sono intrecci di mani di sguardi
anime che si cercano
68
L'ESSENZIALE
arrivare all’essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta - un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)
così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all’Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico –
quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra
69
L'OMBRA
negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?
pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà
che estinta con l’ultima sua luce
rientrerà nel corpo- contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt’uno con la morte –
senza perché – solo ombra
70
LA BELLEZZA DELL'ANGELO
con l’avanzare degli anni
senti sempre più il distacco da tutto - ogni
cosa ti lasci scivolare addosso
-come il sogno ch’è a svanire
oggi preghi lo Spirito del cielo
ti faccia luce:
ti mostri l’azzurro sentiero
per la bellezza dell’angelo
71
LA DOMANDA DEL SANGUE
sordi alla domanda del sangue
noi
sotto un cielo bianco di silenzi
le parole rimaste in gola
cadono
come un infrangersi di cristalli
in nostra vece
sentiremo forse gridare
le pietre
72
LA LUCE ESSENZIALE
punti all’ esteriore
e non alle cose del cuore?
vedi: non ha consistenza quanto
non nasca da radice
del sangue o semmai sopravviva
di effimero lucore
essenziale quella luce
ch’ è la bellezza della rosa
immortale
palpitante tra le mani
73
LA LUNA DEI POETI
ho la luna dei poeti
-pesci sull’ imum coeli-
scivola
la barca della passione
verso terre di mistero
pesco sogni di ragno
nell’ intreccio di parole
nate sulla bocca dell’ alba
mentre
uno sbuffo di vento
porta afflati d’ amore
74
LA MANO DISEGNA NELL'ARIA
la mano disegna nell’aria
il suo profilo indugia
su bocca naso e occhi
la mano della mente ben conosce
quei dettagli come la madre
che l’ ha generata - Nina stella
del cielo che mi cammina nei sogni
ora sono aghi
che trafiggono
nell’ accendersi nel sangue
la mai sopita passione
mentre la mente disegna
dove fermenta il cuore
75
LA MUSA LATITANTE
dalle vene del buio
-dove a raccoglierti
vuol chinarsi l’amore-
defluisce arido sangue
stai come
quel gabbiano dall’ala spezzata
che non sorvolerà il suo mare
76
LA PAROLA NUDA
mi seduce la parola enfatica
-sia d’amore o quella che
(d) enuncia
che s’attorce al cuore in un nodo
di passione
parola
nuda come la verità - mio faro
brilla
nel buio come stella
di fuoco
e non la puoi estinguere
77
LA PASSERA
memore della bella accoglienza
me la trovo sul davanzale ogni mattina
per "condividere" la colazione
è d’un piumaggio lucido e vellutato
l’ho chiamata "nerina"
sempre puntuale
precisa come un orologio svizzero
chissà mi chiedo
chi troverà ad accoglierla quando
anch’io avrò messo "un paio d’ ali"
78
LA PISTA DEL SANGUE
sconvolgere i cieli
vorresti?
rapportare il mondo
con l’ asettico tuo doppio?
chi vuoi che spezzi
per te una lancia
se vai col lupo
seguendo la pista del sangue
in modo sistematico
vedrai crescere detrattori
a stigmatizzare le tue fisime
uomo di cartone
79
LA STANZA DEL CUORE
custodirvi l’essenza
primaria -
il suo fiato il suo mistero
è creativa la stanza del cuore:
la vedi tappezzata
dalla immensa pagina del mare
dove scrivere i sogni
con l’inchiostro della notte
vi respirano sinergie d’altre
dimensioni
80
LA STANZA VIOLA
la stanza viola della mente
veste l’anima
del quadro in cui ti perdi
dalla tela vedi crearsi
iridescenze -e il sangue
si spande nei colori-
presenze
daliniane
erompono dal sogno
81
LA VERITA' E' UN LUSSO
la verità è un lusso dice quel padre
che non ha ottenuto giustizia dopo anni
per il figlio falciato in una rapina
trovatosi per caso lì in quel frangente
dice -un sasso sul cuore-: forse
è di un altro mondo la verità
-tutto come sempre
insabbiato prescritto
nessuno sa -
e sulle coscienze crescono peli
82
LA VITA INFINITA
con l’avvicendarsi degli anni
si risvegliava in te il bambino
negli ultimi tempi
c’era sempre lei a rifarti
il letto a tagliarti la carne
il tuo angelo
premuroso
che non ti perdeva di vista un momento
eri un omone- bambinone
te ne sei andato troppo presto
quel giorno vedevo al tuo capezzale
nei tuoi occhi cerulei veleggiare
la vita infinita
83
LA VITA INTERIORE
dirla "potenziale" questa mente
fin quando non sarà espansa
e unificata nella primaria
origine
di sogni e di pene
-scritte su cieli di carta-
e di effimere gioie
come la felicità che sempre sfugge
lei si nutre
abbeverando del sangue
della passione
la vita interiore
84
LACERAZIONE
ragazzi strafatti
che han preso la china d’una vita
contromano
ragazzi che s’ attraggono
e vivono come se
non vivessero
invecchiano dentro gli specchi o da
hikikomori
abita il loro sangue una notte che
si lacera all’ infinito
-le famiglie:
da raccoglierne i pezzi
ragazzi che bruciano
bruciano come candele
85
LATITANTE LA MUSA
sillabe cadute dagli occhi
l’ingoio di stelle a svanire
"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":
questo
salvi dal tuo dormiveglia - relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico
tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole - latitante
la musa
86
LE SFIORITE RIVE DEL CUORE
le sfiorite rive
del cuore e la verde
età fuggitiva
ahi i segnacci
rossi sui quaderni
-simboleggianti nell’inconscio
gli errori adulti che
ti segnano la vita
e in lampi di ricordi
quella corsa
dei grembiuli come ali
in voli bianchi verso
casa
87
LE VOCI REMOTE
un’accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare
il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
88
LEI DALLE SNELLE CAVIGLIE
avvenne in me un parapiglia
si sconcertarono i miei neuroni
come lei apparve -il rigoglioso seno e
le giunoniche forme- nel suo incedere al
Valentino
ogni tanto in sogno rivive
evanescente figura
inarrivabile
lungo la coda dell’occhio
lei dalle snelle caviglie
89
LO SGUARDO VELATO
dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d’intenerimento
la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato
ora come allora
quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì
-ah ridicolaggini
90
LUCE COSMICA
il suo sguardo benevolo che
abbozza un sorriso lieve
dalla vetrata della cattedrale
illuminata lassù
mi ricorda l’angelo
sulla volta del soffitto
quando da bambino ero
cagionevole e a letto
oggi
mi sorprende un moto
di commozione
nel dilatarsi il cuore
in una luce cosmica
91
L'ESSERE-PENSIERO
l’ angelo o essenza
primeva
in veste d’apparire
in amore converte
il suo fuoco ancestrale
è ubiquità ed ali l’angelo
o essere- pensiero
astronave di luce che
circumnaviga cieli interiori
92
L'AFFLATO
si leva
da un’ alba rossa di passione
l’ afflato del cuore
quasi ad alleviare
-volo lieve di farfalla-
le brutture del mondo
asimmetriche tracce
lascia la poesia ch’ esprime
l’ angelo- farfalla
93
L'ALBERO
di Te
il dito
la saliva il fiato:
ri- fiorire vita
in cuore disabitato
e gli esecrandi
crimini? non
ricordi
dal sacrificio estremo
l’Albero
di sangue
si è ingemmato
sopra uno
sconquasso di secoli
94
L'AMORE E' UN VOLO
l’amore è un volo
che si stacca dai tuoi tramonti
e lascia una mesta dolcezza
come virgola di fuoco
quel dolore che si ferma negli occhi
sulle ferite -sai-
lavora a tuo favore il tempo
95
L'ANGELO 3
s’inzacchera le ali nella melma
del contingente
minimo sette volte in un giorno
si prende cura come una seconda madre
di chi gli fu affidato alla nascita
dalla Misericordia divina
arcobaleni e nubi son la sua dimora
transitoria
si piega sul tempo umano -
lo senti se ascolti
sostare nel buio delle vene
96
L'ANTAGONISTA
aprii la valigia
era piena di libri e di sogni
di vaghe nuvole e stanche lune
gli chiesi se leggesse poesie
arricciò il naso: -non mi nutro di quella
"manna" il mio cielo è di pietra e
non ne vedi angeli affacciarsi
né madonne
-non siamo -noi due-
della stessa razza
io
da opportunista
nello scrigno non porto chimere
97
L'OMBRA (ALTRA VERSIONE)
davanti
dietro di lato s’ allunga
si spezza se riflessa
in acqua mutilato corpo
mi ripete
negativo di me profilo
esangue
finché vita
avrà
da estrema obliqua luce
98
L'ORDINE DELLE COSE
nel momento del distacco dirai
forse impropriamente
"è mancato" - invece d’ un accorato
"ci abbracceremo nell’ altra dimensione"
mancato sì alla scena
del mondo
com’ è giusto per l’ ordine delle cose
’apparenti’
la stella nana la formica
99
L'ORIGINALE
si perde
armonia nel rifare una nuova
poesia da una datata:
ne risulta un vaso incrinato
allo stesso modo ogni
esemplare è intoccabile:
è dall’origine
della foglia la foglia- madre
come la pensò Iddio -
così la parola
così la natura
toccare i geni è una bestemmia
che sale al Cielo
100
MANIFESTO
ritagliare dai giornali
lettere cubitali
per farne una poesia- manifesto
già vedi uomini- sandwich
popolare le piazze
il rosso grido di denuncia
abbasso x viva y
-sordi i governanti
al lamento dei poveri
vedi: giungerà il momento
in cui
si abbatterà repentino uno
tsunami
a rovesciargli la poltrona
101
MARE D'ERBA
con l’ avanzare degli anni
riduci sempre più il percorso
delle tue camminate
giungerà il momento
di affacciarti solo sull’ uscio
o dalla finestra vedere l’ immensa
distesa di verde e nello
stravedere la scambierai per quel mare
che ti vide nascere
-ti brilleranno gli occhi andando
col pensiero alla fanciullezza gaia
ora quella luce è fuggita
lascerai
impregnato quel mare d’erba
di amori e pene ed eterei voli
102
MARINA
sull’onda bianca della pagina
inavvertita la musa
come un’ala si posa e
si china discreta
a ricreare di palpiti un vago
sentire di mare
103
MEMORIA DI VOLO
memoria di volo
dell’ antenascita - quando l’ angelo
benigno si piegò
nel vestire la carne
ora nello smarrirsi dei mattini
in un’ aria di vetro
da memoria si torna a essere
sogno
a raccontarci è l’ infinito
mare
104
MI STRACCERA' UNA MANO
sto incollato
a un muro
vi resterò forse fin quando
m’imbavaglierà una reclame
di nonsoché o forse
mi straccerà una mano ignota
ma sarò ancora la voce
di chi non ha voce
sarò il suo sangue
che urla attraverso
i miei squarci
105
MIMESI 2
mutevolezza come
di nuvole
-parabole
-alchimie del sangue
mimesi icariana
la giovinezza frale
-nei suoi umori
intinta
la penna di Goethe
106
MORTE BIANCA
al paese (le donne avvolte in scialli
si segnano ai lampi)
hanno saputo di Valter
volato
dal traliccio angelo senz’ali
"non venire a mettere
radici -scriveva al fratello-
qui anche tu nella
città di ciminiere e acciaio: qui dove
mangiamo pane e rabbia
dove si vive
in mano a volontà cieche"
107
NEL FIUME DI LUCE
forse
veleggiando nel fiume di luce
anche loro i morti ci sognano
per non annoiarsi
dove cade il giorno
come un vibrare in nudità di sguardi
piegati sul cuore della terra
il loro bianco respiro
108
NELL'UNO
dal Tutto
ritrovarsi nell’uno
a vivere il sogno della carne
il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi
lacerato dalle lancette
d’un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti
109
NELL'ANIMA BAMBINA
come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a giumella e il caldo fiato
o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta
come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l’acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole
immagini vive custodite
nell’anima bambina
che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni
110
NELL'ARIA VEGETALE
si aprì il mattino azzurro
nell’aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d’un amore tendente alle
stelle
-------------------------------------------
AFFLATI
(2020)
111
NOI DUE
chi resta
avrà dall’altro da lassù lo sguardo
o dai recessi dell’essere dove
si presume
risieda l’anima
chi resta alzerà gli occhi al cielo
in un atipico silenzio
rassegnato
un’altra primavera e
nuovamente
guarderà il glicine fiorire
si domanderà
dove stanno i ricordi vissuti
pezzetti di cuore
sa che tutto è
un eterno presente
112
NOTTE LIQUIDA
orfanezza del cuore
su sfiorite rive
occhi
come laghi in fremiti di vita
dove
distorto volto d’angelo traspare
lanciarsi anima e corpo
nell’ebbrezza della notte liquida
113
OCCHI DI PARADISO
quel giorno che ci hai lasciati
parlava il tuo sguardo muto
-occhi di paradiso
quel giorno
l’angelo ha colto il tuo dolore
e lo ha appeso ad una stella
ora tra arcobaleni e vento
il tuo aquilone
sparito nell’infinito
è come volesse cercare
lì il tuo cuore
114
PAROLE 2
parole sulla bocca
dell’alba
in dormiveglia mentre
inizi l’interiore viaggio
cavare sangue
da neo- nate parole
in seno a un dio
non visto
dove sale la luce
115
PIU' D'UNA VITA 2
convivere con gli umori
di un corpo di morte
dall’animalità all’angelo: questa
l’impervia salita
più d’una vita se dal sangue
fioritura sia d’ali levate:
ogni passo ne perdi una piuma
116
PRIMAVERA 2
capita che il bosco mi parli
ogni volta che abbraccio il "mio" albero
-risale
a un rito atavico
l’abbraccio: patto di luce- amore-
mi parla -il bosco-
tendendo le mille sue braccia
nell’espandersi in canti che allargano il cielo
la casa degli uccelli
si fa allora santuario del cuore
empatia
che mi congiunge
all’esplosione della fioritura
come fossi io nell’albero
117
PROFUMI NINNOLI
credi non sarà così per sempre
non come qui a guardare
per speculum in aenigmate
quel non riuscire a focalizzare
il profilo di lei
come quando la vedevi sbucare
da dietro la curva
della strada al ritorno dal footing
tra le altre suppellettili
ora a prendere polvere
sulla specchiera stile ottocento
profumi pinzette ninnoli
la collana
orfana del collo esile
il guardarti in tralice nelle sere vuote
lei da una foto sfocata
118
PROVE DI VOLO
anneghi
nell’effimero d’una vita marginale
tenti nell’indaco prove di volo
-fino a che dura il sogno
da quale parte è la verità ti chiedi
nei momenti lucidi
119
QUALCOSA VERRA'
qualcosa verrà
in quest’ora anodina
a farsi sangue e presenza
il bianco a violare
ricamandolo di fonèmi e voci
da sirena ecco si veste
la musa
su onde a sognare
-incoronata di nuvole vaghe
come un’eco
quel melodioso canto
che si negò odisseo
120
QUALE IL TUO NOME
quale il tuo nome nel registro
della Luce
quale la tua figura
inespressa
questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli
di cui non è memoria
caduto il velo
un ri- trovarsi
moltiplicato
121
QUELLO SQUARCIO DI CIELO
in grazia creativa mi sento
oggi che mi è clemente il tempo
-nuoto nel mio
immaginario
nell’approssimarmi agli ottanta
non mi fermo a fare bilanci
o scongiuri
né mi guardo indietro
solo il giorno
predestinato aspetto
e tanto più inimmaginabile
sarà quello squarcio di cielo
-ad attirarmi a sé
122
REPERTI
lui -il "cornuto"
che continua a lavorarci contro-
lo vedemmo nelle case della morte
col fumo della carne bruciata
lo riconoscemmo nella "bestia"
umana
dopo gli anni orrendi oggi
un museo: in mostra scarpe
valigie occhiali e
una montagna di capelli
i reperti
della vergogna
non sogni o finzioni quelle "nuvole"
ma
dalle fumate si sa che a levarsi
erano ali d’angeli
123
RICORDI
confondersi del sangue col colore
dei papaveri nel sole
ampie distese a perdersi
mentre all’orecchio del cuore
a far capolino una
melodia nel tempo andata
ricordi
ci si appiattiva scalzi col fiatone
nell’erba alta
dopo una volata e
in levità d’angeli
quasi non si toccava terra
124
RISILLABARE PALPITI
risillabare palpiti
di soli e
generare amore dove
il cuore mette ali
elevarsi come aquila
negli’ infiniti cieli
annullarsi del pensiero
guru in stato di
levitazione
125
ROSA IL TUO FIATO
rosa il tuo fiato
fragranza di bosco la tua pelle ambrata
apparivi sirena
distesa s’uno scoglio
allucinazione forse
mi facevi un cenno
mentre il cielo s’apriva in una luce
aurorale
come il tuo sorriso
126
SAREMO
il sangue starà
circumnavigando il periplo dei mondi
quando l’io non esisterà più
cosa saremo nessuno può dire
saremo nel Tutto
dove tutto ha nome armonia
forse
non aureolati - fioriti
nelle braccia di Dio
come nella prima luce
127
SCAMPOLI
rimanere in essere
incapsulati in una vita
ch’è copia
sfocata dell’Originale
dimezzata vita: scampoli
pure
zampillo d’acqua viva
dall’Io subliminale
la difficile luce
128
SCHEGGE DI PENSIERO
sai d’ essere schegge di pensiero
per unificarti alla Mente- madre
dove sei già stato vuoi tornare
ma non ricordi il "dove"
tornare
da dove ti sei staccato
come la foglia che
riprenderà ad abbeverarsi di luce
dopo essere macerata nella terra
129
SCRIVERE SULLA SABBIA
scrivere con la luce
la vita la morte
vestire di primavera i gigli
non così l’uomo
dal suo primo apparire
preso nel vortice
delle cose
egli scrive su sabbia l’avere
-nel cuore la paura
del bambino
130
SCRIVO SULL'ARCOBALENO
scrivo sull’arcobaleno
dove il mio angelo è assiso
in veste di musa
egli mi suggerisce parole
macerate nel sangue
che mi si nascondono
alla "vista"
a volte dall’arco-
baleno cade una sillaba
ed io la recupero
riprende vigore
all’angelo traspare un sorriso
che si fonde col mio fiato
131
SE AVRANNO VOCE
ed è pleonastico il tuo dire
i tempi son cambiati e
alle piante seccano
i timidi germogli
i pesci son gonfi di plastica e
i cieli di cenere
e i mari piangono coi miei occhi
lasciare parlino i fatti
se voce avranno
in una -lesta?- inversione di tendenza
132
SE INDIETRO TI VOLTI
era solo un sogno - sarai
come la moglie di Lot mi disse
se indietro ti volti
accondiscesi sebbene
controvoglia: ribellione mi
corse nel sangue
altri vedevo passare
per la via della "prova"
ora tramutati in statue - che prima
di me ridevano
133
SENZA TITOLO 5
le cose
mi chiamano e la morte
è lontana
vastità contemplo
l’anima
è il verso del gabbiano
nel lambire l’ onda
134
SENZA TITOLO 6
un’alba cadmio
apre spazi
inusitati nel cuore
usciti dal sogno
beccano sillabe
gli uccelli di Maeterlinck
in un cielo di vetro
da un luogo non- luogo
le uve dei tuoi occhi
chiamano il mio nome
genuflesso nella luce
135
SIESTA
di sé t’innamora il perfetto
endecasillabo
"meriggiare pallido e assorto" -
rilassante quasi a conciliare
il sonno
di qua dove sei
la pineta - di là il mare -
chiudi il libro di Montale
e gli occhi
contro l’ obliqua luce fra i rami
in te mezzo assopito
ora perdura
il dondolio delle altalene
e dei teneri corpi
quasi fatti d’aria
136
SOLITUDINE
si è al punto che
ogni giorno
è uno in più a dar scacco alla morte
-finché ci siamo- la candida
filosofia dell’anziano
il consueto giro pomeridiano
per godere un po’ di sole
non si muove foglia
ma voglia il cielo
risparmiargli una solitudine feroce
che scava come goccia nella roccia
137
SOPRA IL SENSO DELLE COSE
chi può conoscere
meglio della terra i morti
l’inverno col suo bianco manto
il silenzio copre e il loro cuore
oltre orizzonti di palpiti
vegliando aleggia
il mistero
sopra il respiro dei vivi
sopra il senso delle cose
come un sole freddo
138
SPAMPINA LA ROSA
turbine avanza
in un batter di ciglia - deserta
la piazza solo una gatta sotto
un’auto acciambellata
han lasciato i vecchi
il loro gioco di carte
più in là la bellezza
deturpata
al crocevia del grido
la rosa spampinata
139
SPLEEN 3
lo scoglio
e tu
come un tutt’uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce
labbra di cielo
questo
contatto di sole
vedi nell’aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all’infinito
140
SPLEEN 4
brusio di voci
galleggiare di volti
su indefiniti fiati
si sta come
staccati
da sé
golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi
vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce
141
SUL FILO TESO
camminando su filo teso
se la mente vacilla e
s’affaccia su orrido abisso
Tu lo sai -
è l’altro me a cui
ho dichiarato guerra per onorarti
son diviso e ogni pensiero contrasto
se emerge non da sangue
e come potrebbe
la pianta ripudiare la radice? e la corolla
che s’apre alla luce odiare la luce?
142
TEMPO-SOSPENSIONE
tempo elastico
gli orologi molli di dalì
tempo- sospensione l’aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non- tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale
143
TRIPUDIO DI LUCE
aspetto l’ ineluttabile
disfacimento della veste
come l’ albero delle
foglie
quelle macerano
l’ albero è albero
il suo sangue in letargo
attende
un nuovo tripudio della luce
144
TU MADRE DEL MIO SILENZIO
tu madre del mio silenzio
tu cattedrale del sangue
indiato
-poesia- apri lunghe sospensioni
e varchi
e archi di luce ricrei
tra ciglia d’amanti
tu fai spuntare fiori tra le pietre
preservi un raggio di sole
per gli occhi persi
del povero cristo
nei giorni anodini
145
TU REGINA DELLA NOTTE
sei nelle mie corde e metti ali
a sorvolare questo male oscuro
d’un mondo fatto a pezzi
tu regina della notte
poesia che ti sveli
al lume d’una luna menomante
l’anima è inclinata nella luce
ci salverà la bellezza?
146
ULISSIDE 4
occhi di terra e di cielo
e oceani
occhi ove vive
noetica luce
a sognare procelle e bompressi
e
un’ itaca lontana
esce dalla coda dell’occhio
il tuo vascello
a circumnavigare terre di mistero
ed è casa di mare aperto
l’anima del viaggio
147
UN CIELO DI PALPITI
si punterà verso
il non- luogo dell’ Inconoscibile
intrisa la vela del sogno
del sangue della passione
uscendo dalla bocca della notte
-e siamo grumo e infinito
vivo di palpiti sarà quel cielo
tenerezza di madre ad accoglierci
148
UN NOME UNA VOCE
un alone di mistero emana
dai lampioni sul lungopò la sera
ectoplasmi o perdute
identità pare s’aggirino
sui viali battuti solo
da qualche meretrice
pensi
possa ispirarti qualche verso
quest’atmosfera impalpabile e attendi
riconoscibili
un nome una voce
che ti salgano da dentro
149
UN SORRISO
vedi l’allodola planare
il suo volo un immaginario arco
lascia nel cielo
"l’albero lo riconosci dal frutto"
pensi
come curiosamente ti sorprenda
quel detto dei Vangeli
e come
il dimenticato aspetti solo
come pane un sorriso
-ti vedrebbe
come un angelo qui sulla terra
che gli allevii la ferita viva
il sorriso è l’inizio
-lo sai
150
UN VENTO DI OSSIMORI
posizione fetale: ideale per lasciarti
abbracciare da morfeo - in una
sospensione lucente - la mente
assediata da iperboli
grandi come case
e da un vento di ossimori
151
UNA POESIA TIPO QUELLA
fa sorridere una poesia tipo quella
di Neruda "ode alla cipolla"?
se ne cogli la vera profondità
penetrando fin nella radice
della terra da cui è nata
sentirai l’ebbrezza del sangue
che canta alla luce gemmante
come una celeste musica
indorato dal caldo sole
quel bulbo
finirà sotto la mezzaluna
con lacrime
-companatico dei poveri
s’ usa dire
152
VAGHEZZA ERA O VISIONE
quell’attraversarti la mente
da nonsense e surreali figure
daliniane
come uscite da un sogno
perdevi la percezione del tempo:
davanti a te
un lungo corridoio asettico
senza interruzione di porte
era come entrare nella morte -
infine sfociare
bagnato di luce
in altra vita -
sogno nel sogno
153
VERTICALITA'
dolore non solo quello
da carne- urlo animale
ma sublimato
negli assi della croce
guardando in divenire
là dove conduce
Passione per la porta stretta
154
VIAGGI
"il più bello dei mari" quello
ancora da navigare o solo
sognato
così la poesia
più bella si dice
sia quella ancora da scrivere
viaggi
da odisseo viaggi mentali
apertura a ventaglio
dei sensi
in una immersione nel sé
[I° verso da Hikmet]
155
VISIONE
su di te vedi piegato il cielo
dalle leggiadre braccia
ti sale su per le narici
la barca di cristallo della
passione
veleggiando sul filo del respiro
nella camera della mente
non è detto non t’appaia l’angelo
dell’ affresco
che ti rapì quand’ eri bambino
156
VITA CENTUPLICATA
tu nelle braccia di Dio
rapita nel sole
piccola Margot
tu rosa vestita per la vita
quella vita che
non ti fu dato vivere
ora
centuplicata
credimi
immergermi vorrei in quel Sole
che nel sogno in barlumi ora
intravedo
157
VITA CHE TI SVELI
assisa sul bordo della luce
vita che abbracci
infiniti orizzonti
vita riflessa
che non sai dire se vivi
o sogni
vita in esilio finché abiti nel corpo
vita genuflessa
a adorare il sole- maja
di luce
che apri la fronte del giorno
vita- vuoto affamato
sii te stessa
"vita fedele alla vita"
rigenerata dalla Croce
Vita che ti compi
che ti sveli
158
VITA NASCOSTA 2
il muro d’aria che divide
luogo e non- luogo
o solo quell’esistere sognato
che torna come déjà vu
qui solo apparire:
l’essere è vita
parallela - nascosta
159
VITA VISSUTA
aria ferma
di pomeriggio quando le ore
si dilatano e in una chiazza
di sole un gatto acciambellato
sembra sognare
i volti raggrinziti
dei vecchi che giocano a carte
dicono vita vissuta
ti distolgono
dal sovrappensiero bianchi voli che
si staccano dal tramonto
160
L'ETERNA LOTTA
in una bolla d' inganno è racchiuso il mondo
c' è sempre un pugnale nascosto
tra le pieghe della veste
appare come animale onirico
il maligno
o travolge come un maelstrom
ogni volta che
il Cristo bagna le sue anime di luce
-tutto Egli dimentica sulla croce
161
SU SFIORITE RIVE DEL CUORE
mea culpa? - considera
la pagliuzza non la trave
in bianchi cieli la sua anima s'impiglia
tra certezze effimere e un nodo
scorsoio l'ego si fa
mea culpa?
lungi da lui
quell'animo candido che
simpatizzerebbe con i morti
su sfiorite rive del cuore
un gabbiano solitario plana
162
APRE ALL'ARIA LA ROSA
si leva il mattino azzurro
carezza la riva della luce
sull' orlo dell' abisso la rosa
apre all' aria i suoi petali
arco d' amore
lei la vita
nel suo mettersi in gioco
163
COME NELLA PRIMA LUCE
figure - paesaggi -la voce
nomina le cose
come nella prima luce
vi assegna un'anima
-gli oggetti
si fondono ai corpi - familiarizzano
coi gesti
giovane è la vita nel prodigio
dei fiori
164
BUCO NERO
(ad una corrispondente immaginaria)
aspettando una risposta che non arriva
-ma forse sei entrata in un buco nero
dalle vicende del mondo assai lontana o
posso immaginarti già di là
a corteggiare le stelle
l'ultima poesia
che forse non leggerai
è infarcita di alcuni paroloni
filosofeggianti
benché sappiamo sia vitale
nel rivederla
fare opportuni tagli
come fa con noi questa vita
nel modellarci
165
LE VOCI REMOTE
il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto una luna menomante
166
CONSIDERAZIONI
che Egli sia nato in primavera
non al freddo e al gelo
-come alcuni studiosi ipotizzano-
nessuno può dirlo
(convenzioni degli umani: il periodo
i festeggiamenti per prima
la pancia e il sacro viene poi
banalizzato)
e che Egli
sia nato di pelle scura
è probabile
-ma perché fare distinzioni
di colore
--------------------------------------------
OLTRE L'ESILIO
(2020)
167
VIRGOLA DI CIELO
tu dici dopo non c'è più niente
-e la coscienza?
quella che ti fa dire sono persona
-che nell'aria stretta si fa
virgola di cielo-
no
non la distruggerà nessuno neanche
il fuoco
168
INCANTESIMO
donna dei boschi: occhi
di cerbiatta - la sua
anima di foglia
di sé m'innamora
169
QUEL CHE SI DICE TSUNAMI
ingegnarsi per bypassare quel che si dice
tsunami interiore pari al lutto
di una persona cara
elaborarlo mettendo in campo
l'autocontrollo (yoga) e
spruzzate di benevolenza e
autoironia - sviando
il testacoda dei sensi
lasciarsele scivolare addosso
le cose
destarsi allora con altri
occhi
170
LA LUNGA ATTESA
-alla fine
è dura questa coda da scorticare-
gli scriveva trepidante d' attesa
come se lui dovesse
tornare dal fronte
(era
in trasferta per tre settimane)
-sai:
la bambina la sento
come sorridermi in grembo -
sogno i suoi dolci occhi azzurrocielo-
171
MOMENTI D'INCANTAMENTO
entro ed esco dalla tua anima
dove dimorano pezzi di me
un odore di pini ci avvolge
-certo lo senti anche tu-
i nostri passi sul viale accecato di sole
-un grido di gabbiani e l'ascolto
del mare in una conchiglia:
questi i momenti
d' incantamento
fermati dal nostro amore imperituro
172
DOVE SEI
sparire nel nulla
è l'urlo della rosa dischiusa
consola a tratti un palpito
di luce selenica
che abbraccia il ricordo
ravviva empatie
gentile il velo spiegato
dell'angelo
su un lato del cielo
173
IL TUO GARBO
forse solo nell' oltre saprò -
si scioglierà l' enigma - e intanto
i tuoi modi garbati che ritornano
nella camera viola della mente
mi sorreggono per il tempo a me concesso
mentre perso sono
nel perimetrare il vuoto che lasci:
un' ombra feroce
mi strappa all'abbraccio del sangue
il buconero risucchia
presenze umori respiri
non il tuo garbo che in me
non si cancella
174
FRAMMENTO DI LUCE
(ispirandomi all' "Aleph" di Borges)
siamo un frammento di luce
particella dell'Altissimo
tale splendere
ha attraversato i mari dell'anima
toccato terre
inesplorate care all'odisseo
indiviso frammento
custodito nel profondo di noi
l'aleph che unifica i mondi
175
CIELO STRAPPATO
c' è sempre una donna dietro
una fiaschetta di whisky tenuta
nascosta - semmai per illudersi
di lenire
la lacerazione di quella mancanza
un cedere
all'ebbrezza e alla lunga trovarsi
più che uno straccio
sulla specchiera
profumi ninnoli a far bella
mostra di sé
mentre un cielo strappato
raccoglie il muto grido
176
LA GIOVINEZZA
e sì che nell'alta
vegetazione
si nasconde un cuore di paglia
-solo a vederla
svoltare l'angolo
sono le fatidiche farfalle
e l'onda del sangue che rimonta
ah i lunghi meriggi a passare
tra sciabolate di sole
nella verde età fuggitiva
177
NELLA PRIMA LUCE
ci accorgeremo che non siamo
esistiti che nel pensiero
è la mente che crea - essa si
materializza in ciò che vuole
nel grembo del cielo fu l' immagine
del primo uomo che
Dio sognò nella prima luce
178
LA SACRALITA' DELLA VITA
il male si sa è la grande
ferita -ma c' è
tanta fede discreta:
il cui fervore equilibra
i piatti della bilancia
si dirama il sangue della passione
in direzioni inaspettate
mentre
la sacralità della vita ha ali
d' aquila
a librarsi imperiosa sulla
banalità del male
179
IN QUESTO CIELO BIANCO DI SILENZI
non ti vedrò più Nina
se non in vaghezza di sogno -
oggi mi nutro come un passero
dei tuoi scritti di luce che aprono
su universi solo a te noti
e che forse ospitano la tua
essenza mentre mi appare
delinearsi il tuo volto
in una nuvola vagante
in questo cielo bianco di silenzi
180
OLTRE L'ESILIO
il più bel giorno è quando
oltre l'esilio della carne
mi verranno incontro i miei morti
e i parenti giunti da lontano
a qualcuno scapperà una lacrima e
nell'estremo saluto c' è chi leggerà
con voce tremante alcuni versi
"ti sei staccato come foglia
adagiata su una spalliera di brezza"
181
DA UN ALTROVE
e tu a lumeggiare le mie sere
anima di candore e di sogno
si fa conca il cuore
ad accogliere
dei versi dettati da un altrove
182
SOSPENSIONE LUCENTE
lente figure d' animali in sogno
t' appaiono le nuvole - mai
somiglianti l' una all' altra
e le gocce della pioggia:
sono sempre diverse cadendo
anche se ti sembrerà incredibile
tutto così singolare - unico
vedi:
in una sospensione lucente
lo stacco dell' uccello dall' albero
traccia un irripetibile arco
d' amore nel vasto cielo
183
MARE APERTO
mare-anima
sognata dai primordi
in infinito creare
fa vela il cuore
per l'azzurro pelago
184
LA POESIA
(da un po' che non brucio
della sua luce:
non mi prende febbre
di quell' agitarsi del sangue)
tento qualcosa del tipo: "la vita
ti ha tarpato le ali Nina
rosavestita - ora
è il vuoto delle braccia"
questo l'incipit
ma ahi
è latitante la musa che
non mi dà il "la"
plana un
gabbiano da me non lontano
chissà non porti nel becco quel
verso che mi manca
185
QUEI VERSI PERSI
[nel percorso col bus verso Brescello]
poi di ritorno a sera
carta e penna o se vuoi tastiera
il bianco che ti fissa
e ti ci perdi
un muro
la mente un muro
provi con un verso
impreciso poi un altro
ma no non era così
che l'avevi pensata
eppure ce l'avevi tutta lì
come una cantilena tra veglia e
sonno negli occhi la confusa
striscia bianca sulla destra
ed eri in uno stato di
tortura-goduria
trattenendoli ancora quei versi
ma ora niente
un muro la mente
risucchiati da un buco nero
186
COVID-19
(navigano migliaia di morti
sotto la volta viola della mente)
questa "bestia" viene dalle bestie
-così dicono i
ricercatori (?) - pipistrelli serpenti et
similia
e
così ancora una volta -certo
per altri versi- come quando
il primo uomo entrò nella morte
scende
in campo il nemico
invisibile: il serpente ingannatore
187
L'ANIMA CHE SCRIVE
uscita dal margine del foglio
ove ha sostato per un tempo-non-tempo
ora sorvola il mondo piagato
dove sola
immacolata piuma in luce resta
188
AFFLATI
la scrittura si traduce in genesi
di fonèmi - espansi
in luce accensioni del sangue e voli
orifiamme o altezze
pari ad afflati d' angeli
189
IL DOPO
ci aspetta sempre
un dopo: il di là
da venire
aria di nuovo aleggia
negli occhi - che ci
sorprenderà - e
ancora non sappiamo se
croce o delizia
189 a
IL DOPO 2
distacco dal corpo -dall' albero
della foglia
abbrividire della rosa appena
colta e non sapersi di
bellezza effimera
190
VITA LEGGERA
una vita in leggerezza
ragazzi galleggiano sugli eventi
sfidano la morte
se c' è un dio? - il suo silenzio -
il corpo i sogni un tutt' uno
col digitale
-uffa 'sto ciuffo alla elvis che non tiene!
manate di gel
-ma è
sorpassato ritrovi oggi
la cresta da gallo
cedrone
191
MAROSI
marosi mangiano l' arenile
sulla linea cielo-mare
un battello dove suonano un blues
-l' urlo del vento disperde
le struggenti note
plana e becca
la cresta bianca un gabbiano
leggo s' un muricciolo e
mi confondo tra le righe
-mi si specchia come in sogno
il mio "doppelganger"
192
MOMENTO
in un silenzio ovattato
filtrano
le prime luci dell'alba
ancora viva la voce dei morti
venuti a visitarti in sogno
a rigirarti ti trovi
in intrecci di piedi di mani
-il morso
della carne
-labbra che si cercano
193
CREATURA
sembra che il solo sguardo
la mantenga in vita
la sua creatura
ché Lui la pensò
ancor prima di sognarla
in forma ed essenza
poi del sogno
il suo farsi
carne e respiro
194
UN DIO MINORE
(a battesimo d' inchiostro
un dio minore -molto
ma molto minore)
quella "balaustrata"
a cui s' appoggia verso dopo
verso
il mio estro -musa
malinconica non troppo-
(Balaustrata di brezza/ per appoggiare stasera/ la mia malinconia. G. Ungaretti)
195
IL GRIDO
si fionda nel buconero della carne
l' angelo caduto:
materia densa non più luce
lo veste il Grido-rimpianto
che si sfilaccia in un tempo rallentato
(vita non è che ossimori
e stelle di latta
vita spezzata come lama
nell'acqua:
vita incompiuta
nell'immenso: puoi dirla infine
un dettaglio
pure
un amore disperato)
196
DEL SOGNO
anche il sogno è vita - con le sue
-dicono- doti divinatorie ma attira
anche quell'annullarsi quando
non sei ostaggio di morfeo e sprofondi
nel nero seppia assoluto
mentre
intorno a te vivono le cose
e tu non sei più che un tronco
portato dalla corrente
------------------------------------------
MARE APERTO
(2021)
197
ORIONE
da tempo i libri di mitologia
sono soppiantati dai videogiochi -
negli occhi dei ragazzi
non più l'incantesimo di un cielo
percorso dal Carro celeste e da Orione
-che annaspa
in un mare nero seppia
198
M' INDUCEVA L'ESTRO
poeti si nasce? - non sapevo
d' esserlo quando m' induceva
l' estro a scribacchiare su carta
da zucchero e alzavo gli occhi al cielo
per un gioiello da carpire
al divino
199
LAGHI DI MISTERO
ombre stampate - ombre
a vestire figure
passeggere
luce degli occhi
ai primordi -ritagliata
nel blucielo - ove
immergersi
in laghi di mistero
200
CONGETTURE
più che terra mi dico
un cielo in frammenti
il sogno e la ferita
siamo
più in su quel levarsi
dell' onda che ci avvolge
il punto zenitale
della luce
201
MARE APERTO
ho un "posto" dove andare -che
mi aspetta-
a cui fanno eco non sirene ma aneliti
dove
nella morte apparente
spasima la composizione della luce
ho un luogo che
mi aspetta: come andare in mare aperto
con la bussola del cuore
202
COME ENTRARE NEL DIPINTO
cavalcare onde irrazionali
di nonsense onirici
come entrare nel dipinto e
vedere da una nuova
angolazione ri-creata dall' occhio
il confondersi del sangue coi colori
203
ALZHEIMER
la memoria s' è addormentata nell' anima -
la memoria che come un fuoco inestinguibile
ti faceva dire io sono
ora non sai più chi sei
e perdi la strada di casa
giorni e notti attraversano
le tue ossa e
la tua voce si è rotta nel vento
e se al mattino tì sporgi dietro i vetri
è per vedere solo ombre o fantasmi
come in un sogno ininterrotto
204
ISPIRAZIONE
cos' è l' ispirazione se non
un qualcosa che urge nel sangue
prima di vedere la luce
una folata di vento
e sei il vento
una vampata di fuoco e sei il fuoco
-con spasimi d' anima vivi le cose
parole come lacrime
cadono dagli occhi della mente
solo qualcuna
preziosa si posa
ai piedi dell' angelo
sul bianco immacolato del foglio
205
ANELITO
(sfogliando Salgari)
quella porta che apri sull'infanzia
ha gli echi del mare e il caldo
rovente di scogliera che ricorda
il tuo passo inquieto ribelle
i tumulti del sangue
resiliente
come l' insonnia della vela
per il buonvento
206
LA VITA SCORRE
la vita scorre
e quel senso
sempre del fugace
in ogni cosa
ma il mare
il mare è nel cuore di Odisseo
che si interroga
a specchio del cielo
l'uomo
è per la meraviglia
207
OLTRE IL VISIBILE
anima siamo con un corpo frale
la beltà è fiamma sotto
la cenere:
di là dal visibile
a dircelo è il cuore
dove discreto l' angelo ci affianca
208
PAESAGGI INTERIORI
tu dici
la vita è della morte
vita che indossi
che mastichi e ti mastica
la chiave o il
rovescio -sai- è quella
"vita fedele alla vita" - ad aprirti
paesaggi interiori
ritagliandoti uno spicchio di cielo
209
L' ETA' SPAVALDA
il volo degli aeroplanini
con su scritte indecenze o
un candido complimento
e la destinataria avvampa
dal primo banco c' è chi lascia
cadere la penna
per guardare le mutandine della prof
poi fuori come scalmanati allo
squillo della campanella
e ahi ci scappa l'occhio pesto
innato senso
di rivalità tra bulli
per una bocca di rosa
210
NONSENSE
il pensiero allucinato ti apre
varchi daliniani di nonsense
anche la tua figura si deforma
come gli orologi molli
e il cuore si libra
sul fiato
del dove e del quando
211
IN INFINITO ESPANDERTI
(a Gabriele Galloni)
ti vedo con fare garbato
rivolgerti ai morti tu che anzitempo
sei dei loro sei come loro
tu che ne scrivevi chiedendoti
"in che luce cadranno"
tu cuore amante dell' ignoto
alla sua riva in infinito espanderti
(tra virgolette il titolo di una sua opera - 2018, RP)
212
NON SEI DEI LORO
nel chiuso della stanza o
di pomeriggio nel sole
da un po' ti sorprendono
a parlare coi morti - questi
non tornano e tu non sei
dei loro -ancora-
sono spirito (ma di essi
poco si sa) -ubiqui
ti leggono il pensiero e a volte
giocano con le nuvole - quando
nelle tue pareidolie
ti pare ravvisarli
213
LUNGO UN FIUME D'ECHI
quel che accade "deve" accadere?
stabilito dall'alto
o da occulta trama?
e il libero arbitrio allora:
è al 50? al 30?
vestiamo le possibilità
le decisioni sofferte
tra gorghi del sangue
sarà un caso ma
trovarci di qua della strada
invece che di là
potrebbe ribaltarci la vita!
siamo tenui fiammelle
lungo un fiume d' echi
("caso" o quella definita "sincronicità" junghiana)
214
CONDONO
"condono" dici?
se era massacrato - una maschera
di sangue
la persona: un solo grande urlo
guerriglia urbana -
la pelle rischiano
gl' inviati del tg
tra lacrimogeni e
manganelli che fendono l' aria
abuso
di potere: come vuoi
chiamarlo
-un nuovo caso Cucchi
come tanti altri cristi in croce
215
UTOPIA
presi in un giro mortale
lasciare tra le mani
trascorrere le ombre della sera
utopia
raccogliere i frammenti di una vita
in un numerabile infinito
(primo verso: parafrasando Ungaretti)
216
L'INFERNO
(mala tempora ed è belzebù
a guidare la danza)
l'inferno è sulla terra
è l' uomo stesso a crearselo
da quando caino alzò la mano sul fratello
da quando fiammate di odio
aizzano popolo contro popolo
per la supremazia di nazioni
e nascono come funghi velenosi
nuovi satrapi
(le vittime a migliaia
le raccoglie Dio nelle sue braccia -
giammai può il suo Amore
contenere l' inferno)
esso
è in terra se vedi annegare
negli acquitrini la bellezza
217
PER UNA VOLTA
(quasi una preghiera)
volesse il cielo una volta
mi conducesse il mio angelo e
in una visione ipnagogica
sentirei il mio sangue espandersi
ai quattro lati della terra
a forma d' una grande croce
sentirei allora
esplodermi il cuore
in tanti frammenti d' amore
ma sono un peccatore
218
A VOI MORTI
mi rivolgo a voi
morti usciti dalla morte
voi non più in morte-vita
vivi ben più che i vivi
siete in noi e in nessun luogo
lontanissimi e vicini
lungi da voi ripercorrere
i meandri della memoria
perdervi e ritrovarvi
e ancora perdervi
nei dedali delle passioni
fuggevoli
è l' atavico sangue a dire
"sono" -
è ritorno all'origine: come
nella prima luce
219
L' INCONOSCIUTO
vertigine dei numeri
all' infinito
tanto più che i granelli
di sabbia
così gli universi
le miriadi di mondi
l' aleph: il punto
inconosciuto dove Dio li vide
specchiati nel Suo Sogno
220
LE PAROLE NON DORMONO
le parole non dormono
cercano il loro sangue
incessanti si affacciano
alle finestre degli occhi
nude presenze emerse
dal fondo dove è coro
di voci che sanguina
in luce
221
IL VIAGGIO
vedi aleggiare
il tuo soma d' aria
a varcare confini di mistero
ulisside
su rifiorite rive
d' un' itaca celeste
222
MATTINO
nello specchio del comò
si guarda una luna sghemba - prima di
dissolversi
indugiano nel sangue
sfilacciati sogni -
si attende supini
mano nella mano
che cresca la luce
e c' inondi col suo
buongiorno
..............................................
ASSONANZE
(2021)
223
PIETRA DI SOLE
scintilla il sogno
sopra la vita ondivaga
luce affebrata
accompagna
questo scorcio d' anni
nel meriggiare ti accoglie
una pietra calda di sole
224
NEL SUO SEGRETO
non senti il grido della terra?
la natura si rivolta
araba fenice
la sacralità
della vita violata
è intatta
non è la notte del mondo
la rosa
ha in sé nel suo segreto
la bellezza
225
SECONDA VITA
all'alba svaniscono i sogni?
o sono parte di noi
insediati nell' intime fibre
come una seconda vita
disincarnata?
attori-spettatori
secondo la "via regia"
trovarsi alla stazione o in
riva a un mare cristallino
-déjà-vu che ricorrono
in placida naturalezza
via regia: definizione di Freud del sogno
226
I POTENTI
"beato chi pratica la giustizia":
i potenti voltano la faccia
i potenti operano al buio
non sopportano la luce che li acceca
ogni opera buona
di chi è troppo "umano"
è sasso d' inciampo
i potenti dileggiano
chi osa parlare
d' amor fraterno
al grido del povero
prostituito alla vita
oppongono un ghigno feroce
227
LE PAROLE
imbastire dei versi e
renderli appetibili? suvvia
non cercarli attendi
che vengano a te come in sogno
propiziatorie parole
neo-nate
dal sangue emerse
in luce
228
L' APPAGAMENTO
(visione)
ti accoglie un mare di luce
e sei come appagato
di tutto
tu essendo tutto nel Tutto
ti si apre lo sguardo su
infinite dolcezze
mai sognate nemmeno
in alveo materno
la trasparenza del cuore
ecco librarsi sulle
corde del fanciullo
luminoso
229
NATALE PRAGHESE
(da una omelia)
la maestra imprigionata
la verità bendata
-macché! tutte fantasie!
-Gesù bambino non esiste!
di qui
il tumultuare in crescendo
di quei piccoli cuori:
e a quelli -i miscredenti-
sarà stato negato l' abbaglio
di luce che avvolgeva
le anime innocenti
quando esse chiamarono
all' unisono il Verbo incarnato
230
LA VITA SI GUARDA
la vita si guarda
vivere specchiata essendo
dell' Oltre il suo rovescio
solo
apparire - geme la
natura: non senti le doglie
del parto?
231
INCANTAMENTO
sorprendete sempre
voi palpiti mutati in versi
se il cuore ha un balzo per una
metafora felice
come quando il bambino
gli occhi ridenti
spalanca per la novità
delle ciliege appese alle orecchie
232
FEMMINICIDIO
tempo di ribollir del sangue
e cielo e terra si tingono di rosso
l'abbaglio della lama tra la folla
impossibile sfuggire ai fendenti ciechi
l' attimo dopo
lui è rivoltato in sé
-non più lo stesso-
nel proprio tragico buio
233
SENTO QUALCOSA IN ME
sento qualcosa in me
che non è di questo mondo
mi trapassano gli strali delle
convenzioni ma nella
curva degli occhi tremano
frammenti di stelle - stimolo
la mia innocua follia
nel segreto degli specchi dove ali
d' angeli leniscono
l' ebrietà del sangue
234
L' INGANNO
-che vuoi da noi?
-sei venuto a rovinarci?
vedono i loro progetti
mondani contrastati
da quest' uomo che si dice dio
le sottigliezze dello spirito
maligno si attivano dal primo
uomo e continuano a infierire
con danni irreparabili
-che vuoi da noi?
il male lo credono il bene
in quella loro cecità
235
DI LUCE E SOMMESSI GRIDI
è quasi fatta
tutta in dormiveglia come
nella testa una musica - poi
da eliminare i nonsense o
addomesticarli vestirli
ché diano colore
emergono i fonèmi dal fondo
tu li prendi di slancio e sono gonfi
di luce e sommessi gridi
236
CHISSA' DOVE SEI
abbracci avvolgono il cuscino
gioca un raggio di luna
tra i tuoi capelli
ti guardo
dormire - penso
chissà "dove" sei ora
tu che ami i viaggi
interstellari
tu immersa in un
senzatempo
d' esagoni e sfere
(ultimo verso: ispirato a J. L. Borges)
237
L'ISPIRATRICE
dopo forse più d' un migliaio
dettate dall'alto o dal profondo
di te ti chiedi
se a crearle non sia stato
un altro e non tu:
specie delle più
datate non riconosci la mano
l'ispiratrice vagheggia nella
testa in auto per strada o
si nasconde tra le pieghe
del divano e
nei momenti più inattesi ti dà
la mano
stornando uno scialbo esistere
238
DAMMI CUORE (PREGHIERA)
dammi ancora tempo
tempo per sognare
altre vite
tempo per
arcobaleni e luce e voli
e che io fedele sia
alla verità
alla fine
dei giorni che non debba
vergognarmi di me
dammi altro tempo - dammi
dolore
per gli ultimi
dammi cuore per gli ultimi
239
L'ALBERO
l'abbraccio è scala al cielo
l'albero che si sente abbracciato
ti è grato con la sua ombra
nel rinvigorire
nell'incipiente primavera
è casa degli uccelli
che sentono
anch'essi il fraterno "contatto"
-sei nella
natura tutta che freme
di vita
240
DIVAGANDO
senza pentimento
strappai le poesie giovanili -sarà
capitato a tanti- altre poi
ripudiate
pezzetti di versi
continuano a svolazzare farfalle nell' aria
nuove poesie germogliano
come alberi o fiori
241
NELL'ARMADIO 2
l'altro giorno nell'armadio
non trovai uno scheletro ma
in una giacca appesa da anni
un foglietto con alcuni versi
scritti in grafia minuta
li avevo
nelle stanze della mente
dapprima cullati poi
un po' persi un po' ripresi
vi vedevo le vele del sogno
andare su mari aperti
ulissidi cotti dal sole
legati a canti di sirene
mogli a tessere tele all' infinito
e
molto altro: visioni
dissolte nel nulla
chissà quei versi
avessero preso forma
ne sarebbe uscita una piccola perla
no - diciamo
una cosa decente
ad essere onesti
242
NELL'INCERTA LUCE
nel sangue degli echi
i tuoi franti aneliti
le cicatrici di luna e il rosso
grido delle estati che non
vogliono morire
le pieghe dei ricordi
a vestire sorrisi di sole
ora galleggi
in questo brusio di vita
mentre una vecchia pietra ti accoglie
ancora calda di quel sole
che lento annega
e ti attardi
nell' incerta luce
243
RELATIVO
dall'apparire dello 'strisciante'
inganno convenzioni lussuria
i pilastri del mondo
relativo il tempo
come il soma come la morte
(il morire: una scrematura)
non del mondo l'Assoluto -che
è vita nascosta
244
VISIONE
siamo mare aperto
espandersi dei sensi
in onde di luce
la nostra stella
custodisce
i vergini sogni
245
SIESTA
(barlume di ispirazione)
quel che resta nella mente
dopo il dormiveglia non è
che balenìo o nulla
tale presentire ha
l' accortezza
di non immediato svelarsi: resta
nel limbo
sgusciante si cela
tra pieghe del divano
la voce della
tivù rimasta accesa
lo disorienta
246
UN GIORNO SENZA TEMPO
quando stavo per "andarmene"
sentii tirarmi per i piedi
io nel sogno io sogno
criptato
un giorno senza tempo
nella meridiana di sole
ero
tra gli angeli e i morti
247
CENERI E KRONOS
ti parrebbe certo fuori luogo
durante un lauto pranzo se
ascoltassi di morte e di ceneri
-io le custodisco in un' urna
-no guarda preferisco
le disperdano in mare o nell'aria
pensa: siamo niente - a divorarci
kronos -occhi
di vento e pulviscolo nell'aria
tra un boccone e l'altro
guardando oltre questa
morte che ci attraversa
248
IL FIORE DEL SEMPRE
(ispirandomi a una conferenza di Rudolf Steiner)
vivessi pure cent' anni
non saprei mai chi sono
laddove l'umano m' inibisce
la memoria dell'origine
pure urge in me un essere
superiore - il fiore-del-sempre - che
mi sarà rivelato
quando
si aprirà all' eterno
il trasfigurato corpo
249
LE PAROLE TI FANNO VOLARE
quell' immaginoso
come in un sogno ad occhi aperti
è un ondivagare di due versi nella
mente domani forse se ne
aggiungerà qualche altro
le parole ti fanno volare
ma la concisione vuole
sia detto "tanto con poco"
empito che sale
come una piccola marea
da attentamente vegliare
250
RITORNARE
ri-tornare?
per ancora sanguinare?
a sfiorarci una felicità
effimera
a trapassarci gli strali
del destino
quando la gioia piena?
giunta l' ora risparmiaci
la "ruota" se fosse nei Tuoi piani - e
che la morte sia una
accoglici per sempre
nell'alveo Tuo d' amore
(la ruota si riferisce al samsara)
251
NAUFRAGO DI SOGNI
cosa incresciosa
quel periodo no
dell'aridità d' ispirazione
-capita a tutti- e ti vedi
impoverito
annientato come
disteso bocconi sull'arenile
naufrago di sogni
252
STATO DI GRAZIA
non lui che scrive
non volute le parole emergono
dai recessi di un dove
viscerale
e in quel mentre si ritrae la morte -
è lo stato di grazia
per chi viene detto poeta
o costruttore di sogni
253
QUESTO AVVICENDARSI DEGLI ANNI
le volte che ti coglie sonnolenza
frammisti brevi tratti allucinati
la testa reclina sulle braccia
lento meriggiare assolato
il ronzio
d' una mosca e voci indistinte dal cortile
e questo avvicendarsi degli anni
come una marea che ti porta
ma ancora t' accora -inno
alla vita-
un non raro cinguettio sul davanzale
254
VAN GOGH
certo
si può dire di lui che fu uno
toccato dalla grazia
se il senso del tempo spalmava
la follia sulla tela
col giallo a invadere visioni
allucinate
255
ETERNO PRESENTE
ho sognato una piazza la sua
circolarità senza confini
forse dava nell'altra dimensione
chiamava il mio sangue l'aleph
di borges il suo eterno
presente - dove sei tutto e il Tutto
è te - dove il Figlio
rinnova le sue lucenti piaghe
cogliendo i perduti
256
AFA
vene esplose di questo giorno d'afa
me ne sto seduto s'una pietra
ancora calda di sole
rimuginando pensieri
come nuvole vaganti
-nell'immaginario
ora capre ora angeli-
257
I LIBRI
le tue creature
hanno un respiro una voce
mai che si annoino
sebbene in ombra
vivono nel cuore della luce
i loro sguardi attraversano muri
i dorsi nelle vetrine hanno occhi
sempre vigili
ristà il sangue delle sillabe in una
malcelata calma
258
CERTO E' L'ETA'
se oggi ti senti in buona parte
appagato è il caso di chiederti dove
sarà finita quella spericolata
baldanza esibita per i soli suoi occhi
-lei distesa sull'amaca
lo sguardo intinto nell'azzurra luce
certo è l'età che avanza e
forse nei sogni t'incontrerà quell'io
dal tempo ormai divorato
259
IL POSSESSO
-guarda: tutto questo sarà tuo
-ah padre padre
che non ci hai saputo amare
mi trapassano gli strali della tua freddezza
le cose? non danno sicurezza
schiavo ti fanno
non hai considerato
la grande apertura alare che dà
la libertà di amare
260
COME ANGELO
è un soffio la vita e già ti vedi nella
dimensione nuova dove tra le "beatitudini" non c'è
moneta né caffè né vino cui non sai
fare a meno e neppure
ha effetto la farina del diavolo
non esiste l'amplesso come lo si pratica
essendo tu come quell'
asessuato angelo che pare
strizzarti l'occhio dalla volta
261
OCCHI PULITI
questo stupido mondo da cui ti fai condizionare -
non ti sentirai del mondo se levando
lo sguardo in sù vedrai l'immenso
specchiato nei tuoi occhi l'azzurro penetrarti
quell'azzurro che è nel tuo nome
in te
stupito d'essere
come quel bimbo occhi-puliti
che vuol toccare la luna
262
MAYA 2
la sera viola inghiotte
tra le anime e le pietre
apparenze di te di me
si leverà un grido dalla cenere che siamo
a chiedere dov'è la vita quella vera
263
IL VERSO
sai
per ore mi sono arrovellato chiedendomi
se dovevo lasciare o eliminare un
articolo in un verso
ridicolo? mania di
perfezione? no - ti dico -
il verso perché tenga
deve dire armonia
respirare lungo come il mare
scorrere come sangue vivo
nelle vene del cielo
inebriarsi
morire rinascere
in una smemorante dolcezza
264
FRAMMENTI DI UNA VISIONE
ali di luce
s'invaghisce dell'angelo il cuore
senza voce sordo
ad ogni mieloso canto di sirene
itaca è negli occhi
il ritorno l'approdo
per l'indicibile altro da sé
265
SUI SESSANTA CREDENDOMI UN RAGAZZINO
sui sessanta credendomi un ragazzino
saltai in malo modo una staccionata
e mi ruppi il setto nasale
riandando addietro mi vedo
smaniare per tom sawyer
quando mi esibivo in acrobazie
sconsiderate per i soli occhi
di una graziosa becky thatcher
266
SU MARI APERTI
l'anima
una finestra sull'immaginario
in espansione dei sensi
azzurrità di cieli
a invadere gli occhi
è senza tempo
il viaggio
su mari aperti
267
LA CONCA DEL CUORE
mani a giumella
ad accogliere
umori del numinoso
giammai
siano infangati
dalle cloache del mondo
268
INGREDIENTI PER UNA POESIA
prendiamo una manciata
di metafore
alcuni ossimori
degli appropriati enjambements
togliamo qualche
fronzolo che stona
il tutto condito
con spicchi di luna
ingredienti per fare una
poesia
ma che nasca dal sangue
come un fiore
panacea sia
per gli occhi
dell'anima nuda e sola
269
RICUCIRE LE ALI
espandere la parte
divina quella detta
anima
bistrattata non di rado quaggiù
ricucire le ali
per contagiarsi di bellezza
270
LA MEMORIA E' UN GRIDO
(Auschwitz - Birkenau - Mauthausen)
non è dei morti ricordare: la memoria
è svanita col fumo della carne bruciata
ai vivi le notti
spaccatesi alla volta del cuore
la memoria è un grido
inesausto
che corre nell'aria
su prati di sangue
271
ARBORESCENZE
scrivere su fogli d'aria
ai piedi della notte
dove evanescenti
veleggiano i sogni
arborescenze dell'anima
umori sospesi
sulla bocca di un dio minore
272
RESTARE IN BILICO
restare in bilico
tra quel po' d'intontimento e
una giusta lucidità
il discorso del capotavola
la cui lungaggine
è latte alle ginocchia
la gimkana dei camerieri
-ascelle sudate e
sorrisi smorti- che
si aggirano tra vacue presenze
il quadro infine
è una recita smodata
273
IL GIOCO
averlo nel sangue
sin dallo stato fetale
scrivere "lettere" sulla sabbia
come nostro Signore
truccarsi con barba di nerofumo
emulando un improbabile sandokan
da adulti i giochi del sesso
per stuzzicare l' "appetito"
intanto
nella fantasia edonistica
vaghezze di nuvole
fanno la vita leggera
274
YIN YANG
sei la mano destra
che non sa della sinistra
il buio la luce
cerchi
in un alone di mistero
il tuo nome alle origini
nomini
la bellezza della rosa
colta sul ciglio del mondo
275
LA PORTA
il cammello inginocchiato
passa per la porta stretta
vi si passerà se spogliati
di tutto
gli altri: "voi non vi conosco"
276
SIAMO OLTRE
siamo oltre: una parte
di noi già nell'oltre
senza saperlo - intangibili
come nei sogni
qui in-consistenza d'ossa
e sangue non si traduce nella
"persona": di lei è
l'intaccabile: la sbiadita copia
277
NIGHTMARE
preso nel vortice
sentirti cadere dalle nuvole
vaganti su l'empire state building
muri di carta ad avvolgerti
strati e strati togliendoti l'aria
nel cervello versi criptati
come da profondità inviolabili
da ogni lato nonsense
a lacerarti come strali di luce
278
L'ABBRACCIO
sopra il letto piove luce di stelle
mi giro sulla destra per stampare
un bacio sulla gota dell'amata
lei mi corrisponde con un abbraccio
e dire ne sono passati tanti
di anni ed è come fosse ieri
un gallo canta in lontananza ed è
l'alba
------------------------------------------
DIETRO IL VELARIO
(2021)
279
AVEVO IN MENTE UNA POESIA
stamattina avevo in mente una poesia
stasera
non ricordo più nemmeno un verso
ho lasciato il foglio bianco
con flebili echi d'un mezzo secolo e
ora rammento solo una pioggia di luce
di stelle sopra il letto
e il caldo abbraccio di lei
sullo schermo della mente
un vissuto che sembra ieri
280
ASPETTATIVE
vestono
il rosso della passione
le svolte del cuore
un volo alto
è richiamo
di aspettative in divenire
in un mondo devastato
281
SENZA TITOLO
sono malato d'azzurro
sarò
putrefazione? non "io" certo ma questo
involucro che indosso
mi abita un luogo-non-luogo e sono
invasato d'azzurra luce -oh mio Dio!-
corteggerò le miriadi di stelle
che hai posto nel cielo e
sarò sgabello
ai Tuoi piedi
282
LA BEFFA
ho sognato che
fiammelle erano le dita
che benedicevano
del santo protettore di quel luogo
impronunciabile
lo portavano in processione il santo
lungo la strada stretta in discesa
qualcuno cedette la statua
finì in pezzi
l'ultima beffa
le armi che portavano addosso
283
UN BUCO NEL CUORE
lasciammo l'intima essenza
nella dimora dell'eterno
relativi
sogniamo epifanie di voli -
ed è un buco nel cuore
la bellezza mancata
284
SCOPIAZZARE
meschino espediente -parole
d'altri potrebbero
rivoltartisi contro come jene
cosa risulterebbe infine? una
poesia non-poesia -
né carne né pesce
nemmeno cercarla
devi
tra parole vaganti nel sangue
sarà lei
disponibile
quando meno te lo aspetti
285
DETRATTORI
non si può fermare
lo sbocciare della rosa
se vuol dischiudersi
anche nel gelo
nuda
disarmante
contro i detrattori di
bellezza - che
splendenza emana e
armonia
286
NELLA FINE L'INIZIO
(a Tiziano Terzani)
riconoscere nella fine
l'inzio - di questa
vita il negativo o rovescio
in quel tempo
non trovarsi -ahinoi- ubriachi
di mondo
287
PER UN RICAMBIO D'ALI
Lui ci culla
sul mare della misericordia
della sua carezza di madre
noi siamo indegni
manda a noi abbrutiti
l'angelo per un ricambio d'ali
ma l'impulso icariano
è brivido
che corre nelle vene del cielo
288
DI NOI
di noi
mostriamo esigua vita
più l'esteriore che
quella che ferve nel sangue
i viaggi mentali i sogni
mistero ch'è appannaggio
di proprietà esclusiva
-la testa reclina
il nostro fido ci guarda attento
come cogliesse pensieri
289
IL VINO
il vino del vangelo
è quello delle vene aperte
su cui si posero labbra
di madre
prima che il cielo si oscuri
prima della fine del tempo
"bevete tutti da questo calice
di sangue"
290
PRIMA LUCE
i sessi unificati
vestiranno la grazia angelicata
quella della prima luce
291
L'ALTEREGO
il soffitto ti si fa cielo
nel pregare
angeli ti scendono nel sangue
quando ancora ieri
abbrutito covavi
rancori verso te stesso e il mondo
amore
era parola vuota: eccoti ora
specchiato nel tuo doppelganger
che ogni volta
annega
nel lago della sua spocchia
292
ALLA STAZIONE
nell'intravedersi da lontano
agitare festosi le braccia
come volersi levare
nell'aria - uccelli di passo
293
SI SPERA
si spera che la morte ci trovi vivi
parafrasando un celebre detto di marchesi:
si spera: ché l'uomo
spesso è al di sotto della bestia
(erode/erede della svastica)
a voler oscurare la notte della Nascita
-mentre il mondo continua a girare in tondo
senza un fine catartico
294
IL LUOGO ACCANTO
dovevo immaginarlo
nulla di cambiato
è solo il "luogo" accanto
dove ci si trova trasparenti
come mi sono visto
in sogno una volta nell'altra vita
295
AI PIEDI DELLA NOTTE
un nodo d'inquietudine sospesa
si scioglie ai piedi della notte
sotto una luna ammiccante
l'amore è come l'ansimare del mare
s'abbevera del sangue delle stelle
aduna in sé il sentimento del tempo
vòlto dove è dolce la luce
296
ANGELO DELLA VOLTA
benevolo mi eri
novenne o giù di lì
ché dalla volta mi dettavi parole
di luce per poesie rimaste nell'aria
indicibili voci erano
d'un oltretempo
ove si schiude tremulo il fiore
che porto in me d'eterno
297
IN VESTE D'ANGELO
l'atto dello scrivere
è stato di trance: esci
dal soma e ti cali
nell'immaginario
che in veste
d'angelo una lanterna
ti presta
per i fonemi
298
SOGNI
ti sei visto ancor giovane
più d'una volta esibirti
in acrobazie per i soli suoi occhi
(lei sull'amaca capelli di grano)
o le volte prendere treni
in corsa o librarti contro
il soffitto o disfarsi la
carne fino allo scheletro
-è la sola mente che crea
un oltretempo
gioco iperbolico
quella volta che nel "luogo accanto"
Ungà ti fece un cenno
per dirti
questa poesia la puoi migliorare
299
MEMENTO
bau e miao
la parola gliela leggi negli occhi
ma come tutto il regno animale
essi non si affacciano sulla loro morte
a cogliere
il proprio limite
(forse nel dopo
si è
quel che si fa e si pensa -
e dunque rispettiamo
le creature viventi
inconsapevoli - occhi di stelle)
300
DI LA'
"di là un qualcosa ci sarà" -
"qualcosa" dici?
non basterebbe lo elevassi all'infinito
o meglio: è un infinito dilatarsi - immagina
quel che si dice
Assoluto: non vi sono porte da aprire
né privacy né pass da nascondere
non tracce da seguire - impossibile perdersi
e ancora: è un compenetrarsi
di eterei corpi - dove il
virtuale/appendice dell'uomo
è un sogno senza coda
301
ANIME FERITE
( è boomerang nell'ordine cosmico
il male e il bene che si fa)
raccoglie il Signore le anime ferite
col mestolo della compassione *
laddove non si smorzano striduli
echi a insanguinare il vento
*rifacendomi a un verso di Gregory Corso
302
IN TE L'IMMENSO
quest'allumare d'anima che
senti come vastità
di rifiorite rive
questo accogliere in te
l'immenso
oltre l'esilio di carne
franta
303
DIETRO IL VELARIO
che siamo -
un fremito - come quello che avvertì
il primo uomo - in questo volteggiare
d'anime erranti
maschere in una
pantomima -
dietro il velario
dove s'apre il grido
della bellezza ferita
riconoscersi
304
PENSO DUNQUE SONO
sono pensiero: ché pensare
non è soggetto al soma
non un organo altro è la mente
lei è ariosa
bramosa di voli
in quella sequenza di figure
quando la nuvola scherza col vento
305
GLI ULTIMI GIORNI
essere di pietra - per sopprimere
quell' urlo chiuso nelle ossa
"lasciare
che i morti seppelliscano i morti"
no non ci sarà più tempo
per piangere:
già vedi come funereo lenzuolo
penzolare il male dall'alto ramo
306
KERMESSE
marzo le strade ammantate
di coriandoli -magia per i bimbi
si è un po' bambini anche noi
sbizzarrirsi in maschere da folletto
il gattino col fiocchetto
la ottantenne con un palmo di belletto
l'apparenza è sovrana
il gusto è g(i)usto
truccarsi in bruttezza è bello
307
SOLITUDINE
livido cielo è l'ora
del crepuscolo il vecchio
spalle curve bavero alzato
col suo dolore imbavagliato
lascia la panchina - se lo farà
un bilancio
tornando verso casa?
sguardo svuotato
ha lasciato pezzi di cielo: solo
con l'affetto dei gatti (ci divide
la cena)
le frequenti
notti bianche
conta le ombre sul soffitto
che assumono sembianze strane
308
L'ESSERE E IL NULLA
"credo nella resurrezione della carne"
pensa all'essere impermanente ma
anche che l' "essere" non cade nel nulla
l'esistere è da sempre
pensi: ed è già essere per sempre
l'essere può frangersi in un gioco di specchi
ma non cadere nel nulla
il nulla non esiste
309
VISIONE
neanche il tempo di pensarlo
e ti ritrovi
immerso in fondo all'oceano
lotte sanguinose avvengono
tra pesci di grandi dimensioni
quelli minuti sembrano sorriderti
la triglia ti fa l'occhiolino
la supremazia è la regola
negli abissi dell'oceano
come avviene in superficie
con gli umani
tra pesci piccoli e grandi
310
D'EMPITI
di fonemi
indiarsi
d'empiti
a capriolare nell'aria
presenze
ancora in fieri in ondivago
sogno
311
MENTORI
ledi armonia se nel
voltarti
chiedi vaticini agli
iperurani
mentori della volta
celeste dal volto
rasserenante
312
QUASI ESTATE
sole ad asciugare le ossa
e i panni in un'ora
il vecchio sofferente aspetta
il sole della morte
giocano bambini alle giostre
sotto l'occhio vigile
non si può morire in giorni come questi:
non ti aspetti
che il criminale si svegli al mattino
e inneschi la bomba nel nome di un dio
313
LA FERITA
si è assuefatti impermeabili
ad ogni evento il più cruento
asettica aria asseconda un vuoto
di umori non fosse per il grido
della pianta alla radice
la sua ferita bianca
314
DA QUANDO LA MANO
tra fiammate d'odio disumanante
aggriccia il cuore del mondo
da quando la mano di caino
si levò e fu un rovinio di cieli
continua a splendere il sole
su acroteri del nulla
e l'uomo a vestire simulacri
si grida alla giustizia mentre
il piatto della bilancia pende
per la vergogna dell'homo sapiens
315
FOGLI-AQUILONI
impregnati dell'humus dell'estro
del vasto respiro di cielo
svolazzano s'impennano appena
liberati dall'artefice dei versi
-suoi non più suoi-
a volerli divulgare per il mondo
316
ASSONANZA
dov'è resettata
da ogni ammennicolo la mente
lì è itaca del cuore
vi è assonanza
coi tuoi morti
risaliti dal mare a custodirti
317
FUORI DALL'ORDINARIO
la realtà non è da sé
è la mente che la crea
asseriscono alcuni illuminati
va da sé
che ti stimolano pensieri
fuori dall'ordinario
mentre un gabbiano ti fa il verso
sorvolando l'immaginario orizzonte
318
DEI MIEI DETRATTORI
(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)
lasciai alla terra il corpo-zavorra
da cui forse con sollievo mi trassi
se sia ala d'angelo a coprirmi
il disonore -si dirà- ora che
s'una misera tomba s'accanisce
dei miei detrattori il ghigno
feroce e lo sputo
319
ANIME CHE SI CERCANO
(ispirandomi a Borges e Pessoa)
anime che si cercano
vestite di apparenza
siamo: forme passeggere
giriamo in tondo senza
mai trovare il centro
lontani da noi siamo
sulla pagina del cielo una mano
d'aria scrive di noi
e delle nuvole
320
IN QUESTO GIORNO CHIARO
(25 aprile)
s'estende a macchia di leopardo
il tuo palpito rosso
su campi a maggese a perdita d'occhio
libertà è un'apertura di vento
in questo giorno chiaro senza sconti
321
INCANTO
i dolci animali d'acqua terra e cielo
a volte evanescenti prendono forma nelle nuvole
nel mare del cielo un tonno guizzante
assume sembianze sull'onda lucente
il bimbo sogna guardando estasiato
ippogrifi e delfini in lenta sequenza
pende dalle labbra del nonno che gli parla di quando
noè trasse in salvo dal diluvio tutte le specie
322
DAL NIGHTMARE
uscire di forza
dal nightmare bucando l'aria -
la riuscita
se in parte è già tanto: trovarsi
nel letto della vecchia casa
d'infanzia
sogno dentro il sogno
323
L'INFINITO DI NOI
dentro di noi siamo
un infinito ma confuso: una
"finita infinità"
per dirla con la dickinson
percepiamo a tratti
andiamo come ciechi - vediamo
"per speculum in aenigmate"
e ci sogniamo
324
INTATTO LO SPIRITO
ho ripreso in mano le poesie giovanili
alcune rifatte altre modificate
con severi tagli senza rimpianti
ispirazioni bucoliche vestite di primavera o
di autunnali malinconie
vi è rimasto intatto
lo spirito degli alberi e del vento
la resina la radice linfa da cui vita rinasce
325
CHE LUCE
che luce bagnerà
i nostri morti - che amore - se l'uno
nell'altro si specchieranno - se
si sogneranno: ti chiedi
se con l'orecchio del cuore
la provvida Madre 'udranno':
"mangiate di me e non avrete
più fame"
326
CHI ERAVAMO
enigma la vita
siamo non siamo
chi eravamo: dimenticato - solo
incarnata nostalgia
restiamo
della bellezza sulla fronte del giorno
l'urlo del fiore
immarcescibile nella luce
327
L'INDICIBILE PARTE DI CIELO
indicibile la parte di cielo
ch'è in te e ignori
basta
che solo un verso o poche note
ti richiamino
a una strana forza interiore:
e cessi
di sentirti mortale
328
ALBERI CHE CAMMINANO
il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d'alberi che camminano
(anche se oggi
quasi nessuno li "vede": santi
di questo tempo)
329
CON L'ANIMA NUDA
con l'anima nuda o corpo
etereo lei mi vedrà
mi attraverserà l'aria
senza scheletri nell'armadio
nella nudità che siamo
di me altra "visione" avrà?
e io di lei?
ci ritroveremo asessuati angeli?
ci accoglierà pienezza?
330
PER POCA FEDE
vertigine dei giorni vuoti -
ci si trova appesi ad una fune
se apriamo la cerniera della notte
il tempo
ci volgerà le spalle per non
esserci fidati abbastanza
e la luce non ci conoscerà
331
RIFLESSO
(il soma: "appendice" del cielo)
siamo solo pensiero
non espanso
frammento della Mente che
crea universi-mondi
(riflesso questa vita
che si guarda vivere:
un mondo in un altro)
332
FANTASIE (IPOTESI DELL'IMPOSSIBILE)
la vita
un giorno puoi sentirti
come un marinaio col mal di terra
e il giorno dopo trovarti
ad annegare in mezzo metro d'acqua
333
LAVAVO LA VESTE
trovai ch'erano fastidiose mosche
ronzanti nella luce della preghiera
a non dar peso
imparai dopo lacrime e sangue
lavavo la veste
invischiata nelle panie della notte
...........................................................
SOSPENSIONI
2022-2023
1
MARE APERTO
parvenza: "luogo" altro: il sogno
che muove ondivaghi sensi
gesti evanescenti
volteggi - voli
l'anima è un mare aperto
2
IL MARE ERA UNA FAVOLA
"non vorrei più uscire da questa
dimensione eppure basterebbe
come altre volte
stringere forte gli occhi e..."
ma voglia non ne avevo - poi giocoforza
mi ritrovai quasi deluso nel mio letto
avevo lasciato un mare che era
una favola
un'immensa tavola
imbandita per i gabbiani a frotte
3
AMO L'IDEA
più che amarla amo l'idea di lei
stato d'essere: che s'impregna
di bellezza interiore
si ammanta di una luce affebrata
mentre mi poggia la testa
nell'incavo della spalla
e
se combacia col mio pensiero mi chiedo
dove saremo domani
quando il mondo per noi sarà sparito
4
IL POETA
cavalli d'aria - virgola di fuoco il
pensiero saettante: vederti un
sansebastiano trafitto
da strali della parola
5
VITA SOMMERSA
in onde dell'inconscio
si sdipana
l'illusione ipnagogica e
nel gioco sempre inedito delle
immagini
emerge vita sommersa
come ombra che si rompe nell'acqua
mossa
6
L'INTIMA ESSENZA
rifarti gli occhi davanti
a foto che rispolverano anni
di cui puoi dirti contento
a voler fare un bilancio onesto
-non vasi di pandora-
ma per contraddizione
stornare la realtà con l'immaginario
ti sembra più congeniale:
per lasciarti sfiorare
dal difficilmente percepibile
7
DELLE VANITA'
I
non hai mica visto la Madonna - se
sei andato in estasi per uno
scalmanato che si agita sul palco
-emulo sei
sbavi per il successo
II
"vedi tutto questo? sarà tuo se..."
cogli l'intenso e breve
l'offerta allettante - il "se" ti eccita lo temi
ah inganno
del mondo che nasconde una mano
nel sangue dei papaveri
8
I TUOI SANTI
corda tesa tra la bestia e l'angelo
scala al cielo per
l'Assoluto
c'è sempre
l'iconoclasta che
lascia osceni echi nel sangue
dileggiando i santi che
tu Nina preghi incessante
9
DISMESSO L'ABITO
(visione)
dismesso l'abito
mi accompagnarono i cari estinti
portatori di umiltà
non parole la bocca colma
di luce
percorrendo la via per l'eliso
non si toccava terra
10
SE TENDI OLTRE L'ORIZZONTE
riserva novità la mattina
se tendi oltre l'orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi
11
QUALE LIMITE
(parla un intellettuale)
[a tutti gli oppressi dai regimi]
aveva appena letto
che subito arricciarono il naso
quelli che si conformano
all'ultimo verso
uno sbieco incrociare di sguardi
aveva superato il limite?
quale
forse della paura
candidamente
parlava di libertà
quella che accende le stelle
sopra un oceano d'amore sconfinato
12
VITE ALTERNATIVE
(s'affaccia la notte su
vite alternative
freudiana "via regia")
nel balzo lucente
della tigre
trema la bellezza immaginata
("La tigre" è una famosa poesia di William Blake).
13
LA VERGOGNA
serpeggia sinistra eco
in un cielo stravolto
mentre nel mondo esplodono sogni
dalle emittenti: scoperti nuovi orrori
la vergogna si è nascosta dietro i morti
14
LA COLPA
sono io quel ragazzo che
scappò da casa con poche lire in tasca
e un quaderno d'improbabili versi?
lo sono sì ma dopo sei decenni
non mi riconosco in lui se non nel sogno
ricorrente che al mattino mi lascia
il cuore stretto dall'angoscia
sarà un residuo di "colpa da espiare"
per aver procurato un veleno sottile
a chi bene mi voleva
15
ELUCUBRAZIONI
(l'anima ha le stimmate della vita)
la morte è un artiglio
sulla pelle del cielo
la sperimenta
questo corpo che ci è dato
(corpo dall'invisibile aura
ravvolto nella bolla-anima)
16
VIAGGI PSICHICI
sospeso
alle attese
in dolci smarrimenti
hai dimestichezza con la morte
con la stessa naturalezza
del tuo saperti eterno
17
BELLE PENNE
"non sono poeta" -da altri già
affermato- sì che belle penne hai visto
superarti con tua ammirazione vera
graffiavi fogli riempiendoli
di zampe di gallina
tanto meno eri poeta quando
t'isolavi e all'ombra d'una quercia
t'ispiravi seguendo alti voli
ah quelle velleità custodite
nello scrigno del cuore
18
ESSERE
(ti vien detto di là nell'oltre ma è
molto più vicino intimo)
farti nell'aria stretta
virgola di cielo
essere che scalzi la morte
diminuirti -
per espanderti
19
L'AVVERSARIO
al principio
fu l'nganno - da allora i cieli
capovolti e la morte
chi ci rubò dal cuore
la bellezza originaria?
nella cattedrale del sangue
l'avversario gioca a scacchi
dall'inizio del mondo
20
L'ULTIMA PAROLA
gli furono strappati tutti i figli
come pezzi di carne
-si è provati secondo
il grado di sopportazione
pungolati dappresso dallo
strale del maligno-
Giobbe il giusto lo fu allo stremo
privato dei suoi beni
ridotto a solo guscio grumo di dolore
fino a che non implorò
basta hai vinto è tua
l'ultima parola
Dio del cielo e degli abissi
21
QUANTO AMORE
giunto il momento cosa ti porterai
non suppellettili o libri ma l'amore
che hai saputo dare
non quel lasciarsi vivere
nell'approssimato sogno
di un pesce rosso nell'acquario
22
L'ANIMA TENDEVA
l'anima tendeva alle stelle
quando tu Nina apparivi
rosavestita
stagliata contro un lembo di cielo
ti fermavi nella piazzetta e
ti facevano festa i colombi
planando sul mangime che spargevi
allora
il tuo sorriso era una pasqua
mentre il tempo aveva una sosta
23
OLTRE STRAVOLTI CIELI
(ecologica)
sconsolata la fauna s'aggira
in cerca d'erba buona
chi dirà alla rondine smarrita
non ci sono più primavere
e alla cernia
quello che ingozzi
è rifiuto dell'uomo sconsiderato
questi
cercherà oltre cieli stravolti
nuove terre da violentare
24
LAZZARO
mi addormentero' in Te
finché non mi chiamerai per nome
ora qui mi trovo
un Lazzaro risvegliato da cento morti
sempre
dalle crepe dei muri spunta un fiore
25
NASCITA
più a nascere che a morire pensiero
capovolto dal profondo in dormiveglia
il girasole ebbro di luce dice vita
e tu languida
sul divano mi chiami
per accostare il mio orecchio al tuo ventre
rotondo
come un mondo
26
L'ANGELO
qui sei terra poca cosa
carne e sangue in bilico sul ciglio
della morte
ti porti un anchise sulle spalle
"di là" l'angelo di luce che
ti percorre silenzioso i precordi
verrà
a unificartisi quel giorno
che sentirai cantare le tue ossa
27
UN VERSO
un verso che mi arrivi solo uno
dei tanti gettati nel cestino
da un po' che non vengo illuminato
sono anziano e ancora affamato
di sogni (più non si dice vecchio)
i migliori versi vengono nella
veneranda età - un esempio è ungà
col suo "taccuino del vecchio" -
quando la mente ancor giovane vibra
sul pentagramma dei sogni
28
COLPO DI SONNO
sentirmi inclinare da un lato
mentre davanti al pc "guardo" un film
e per una strana associazione di idee
pensare per fortuna non guido più
non per un colpo di sonno ma l'abbaglio
rischio reale per il distrofico
di andare fuori strada
29
L'OASI
conti sulle dita
della tua vita le fasi
ne rimpiangi la prima
prima della luce
quando
non distingui realtà da sogno e
da sotto le "palpebre"
segui la barchetta di carta
nel tuo cielo-mare amniotico
dove il tuo
orizzonte è un'oasi
da cui uscirai con un grido
30
CANDIDO
ti senti
come una barca nel bosco
un marinaio col mal di terra
non sei di quelli che
saltano la cavallina
ti levi al canto del gallo
un brodino a sera
per scaldarti le ossa
una frase tagliente
ti scivola addosso
non sanguini
31
IL SE'
niente paura saremo
rinati
(e il corpo?
dismesso l'abito d'affanni)
abiteremo il posto primevo
luogo-non-luogo dove
l'altro è il Sé
32
IN TRENO
gambe accavallate la bionda platino
all'anziano vis-a-vis
risveglia sopite voglie
alberi case fuggono via
lo sferragliare induce sonnolenza
33
IMMORTALARE
immortalare il momento - la
foto è sfocata
immagine
scivolata nel gorgo del tempo
così di te: appesa
all'attimo
dietro l'occhio un'ombra stampata
34
MALGRADO TUTTO
cervelli vuoti a perdere
si schiantano contro un albero
o un palazzo facendo parkour
malgrado tutto le piste
da sci son sempre frequentate
(non v'è manna senza ingegno d'uomo)
i monti si vestono
sempre meno di bianco
l'uggia pervade anche il cuore
lascia a desiderare il sorriso del sole
35
IL CILIEGIO
(in memoria di A.)
ad ogni morte c'è resurrezione
primavera: davanti casa il ciliegio
è fiorito - tu aleggi
sopra la tua morte apparente
36
PILATO
oggi Cristo potresti vederlo
su un barcone tra gli emigranti
o al valico di frontiera
portando insieme a loro la croce
come in un sogno atroce
vedrai pilato distogliere lo sguardo
dalle purulente piaghe
ci si dovrà aspettare forse
discendano "gli dei"
su un mondo malato?
37
MI ATTRAVERSA IL TEMPO
non ho difese alla luce
porto occhiali scuri
dormo poco e male
sempre più brevi le passeggiate
il tempo mi attraversa
la testa
che sperimenta nuovi voli
pindarici
38
L'INTOCCABILE
lo scoprono con le mani nella marmellata
e ci si meraviglia se ha spalle
ancora larghe
lui intoccabile coi sacrosanti privilegi
di cui godono i governanti
stiamo lavorando dice
usando il plurale maiestatis
la poltrona quella
non gliela sfilano da sotto
la poltrona è sempre calda
39
IL VIAGGIO
il soma è l'imbarcazione dell'anima
in questo viaggio d'Odisseo
ulissidi lo siamo
a solcare aperti mari
per approdare sulle rive del mistero
di noi
in infinito espandersi
nell'armonia dell'universo
40
UN RAGNO TESSE
uscirai dalla vita con le ossa rotte
dappresso ti sta l'ombra
di serpe che agita il tuo sonno
gli offri i tuoi passi da sonnambulo e
il sudore di sangue emotivo
dove un ragno tesse di versi una tela
41
NUOVE ALI
impastato di terra e sogno
quest'essere scompensato
-gravezza di carne
-invidia di voli
lo attendono nuove ali
a solcare l'indicibile
42
CINICO
sospetti anche della tua ombra
il tuo vagare cane di nebbia
dove ti porta se
rifiuti la mano tesa e
al garbato gli dai "li mortacci"
tu creatura di terra
nell'ora estrema degnerai
il cielo di uno sguardo?
43
PREGHIERA
(Padre Pio da Pietrelcina)
irrorami
della rugiada del Tuo Spirito
questo cuore martoriato
in una violacea alba di passione
indegno mi prostro
sgabello ai Tuoi piedi
44
COME SAREMO
immagina
una luce di mille soli che
è in te e tu nel Tutto
immagina: un' inconcepibile ma possibile
ubiqua entità
in un donarsi d'amore universale
e ancora
proviamo ad immaginare
Lui che ci rivolta come un guanto
45
ITACA
averle coperte le spalle
le volte che ti giungono strali
dall'alto
dov'è assisa nemesi
che proietta ombre di morte
t'abbeveri alla fonte della grazia
sebbene
non eviterai t'investano
procelle negli anni prima
d'intravedere l'itaca celeste
46
NEL MIO CIELO
le belle nuvole che
vestono forme d'animali
i cari animali d'acqua terra e cielo
i cumuli i nembi io li vedevo
nel mio cielo con occhi innocenti
lassù incantati
immaginando quella la sede
del paradiso
47
ALLUMARE
il non detto esplicito tocca
più del dire - dal profondo
un allumare
(il sasso gettato dal capriccio
della musa
apre cerchi nel lago dello spirito)
48
PROIEZIONI
proiezioni del Suo pensiero siamo
vaganti tra realtà e sogno - in cerca
d'un'isola felice - viaggio
nell'infinito di noi
isole noi stessi - pure
ognuno anello d'una
catena senza inizio e fine
49
CUORE APERTO
pagina aperta
cuore aperto: la poesia è di tutti
la parola spira col vento
-vento di luce-
espone la sua ferita
creaturale
50
DOMANI CREDI GIUNGERA'
come canta vasco
a questa vita non sai dare un senso
domani credi giungerà
un come un quando
all'alba
le finestre avranno occhi
nuovi per la meraviglia
espansa nella misterica luce
51
COME IL SEME
domandarci se siamo
bolo di questa vita
o come
ungarettiane foglie
o semmai ci troviamo
a galleggiare sulla superficie di un sogno
un chiederci
qui disorientati -- mentre
come il seme nella terra
ci si aspetta di nascere alla luce
52
L'APPROCCIO
ai primi tentativi
tremavo come una foglia
la vocina mi diceva buttati
anche a rischio di una sberla
ma se usi le buone maniere
(te le avranno pure insegnate)
sta di fatto che ogni
volta mi bloccavo -- poi negli anni
mi emancipai e oggi mi viene da ridere
mi spiegò a suo tempo un'astrologa
che la causa era una brutta opposizione
venere-giove prima e settima casa
già alla nascita
e che coi transiti di lì a breve veniva a sciogliersi
53
FEDELTA' ALLA VITA
(ad Aleksandr Solženicyn)
fatti per la meraviglia
la tenerezza
l'amore
alla gerarchia e all'odio
opponiamo
il tuo j'accuse in virgole di fuoco
una vita
fedele alla vita
-allodola trafitta-
54
IN ONDIVAGO ESISTERE
impregnato di Spirito Santo
mi specchio nella città eterna
in ondivago esistere del sogno
55
SILENZI D'ACQUE
silenzi d'acque -
langue
la luce -
e smemora
un grande lenzuolo avvolge
gli alberi le case
56
L'ACQUA
bere "l'acqua" dell'essere amati
"dammi da bere" disse
alla donna del pozzo - Lui stesso
acqua divina
inesauribile fonte
57
L'OLTRE
non essere
da nessuna parte
esigenza di espandersi
l'oltre
è un oltre in sé che urge
come fiume alla sua foce
58
L'INASPETTATO
mi sveglio e
vengo da un altro mondo mi dico
un posto a lato o non-luogo dove
non c'è cosa voluta ma tutto
è possibile
come librarsi contro il soffitto
o guidare l'auto nell'aria con
un cielo dai colori mai visti
specchiato su placide acque
tutto possibile se ti conduce
per mano l'inaspettato
oh ecco mi sorprende ora
venirmi incontro una grande
farfalla dal corpo di donna
--------------------------------------------
COORDINATE DELL'ANIMA
(2023-2024)
1
NELLA STAGIONE CHE TI SPOGLIA
braccia frondose hai piene d'uccelli
levate al cielo come inno alla vita
il forte abbraccio è il mio grazie di esistere
nella stagione che ti spoglia
il fuggire dei canti mi fa triste il cuore
2
POESIA E' NEGLI OCCHI
poesia è
negli occhi profondi di una donna
è la leggerezza della piccola danza
del passero sul davanzale
è la fogliolina che spunta dalla terra
poesia è
il neonato attaccato al seno o l'attesa
della mamma sull'uscio
è l'interrogativo nello sguardo
di meraviglia del bambino
poesia è chiedere scusa
è l'abbraccio sospeso nell'immobile luce
3
SPLEEN
irrazionale la vita a tradire
in modo inatteso
l'impulso del sangue
macera come foglie kronos
giorni anodini
a ridosso di ombre stampate
squarcerà una nube il sogno
fatto carne? - forse
qualcosa può ancora accadere
4
SENZA TITOLO
primavera ha le braccia piene di fiori
canta con la voce degli uccelli
l'albero in germoglio ti è grato
sentendosi abbracciato
ti ricambia col suo ombrello di foglie
5
IN UN LEVITARE DI ANGELI
immaginazione pura
spalmata nella Mente universale
fatta palpito e sangue
sogno di Dio
un succedersi
di miriadi di mondi
in perfetta armonia
musica delle sfere
inudibile all'orecchio
in un levitare di angeli
6
IL COMMIATO
morire in buona salute
ciò a cui l'anima tende
mentre al capezzale accorrono
compunti i congiunti
-poi al commiato
vien da dire
ad andarsene son sempre i migliori
7
FORGIO FONEMI SUONI
l'alba è una fucina: forgio
fonemi suoni
usciti dalla bocca della notte
mi sfiora il cuore che trepida
un dio o un angelo
8
MADRE CELESTE
nel palpito di luce alta ti levi
tu orifiamma tu stargate
Madre dei derelitti - Avvocata
fa rivivere delacroix
palpabile il Tuo implorare
ai piedi della Croce
9
VISIONE
(ispirandomi a Borges)
una sequenza di figure ti sfila davanti
tu ne afferri per la coda una
quella che hai da sempre sognato
e
proprio per averla scelta
unica e irripetibile
ti si fa sangue e respiro
sfociando nella luce
è l'aleph che cantò il poeta cieco
10
L'INSONDABILE
le pareidolie e l'occhieggiare del sole
tra nuvole pigre
al crepuscolo degli anni
la solita
panchina ancora calda t'accoglie
insondabile il chi-siamo
balenio saettante nella mente
11
PREGHIERA
(a Simone Weil)
nel sentire celeste
– ginocchia piegate –
il cuore vola alto
12
Deus absonditus
la vita è bella ed ogni
nascita è dono e poesia ma il mondo
è in mano al maligno che in
efferatezze ha superato se stesso
da quando il Supremo gli ha dato
carta bianca rientrando in sé
tu dici Dio ce ne scampi
da patimenti e morte d'anima
ma irreversibile la storia
fa il suo corso prima che il fiume sfoci
in mare aperto
prima che il Deus
absonditus
a noi si sveli in tutta la sua Gloria
Il mare ha tante voci
il mare ha tante voci
di annegati di gabbiani sirene
ha scatole nere sepolte
il mare è nel cuore di odisseo
itaca è ancora lontana e
vi è chi ha mal di terra e narra
ai nipitini di mostri marini e miti
o realtà chissà dove vissute
forse in un'altra vita
rimaste nella mente grumi di sogni
Rammendi
un'opera buona o una poesia
rammendano gli strappi del cuore
chiudendo antri di buio
l'abito logorato dagli anni
abbisogna di attenzione e rattoppi
è una rete che più non trattiene
i lucenti guizzi
Divagazioni sullo zero e sulla o
il nucleo l'anello l'uroboro
due zeri abbracciati ti danno
il simbolo dell'infinito
puoi notare
la vocale o di rimbaud
gli ovali dell'ottocento
la bocca spalancata nell'urlo di munch
le bolle di sapone
immagina
gli occhielli delle forbici gli oblò
simili allo zero o alla o
Il cuore senza voce
(di bimba sepolta da macerie)
sei parte
di un cielo d'occhi
il cuore senza
voce - bambola murata
a sognare librarsi d'ali
Se tendi oltre l'orizzonte
riserva novità la mattina
se tendi oltre l'orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi
Angelo della volta
benevolo mi eri
novenne o giù di lì
ché dalla volta mi dettavi parole
di luce per poesie rimaste nell'aria
indicibili voci erano
d'un oltretempo
ove si schiude tremulo il fiore
che porto in me d'eterno
In veste d'angelo
l'atto dello scrivere
è stato di trance: esci
dal soma e ti cali
nell'immaginario
che in veste
d'angelo una lanterna
ti presta
per i fonemi
Sogni
ti sei visto ancor giovane
più d'una volta esibirti
in acrobazie per i soli suoi occhi
(lei sull'amaca capelli di grano)
o le volte prendere treni
in corsa o librarti contro
il soffitto o disfarsi la
carne fino allo scheletro
-è la sola mente che crea
un oltretempo
gioco iperbolico
quella volta che nel "luogo accanto"
Ungà ti fece un cenno
per dirti
questa poesia la puoi migliorare
Memento
bau e miao
la parola gliela leggi negli occhi
ma come tutto il regno animale
essi non si affacciano sulla loro morte
a cogliere
il proprio limite
(forse nel dopo
si è
quel che si fa e si pensa -
e dunque rispettiamo
le creature viventi
inconsapevoli - occhi di stelle)
Di là
"di là un qualcosa ci sarà" -
"qualcosa" dici?
non basterebbe lo elevassi all'infinito
o meglio: è un infinito dilatarsi - immagina
quel che si dice
Assoluto: non vi sono porte da aprire
né privacy né pass da nascondere
non tracce da seguire - impossibile perdersi
e ancora: è un compenetrarsi
di eterei corpi - dove il
virtuale/appendice dell'uomo
è un sogno senza coda
In te l'immenso
quest'allumare d'anima che
senti come vastità
di rifiorite rive
questo accogliere in te
l'immenso
oltre l'esilio di carne
franta
Dietro il velario
che siamo -
un fremito - come quello che avvertì
il primo uomo - in questo volteggiare
d'anime erranti
maschere in una
pantomima -
dietro il velario
dove s'apre il grido
della bellezza ferita
riconoscersi
Penso dunque sono
sono pensiero: ché pensare
non è soggetto al soma
non un organo altro è la mente
lei è ariosa
bramosa di voli
in quella sequenza di figure
quando la nuvola scherza col vento
Gli ultimi giorni
essere di pietra - per sopprimere
quell' urlo chiuso nelle ossa
"lasciare
che i morti seppelliscano i morti"
no non ci sarà più tempo
per piangere:
già vedi come funereo lenzuolo
penzolare il male dall'alto ramo
Kermesse
marzo le strade ammantate
di coriandoli -magia per i bimbi
si è un po' bambini anche noi
sbizzarrirsi in maschere da folletto
il gattino col fiocchetto
la ottantenne con un palmo di belletto
l'apparenza è sovrana
il gusto è g(i)usto
truccarsi in bruttezza è bello
Solitudine
livido cielo è l'ora
del crepuscolo il vecchio
spalle curve bavero alzato
col suo dolore imbavagliato
lascia la panchina - se lo farà
un bilancio
tornando verso casa?
sguardo svuotato
ha lasciato pezzi di cielo: solo
con l'affetto dei gatti (ci divide
la cena)
le frequenti
notti bianche
conta le ombre sul soffitto
che assumono sembianze strane
L'essere e il nulla
"credo nella resurrezione della carne"
pensa all'essere impermanente ma
anche che l' "essere" non cade nel nulla
l'esistere è da sempre
pensi: ed è già essere per sempre
l'essere può frangersi in un gioco di specchi
ma non cadere nel nulla
il nulla non esiste
Visione
neanche il tempo di pensarlo
e ti ritrovi
immerso in fondo all'oceano
lotte sanguinose avvengono
tra pesci di grandi dimensioni
quelli minuti sembrano sorriderti
la triglia ti fa l'occhiolino
la supremazia è la regola
negli abissi dell'oceano
come avviene in superficie
con gli umani
tra pesci piccoli e grandi
D'empiti
di fonemi
indiarsi
d'empiti
a capriolare nell'aria
presenze
ancora in fieri in ondivago
sogno
Mentori
ledi armonia se nel
voltarti
chiedi vaticini agli
iperurani
mentori della volta
celeste dal volto
rasserenante
Quasi estate
sole ad asciugare le ossa
e i panni in un'ora
il vecchio sofferente aspetta
il sole della morte
giocano bambini alle giostre
sotto l'occhio vigile
non si può morire in giorni come questi:
non ti aspetti
che il criminale si svegli al mattino
e inneschi la bomba nel nome di un dio
La ferita
si è assuefatti impermeabili
ad ogni evento il più cruento
asettica aria asseconda un vuoto
di umori non fosse per il grido
della pianta alla radice
la sua ferita bianca
Da quando la mano
tra fiammate d'odio disumanante
aggriccia il cuore del mondo
da quando la mano di caino
si levò e fu un rovinio di cieli
continua a splendere il sole
su acroteri del nulla
e l'uomo a vestire simulacri
si grida alla giustizia mentre
il piatto della bilancia pende
per la vergogna dell'homo sapiens
Fogli-aquiloni
impregnati dell'humus dell'estro
del vasto respiro di cielo
svolazzano s'impennano appena
liberati dall'artefice dei versi
-suoi non più suoi-
a volerli divulgare per il mondo
Assonanza
dov'è resettata
da ogni ammennicolo la mente
lì è itaca del cuore
vi è assonanza
coi tuoi morti
risaliti dal mare a custodirti
Fuori dall'ordinario
la realtà non è da sé
è la mente che la crea
asseriscono alcuni illuminati
va da sé
che ti stimolano pensieri
fuori dall'ordinario
mentre un gabbiano ti fa il verso
sorvolando l'immaginario orizzonte
Dei miei detrattori
(Diocleziano, uno dei più odiati della storia)
lasciai alla terra il corpo-zavorra
da cui forse con sollievo mi trassi
se sia ala d'angelo a coprirmi
il disonore -si dirà- ora che
s'una misera tomba s'accanisce
dei miei detrattori il ghigno
feroce e lo sputo
In questo giorno chiaro
(25 aprile)
s'estende a macchia di leopardo
il tuo palpito rosso
su campi a maggese a perdita d'occhio
libertà è un'apertura di vento
in questo giorno chiaro senza sconti
Incanto
i dolci animali d'acqua terra e cielo
a volte evanescenti prendono forma nelle nuvole
nel mare del cielo un tonno guizzante
assume sembianze sull'onda lucente
il bimbo sogna guardando estasiato
ippogrifi e delfini in lenta sequenza
pende dalle labbra del nonno che gli parla di quando
noè trasse in salvo dal diluvio tutte le specie
Dal nightmare
uscire di forza
dal nightmare bucando l'aria -
la riuscita
se in parte è già tanto: trovarsi
nel letto della vecchia casa
d'infanzia
sogno dentro il sogno
Che luce
che luce bagnerà
i nostri morti - che amore - se l'uno
nell'altro si specchieranno - se
si sogneranno: ti chiedi
se con l'orecchio del cuore
la provvida Madre 'udranno':
"mangiate di me e non avrete
più fame"
Chi eravamo
enigma la vita
siamo non siamo
chi eravamo: dimenticato - solo
incarnata nostalgia
restiamo
della bellezza sulla fronte del giorno
l'urlo del fiore
immarcescibile nella luce
L'indicibile parte di cielo
indicibile la parte di cielo
ch'è in te e ignori
basta
che solo un verso o poche note
ti richiamino
a una strana forza interiore:
e cessi
di sentirti mortale
Alberi che camminano
il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d'alberi che camminano
(anche se oggi
quasi nessuno li "vede": santi
di questo tempo)
Per poca fede
vertigine dei giorni vuoti -
ci si trova appesi ad una fune
se apriamo la cerniera della notte
il tempo
ci volgerà le spalle per non
esserci fidati abbastanza
e la luce non ci conoscerà
Riflesso
(il soma: "appendice" del cielo)
siamo solo pensiero
non espanso
frammento della Mente che
crea universi-mondi
(riflesso questa vita
che si guarda vivere:
un mondo in un altro)
Fantasie (ipotesi dell'impossibile)
la vita
un giorno puoi sentirti
come un marinaio col mal di terra
e il giorno dopo trovarti
ad annegare in mezzo metro d'acqua
Lavavo la veste
trovai ch'erano fastidiose mosche
ronzanti nella luce della preghiera
a non dar peso
imparai dopo lacrime e sangue
lavavo la veste
invischiata nelle panie della notte
Anime ferite
(è boomerang nell'ordine cosmico
il male e il bene che si fa)
raccoglie il Signore le anime ferite
col mestolo della compassione *
laddove non si smorzano striduli
echi a insanguinare il vento
* rifacendomi a un verso di Gregory Corso
Anime che si cercano
(ispirandomi a Borges e Pessoa)
anime che si cercano
vestite di apparenza
siamo: forme passeggere
giriamo in tondo senza
mai trovare il centro
lontani da noi siamo
sulla pagina del cielo una mano
d'aria scrive di noi
e delle nuvole
L'infinito di noi
dentro di noi siamo
un infinito ma confuso: una
"finita infinità"
per dirla con la dickinson
percepiamo a tratti
andiamo come ciechi - vediamo
"per speculum in aenigmate"
e ci sogniamo
Intatto lo spirito
ho ripreso in mano le poesie giovanili
alcune rifatte altre modificate
con severi tagli senza rimpianti
ispirazioni bucoliche vestite di primavera o
di autunnali malinconie
vi è rimasto intatto
lo spirito degli alberi e del vento
la resina la radice linfa da cui vita rinasce
Con l'anima nuda
con l'anima nuda o corpo
etereo lei mi vedrà
mi attraverserà l'aria
senza scheletri nell'armadio
nella nudità che siamo
di me altra "visione" avrà?
e io di lei?
ci ritroveremo asessuati angeli?
ci accoglierà pienezza?
PROSPETTIVE
2024
Mare aperto
parvenza: "luogo" altro: il sogno
che muove ondivaghi sensi
gesti evanescenti
volteggi - voli
l'anima è un mare aperto
Il mare era una favola
"non vorrei più uscire da questa
dimensione eppure basterebbe
come altre volte
stringere forte gli occhi e..."
ma voglia non ne avevo - poi giocoforza
mi ritrovai quasi deluso nel mio letto
avevo lasciato un mare che era
una favola
un'immensa tavola
imbandita per i gabbiani a frotte
Amo l'idea
più che amarla amo l'idea di lei
stato d'essere: che s'impregna
di bellezza interiore
si ammanta di una luce affebrata
mentre mi poggia la testa
nell'incavo della spalla
e
se combacia col mio pensiero mi chiedo
dove saremo domani
quando il mondo per noi sarà sparito
Il poeta
cavalli d'aria - virgola di fuoco il
pensiero saettante: vederti un
sansebastiano trafitto
da strali della parola
Vita sommersa
in onde dell'inconscio
si sdipana
l'illusione ipnagogica e
nel gioco sempre inedito delle
immagini
emerge vita sommersa
come ombra che si rompe nell'acqua
mossa
L'intima essenza
rifarti gli occhi davanti
a foto che rispolverano anni
di cui puoi dirti contento
a voler fare un bilancio onesto
-non vasi di pandora-
ma per contraddizione
stornare la realtà con l'immaginario
ti sembra più congeniale:
per lasciarti sfiorare
dal difficilmente percepibile
Delle vanità
I
non hai mica visto la Madonna - se
sei andato in estasi per uno
scalmanato che si agita sul palco
-emulo sei
sbavi per il successo
II
"vedi tutto questo? sarà tuo se..."
cogli l'intenso e breve
l'offerta allettante - il "se" ti eccita lo temi
ah inganno
del mondo che nasconde una mano
nel sangue dei papaveri
I tuoi santi
corda tesa tra la bestia e l'angelo
scala al cielo per
l'Assoluto
c'è sempre
l'iconoclasta che
lascia osceni echi nel sangue
dileggiando i santi che
tu Nina preghi incessante
Dismesso l'abito
(visione)
dismesso l'abito
mi accompagnarono i cari estinti
portatori di umiltà
non parole la bocca colma
di luce
percorrendo la via per l'eliso
non si toccava terra
Se tendi oltre l'orizzonte
luce letale per distrofici
una grazia per altri e i gatti
acciambellati nel sole
riserva novità la mattina
se tendi oltre l'orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi
Nota: chi è affetto da distrofia corneale ha problemi a vedere la luce.
Quale limite
(parla un intellettuale)
[a tutti gli oppressi dai regimi]
aveva appena letto
che subito arricciarono il naso
quelli che si conformano
all'ultimo verso
uni sbieco incrociare di sguardi
aveva superato il limite?
quale
forse della paura
candidamente
parlava di libertà
quella che accende le stelle
sopra un oceano d'amore sconfinato
Vite alternative
(s'affaccia la notte su
vite alternative
freudiana "via regia")
nel balzo lucente
della tigre
trema la bellezza immaginata
("La tigre" è una famosa poesia di William Blake)
La vergogna
serpeggia sinistra eco
in un cielo stravolto
mentre nel mondo esplodono sogni
dalle emittenti: scoperti nuovi orrori
la vergogna si è nascosta dietro i morti
La colpa
sono io quel ragazzo che
scappò da casa con poche lire in tasca
e un quaderno d'improbabili versi?
lo sono sì ma dopo sei decenni
non mi riconosco in lui se non nel sogno
ricorrente che al mattino mi lascia
il cuore stretto dall'angoscia
sarà un residuo di "colpa da espiare"
per aver procurato un veleno sottile
a chi bene mi voleva
Elucubrazioni
(l'anima ha le stimmate della vita)
la morte è un artiglio
sulla pelle del cielo
la sperimenta
questo corpo che ci è dato
(corpo dall'invisibile aura
ravvolto nella bolla-anima)
Viaggi psichici
sospeso
alle attese
in dolci smarrimenti
hai dimestichezza con la morte
con la stessa naturalezza
del tuo saperti eterno
Belle penne
"non sono poeta" -da altri già
affermato- sì che belle penne hai visto
superarti con tua ammirazione vera
graffiavi fogli riempiendoli
di zampe di gallina
tanto meno eri poeta quando
t'isolavi e all'ombra d'una quercia
t'ispiravi seguendo alti voli
ah quelle velleità custodite
nello scrigno del cuore
Essere
(ti vien detto di là nell'oltre ma è
molto più vicino intimo)
farti nell'aria stretta
virgola di cielo
essere che scalzi la morte
diminuirti -
per espanderti
L'avversario
al principio
fu l'inganno - da allora i cieli
capovolti e la morte
chi ci rubò dal cuore
la bellezza originaria?
nella cattedrale del sangue
l'avversario gioca a scacchi
dall'inizio del mondo
L'ultima parola
gli furono strappati tutti i figli
come pezzi di carne
-si è provati secondo
il grado di sopportazione
pungolati dappresso dallo
strale del maligno-
Giobbe il giusto lo fu allo stremo
privato dei suoi beni
ridotto a solo guscio grumo di dolore
fino a che non implorò
basta hai vinto è tua
l'ultima parola
Dio del cielo e degli abissi
Quanto amore
giunto il momento cosa ti porterai
non suppellettili o libri ma l'amore
che hai saputo dare
non quel lasciarsi vivere
nell'approssimato sogno
di un pesce rosso nell'acquario
Oltre stravolti cieli
(ecologica)
sconsolata la fauna s'aggira
in cerca d'erba buona
chi dirà alla rondine smarrita
non ci sono più primavere
e alla cernia
quello che ingozzi
è rifiuto dell'uomo sconsiderato
questi
cercherà oltre cieli stravolti
nuove terre da violentare
L'anima tendeva
l'anima tendeva alle stelle
quando tu Nina apparivi
rosavestita
stagliata contro un lembo di cielo
ti fermavi nella piazzetta e
ti facevano festa i colombi
planando sul mangime che spargevi
allora
il tuo sorriso era una pasqua
mentre il tempo aveva una sosta
Lazzaro
mi addormenterò in Te
finché non mi chiamerai per nome
ora qui mi trovo
un Lazzaro risvegliato da cento morti
sempre
dalle crepe dei muri spunta un fiore
Nascita
più a nascere che a morire pensiero
capovolto dal profondo in dormiveglia
il girasole ebbro di luce dice vita
e tu languida
sul divano mi chiami
per accostare il mio orecchio al tuo ventre
rotondo
come un mondo
L'angelo
qui sei terra poca cosa
carne e sangue in bilico sul ciglio
della morte
ti porti un anchise sulle spalle
"di là" l'angelo di luce che
ti percorre silenzioso i precordi
verrà
a unificartisi quel giorno
che sentirai cantare le tue ossa
Un verso
un verso che mi arrivi solo uno
dei tanti gettati nel cestino
da un po' che non vengo illuminato
sono anziano e ancora affamato
di sogni (più non si dice vecchio)
i migliori versi vengono nella
veneranda età - un esempio è ungà
col suo "taccuino del vecchio" -
quando la mente ancor giovane vibra
sul pentagramma dei sogni
Colpo di sonno
sentirmi inclinare da un lato
mentre davanti al pc "guardo" un film
e per una strana associazione di idee
pensare per fortuna non guido più
non per un colpo di sonno ma l'abbaglio
rischio reale per il distrofico
di andare fuori strada
L'oasi
conti sulle dita
della tua vita le fasi
ne rimpiangi la prima
prima della luce
quando
non distingui realtà da sogno e
da sotto le "palpebre"
segui la barchetta di carta
nel tuo cielo-mare amniotico
dove il tuo
orizzonte è un'oasi
da cui uscirai con un grido
Candido
ti senti
come una barca nel bosco
un marinaio col mal di terra
non sei di quelli che
saltano la cavallina
ti levi al canto del gallo
un brodino a sera
per scaldarti le ossa
una frase tagliente
ti scivola addosso
non sanguini
Il Sé
niente paura saremo
rinati
(e il corpo?
dismesso l'abito d'affanni)
abiteremo il posto primevo
luogo-non-luogo dove
l'altro è il Sé
In treno
gambe accavallate la bionda platino
all'anziano vis-a-vis
risveglia sopite voglie
alberi case fuggono via
lo sferragliare induce sonnolenza
Immortalare
immortalare il momento - la
foto è sfocata
immagine
scivolata nel gorgo del tempo
così di te: appesa
all'attimo
dietro l'occhio un'ombra stampata
Malgrado tutto
cervelli vuoti a perdere
si schiantano contro un albero
o un palazzo facendo parkour
malgrado tutto le piste
da sci son sempre frequentate
(non v'è manna senza ingegno d'uomo)
i monti si vestono
sempre meno di bianco
l'uggia pervade anche il cuore
lascia a desiderare il sorriso del sole
Il ciliegio
(in memoria di A.)
ad ogni morte c'è resurrezione
primavera: davanti casa il ciliegio
è fiorito - tu aleggi
sopra la tua morte apparente
Pilato
oggi Cristo potresti vederlo
su un barcone tra gli emigranti
o al valico di frontiera
portando insieme a loro la croce
come in un sogno atroce
vedrai pilato distogliere lo sguardo
dalle purulente piaghe
ci si dovrà aspettare forse
discendano "gli dei"
su un mondo malato?
Mi attraversa il tempo
non ho difese alla luce
porto occhiali scuri
dormo poco e male
sempre più brevi le passeggiate
il tempo mi attraversa
la testa
che sperimenta nuovi voli
pindarici
L'intoccabile
lo scoprono con le mani nella marmellata
e ci si meraviglia se ha spalle
ancora larghe
lui intoccabile coi sacrosanti privilegi
di cui godono i governanti
stiamo lavorando dice
usando il plurale maiestatis
la poltrona quella
non gliela sfilano da sotto
la poltrona è sempre calda
Il viaggio
il soma è l'imbarcazione dell'anima
in questo viaggio d'Odisseo
ulissidi lo siamo
a solcare aperti mari
per approdare sulle rive del mistero
di noi
in infinito espandersi
nell'armonia dell'universo
Un ragno tesse
uscirai dalla vita con le ossa rotte
dappresso ti sta l'ombra
di serpe che agita il tuo sonno
gli offri i tuoi passi da sonnambulo e
il sudore di sangue emotivo
dove un ragno tesse di versi una tela
Nuove ali
impastato di terra e sogno
quest'essere scompensato
-gravezza di carne
-invidia di voli
lo attendono nuove ali
a solcare l'indicibile
Cinico
sospetti anche della tua ombra
il tuo vagare cane di nebbia
dove ti porta se
rifiuti la mano tesa e
al garbato gli dai "li mortacci"
tu creatura di terra
nell'ora estrema degnerai
il cielo di uno sguardo?
Preghiera
(Padre Pio da Pietrelcina)
irrorami
della rugiada del Tuo Spirito
questo cuore martoriato
in una violacea alba di passione
indegno mi prostro
sgabello ai Tuoi piedi
Come saremo
immagina
una luce di mille soli che
è in te e tu nel Tutto
immagina: un' inconcepibile ma possibile
ubiqua entità
in un donarsi d'amore universale
e ancora
proviamo ad immaginare
Lui che ci rivolta come un guanto
Itaca
averle coperte le spalle
le volte che ti giungono strali
dall'alto
dov'è assisa nemesi
che proietta ombre di morte
t'abbeveri alla fonte della grazia
sebbene
non eviterai t'investano
procelle negli anni prima
d'intravedere l'itaca celeste
Nel mio cielo
le belle nuvole che
vestono forme d'animali
i cari animali d'acqua terra e cielo
i cumuli i nembi io li vedevo
nel mio cielo con occhi innocenti
lassù incantati
immaginando quella la sede
del paradiso
Allumare
il non detto esplicito tocca
più del dire - dal profondo
un allumare
(il sasso gettato dal capriccio
della musa
apre cerchi nel lago dello spirito)
Proiezioni
proiezioni del Suo pensiero siamo
vaganti tra realtà e sogno - in cerca
d'un'isola felice - viaggio
nell'infinito di noi
isole noi stessi - pure
ognuno anello d'una
catena senza inizio e fine
Cuore aperto
pagina aperta
cuore aperto: la poesia ? di tutti
la parola spira col vento
-vento di luce-
espone la sua ferita
creaturale
Domani credi giungerà
come canta vasco
a questa vita non sai dare un senso
domani credi giungerà
un come un quando
all'alba
le finestre avranno occhi
nuovi per la meraviglia
espansa nella misterica luce
Come il seme
domandarci se siamo
bolo di questa vita
o come
ungarettiane foglie
o semmai ci troviamo
a galleggiare sulla superficie di un sogno
un chiederci
qui disorientati -- mentre
come il seme nella terra
ci si aspetta di nascere alla luce
L'approccio
ai primi tentativi
tremavo come una foglia
la vocina mi diceva buttati
anche a rischio di una sberla
ma se usi le buone maniere
(te le avranno pure insegnate)
sta di fatto che ogni
volta mi bloccavo -- poi negli anni
mi emancipai e oggi mi viene da ridere
mi spiegò a suo tempo un'astrologa
che la causa era una brutta opposizione
venere-giove prima e settima casa
già alla nascita
e che coi transiti di là a breve veniva a sciogliersi
Fedeltà alla vita
(ad Aleksandr Solþenicyn)
fatti per la meraviglia
la tenerezza
l'amore
alla gerarchia e all'odio
opponiamo
il tuo j'accuse in virgole di fuoco
una vita
fedele alla vita
-allodola trafitta-
In ondivago esistere
impregnato di Spirito Santo
mi specchio nella città eterna
in ondivago esistere del sogno
Silenzi d'acque
silenzi d'acque -
langue
la luce -
e smemora
un grande lenzuolo avvolge
gli alberi le case
NUOVA RACCOLTA
Doppelganger
(alla maniera di Caproni)
quel giorno
uscire da me
per incontrarmi
L'essenza
la senti fuori e dentro che
ti attraversa - non ha
spaziotempo ubiqua ai primordi:
come nella prima
luce un soffio un respiro
nave astrale
è l'anima che vola
19
AVIGLIANA
era solo ieri guarda ti dicevo
in questa foto di famiglia
sono quello che fa solecchi
e mia madre mi sorride
oggi il lago è uno specchio lucente
ove annegare le ambasce
tu
nello scatto sorridi alle rughe
mentre faccio solecchi
20
ESTIVA
-davvero c'è un'altra vita? o
è solo nella tua testa- pensa
gli scivola dalle mani il libro
ora lontanissima
gli giunge la voce del mare
plana un gabbiano su
una solitudine d'anime
21
IL FIAT
"essere"
più del mondo vissuto
impastati di terra e di Dio -
di Lui il dito
la saliva il fiato
il fiat della luce
rientrare
come scriccioli varcando la "soglia"
baciati dal sole della morte
22
DOVE SONO
è detto il mondo dei più
e noi a chiederci dove
sono ma piuttosto che un "dove"
è uno "stato"
simile a quando sognamo
è percepibile a volte la loro
presenza nei semplici gesti
come impugnare la forchetta o la penna
o quando ci adagiamo la notte
nella loro ombra
23
ESSERE ALTRO
pulviscolo a librarsi nella luce
ferma
il bruco dalla nascita anela
essere altro
24
PARUSIA (VISIONE)
celeste diamante
incrina il vetro
opaco
svelato
il Vero a farci
veri
25
NEI GIORNI ANODINI
nei giorni anodini
quell'aggrapparsi del cuore: un
toccasana o se vuoi appiglio
la poesia
ti sorride un'immagine d'aria
ed è il suo volto ovattato
in un ritaglio del tempo sospeso
26
E POI FA SERA
il foglietto con alcuni versi
finito nella schiuma
della centrifuga
andati
lui più non li ricorda
un "danno"?
e sì
che gli si apre un nuovo giorno
e poi fa sera
e una luna
ammicca
non finisce il tempo
per la creazione
27
ELUCUBRAZIONI
essere - sentire: siamo
nient'altro che pensiero
tutto
dal ciclo delle maree
al gabbiano che coglie
la preda lucente
all'arco lasciato nell'aria
dall'acrobata al gesto
dell'abbraccio
tutto
appendice
del Pensiero
questo gemello di conoscenza
consanguineo della preghiera
28
A SOPHIA
guagliunce'
forse ti resta ancora
l'intercalare delle mie parti
ti chiamavano 'a scugnizza
poi sei cresciuta
t'immagino
percorrere i vicoli di pozzuoli
l'incedere provocante
del tuo corpo acerbo
slanciato verso il cielo
e ch'aggia fa'
se ho anche gli occhi della mente
e ancora la vivezza dei sensi
29
ISPIRAZIONE
fare spazio
all'urgenza
assecondare l'onda del sangue
passare al crivello le emozioni
librarsi dell'anima in un
azzurro macchiato di rondini
30
FANTASTICANDO
ci si è evoluti
dall'uomo-scimmia o
homo erectus?
Dio si diletta
con la creazione
delle specie più strane
noi mortali
a chiederci se sia nato
prima l'uovo
31
IO SONO LE MIE EMOZIONI
(visione)
-stanotte ti verrò a trovare-
mi ha detto
-eccomi: sono
con soma o senza
le mie emozioni - grumo
di passioni il cuore
staccato da terra
-mi dici
dov'è il tuo pungiglione?
32
SE TENDI OLTRE L'ORIZZONTE
riserva novità la mattina
se tendi oltre l'orizzonte
lo sguardo assuefatto ai naufragi
33
POESIA
luce inquieta
aleggia nei precordi
muore rinasce la parola
sui crinali del sogno dove
la musa è assisa
poesia
è fanciulla che si specchia
nella cattedrale del cuore
Nuove prospettive
cumuli-nembi -
le tue pareidolie
specchi nel lago celeste
la tua pena fatta pane che spezzi
col becco vi fa cerchi il cormorano
vagheggia la mente -
t'intoni
col respiro degli alberi
la vita ha nuove prospettive
10-15.8.23
Lontananze
tra smagliature del giorno
scruto il cielo - sogno
lontananze
nuove prospettive?
tra pro e contro di pulsioni inverse
la vita imbroglia le carte
risillaba palpiti voci
16.8.23
Di spalle
(ad A.)
di spalle
ti sento avvinghiata come un ragno
avverto la tua gradevolezza
come l'albero
"quella" del venticello tra le foglie
stavo entrando in un sogno "voluto"
poi svanito
19.8.23
Sillabe
conti sillabe sulle dita
settembre il mare ancora invita
il mormorio della risacca t'ispira?
occhi chiusi "anneghi nel tempo" *
* Cardarelli
20.8.23
Il lampo
arrampicarti sugli specchi
se vuota è la stanza della mente
e lampo non ti è propizio
allumare d'anima
a dar colore a una vita scialba
30.8.23
La colomba
chi più chi meno
si sconta il proprio "purgatorio" qui
come hitler e i satrapi l'inferno
un'ala di colomba taglierà l'aria
quando il tempo sarà compiuto
per accoglierci il seno dell'Altissimo
4.9.23
Volti
(ti chiedi se agli altri non appari
come te riflesso nello specchio)
volti e volti a ondeggiare in
sequenza da film
volti che s'eclissano
un ovale come se ne vedono
solo una volta in sogno: l'ideale:
frutto d'immaginazione? sia pure
in cadenza d'inganni
scorre la vita fiume alla sua foce
8.9.23
Respiri di cielo
sono assetato di luce
non so penetrare il Suo profondo
ché
di terra sono e inerme
mi si sciolgono le ore come cera
pure
mi vivono dentro respiri
di cielo
9.9.23
Padre nostro
Padre nostro che sei nei cieli
quanto sangue già versato
il Tuo d'uomo-dio
nei ghetti quello del nero
che da secoli ancora grida
Padre nostro che sei nei cieli
quanto ancora da versare
dei nuovi Falcone e Romero
a fare i martiri della storia
Padre nostro
che ci guardi dal cielo
Ti rendiamo grazie noi che baciamo
il Tuo sangue salvifico
12.9.23
Bomba d'acqua
la sorprese giù in cantina dov'era
discesa a sistemare
gettare roba inutile pulire
-il cellulare restò a quella data
oggi
inebetito lui si aggira per i viali
si chiederà "Dio perché"
avendo perso la luce degli occhi
vedovo affranto
percorre i margini del tempo
parla con la sua ombra sul muro
14.9.23
Bomba d'acqua 2
la cantina
era una cabina di veliero sommerso
dove zigzagavano i pesci
del sogno
sogno non era: lei
era dell'acqua: un solo abbraccio
15.9.23
Divagando
la sventola attira gli sguardi
degli avventori seduti al dehor
pensi alla
"bambola" di buscaglione
il solito giro pomeridiano
-breve ormai per l'età-
pensi: è buona decenza
tenere in salute fido
la prostata i denti che ballano
21.9.23
Questa frenesia di vita
sempre cerchi il tuo centro
mai soddisfatto ripieghi
sul digitale a tua immagine
(il cellulare
protendimento del tuo braccio)
usi e sei usato
in questa frenesia di vita
vissuta alla giornata
in una gioia feroce:
sei trottola
che gira all'impazzata
24.9.23
In dormiveglia all'alba
in dormiveglia all'alba
mi sorprendono pensieri
dove chiama il sangue
lacerato sono dalle funi
tra spirito e carne
ah infine dormire
nell'abbraccio delle stelle indulgenti:
azzurrità
a cui da sempre anelo
26.9.23
Parusia
alla fine dei tempi
si rivelerà l'arcano
il Santo Spirito ti aprirà le braccia
non da sangue Lo riconoscerai
con la luce non col fango
sarai ri-creato
30.9.23
Dell'intelligenza artificiale
l'amica guardandomi in foto
"in gran forma!" mi dice e voglio crederci
oltre gli ottanta un vortice d'anni
penso chissà
fra un secolo come sarà
questo mondo in mano a chi verrà
se s'userà per umani fini
l'intelligenza artificiale
se vita sarà ancora "vita"
e il sentimento
manipolato vieppiù svilito ?
4.10.23
Il rifugio
sono il cormorano incatramato -
non son capace che d'un amore piccolo
legato come sono alla terra
così per il dolore
fardello da portare se il cuore
è squassato e la carne soltanto
urlo animale
ah un rifugio anelo
come grembo di madre
9.10.23
La vita leggera
ti dici: va'
dove ti porta il cuore
con la vela della passione
verso terre viste solo in sogno
lungo la coda dell'occhio
nuvole vaghe
a dire la vita leggera
11.10.23
Segmenti
loro -vien detto- ci vedono di là -
saprò io rinonoscerti?
o saremo un unico fondersi
di luce cosmica?
divago - mi arrabatto tra
le righe
un moscerino attraversa la
luminosità del monitor
segnando in diagonale segmenti
tortuosi
come i pensieri della mente
15.10.23
Borderline
avvolto in un mantello di vento
a vivere contromano
senza nervi di ricambio
puoi sentire la vita deragliare
su binari del sangue
22.10.23
Alle origini
ci verrà resettata questa vita?
e le emozioni e i sogni?
sentiremo in altro modo - forse -
torneremo alle origini
come quando eravamo
non duplicati non infangati: veri
come la prima luce
24.10.23
Un volgere d'anni
mi sveglia il canto del gallo
non trovo la tua mano
ti sei appena alzata
c'incalza tiranno il tempo
in questo volgere d'anni
benché non t'abbia sciupato
questa luminosità del viso
quanti da aspettare ancora
inverni a gelare le ossa
30.10.23
Distese
t'innamori della parola
colomba che sorvola
distese dell'anima
3.11.23
I frutti
dal modo in cui vivi
ti costruisci il tuo "altrove"
a cospirare
il bene donato
-l'angelo che in te si svela
sarà tempo di
vendemmia
9.11.23
Vita parallela
storci la bocca a chi afferma
di là non c'è niente - consapevole
di una vita parallela
non sai come sia ma vuoi pensarla
un infinito mare di luce
dove vivere una giovinezza eterna
dove la Parola ti accoglie
all'ombra delle sue ali
dove la Sapienza si fa conoscere
12.11.23
Nascere
sempre in bilico sul ciglio
d'ondivago esistere
si è imparentati con la morte
nel solco d'un continuo nascere
14.11.23
Storiella
lo vedeva sempre all'angolo della strada
suonare l'ocarina
un giorno d'istinto
lo abbracciò gli disse suona per me
bel moro lineamenti latini
-scintilla fu o desiderio? - gli aprì
la sua casa e dopo un buon bagno
finirono a letto
qualche mese dopo la storia
finì
lui uccel di bosco amava la libertà
(storiella dal sapore d'una favola
... ma a volte lo è la realtà)
17.11.23
Reliquie
a scrivere non la mano
ma la mia radice ferita
testimonianza siano
non lettere storte sull'acqua
o che volteggino eteree
dissanguandosi in volo
ma i momenti che restano
nel tempo appesi al cuore
26-28.11.23
DOC
il turbamento
è graffio sul foglio bianco
artiglia la pelle del cielo
lasciando tracce di sangue
nella notte è un grido osceno
DOC: disturbo ossessivo compulsivo.
2.12.23
Era solo un sogno
si apriva il sole
con un sorriso largo
ai suoi dardi
l'abetaia prendeva fuoco
la chioma era fatta cenere
(un natale che si piange
i suoi abeti: te lo immagini ?)
4.12.23
Senza titolo (chiamalo sogno o fantasia)
il daimon mi condusse in una città
nella città con un vociante luna park
apri i polmoni mi disse qui
si respira una bell'aria di mare -era
la costa di los angeles?-
fu così che m'imbattei
nell'affascinante marilyn
uscita da un ritratto di warhol
6.12.23
Quante volte
(disturbo ossessivo)
quante volte scorrettamente Ti chiamo
di notte o fuori casa affaccendato
"non nominare il mio nome invano"
quante volte
scrivo per non soccombere -
un altro me forse spia
questo me "fuori posto"
ah quest'afflizione mi pesa
come un macigno
oh quando mi chiamerai dall'oltre
e starò nella pace
dei tuoi invocati cieli
10.12.23
Nel nonsense di onirici pensieri
la fanno da padrona i suoi occhi
nel nonsense di onirici pensieri
che sostano su curve e anfratti
uscita dal sogno
si leva in un'alba rosata
ectoplasma o angelo
15.12.23
Dove sei
purgatorio:
lo vive ciascuno il proprio
il gelo nelle ossa
le stelle fatte cenere
nelle desolate notti
la persona che non vedi e non è
a te accanto ti sembra
sfiorarti a volte con tocco
leggero i capelli
nelle notti dove urla la bestia
dello smarrimento
18.12.23
Alberi radici
alberi vedi alberi
mutilati capovolti nel tuo cielo
capovolto
gridano radici
-selva di mani
prensili cupidi sguardi-
a sovrastarli la natura
con le sue infinite vite
di rinascita
22.12.23
L'animula
non ha occhi che per voi
occhioni grandi innocenti
vi leccherebbe anche l'anima
tradendo di voi la parte buona
ve ne liberate lasciando
si maciulli in tangenziale
ancora
non avrà occhi che per voi
la sua animula sempre a perdonare
voi bestie umane-non-umane
1.1.24
Elucubrazioni
se il pensiero è sotteso alla fine
Lui ce la tiene nascosta - e
meno male: ché impazziremmo
nelle ultime sue ore l'animale
si nasconde lontano dagli occhi
al contrario dell'umano
che -se all'addiaccio e solo-
piange
un ultimo abbraccio
3.1.24
NUOVA RACCOLTA 2
Dove vegliano angeli
(Colui che tutto il mondo alluma (Dante)
fatti figli nel Figlio
su rive dell'essenza approderemo
allumati d'immenso
dove vegliano angeli
ai cancelli della bellezza
8.1.24
Vikinghi
(ispirandomi alla raccapricciante notizia del gatto torturato nel gennaio 2024)
i nuovi vikinghi
scendono in città
sulle loro harley davidson
danneggiano per soddisfare
la febbre del sangue
terrore dei negozianti dalle vetrine spaccate
scuoiano un gatto vivo
sotto i loro sguardi sconvolti
poi fieri della vigliaccata
tracannano birra scura
stravaccati al bar
le gambe allungate sul tavolo
-gli sguardi persi
dietro notti brave e misfatti
14.1.24
Apparenze e sogno
"non di questo mondo": parafrasando
franco - uno sguardo
al cielo da cui cademmo
ricusando la luce
ci rifugiamo nel sogno - noi
quaggiù apparenze
legati a questo
radicato cordone ombelicale
Franco Bonvini, virgolettato il titolo del suo blog.
16.1.24
Era solo un sogno 2
legato alla catena di montaggio
agli ottanta e più che mi ritrovo?
mi vien da piangere
-ma era solo un sogno
(calura estiva e non poter bere
alla fontanella a due passi
ché la linea se ne "andava"...
-era questa
realtà!)
19.1.24
Guardare oltre
And death shall have no dominion. Dylan Thomas
guardare lungo: oltre
la naturale dissoluzione
un'alba rosata ti pettina i pensieri
carezza i progetti del giorno
nulla può la morte
se tendi alla bellezza
21.1.24
Cadranno
"non puoi 'permetterti' di essere sfiduciato"
(da una omelia)
le Sue piaghe lucenti dolorano
nei derelitti agli angoli delle strade
a due passi dai palazzi di vetro
il barlume di speranza sarà
un vero tsunami
cadranno ideologie regni potenze
quando si dissolveranno
l'eigengrau *
e la polvere del tempo
e il cuore si placherà
alle porte
della Gerusalemme celeste
.
* Lontani dalla luce della verità, ora è come vedessimo il "colore del buio".
24.1.24
Fuggiti i canti
(riveduta)
ho sognato d'essere un bosco devastato
-fuggiti i canti
incenerite le chiome-
in me cadevo con schianti d'alberi
cadevo
27.1.24
Muro d'ombra
il tuo giro al parco
il canto fitto tra gli alberi t'ispira
e chi lo dice:
potresti andartene domani o
fra degli anni finché viva
questa febbre della passione
e parole ti danzano nella mente
e la rosa vorrà fiorire nel gelo
poi sarà il muro d'ombra
30.1.24
La realtà che vedi
"pensare positivo è il viatico per il viaggio"
f.s.
vedi la realtà
secondo il tuo pensiero
è la mente a crearla
a farla e disfarla penelope imperterrita
sì che realtà è il suo farsi implicito
è lo stacco nell'aria
dello sfrecciare delle rondini o del
salto del cavallo all'ostacolo
è realtà il suo accadere - tutto appare sospeso
quando è già altro
3.2.24
Nightmare
vide il suo corpo lanciarsi
dall'empire state building
librarsi nell'aria e non
sfracellarsi restare sospeso
in quel senzatempo
voleva liberarsi del peso
che tiene legati alla terra
annaspò nell'aria destandosi
non trovava più il cuore
8.2.24
Un attimo e il lampo
(a Mary)
il ragazzo bruciato sul ciglio della notte
-alfabeto dell'amore malato
a librarsi sulle nere ali del vento
"Mary - o mia o di nessuno"
un attimo e il lampo della lama
(senza il coraggio di rivolgerla su di sé)
12.2.24
Qualcosa può ancora accadere
sempre nutri i tuoi scheletri
anche questo febbraio sta andando
la mente è ancora fervida
negli anni al declino
qualcosa può ancora accadere
un prossimo libro da licenziare chissà
un nuovo sussulto del cuore
15.2.24
La cruna
per tantissimi è il purgatorio
altri vivono l'inferno qui
passano per la cruna futuri santi
per tanti
"il paradiso può attendere"
.
virgolettato: film di Warren Beatty e Buck Henry
16.2.24
D'un oltretempo
di cose sconnesse senza capo né coda
questi dormiveglia per fatue ispirazioni
trattengo d'alfabeti perle d'acqua
una barca di carta su onde dipinte
tiene il mare aperto dei sensi
complice è una luna bislacca
s'uno scenario d'oltretempo
18.2.24
Mala tempora currunt
"tutto sbagliato tutto da rifare"
da qualche parte c'è sempre una perdita
come in borsa se l'ago oscilla
sul versante di vacche magre
24.2.24
Primavera
mattina sul lago:
si spalma
sugli occhi la luce
intonano
melodie uccelli di passo
è un fremere di gioia la pineta
26.2.24
Le mie notti
i nonsense dei dormiveglia
alternati
al conteggio delle pecore
(andare al frigo non mi attira)
queste le mie notti
di lettere amorfe
di asimmetrici voli
che si spaccano alla volta del cuore
29.2.24
Un cielo bianco di silenzi
il tuo "purgatorio"
da scontare in questa vita
te lo sei creato prendendo strade storte
un cielo bianco di silenzi
accompagna il tuo pellegrinare
affamato d'amore
1.3.24
I cari morti
(a Gabriele Galloni)
nei tuoi versi i cari morti
si cercano e ci cercano o forse
di noi fanno a meno ché hanno
già negli occhi le radici della luce - quelle
a noi nascoste d'insondabile mistero
2.3.24
Untitled
il corpo quest'opera d'arte
che governeremo fino alla polvere
le gambe incrociate o
a percorrere una vita in salita
le braccia spalancate come Cristo se
mani non abbiamo che piene di niente
quel pizzico di follia ch'è da tutti
dietro lo schermo della mente
la bocca che sputa sentenze
gli occhi lucenti di voli e vele
per un infinito sogno di terre lontane
16-3-24
Nell'ultima ora (preghiera)
Ti riconosco nel bambino ch'elemosina all'angolo
a cui dono una moneta ed un sorriso
Ti riconosco nel carcerato pentito
che vede il sole a scacchi
lontano dagli occhi e dagli affetti
Tu Taumaturgo Tu stargate
Signore Gesù Cristo Guaritore di anime
ora che s'approssima l'ora
Ti prego ricordati di me:
generato dal Tuo seme celeste
consegno nelle Tue mani benedette
la mia pochezza che ai Tuoi occhi splende
19.3.24
Sarò foglia
giungendo alla Tua soglia
sarò foglia dondolante nel vento
19.3.24
Stanotte
stanotte in bagno
scivolo sul mio vomito
un'imprecazione colorita è scontata
da previsioni una giornata
radiosa mi ripagherà lo spero
mi frulla qualche verso bizzarro
le cose rimandate
la barba d' una
settimana
fa chiaro mi alzo e una
leccatina avverto al calcagno
della cagna
che dal "piano" di sotto fa
capolino
21.3.24
Resurrezione
lasciarsi sorprendere dal divino -
aspersi da acqua e sangue
si è vita nascosta nel Risorto
rotolare di massi
dagli antri del cuore
fino ad aprirsi alla luce
1.4.24
Forse con gli anni
forse con gli anni
non ricorderemo più i volti
in seppia custoditi nel baule
né i souvenir
portati dai nonni dall'africa
ma avremo negli occhi il sangue dei papaveri
su distese a perdita d'occhio
quando ragazzini si emulava sandokan
in scorribande spericolate pei vicoli
e viva
ci resterà di quell'età l'ammicco
d'una luna a prime cotte
sotto un mutevole cielo lasciammo
aruspici emettere sentenze
3-5.4.24
Cavalli di nuvole
"scusi mi può aiutare?
che c'è scritto qui non vedo bene"
riconoscente a chi si prodiga più del dovuto
-si vede che ispiro tenerezza
apparendo proprio 'vecchio' ai suoi occhi
volano mesi anni:
attraversano il cielo come cavalli di nuvole
che si scompongono a un soffio di brezza
10.4.24
Parole in dormiveglia
sfiorandomi la spalla un angelo
all'orecchio mi sussurra lieve:
"superato
lo scoglio spunta luce a oriente"
11.4.24
Poesia
ti avviti con lucido delirio
nella ridda di parole -
tra sprazzi di coscienza e sogno
insegui gibigiane echi
ecco sfrondarti
forbici-di-luce:
la pagina è tuo lenzuolo
quando in amplessi cerebrali muori-rinasci
la tua anima-di-carta ricrea armonie
in cuore a spirali più alte
(prima stesura 1995, riveduta 17.4.24)
Altre dimensioni
lessi non ricordo dove
-ti parrà strano-
che anche i morti sognano
in diverse dimensioni oniriche
sognano di loro stessi e di noi
-noi morti-vivi
17.4.24
Archetipi
(come quando a sera non t'accorgi
cadere nelle braccia di morfeo
così vorresti il tuo distacco ultimo)
il momento imprecisato è punto vagante
nell'aria da cui si diramano linee
imprevedibili del sogno che
luce ridonano agli archetipi e
vita autonoma hanno nel sangue
(prima stesura 2004, riveduta 22.4.24.)
L'ultima morte
ogni fine sgomenta
pur nella natura delle cose
dopo tante piccole morti
-ti dici- benvenuta sia l'ultima:
poi non vi sarà necessità di sorta né
dovrai chiedere: avrai sempre
piena la faretra di frecce
d'amore
23.4.24
Metamorfosi
sbattevo contro le porte della notte
mi affila oggi un vento
di passione: che dirà la "cicatrice"
se non bene del sé "rivalutato"
ora
che mi vendemmia il tempo
25.4.24
Madre celeste
irrorasti i piedi della croce
di lacrime salvifiche
Madre
col tuo manto copri di pietà
i derelitti
Tu dei viventi
avvocata Tu incoronata
2.5.24
Dissonanze
(della cervicale)
da qualche anno dormo su un lato
non quello del cuore
evito gli aerei precipizi
della stanza capovolta
.
(degli acufeni)
capita sovente
che ad agitare i miei sonni
siano folletti nella testa
che schiamazzano a più non posso
dilatano l'oscena notte
.
4.5.24
Tra ondivaghe ombre
nel sogno è l'essere bilocato
allucinati pensieri assumono forma e volto
si destano dal loro sonno i morti
tra ondivaghe ombre
ti specchi nel tuo doppelganger
9.5.24
Era una favola il mare
consapevole di trovarti nel sogno
chiederti se riuscirai ad uscirne
tuttavia volendoci restare
ancora un poco
ché
era una favola il mare
su creste d'onde guizzavano pesci
dalle squame luccicanti nel sole
calavano gabbiani a frotte
16.5.24
L'origine
in profondità celesti
plasmati dal cuore del
Suo sogno
in una piena di luce
19.5.24
Cielo indaco
deriva del sangue -
.
si staccano dal tramonto
voli di sogni infranti
.
20.5.24
D'un sogno
il ricevimento la torta
a tre piani - ci potevi annegare
in quel mare di panna -
"dateci sotto -
let's go": così
suggeriva melliflua lei
la primadonna - gambe accavallate
ben tornide - sembrava uscita
dalla copertina di playboy
23.5.24
Divagazioni 2
notti agitate insonni - verrà pure
il "sonno del giusto"
nonsense sfarfallano
fra le coltri
la giornata si allunga
l'albero rinverdisce
25-27.5.24
Il compianto
il caro trapassato
vede non visto
i commensali e il posto vuoto
vede gli scheletri
usciti dall'armadio
-lo spirito è tra loro inavvertito
il compianto
è sulla bocca dei congiunti
in decorrenza del "compleanno"
-senza il brindisi
3-5.6.24
Coniunctio
e allora avremo dissolto
insieme allo schermo
di apparenze nomi e forme
con lo scenario della storia
e i fiumi di sangue e di parole
anche il sale delle nostre lacrime
(poesia anni 90, riveduta 9.6.24)
Vasi comunicanti
hai aperto la camera e
ti sei visto nel tuo letto -sdoppiato
ti sorprendi? dovresti intuirlo
che ondivago sogno e reale
son vasi comunicanti
e allora: quale la realtà ti chiedi
se è sogno nel sogno o che - trovandoti
uscito da te
9-15.6.24
Naufrago d'anni
accogli da naufrago d'anni
il canapo che ti porge l'angelo
ai sussulti del cuore s'innerva
la deriva del sangue che alluma
23.6.24
Dove andremo
("Solo Tu hai parole di vita eterna")
di sé l'io ci ha vestiti
da che ci staccammo da Lui
scegliendo l'albero della conoscenza
da allora
ci convoglia a imbuto un tempo fugace
al varco è un vuoto affamato
"da chi andremo"
26.6.24
Febbre creativa
inesauribile febbre di Dio
febbre creativa di universi-mondi
febbre per l'uomo di cui
Lui non è mai stanco
2.7.24
Ma Rainey
(omaggio alla indimenticabile 'mother of the blues')
Ma - un fremere viscerale
lei il blues il ritmo la vertigine
Ma è l'ansimare dell'onda
la bocca del mare gli abissi profondi
è il sudore e il sangue
delle piantagioni di cotone
è il senzatetto è occhi secchi
Ma è il vuoto del braccio
tranciato
portato via col pianto del vento
3.7.24
Ma Rainey, pseudonimo di Gertrude Rainey (nata Gertrude Pridgett; Columbus, 26 aprile 1886 – Columbus, 22 dicembre 1939),
Irrazionale
l'uzzolo di annotare dei versi
balenati tra veglia e sonno
cosa volevano dire ti chiedi
lascia che parli il cuore tendi l'orecchio
quando lo senti sussultare
cogline i suoni di un altrove
la poesia al più è irrazionale
ti sorprende alle spalle
9.7.24
Mattone di poesie
non scarti niente
metti metti
anche quelle così
nate tra il lusco e il brusco
vuoi farti del male - di' ?
ti attirerai i critici
messo a nudo sotto tante lampade!
però devi pur riconoscere
che quelli sono scarti
della bellezza dell'angelo
suggeriti in dormiveglia o trance
peccato tralasciarli - ti pare?
11.7.24
La parola
t'innamora di sé -
abiti
la parola - ti lasci abitare
in luce di sangue
14.7.24
Il linguaggio dei fiori
chissà se loro sentono
di esserci: non come
gli animali o gli umani s'intende
ma in qualche misterioso linguaggio
affratellati con la terra e l'aria
nel respiro dell'humus-madre
sanno -i fiori- nell' offrirsi
al bacio del sole -
del candore
d'un impalpabile sogno
18,7.24
Altri tempi
nell'era del digitale
non trovi più la cartolina a libretto
che ti sorprendeva con la musichetta
né il calendarietto profumato del barbiere
con le foto sexy (vietato ai minori)
né la letterina a Natale sotto il piatto
che strappava una smorfia di commozione al papà
né il pianino a manovella per le vie della città
altri tempi - oggi se cerchi
qualcosa te lo dice google
l'intelligenza artificiale pensa per te giacché
ha un quoziente che ti supera!
25.7.24
Turbamento
meridiana a perpendicolo
sull'altro lato un po' d'ombra
altre -di ombre- a tratti le senti
passeggiare a lato del cuore
ondivaghe e sinistre - invochi
l'angelo ma non t'ascolta
sarà già impegnato ad assistere
un più povero cristo
29.7.24
Ribaltato
prostituito alla vita
giunta l'ora un tuffo nel "nero"
di qua vedi buio di là tutto
è ribaltato in vita
trasfigurata
un chiaro accecante
vedi uscire gli scheletri
dall'armadio con larghi sorrisi
9.8.24
Vita latente
qui solo apparenza ti dici
il tutto -l'Assoluto- è vita
latente:
la bellezza che mordi
16.8.24
NUOVA RACCOLTA 3
Vele di nuvole
vele di nuvole e il cuore
dove ti porta
s'attarda
a svelarsi la musa tra pieghe
dell'anima dove si leva
un'alba rosata - a
celebrare la luce
22.8.24
L'albero
sono quell'albero reciso
che mostra senza un grido
la sua ferita bianca
la radice ha ritratto in sé
la parola monca
25.8.24
Homeless
ho incontrato per strada un derelitto
nelle tasche solo sogni avevo
-veder fiorire una luce
in quegli occhi senza cielo:
aprirgli la porta e il cuore
26-29.8.24
La passione
aveva le sue "cose" e una luna sghemba
quando lo copriva d'improperi
lui zittiva pensando
di mandarla in quel posto
ma la fiamma della passione lo strappava
dal letto di procuste
d'ogni screzio faceva tabula rasa
e rasserenava il cielo
8.8.24
Gli anni oscuri
(alle vittime dell'olocausto)
udimmo dietro le porte pianti ed urla
mentre s'incupiva il cielo
e s'espandeva l'ombra del male
l'aria era nera
del fumo dei corpi bruciati
ora
apparteniamo anche noi
alla terra alle radici al vento
ed ha voce di pietà il cuore
9.9.24
Vade retro
"vade retro" ripetevo
in dormiveglia - poi da sveglio:
"nulla puoi se Lui
invoco" - seppur lacerato
da estenuanti lotte - io che abbraccio
ogni giorno la Croce
(affetto da DOC: disturbo ossessivo compulsivo)
10.9.24
Quel motivetto
quel motivetto che mi gira a vuoto
e non mi lascia
e mi riporta agli anni andati
quando con un soldo
compravo caldarroste all'angolo
quel motivo che mi accompagnava
nelle scorribande per vicoli emulando
sandokan o il pirata barbanera
-banda d'obbligo sull'occhio-
a fare da sfondo al tempo
d'un'età spensierata
20.9.24
Per A.
caro fratello
non ti è stato dato di "giocare" la vita:
appena un affaccio sul mondo
fuori dall'alveo di nostra madre
che hai subito rimesso le ali
per altri lidi
potevamo giocare insieme
io giovincello tu ancora bambino
avrei potuto tenerti a cavalluccio
avremmo corso per i prati
e guardare con innocente meraviglia
la farfalla posarsi su un fiore
o immergere le mani nelle acque del ruscello
e poi ridere ridere
nell'incoscienza dell'età
ora -strappato il velo del sogno-
posso solo ricordarti
nella mia preghiera
mentre tu mi guardi dai cieli
con occhi d'angelo
22.9.24
Sul ciglio
(nightmare)
sempre in bilico sul ciglio
a lato voragini e fiamme
il più delle volte non rispondo
più di me stesso:
sono il grido dei perduti
al cospetto dell'Altissimo
sarò giustificato?
29.9.24
Non più quei brividi
sono arida sabbia
più non mi lecca l'onda
si è ritirato il mare
non più quei brividi sulla pelle
della musa che latita
propiziassero le braccia a conforto
in queste aride notti
al lume d'una luna controversa
3.10.24
Poesia è quando
stasera un film già visto
di bevute e scopate (factotum)
per nulla emotivo o poetico
se la poesia è viva ti domandi:
lei è quando
seduto sul water leggi un libro
o davanti a un tramonto bevi per
dimenticare e ti vien da piangere
-ami bukowski
quando t'ispira cavolate
3.4.10.24
In lacero lucore
andare su cocci -
nelle stanze del cuore
defluisce arido sangue
riflesso in volti d'angeli distorti
gridano piaghe in lacero lucore
6-9.10.24
.Primavera
freme primavera in surplus canoro
in una sospensione lucente
t'ispira la musa uno spunto
mentre il chiurlo
ti fa il verso
20.10.24
Nightmare
quel senso amaro di sperdimento
di quando ragazzo scappasti da casa
ecco te lo ritrovi nei sogni
nel percorrere strade allucinanti
di un paese sconosciuto
e attraversare tortuosi cunicoli e tunnel
che ti avviteranno in un girone dantesco
se non ti svegli prima
21.10.24
Antenati
sarà bene tenerselo buono
quello che ogni tanto ti appare
in stato ipnagogico
un ectoplasma
forse un antenato
di una vita precedente che
vuol rivalersi in questa
d'uno sgarbo subito?
25.10.24
Come nella prima luce
"qualcosa c'è" -dici?
vuoi mettere?
al confronto il "qui" lo traduci
nel transeunte
l'apparire - il caduco
di là: il Reale
l'Assoluto - l'Aleph
l'essere che in sé rinasce
come nella prima luce
3.11.24
Boomerang
il male è un boomerang
per la legge del contrappasso
è un verme che rode
viscere e cuore
gira la banderuola
nel vento dei vinti
"beati voi quando vi perseguiteranno
a causa della giustizia"
4.11.24
Yakamoz
esco da un sogno e
mi culli dolcemente la mente
donna dei boschi
che di sé m’innamora
una luna complice
si specchia nel lago
fra silenzi d’acque
naufrago approdo
fra le tue braccia
nell’ora desiosa languida
*
(yakamoz: riflesso della luna sull’acqua)
7.11.24
L'infinito di noi
apparire del mondo
a specchio di cielo
non può finire tutto
in un pugno di terra
ci è stato messo nel cuore
il senso dell'eterno
10.11.24
Brindisi
m'inseguono gli anni dappresso
come lupi affamati
tra i malanni un brindisi
al genetliaco
paresi distrofia trombo:
sono una mina inesplosa
13.11.24
Il tempo
un tempo lento
s'appoggia a una spalliera di brezza
l'anima un lento
navigare in sogno
15.11.24
Seguendo una scia
parole e parole -
vagheggi seguendo una scia
d'ispirazione
questa dove ti porta
sei come quel tronco
in balia della corrente
20.11.24
Gli ultimi giorni di A.
povero fratello mio
imbottito di morfina e ossigeno
ad obnubilare il cervello
ora vedi nei tuoi deliri
acque che ti sommergono abissi
che ti attraggono e fiamme
che ti lambiscono e vorresti scappare
ti strappi tubicini e flebo
legato gridi
verso un cielo denso di silenzi
entro una infinita notte
(una luce breve si posa
sul tuo viso di pietra)
(povero fratello mio
non ti ha baciato nuova primavera)
24-28 .11.24
Gli scomparsi
nel primo pomeriggio
ti lasci dondolare sul filo
di un dolce intontimento
hai quasi la sensazione possa
apparirti un tuo caro da un altrove
in una luce spalmata intuita
anche se gli scomparsi non sono a comando
ci celano sono presenti
magari nascosti tra le pieghe del divano
29.11.24
Su binari sconnessi
nei corridoi della mente
scorre il sangue della verità
anche se non lo riconosciamo
o non vogliamo "vederlo"
il coltello nello zainetto scolastico
la dice lunga su una giovinezza sviata
e la famiglia? sorpassata
va su binari sconnessi
o è 'allargata' in modo innaturale
4.12.24
26
Ritrovarsi
nascere in un altrove
questo il morire
-ferve la mente
"tutto si crea nulla si distrugge"
sembra ti legga nel pensiero mentre
poggi la testa nell'incavo della spalla
un volo mi si ferma negli occhi -
penso agli anni andati: i tuoi non hanno
sciupato questa luminosità del viso
certo
lo sai anche tu: sognando lontananze
ci ritroveremo
in un dove che non sappiamo
27
Ipnagogica
il mio doppio
con le braccia d'aria
s'inabissa
nei fondali d'inconscio
28
Le tue ceneri
(ad A.)
una nube si specchia nel lago
in pareidolie bizzarre
le tue ceneri
disperse nel roseto
anche tu a precedermi - io
nel vortice degli anni
29
La lotta
all'alba continua l'eterna
lotta dell'angelo
folgorato dagli strali lucenti
"quello" si ritira ma per poco
per rimontare più agguerrito
bava alla velenosa bocca
30
Sognare uno svolìo
arte e poesia tendono
a cicatrizzare ferite
si bea il cuore di bellezza
sogna
in fondo agli specchi uno svolìo
di ali
(ispirata a "L'oisseau blu" 1909, di Maeterlinck: "...gli uccelli azzurri del sogno si nutrono di raggi di luna...")
31
Una ridda la mente
una ridda la mente
crocifissa al blasfemo
sarebbe forse un cadere in demenza
meno devastante
che questo abbuiarsi del sangue
mostro che come un gioco
m'intrappola in un giro vizioso *
ah la non voluta offesa
ricada su di me Signore
ch'io resti trafitto
sulla punta delle stelle
e il sangue formi le parole:
"Ti amo!"
* affetto da DOC: disturbo ossessivo compulsivo
32
Epifanie
rifrangersi dei
rinsanguati echi
del divenire
33
Riconciliazione
Verbo fatto bambino
nato in una mangiatoia
Ti darai in pasto
"questo è il mio corpo"
sarai appeso ad una croce
Tu compassionevole
ci vuoi simili a Te
un dì trasfigurati
noi nati
da uno sputo nella polvere
o felice colpa!
34
La ripulsa
fioca luce emana
la tua aura se il cuore
non risponde a impulsi
di perdono
per legge di contrappasso
la tua ripulsa è un boomerang
35
Quel motivo
mi venisse almeno in sogno
quel motivo che mi sfugge
a ogni ora del giorno
e che mi prende il cuore
in una lacerante nostalgia
che sia di debussy o di
vivaldi o chissà chi?
il non ricordare mi fa
mutilato nell'anima
fantastico -
un altr'anno se ne va -
nell'ora meridiana me ne sto
s'una panchina ancora calda di sole
seguendo pareidolie in bianche nuvole
36
I difetti
usa le posate
in modo non ortodosso
infila la manica da sopra la spalla
odia gli ombrelli e le filastrocche
farsi fare la barba
(acconsentirebbe da mani femminili!)
deve dare la destra
a chi gli cammina a fianco
detesta la verbosità
vuol sempre dire la sua e
interrompe chi sta parlando
(ma non pretende l'ultima parola)
si accende per
questioni di lana caprina
fa ogni tanto
6-7 starnuti a raffica
è affetto da DOC
(disturbo ossessivo compulsivo)
37
Irriverente la mente
irriverente la mente
del vegliardo scivola
su osceni pensieri
impiccato
all'albero più alto
il puro ideale
che
nutriva il fanciullo
a specchio di cielo
38
Fotografie
affacciato sui ricordi
da finestra che abbaglia:
vi si sfoglia
il quaderno degli anni
ti risucchiano a imbuto
gli io i tuoi fantasmi
39
Placebo
poi
uscito dal dormiveglia
alcune note ti affiorano alla mente
che ti lasciano uno stato
di grazia tutta la mattina
poco importa se si è trattato
di autosuggestione o
effetto placebo
40
Lo spartito
(a Piergiorgio Frassati)
tendi l'orecchio
ascolta lo spartito
che il Signore suona per te solo
41
Invocazione alla Vergine
stargate - Tu orifiamma -
misericorde - Mater
dulcissima -
Avvocata
infinite voci
per la Tua grazia
fluenti
nell'infinito mare delle
beatitudini
42
Corpo di luce
uscire da te stesso
è un ritrovarti
non più guardare un orizzonte
che "il guardo esclude"
la mente un'espansione
dei sensi
là dove si perpetua
la bellezza
avrai
un corpo di luce
e potrai
volare
28.1.25
43
Sconosciuti
le volte -rare- che l'incrocio
il suo garbo è una mano
che mi carezza il cuore
e il sorriso da 'gioconda'
nel dare il buongiorno
è balsamo - stato di grazia
rare le volte e si resta
sconosciuti
come un'apparizione: è forse
l'angelo che me la fa incontrare
rari gl'incontri
che vanno a molcere
questo scorcio d'anni
29.1.25
44
Sogno impossibile
un mare incantevole
luccicante - piatto
.
la sensazione
di voler trasferire quella
visione fuori dal sogno
.
intatta - viva - con
sottofondo incluso
.
poi riavermi
da quella illusione
.
30.1.25
45
L'inconoscibile
chi ci dice che non siamo feti
nel grembo dell'universo
"tutta la natura geme
delle doglie del parto"
lì nel tumulto del sangue
si agitano le nostre emozioni
chi ci dice che non è
il nostro Sé a sognarci
noi
"materia" del possibile
5.2.25
46
Il nostro sì
noi "siamo" - a prescindere
dal corpo di terra
che limita il volo
sognato
con ali di luce
essere
vita
non vuoto:
il nostro sì
9.2.25
47
In ondivaghi spazi
(visione)
in ondivaghi spazi
lasciano tracce
nella carne del cielo
ali d'angeli
17.2.25
48
Lui mi conosce
Lui mi conosce più
di quanto io non mi conosca
chi non ha scheletri non è
di questo mondo
17.2.25
49
Poesia che nasci
ti levi dal letto di tenebra
monco alfabeto
e annaspi nella luce
veleggia
la tua barchetta di carta
tra perigliosi flutti
sognando un'itaca lontana
19.2.25
50
Ove bellezza ti levi
solare sangue vortica
sul perno dell'esistere
ove bellezza ti levi
a scalzare la morte
21.2.25
51
Doppio celeste
l'uomo celeste
l'uomo terreno:
l'essere sdoppiato - la sua ombra
proiettata
nell'apparire
23.2.25
1
Dove bellezza fiorisce
(ascoltando: waltz no 3 "Dance of heaven" di Shostakovich)
dove bellezza fiorisce
ti vedo angelo della volta
piegato su curvature di luce
istanti in fremiti ascolto
dove piove melodia
su corde del cuore
(Nota: Non da meno il più noto waltz no 2 ne "Il Gattopardo")
24.2.25
2
Fragilità
volare -
la meraviglia della sospensione
nella turchina rarefatta aria -
invidiare quegli ossicini cavi
delle creature del cielo e del "falco
alto levato"
mentre
nell'assedio degli anni
una fragilità di ossa come vetro
(tra virgolette un'espressione di Montale)
3.3.25
3
Distrofia
di pomeriggio o mattina
camminate sempre più brevi
finisce che
lo guardi dalla finestra il mondo
lo spettro della luce
ti richiama lacerti d'infanzia
porti occhiali scuri
il sole un distrofico lo acceca
12.3.25
4
In sogno
mi appari in sogno Ungà -
"questa la puoi migliorare"
e sbirciando il foglio mi strizzi l'occhio
ah poter appoggiare alla "tua" balaustrata
questa febbre
il daimon che mi tiene
17.3.25
5
Sotto tante lampade
non ne mangia mai il cestino
le tieni tutte
anche quelle un po' così
che fanno arricciare il naso
-è un peccato dici
sono tue creature
ah i critici!
ti denudano l'anima
sulla pagina-lenzuolo
sotto tante lampade
18.3.25
6
Nulla si perde
nulla si perde
tutto si trasforma - mi dici
quasi divinassi - riflessa nella
vetrofania del cielo - metà
del viso in ombra - mi guardi
in tralice - alle spalle una luce quasi
ultraterrena
22.3.25
7
Untitled
stamattina mi trovo disperato
non so sarà stato il sogno
di quel tizio che inseguivo
per avermi derubato
finì che volò giù dal parapetto
di un piano altissimo
stamane non trovo più il cuore
la primavera ha il sorriso dei fiori
mi bacia la fronte
appoggio la disperazione su una panchina
27.3.25
8
Dietro il velo
"vi ho dato un soma da gestire
entro un mondo transeunte
non lo profanate in gozzoviglie
epifanie del nulla"
Io Sono sentenziò
parlò la Luce -
indi si ritrasse
dietro il velo di maya
30.3.25
9
Volare basso
un volare basso
s'invischia nella melassa
d'infantili ricordi
quando la luna era
lo scrigno dei sogni
e un'altalena dondolava
corpi d'aria
a fare la vita leggera
3.4.25
10
Penso dunque sono
tendo le braccia nella luce
dai rami pendono aborti
-il sangue delle visioni
sono io il sogno
io che mi "vivo"
in un mndo parallelo apparente
4.4.25
11
Nell'oltre
(al fratello minore)
più sù sei ora
dove lo spirito aleggia
e tu dicevi chissà
di là ci dev'essere qualcosa
ora che sei nell'oltre
non potrai darcene notizia
ma pure c'è Chi vede
ora il tuo levarti leggero
su quel levante d'impellente nascere
6.4.25
12
Come un mantra
mi desta un motivo nella testa
mi crogiolo ancora un po' tra le lenzuola
vorrei portarmi dentro quelle note
nel bere il caffè poi per strada
per il resto del giorno come un mantra
ma incombenze me le fanno svanire
come acqua nel cavo delle mani
chissà mi chiedo se verranno
ancora a deliziarmi il cuore
14.4.25
13
Proiezioni
porta senza pareti
vi si entra di taglio
a guisa d'un foglio
vaghezze ondivaghe
in meandri d'inconscio
lì incontri i tuoi morti
gli occhi forti di luce
-proiezione di te
vano decifrarti
sei mistero che vive
15.4.25
14
Fonemi
abusi della rima fiore-amore
trita e ritrita
sali aerei precipizi
di fonemi e arditi ossimori
ti suona un verso sdrucciolo
ti dai un tono
col "tu" montaliano
21.4.25
15
Vedevamo il berretto spuntare
si scendevano di corsa le scale
fin giù in strada
se la mamma brandiva il battipanni *
quella volta l'avevamo fatta grossa
era andata in frantumi la lampada
davanti al Sacro Cuore
giocando con una palla di carta
"quando viene vostro padre vedrete"
era la 'minaccia' ma già l'ira sbolliva
dalla finestra -al crepuscolo-
vedevamo il berretto spuntare
era il papà che staccava dal lavoro in caserma
poi una lavata di testa e tutto finiva lì
.
*In occasione di qualche malefatta diventava il protendimento del suo braccio. Le volte che glielo nascondevamo lei riusciva sempre a ritrovarlo.
24.4.25
16
Né in cielo né in terra
"ti prego fa gettare nella massa operaia"
apri gli occhi: h 7.32
giusto come ogni mattina
cosa vorrà mai dire - pensi
e ripensi: un nonsense
che più nonsense non immagini
sarà forse
spunto per una fantasia
che generi una nuova poesia?
29.4.25
17
A Papa Francesco
grazie papa Bergoglio
grazie di tutto
non sia mai non voglio
venga insozzata l'aureola
dai detrattori che ti odiano
tu orifiamma
tu sulle orme di Cristo
che benevolo hai difeso
a spada tratta i derelitti
che hai ripetuto fino allo stremo
"la guerra è la sconfitta dell'uomo"
grazie Francesco
per il tuo cuore grande
2.5.25
18
Sarò altro
non guido più
(ma spesso ancora lo sogno)
son distrofico e il sole
mi è nemico
mi abbagliano anche le strisce
bianche
alfine una luce
ultraterrena
mi avvolgerà e sarò altro
5.5.25
19
Lembo di cielo
(poesia ripresa degli anni 70)
muoio ogni giorno a me stesso:
un'ombra di pietà
nei miei occhi fa sera
mi è rasserenante
il lembo di cielo
che l'angelo solleva
6.5.25
20
La musica
le mani la voce il linguaggio
del corpo: non sono che atavici mezzi
di espressione
la musica vive nell'aria
che trema di palpiti ed è
da sempre -
convive col canto degli uccelli
e viene da mondi
ultraterreni
10.5.25
21
Si lasciano prendere sulle spalle
(Apocalisse di Giovanni, cap. 7)
vengono dalla grande tribolazione -
oggi il loro cuore
trabocca dalla gioia:
si lasciano prendere sulle spalle
dal buon Pastore
11.5.25
22
Si spalma la luce
"come ti butta?"
i passeri hanno fatto il nido
primavera s'infiora la luce
si spalma sugli alberi le case
quanto a me una distanza
mi separa sempre da me
13.5.25
23
Già il sole s'asconde
già il sole s'asconde e le ombre
si apprestano ad un'atavica danza
un ripudiato sé
"morto" in me da tempo m'irride
-lo trafiggo
con strali di luce-preghiera
16.5.25
24
Tenerezza
"e c'è una vecchia zia sorella di papà
che quando morirà tutto a me mi lascerà"
si riempiva poi la bocca
con la "e" del ritornello:
"e come son felice-felice-felice"
(mi guardava l'angelo della volta
seienne febbricitante) -
dei ricordi di mia madre fu quella
l'unica tenerezza
20.5.25
25
Tra visionari lampi
ho nostalgia della
mia parte mancante
-essenza e
sangue franto-
non ne ho memoria ma la immagino
tra visionari lampi
giocare coi capelli dei miei avi
22.5.25
26
Se vuoi la pace
se vuoi la pace
fai la tua guerra
all'orgoglio e all'ego
se vuoi la pace
impara a morire
all'apparenza
terreno per l'inganno
dello 'strisciante'
25.5.25
27
Hypnos
"il mio nome è del sonno"
cosa vorrà mai dire ti chiedi
ha visioni distorte e voci
il nonsense che scioglie le briglie
e senza remore
sale su spiralante
come fumo dal cervello
di questo corpo come morto
29.5.25
28
Fuori posto
sentirsi fuori posto
in casa d'altri saltano le abitudini
e la pennichella pomeridiana
l'ospite è come il pesce
tocca soprassedere far buon viso
la gatta guaisce il bimbo frigna
"tornate quando volete
qui c'è un bel verde e si respira"
30.5.25
29
La donna
bella per le armoniose forme
Iddio la pensò perché l'uomo non fosse solo
"chi dice donna..." è detto ma
di lei si dirà "benedetta"
quando nel grembo porta una vita
3.6.25
30
Antinomia è la morte
staccati dalla primaria essenza
-ungarettiane foglie-
ne siamo ombre esangui
sin dalla ferita della creazione
antinomia è la morte
7.6.25
31
In attesa
chi ti vedesse -
ombra di te
per niente in carne
porti le tue quattr'ossa
in questo girare in tondo
negli anfratti del possibile
una voce aspetti
da tanto - in attesa di te
ti chiami
11.6.25
32
Distrofico
mi è nemica la luce - giammai quella
noetica - celeste
ah quando verrà quel giorno
che l'anima mia si sveglierà nel sole *
* verso da Dino Campana
12.6.25
33
Sogno a catena
esci dal sogno e
ti trovi nel tuo letto
sì - ma sei entrato in un altro sogno
allora ti alzi che è l'alba
e vedi tuo fratello morto da poco
lo tocchi lui si volta e non parla
-la notte è lunga e
questa catena del sogno non è finita
ché ti ritrovi in un'altra sequenza
a dirti ho sognato ma realtà ancora non è
13.6.25
34
Anelito
bagnarmi nella
iridescente noetica luce
16.6.25
35
Dell'infinito di noi
fatti di sensi? d'intelletto? o della
"materia dei sogni"?
siamo ben altro
di noi ci attende
l'inconcepibile
il cuore lo sente
22.6.25
36
Cogito ergo sum
faccio mio il "cogito ergo sum"
penso e sono
sogno e sono
creo e sono
in questo ondivago esistere
il creare
è la bellezza che mi salva
26.6.25
37
Siamo
siamo sulla soglia dei voli
nella rarefatta aria
della vertigine del dovequando
siamo non siamo
pensiero siamo
27.6.25
38
Disperi che l'angelo
(crisi esistenziale anni 60)
la vocina suggerisce
"dai una mano di bianco"
tu fai l'indiano ti crogioli
ti acciambelli come un gatto
guardi dall' oblò del cuore
le tue scelleratezze
disperi che dal tuo fondo
l'angelo venga a sollevarti
30.6.25
39
Altri tempi
altri tempi quando
avevi tutti i capelli e
ti dmenavi davanti al juke-box
quando bastava uno sguardo del papà
o quando i genitori a una nota
davano ragione al(la) prof
quando andavano in voga
il "ciao" e la "topolino"
e si scendeva in piazza la sera
per "vedere la televisione"
quando il giorno lo si apriva
col segno della croce
2.7.25
40
Richiami
angeli del Signore
incarniamo una vita
in esilio dopo la caduta
ad accoglierci
il maremondo
con i suoi richiami acuti di sirene
4.7.25
41
Nirvana
aleggiare su note come
cullato da onde
-Shostakovic il dio
dei waltz divini-
restare in uno stato
di nirvana che avvolge
5.7.25
42
Prospettive
certezze? no
sempre un ricercare
la vita è così
un libro da scrivere
giorno dopo giorno
lasciarsi accadere
saggio chi sa di non sapere
e chi sa di sapere non sa
se è nato prima l'uovo
7.7.25
43
Fantasia
un pensiero resta impigliato
in una spina di Cristo
irrorata dal sangue
in arabeschi sul volto
-che rammenta il famoso
dipinto di giotto
17.7.25
44
Dissolvenza
domani
come in sogno vedrai dall'alto
i resti che furono te: tutto
si dissolve: arrivi
all'essenza
lo scheletro la trasparenza
19.7.25
45
L'albero
forse sarà a sopravvivermi
l'albero vetusto
che bambino mi vide e oggi uomo
sovrappensiero lo contemplo
mentre lamento
l'inverno nelle ossa
27.7.25
46
Sole rosso
il sole rosso
si china e bacia il mare
poi va a morire
28.7.25
47
Sono
dubito
in me
uno slontanare
solitudine che si lacera
all'infinito
scrivo per difendermi
mi aggrappo a nonsensi
questione di vita o di morte
m'ispirano
pareidolie
sogni daliniani e
pindarici voli
-quindi
sono
6.8.25
48
Cerchi l'ombra
meriggio: la trovi
più sulla destra guardando il mare
ti sposti col lettino leggi
di lì a poco le righe
nere s'accavallano
solca l'ala d'un gabbiano
l'aria imbalsamata
sei lontano dai rumori del mondo
12-17.8.25
49
Preservaci
preservaci Signore
dall'aver bisogno degli altri
preservaci
dalla demenza dalla bava sul cuscino
dalla macchia di sugo sulla camicia
preservaci: ché i figli siano il bastone
oggi c'è poco da sperare
dalla voce acuta nell'orecchio preservaci
pure da qualche sgradito vaffa
dal bisogno di chiedere "per favore
mi allacci le scarpe?"
20.8.25
50
Dio
energia creante all'infinito
absconditus
per divino suo disegno
vortice d'astri -
Pantocrator
22.8.25
51
Ti so dolce presenza
(a Carlo Acutis, presto Santo)
.
ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
.
oh fa che mi penetri nelle ossa
quella purezza del tuo giorno breve
(ripresa da una poesia datata)
23.8.25
52
La compagna
acqua e fango gli portano
via dagli occhi la sua Nina
-smarrisce la vita il suo perno
sola compagna la cagna
gli legge lo sconforto
con uno sguardo quasi umano
26.8.25
53
L'ateo
egli non ha dubbi
e mi dispiace per lui
appenderà al chiodo il suo "di là
non c'è niente"
la hack si nutriva di buchi neri
sgarbi corteggia barocco e rococò
vivendo lo spettro della morte
3.9.25
54
Perso lo smalto
mi nutro di visioni
-lo stravedere dei vecchi-
scrivo più sciocchezze di una volta
ho perso lo smalto e in più
la musa mi volta la faccia
un nuovo libro di là
da venire chissà
una scorsa alle poesie datate
ed è come
non riconoscersi allo specchio
6.9.25
55
Sognare uova
(divertissement)
sogni una enormità di uova
le estrai dalle confezioni e
le metti in bell'ordine
chi dice porta male sognarle
pareri discordi
se credi a queste sciocchezze
non vivi più
il mondo è già di per sé
una cloaca (!)
(l'angelo ti suggerisce
questa è da rivedere
poesia poesiola)
9.9.25
NUOVA RACCOLTA
1
Nicotina & smog
scovolino caffè riti
del dopopranzo la sigaretta ci stava
ora non più son trascorsi cinquanta
di anni e passa ho salvato
il salvabile sebbene i miei
polmoni respirino smog
in una città invivibile
11.9.25
2
Nel dizionario del cuore
(Quando lo stato ipnagogico è materia di creatività)
"per tutto il giorno
le mie poesie hanno luce"
dicevo in dormiveglia
neanche si trattasse di lampade votive
in realtà mai che mi fossi
elevato grazie a Dio e tantomeno
l'invidia dimora
nel dizionario del cuore
13.9.25
3
Infanzia
lo scambio delle figurine
lo scolapasta-elmo ad emulare
i tuoi eroi mitologici
ricordi Ivo quella volta
che t'allontanasti e
disperati ti cercavano?
i tuoi sette anni
ebbero la spinta
negli echi del sangue:
la vita ti preparava
resilienza del cuore
14.9.25
4
Altra dimensione
nel sonno
la mente lavora
tra nonsense e lampi
confusi vocii
figure daliniane
fuori dal corpo
in astrale
17.9.25
5
Vecchio
non ti diranno vecchio decrepito
se hai ancora fame di conoscenza
se riesci ancora ad infilarti le mutande
se non usi bastone né corrimano se
non strappi un sorriso in caso
prendessi fischi per fiaschi
non ti diranno vecchio
se non ti sbrodoli a tavola
se non chiedi "per favore
aiutami a infilare i calzini"
26.9.25
6
Fantasia
(esercizio poetico)
(in bocca ancora il sapore del caffè)
... eri uscito fuori dal corpo
pescavi sogni di ragno nell'intreccio di parole astruse
tra lingue di fuoco le pagine del libro erano luce ed ali
il gridìo dei gabbiani lasciava strie di sangue nel cielo
ai tuoi piedi rotolava la testa del tuo nemico
su su per il naso veleggiava la barchetta di carta dei naufragi
30.9.25
7
Nascita
come appena emerso
da un naufragio di sangue alla luce ferita
rosa del tuo fiato
madre che mi accogli
(Poesia del 2011
riveduta 1.10.25)
8
E sparirà il mondo
umani
non più saremo e il mondo
sparirà così com'è - i pesci
voleranno e gli uccelli
danzeranno
l'albero capovolto aprirà
le sue radici nel cielo -
grande gioia avrà
chi ingiustizia qui soffre e
all'io non da peso
9.10.25
9
Nell'inconoscibile
(sogno)
l'anima nuda e sola
anela a una terra vergine
dove uccelli ti cantino sulla testa
e tu librandoti
nell'inconoscibile
ripassi versi di rilke
14.10.25
10
Alla regina della casa
(pregi e limiti)
mi ha dato i giorni stabiliti
per il cambio di calzini e intimo
lei ha uno sviluppato spirito
organizzativo
ha una memoria da elefante
ricorda tanti numeri di telefono
le date di nascite e morti
di personaggi famosi
e le ricorrenze e le scadenze-
sperimenta nuove ricette-
chiama per aprire
un tappo o una scatoletta
14.10.25
11
Resilienza
(11 settembre)
qualcosa continuava a muoversi:
una voce lontana - il rumore di passi che ritornano -
una luce fievole che non voleva spegnersi -
cadeva - ma a ogni caduta imparava a rialzarsi
16.10.25
(Chiusura ispirata alla mia poesia "Io ero là")
12
Un déjà vu
.
dal luogo sale un profumo antico
alito di terra e di sale
e lo spirito si china - lento -
a raccogliere la luce del tempo
.
a lui sembra d’esservi già stato
-ombra che ritorna con passo lieve-
o forse lo ha sognato — un cerchio
che si richiude sul bordo del mare
.
lì l’albero vetusto rimane
memoria che sostiene il cielo -
fu ombra del padre e ora trattiene
solo in parte l’ampia veduta
.
il mare - lo stesso che bagnò i suoi verdi anni
sospira sotto l’orizzonte - distante e chiaro -
il vissuto dissolto in un lento oblio
come un sogno abita ancora il cuore
.
(Rielaborata con supporto AI)
.
20.10.25
13
Impressioni
chi appende la vita al chiodo
dello scoramento chi legge
nei fondi del caffè
il mare è poco mosso
il glicine fiorisce
il piccione lascia la firma
sul tuo davanzale
22.10.25
14
Come nella prima luce
è oltre l'immaginario
quel che saremo dopo noi
qualcuno risvegliato
dal coma l'ha visto e vissuto:
immerso era nella luce
come nella prima luce
25.10.25
15
Disparità
il mondo ha denti aguzzi
il bambino muore per fame
mi brucia il denaro nelle tasche
25.10.25
16
IO ERO LÀ
(nell’eco dell’11 settembre)
mi assentavo come se fossi aria
catatonia appesa allo schermo
autodifesa che impara a non sentire
ero là - tra pagine di vite scagliate
presenza che si frange contro un cielo spezzato
e poi — nella quiete che resta —
cadevo - lento - dentro il giorno che non torna
(Rielaborata con supporto AI
20.10.25)
17
La pietà
è detta la "banalità del male"
ma quelli di là che godono
della felicità
come ci "vedono" - fratelli che si scannano
-ah Padre Padre
che non sei mai stanco dell'uomo
della cui bontà è intrisa
la cattedrale del cuore -
c'inondi ora e sempre
la Tua divina pietà
1.11.25
18
Se il pensiero
se il pensiero resta sotto la soglia della fine
lui ce lo serra dentro - buon custode —
sennò ci spaccheremmo come vetri
(Versi ripresi da una mia poesia con supporto AI)
2.11.25
19
Afflati
la scrittura è genesi
fonemi in luce
accensioni di sangue
voli
-orifiamme
afflati d'angeli-
(Rielaborata con supporto AI)
2.11.25
20
Oltre i limiti
oltre i limiti terreni
sarai quel che senti
dal profondo - ma in modo espanso
l'anima leggera come nuvola
avrà respiro di neonato
a nuova vita
10.11.25
21
Nascita
come un'esplosione
uno sbocciare della rosa
fra cristalli dell'inverno:
miracolo la nascita
abbraccio del Vivente
11.11.25
22
Isole i sogni
"isole
i sogni":
nonsense in dormiveglia
che m'ispira:
isola il sogno
dalle brutture del mondo
12.11.25
23
Spiove luce
sulle strade spiove luce
di stelle gonfie di vento
il tuo peso greve di limiti
trasforma i passi in sogni
che già si piegano a memoria
siamo frecce lanciate oltre l'ora
tracciando archi di possibile:
ma il futuro è vero o solo forma?
o il tempo che ci è dato è maya
e ci tiene sospesi in un eterno presente?
16.11.25
(revisione con supporto AI)
24
Nonsense
(quelli che restano impressi)
annoto s'un'agenda
i nonsense nei dormiveglia
all'alba e nella siesta
o quando si appesantiscono gli occhi
davanti alla tivù
ogni tanto mi piace rileggerli
mentre ondivaga la mente
spazia fra mondi ultraterreni
17.11.25
26
Pietra di sole
la luce - avendo fatto il suo giro -
posa l'ultimo spicchio sulla pietra
tu resti più leggero
con in tasca un frammento di sole
che porta il tempo come una promessa
(Rielaborata con supporto AI)
20.11.25
27
Astrale
chiuso il ciclo
il corpo -trasfigurato-
si guarderà dall'alto
consegnato alla terra
(avrà
un posto secondo
i suoi meriti)
21.11.25
28
ALZHEIMER
i suoi giorni cadono lenti
come foglie d'autunno in un giro di vento -
deliri sottili si allungano sulle pareti
e giocano con l'ombra dell'aria
lei cerca la biancaluna alla finestra
la sfiora con la nostalgia delle dita -
quando arriva l'alba riaffiora un barlume:
un io spezzato - due volti nello specchio
che non sanno più la via di casa
22.11.25
(rielaborata con supporto AI)
29
Preesistere
e tu che ascolti il nome
che ogni cosa porta come segreto
sai che il tempo non consuma
ma consegna al silenzio
la forma che poi ritorna
a farsi mare nei palmi delle mani
24.11.25
(Rielaborata con supporto AI)
30
Il tempo è fermo
"Il tempo è un'illusione" Albert Einstein
sono dell'uomo le convenzioni:
tu passi -
il tempo è fermo
albe e notti s'alternano
il sole compie il suo giro
fermo è il tempo o sogno:
davanti
all'eternità è apparenza
28.11.25
POESIE DA NELL'INCONOSCIBILE 2
31
Da mondi paralleli
giungono da luoghi sconosciuti
a volte ti strappano un sorriso
i nonsense nei dormiveglia
dal linguaggio criptato
vengono da altri mondi
-quelli da cui veniamo
dopotutto il di-qua
ti riserva continue sorprese
3.12.25
32
Un dire criptato
(dormiveglia)
"bisogna spingere nero" (?):
ancora un dire criptato
come a indurmi
a digitare il tasto -dentro-
della compassione
5.12.25
33
Evocativo
qui nel mio sangue
ecco si leva il fiore
che non so dire
e il petalo apre un segreto
come una bocca che non chiede
trattiene il silenzio e lo offre
alla luce che non ha nome
8.12.25
(Versi ripresi da una mia poesia con supporto AI)
34
Oasi di verde
da dietro l'isolato lì rispunta
la maglietta rossa come un lampo -
sembra un segnale che rompe il verde -
mi volto e sorrido - senza sapere
forse un ricordo - forse un segno
9.12.25
((Versi ripresi da una mia poesia con supporto AI)
35
Chiedilo alla luce
chiedilo alla luce
delle crocifissioni dei corpi
in zone di quarantena
delle menti vaganti in labirinti
del supplizio dell'inchiostro
dei poeti "maledetti"
a postuma gloria
chiedilo a quella luce-verità
che ha udito le campane del sangue
dei linciati o clonati
nell'era dell'IA
10.12.25
36
La vita si racconta
la vita si china sulle ferite e le fa fiorire
trasforma il silenzio in canto - il peso in luce
nel tremore delle corolle si riconosce la voce antica
la polvere brilla come memoria che non si arrende
così la vita si racconta - lenta e insistente
12.12.25
(Versi ripresi da una mia poesia con supporto AI)
37
Destare in noi l'angelo
destare in noi l'angelo
"svogliato"
lasciare
si schiuda il fiore
dell'anelito
14.12.25
(versi adattati da una mia poesia)
38
Primi versi
m'invaghivo dei versi di campana
-ancora imberbe
scoprii d'avere l'anima del poeta:
scrivevo su carta da zucchero
versi improbabili
dal vago sentire di cielo
15.12.25
39
Prospettive
lo stravedere del vecchio:
le carte sono giocate -
il sogno apre altre
prospettive
21.12.25
40
Far West
sorvolare sugli sgarbi altrui e
i nostri se li legano al dito?
ci s'incattivisce sotto un cielo
distante
e poi ci meravigliamo se
in una scena da far west
imbracciano un mitra e fanno strage?
oggi la convivenza è più consona
fra specie animali e non umani!
24.12.25
41
Uova di quaglia
a istambul
in una camera d'albergo
nel guadagnare il bagno scivolai
sul mio vomito
rimettei insieme all'anima
uova di quaglia
poi la notte mi avvolse
nel suo abbraccio
ahi me le legai al dito
quelle uova!
25.12.25
42
Alba
aria
di vetro - parola sospesa
e resti - alba - come un invito:
a lasciare che il verso nasca lento
e quando il giorno si stende - pieno e chiaro -
rimane la memoria di quel primo brivido
(rifacendomi a una mia poesia, con supporto AI)
31.12.25
43
Untitled
ottantacinque quest'anno -
sarà tempo per dire addio al mondo?
o Lui me ne concederà ancora
non ricorderò più i giovanili palpiti
le ore di sole all'ombra
su una panchina a leggere un libro
i saltabeccanti passeri a frotte
il cielo che si specchia nel lago
non ricorderò - la polvere del tempo
si riversa a imbuto
nel contenitore dell'oblio
ma nulla si perde
di ciò che sei stato
tutto vive sotto altra forma
nella luce inconoscibile
1.1.26
44
Presentire
finirà qui tutto
il visibile
-col panorama dei sensi
a sopravviverci voce
di sangue in un non-tempo
inconoscibile
l'astronave-di-luce
tra cirri e nembi e corpi
celesti
e noi - sospesi
tra un prima che svanisce
e un dopo che ancora non ha volto
accogliamo la luminosità
come promessa
2.1.26
(riveduta con supporto AI)
45
Creazione
Iddio creò i cieli
e i cieli arrossirono -
gli angeli cantarono in coro
melodie struggenti
ma da che è il tempo
Egli ha da sistemare
tasselli alla creazione
4.1.26
46
Nelle stanze viola
il moscerino nella luce del monitor
beve il sangue delle sillabe —
in questo piccolo essere smarrito
tra realtà e sogno vedi
te stesso perderti
nelle stanze viola della mente
5.1.26
(versi riadattati da una mia poesia)
47
L'amico barman
(a Luigi)
"noi siamo in prestito" dicevi
con la tua filosofia spicciola -
eri barman
su navi da crociera - poi a terra
l'avanzare degli anni e un occhio perso -
ogni scusa era buona per "festeggiare"
facendo sosta in un bar
mi resta la tua aria stralunata
mentre ti accompagnavo sottobraccio
e sulle strisce
inveivi contro le auto
agitando in aria il bastone
poi ti colse il male - entrambi
lo sentivamo ch'era l'ultima volta
che venivo a trovarti
tu piangevi come un bambino
presentendo l'addio
13.1.26
48
Noci
appena alzato
come gabbiano che si perde alla vista
ti è sparito dagli occhi della mente
un bel verso ma forse
non è un danno
non valeva era un nonsense
guardando Elisir a metà mattinata
ti consoli con 3-4 noci
contro i radicali liberi
e il colesterolo cattivo
16.1.26
49
Il cuore non sceglie
il cuore non sceglie: oscilla
tra possibilità -
si lascia attraversare
da ciò che potrebbe essere
e da ciò che già è
16.1.26
50
Lettere storte
artigliano l'aria operatori di pace
colpiti a morte
le parole appese alle stelle
leggi sull'acqua lettere storte
tempo uroborico d'un mondo apparente
18.1.26
51
Compleanno
della torta una piccola fetta
una vale ottantacinque candeline
"fammi un cheese papà"
gli anni fuggiti via dal calendario
dove sospesi restano i palpiti
della giovinezza frale
20.1.26
52
Accadere
questo accadere -
tutto appare sospeso
quando è già altro
nelle cose non vedi
che un addio velato
24.1.26
53
Pensare positivo
"sul bordo la mente
lascia impronte d'acqua":
cosa vorrà mai dire questo
nonsense in dormiveglia Dio lo sa
il borbottio del caffè nel cucinino
la moglie si è già alzata
con gli acciacchi di sempre
-esaurite le prospettive-
porti avanti un'altra giornata
pensando positivo
26.1.26
54
Dal principio Qualcuno mi sognava
la mia essenza si specchia
nel chiaro di cieli anteriori
dove a iniziare voli
in un battere d’ali fuggono piccole morti
e ad abbracciare il sereno
un ricucire strappi nell’azzurro
io sto da sempre in quella scia
d’infinito nascere
(genn. 16, riveduta 27.1.26)
55
Il fiore dell’anelito
destare in noi l’angelo svogliato
lasciare si schiuda il fiore dell’anelito
apra i petali come bocche di luce
(versi riveduti da una poesia datata)
56
Fotografie
immagine
memoria:
sei quello che rimane quando
il gesto di sfogliare va a scemare
occhi chiusi - una
malinconia sottile ti pervade
30.1.26
57
Vaghezza
dopo il bicchiere della staffa
quel dolce intontimento che ti culla
la mente in pindarici voli
la pioggia che scarabocchia sui vetri e
un lontanarsi come in sogno
quell'apporre da sé una distanza
5.2.26
58
Si levano muri
si levano muri
muri di burro che si sciolgono al tocco.
multitasking: orologi molli.
una scala per il cielo — a chi chiedere?
seguìta da una linea fumé
il tuo nome sul comò.
son prigioniero anche la luce.
mò ne vogliamo fare un altro.
attacco ai pc — tenevamo risultante da.
il giorno segue perché sbadiglia una poesia.
di là dal dover vivere leggero — rapporto haukaw.
allumare di luna e bisogna spingere nero.
la mente lascia impronte d’acqua.
(sono frasi sgrammaticate in dormiveglia e non)
7.2.26
59
Fonemi
si affacciano immagini
fonemi
si aprono come bocche alla luce
tremano
li vesti di parola
8.2.26
60
Hypnos
il defrag mentale t'apre
i meandri dell'inconscio
immagini daliniane a sequenza
pareidolie di nuvole dove
percorre lo zodiaco il carro del sole
angeli attraversano il sangue psichico
ti si spalancano vastità dove cantano
gli uccelli azzurri di maeterlinck
10.2.26
NUOVE PROSPETTIVE
1
Nell'essenza del sogno
come nuvole pigre i pensieri
veleggiavano verso isole di spleen
nell'essenza del sogno
e lei tenerezza
in sorrisi di rose
ad aprirti il cuore nel passare
-un arco nel cielo
(riveduta 13.2.26)
2
Parole
fanno eco in una valle di silenzi
parole non udite che in sogno
scaturite dalla notte del sangue
alla prim'alba del mondo
16.2.26
3
L'amico barman 2
aveva fatto il barman
sulle navi da crociera
anni di mare e di volti sconosciuti
poi la terraferma lo aveva ripreso
insieme all’età che avanzava
bastava un pomeriggio qualunque
e ci si ritrovava seduti in un bar
per un bicchiere condiviso
lui che raccontava storie di mare
e io che lo ascoltavo
quando lo accompagnavo a casa
mi prendeva sottobraccio
e sulle strisce diventava un’altra persona:
si metteva a inveire contro le auto
come se il mondo intero
dovesse rallentare per lui
e agitava il bastone in aria
come fosse ancora sul ponte
a impartire ordini al vento -
io ridevo sotto i baffi
ma c’era in lui una dignità ferita
poi arrivò la malattia
entrambi capimmo subito
che quella sarebbe stata l’ultima volta
che andavo a trovarlo
lui piangeva in silenzio
con la fragilità di un bambino
(variante estesa con supporto IA)
22.2.26
4
Il guardiano del faro
sembra toccare il cielo
attraverso la grande vetrata
gli fa visita il gabbiano
unico amico:
al crepuscolo - alla stessa ora
nel becco l’argentea preda
l’uomo del faro non è
lo stravedere che il ragazzo aveva sognato
tra spume d’onde e uccelli marini.
altro è questo solitario
che legge nel profondo
senza amici con cui chiacchierare:
una ferita — la perdita della compagna
morta qualche anno prima al parto
la sua Nina
ora gli pare di vederla
tra le ombre della sera quando
si accendono le stelle
(variante con supporto IA)
5
Il nostromo
narrava dei suoi viaggi
— il mare a cullarne le memorie —
i porti toccati e lasciati:
Oslo Amsterdam
taverne dove non mancavano
scazzottate come nei film.
quando il cielo era tempesta
e l'onda alzava creste come mura
negli occhi gli si leggeva -raccontando-
che bastava un niente a morire
avvolti dal fumo
della sua pipa di schiuma
noi ragazzi ne eravamo rapiti —
ci passavano nello sguardo velieri lontani
Jim il nostromo — egli era
per il borgo natio:
occhi di cielo e cuore
grande come il mare
così rimase — figura di vento
(variante con supporto IA)
6
Le torri di babele
spese folli in armamenti
lo spreco e la fame
(non è scena da film
la bambina che corre sotto le bombe)
la corsa dell'ego
all'onnipotenza -
l'uomo impazzisce e non impara mai
le torri di babele
sono erette su sabbia
24.2.26
7
La musa
egli s'inabissa nel profondo
emerge
con fonemi che hanno luce di sangue
non sa che a sceglierli non è
lui ma la musa che li desta
26.2.26
8
Proiezioni
proiezioni del pensiero ci guidano
vaghiamo lenti tra realtà e sogno
noi isole - luce e memoria
onde che cantano i nostri nomi
anelli d'una catena siamo
mani che cercano oltre il mare
(riveduta con supporto IA)
9
Agreste
il puledro si rotola
beato nell'erba alta
il sole a picco incendia finestre
il vecchio seduto sull'uscio
manda volute di fumo nell'aria ferma
le cose sembrano librarsi
in un silenzio sospeso
1.3.26
10
Crans-Montana
il rogo dei giovani corpi
achille lauro veggente
nella sua "perdutamente"
-un colpo al cuore-
per l'incuria l'ingordigia
si paga un prezzo altissimo
quando imparerà
l'uomo dai propri errori
le madri piangono i figli
incatenate a un destino crudele
-inchiniamoci al loro dolore
3.3.26
11
Come nei sogni
un taglio il sangue sul foglio
per il filo della carta
comunione con la mano che scrive:
come in sequenza onirica
corpi che si attraversano
e restano ombre sotto la pagina
6.3.26
12
Sospensione lucente
creiamo — senza volerlo —
un mondo fatto di piccole cose —
il ronzio che segna il tempo — la luce che non pesa
sento che creando viviamo
di infinito: un filo sottile che ci tiene
in questa sospensione lucente
10.3.26
13
Stanze
le notti intrise di sogni
quando il nonsense veleggia lento
sulle ondivaghe acque dell'inconscio
- mare di specchi -
segui come smarrito una cattedrale di stanze
una successione si dipana come un rosario di porte
e tu ti perdi e ti ritrovi
ti dissolvi in un caleidoscopio di memorie
ogni porta spalanca un teatro di meraviglie:
e la realtà si piega
fino a farsi sogno dentro il sogno
(riveduta con supporto IA)
11.3.26
14
L'angelo ti addita
dove finisce il mare
dove il cielo - questo
lambiccarsi -
nella notte dell'anima
l'angelo ti addita il sentiero
che per fame dell'io non vedi
mentre gira sul suo perno il mondo
giunga il tuo sguardo
alle molecole celesti
sognando l'otto orizzontale
14.3.26
15
Un giorno senza tempo
quando stavo per "andarmene"
sentii tirarmi per i piedi
io nel sogno io sogno
criptato
un giorno senza tempo
nella meridiana di sole
ero
tra gli angeli e i morti
con le mani piene di ombre
che non sapevano più come chiamarsi
e il cielo
mi restituiva il nome a pezzi
(riveduta con supporto IA)
15.3.26
16
Sarà l'ora
dal cuore degli operatori di pace
si libra la colomba:
nel sangue serba il grido inesausto
dei cristi agli angoli delle strade
sputati da impronunciabili epiteti
ma verrà l’ora
in cui l’oro dei potenti
diventerà ruggine
e i regimi crolleranno
sotto lo sguardo attento dei giusti
24.3.26
17
Nell’ultimo sangue
ora nell’ultimo sangue
c’è il vuoto delle braccia
ma ti immagino sull’amaca
i capelli sparsi come foglie
gli uccelli che ti raccontano il giorno
(variante con supporto IA)
18
Nel sangue versato
nel sangue versato
-a testimonianza-
annegherà il male
non sarà sua l'ultima parola
si ritirerà l'artiglio
che aveva lasciato ferite
sulla carne del cielo
1.4.26
19
Oziare
le mani in mano
i piedi in mano perché no?
un dito a esplorare tra le dita
(l'ozio è padre dei vizi)
gingillarti così
o al parco su una panchina
il piccione che ti lascia un ricordo sulla giacca
dici li mortacci
mentre alzi gli occhi al cielo
scongiurando la terza guerra mondiale
6.4.26
20
Cosa aspettarsi
cosa aspettarsi ancora
se tutto è passato al tritacarne
del già visto già vissuto
tra pensieri azzurri e acque amare
fatta tabula rasa
il tempo gira all'indietro
gli anni ci cadono addosso
lasciamo
gli scheletri nell'armadio
che il silenzio li consumi
6.4.26
21
Per sempre
(ad un aspirante suicida)
volevi liberarti
dal carcere di carne
saltando nel vuoto
non puoi uscire da te:
sei "per sempre"
un giorno
libero dai lacci
11.4.26
22
Ondivagare
l'ondivagare del sogno
- farfalla di fumo -
si disfa in cenere di luce
14.4.26
23
Dove sta andando il mondo
dopo un bicchiere di troppo
ti viene da piangere e
ti chiudi in bagno per non farti vedere
-ma dove sta andando il mondo
le migliaia di morti ammazzati
quintali di cibo nei rifiuti e
bocche imploranti per fame
nascono nuovi erodi
si atrofizza la palpebra del sole
14.4.26
24
Sei altro
meglio l’attesa
a dipanare e ritessere le ore
che l’appagamento senza brama:
il libro fresco di stampa tra le mani
ora in un vortice di luce le parole
strappate all’anima si fanno ali
vagano leggere — non più tue ma del mondo
e tu resti altrove — come un nome perduto
25